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> Dalla Terra alla Luna di Enrico Roncarati      Anteprima per la stampa Invia questo articolo ad un amico
( Sezione Scienza, Numero 47 )

Dopo il periodo d’oro fra gli anni 60 e 70 del secolo scorso, l’ interesse della comunità scientifica verso la Luna è andato progressivamente declinando. Con la conclusione della sfida per la sua conquista, che vide prevalere la NASA sull’ Agenzia Spaziale Sovietica, il nostro satellite perse il suo valore politico e, come logica conseguenza, gli enti di ricerca videro ridursi al lumicino gli stanziamenti di altri fondi destinati alla sua esplorazione.  
Ora, dopo qualche decennio lontano dai riflettori, la Luna sembra avere riconquistato un ruolo di primo piano nei programmi di ricerca della NASA e non solo.
L’ ente spaziale americano sta portando avanti due progetti paralleli che hanno come obiettivo il ritorno sull’ unico satellite terrestre.
Ares, il progamma ufficiale, al quale la NASA sta lavorando dal 2005, prevede la costruzione di due razzi, Ares 1 e Ares 5. Il primo è destinato a sostituire  lo Space Shuttle, che dal 2010 se ne andrà in pensione. Il compito di Ares 1 sarà portare in orbita terrestre la navicella  Orion, dalla quale gli astronauti potranno trasferirsi sulla Stazione Spaziale Internazionale o su una capsula per l’ allunaggio trasportata dal razzo Ares 5.
Questo vettore, molto più potente del compagno, è progettato per mettere in orbita un modulo lunare  da agganciare alla Orion, da dove sarebbe poi lanciato verso la Luna per mezzo di uno stadio supplementare.
Il secondo progetto, Jupiter,  riprende in gran parte la tecnologia Shuttle riveduta e corretta. In questo caso è  previsto l’ utilizzo di un solo razzo, come il famoso Saturno 5 delle missioni Apollo, in grado di trasportare sia la navicella Orion che il modulo lunare.

La cosa curiosa è che i sostenitori di Jupiter sono gli stessi ricercatori impegnati con Ares, che nel loro tempo libero si dedicano allo sviluppo del programma alternativo, che ritengono più sicuro ed economico rispetto a quello ufficiale.

La riconquista della Luna parte da una sfida interna alla NASA, dalla quale potrebbe trarre vantaggio un concorrente molto agguerrito. Non lo storico avversario sovietico, ma la Cina, che in questi giorni ha compiuto la sua terza missione con equipaggio, culminata nella passeggiata spaziale di un astronauta. I programmi cinesi però non si fermano qui e il prossimo obiettivo sembra essere proprio lo sbarco sul suolo lunare.



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