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Scritto da nel Numero 134 - 1 Novembre 2016, Scienza | 0 commenti

Alti e bassi

Alti e bassi

Tempi duri nello spazio per i lander. Dopo l’ atterraggio da brivido di Philae sulla cometa Yurimov -Gherasimenko, rimasto per mesi aggrappato sull’ orlo di un baratro con una zampetta penzoloni nel vuoto, ormai non si nutrono più dubbi sulla triste sorte toccata pochi giorni fa a Schiapparelli, il modulo della missione europea Exomars che doveva posarsi sulla superficie di Marte.  Sembra ormai accertato che il lander si sia schiantato  sul suolo marziano dopo il distacco dalla sonda madre. Anche se Schiapparelli era considerato un test e la missione principale sta procedendo regolarmente, la delusione è stata comunque forte.

A renderla ancora più cocente, soprattutto per l’opinione pubblica europea, è la presenza sul pianeta rosso di due lander della NASA, Curiosity e Opporunity. Entrambi i mezzi stanno scorrazzando da tempo sulla superficie marziana e Opportunity opera a circa quindici chilometri dal punto in cui si è probabilmente schiantato Schiapparelli. Ma anche l’ ente spaziale americano ha avuto i suoi grattacapi nei pressi di Marte, nel 1999 il Mars Climate Orbiter prese fuoco nell’ atmosfera marziana e lo stesso anno il Mars Polar Lander si schiantò sul suolo del pianeta.

Del resto non è una novità che, come per la Luna negli anni 60 del secolo scorso, Marte sia diventato l’ oggetto del desiderio di molte agenzie spaziali terrestri. Un contesto di rivalità scientifica, dove la NASA, forte di aver portato per prima un veicolo a toccare il suolo del pianeta rosso, sembra manifestare un velato campanilismo marziano. Emblematiche, in tal senso le parole con cui Leopoldo Benacchio, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica all’Osservatorio di Padova ha commentato l’ annuncio del presidente Obama, che entro il 2030 un equipaggio americano potrebbe sbarcare sul pianeta rosso, “Gli americani considerano un po’ Marte cosa loro, ma non è così “.  Come a dire che l’ Europa, e con lei parecchia Italia, c’ è e può giocare un ruolo di primo piano in questa affascinante avventura.

Un’ avventura che non ha la valenza ideologica con cui Stati Uniti e Unione Sovietica affrontarono la conquista della Luna, ma vede coinvolti molti più attori, non solo istituzionali. Ci sono già diversi magnati che stanno investendo parte delle loro fortune in progetti di missioni con equipaggio umano verso il pianeta rosso.

I problemi da risolvere non sono pochi, e molti addetti ai lavori considerano troppo vicina la data ipotizzata dal presidente USA. Perché un piede umano calchi il suolo di Marte c’ è ancora tanta strada da fare, anche se molto è stato fatto da quel primo novembre del 1962, quando fu lanciata la prima sonda con destinazione il pianeta rosso. Era la sovietica Mars 1, gli americani risposero due anni più tardi con la Mariner 3, di entrambe non si è saputo più nulla…

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