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Il Brasile dopo Lula
Il Brasile chiude un capitolo della sua storia politica, volta pagina e guarda al suo futuro prossimo che porta il nome di Dilma Rousseuf.
Dopo otto anni di Governo Lula, i Brasiliani celebrano il primo presidente donna della sua storia, nel solco di una tradizione, quella latino americana, in cui le donne riescono a conquistare ruoli di primo piano, come già testimoniano l'Argentina, il Cile ed il Costarica. In Italia, quando verrà eletto il primo premier donna?

Dilma Roussef, cresciuta politicamente all'ombra di Lula, espressione del Partido dos Trabalhadores, rappresenta un segno di continuità nel proseguo di quelle politiche socio – economiche adottate dal governo Lula basate su due direttrici principali: lotta alla fame e maggiore slancio nelle politiche macro economiche.
La Rousseff è stata eletta con oltre il 55% di preferenze mentre Josè Serra si è fermato sulla soglia del 45% in un weekend che ha visto recarsi alle urne 135 milioni di elettori. Al primo turno elettorale del 3 ottobre scorso, la Rousseff raccolse "solo" il 47%, un risultato secondo gli analisti deludente, i sondaggi realizzati dall'istituto Ipobe alla vigilia del voto davano la Rousseff al 57%.
Lo scarto di dieci punti percentuali tra i voti reali e quelli previsionali porta il nome e cognome di Marina Silva, un'altra donna, ex ministro dell'ambiente del governo Lula, vincitrice morale di queste elezioni presidenziali. Marina Silva ha raccolto al primo turno il 14% dei consensi, simbolo del movimento ambientalista, è stata dimissionaria nell'ultimo governo Lula a seguito di contrasti sulla politica verde del Paese: diversi i momenti di scontro tra la Silva e il neo presidente Rousseff che nel governo Lula era ministro dell'energia.

Erano le ore ventidue italiane di sabato quando La Rousseff ha rilasciato le prime dichiarazioni ufficiose da neo eletta presidente del Brasile in cui non potevano mancare parole per il suo predecessore: "Saluto Lula con emozione, il suo sostegno e la sua saggezza. Un leader appassionato e giusto, so che non sarà mai lontano dal nostro popolo"(http://www.unita.it/news/esteri).
Lula ha seguito le elezioni in maniera del tutto privata, evitando accuratamente di non rubare la scena mediatica a Dilma, non avrebbe potuto candidarsi per la terza volta, così come prevede la costituzione, ma sicuramente Lula sarà ancora per molti anni il leader indiscusso della sinistra progressista brasiliana.
Con Lula presidente il Brasile ha registrato una crescita economica senza precedenti con il dato della disoccupazione ai minimi storici e quella della Rousseff sarà dunque un'eredità difficile da raccogliere in cui l'ex presidente tornitore non mancherà di dare un contributo. Lula e Dilma Rousseff sono legati da un passato in cui entrambi hanno combattutto, in forme diverse, negli anni orribili della dittatura militare, anni in cui la Rousseff fu arrestata e tenuta nelle carceri di Rio per tre anni, accusata di essere il leader di un movimento politico marxista che compiva atti di guerriglia urbana.

Il Brasile del dopo Lula guarda fiducioso al futuro in cui si candida ad avere un ruolo importante sullo scacchiere dell'economia mondiale e questo Dilma lo sa. Lo scorso anno ha vinto la sua sfida più difficile, battere il cancro, ora la sfida più entusiasmante, essere la guida del Brasile. Nella notte di ieri la Rousseff parlava cosi: ''sono una dimostrazione dei progressi democratici del Brasile, per la prima volta sara' guidato da una donna. Il mio primo impegno e' quindi proprio questo, quello di onorare la fiducia ricevuta dalle donne e di costruire una societa' con eguali opportunita' per uomini e donne: questo – ha sottolineato – e' un principio chiave della democrazia'' ).

Boa sorte Dilma!

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