Una copertina amara, come il finale dei film che ci ha lasciato.
L’Arengo da sempre ripudia il melodramma e si schiera con i mostri. Nessuna commemorazione, brindisi in solitudine per chi, all’ultima curva, sorpassa, seppellisce tutti, e taglia vincente il traguardo. D’altronde si sa, l’erba cattiva è sempre l’ultima a morire.
È una vita difficile, quella dell’Unione Europea: nella verde isola a nord ovest soffia un vento contrario. Vento che scoperchia tombe, e libera spettri che si credevano sopiti: è il nucleare all’italiana. Non vorremmo sembrare presuntuosi, ma ce ne parla l’ex ministro dell’industria Alberto Clò.
Attenzione, i mostri continuano a proliferare in nome del popolo italiano: evitate le cattive compagnie in Parlamento.
Nel mentre sta scoppiando un nuovo amore in città per Bologna Capitale. Capitale anche nel dimenticare i suoi gioielli come Palazzo Pepoli Campogrande.
Tra le pagine dell’Arengo aleggia un profumo di donna. Del resto l’aria è più pulita in Germania dove non solo i Verdi vanno a braccetto con le fonti rinnovabili.
Apriamo infine i sipari sulle luci e ombre della Banca Mondiale che strazia, ma di baci sazia i paesi in via di sviluppo.