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	<title>L&#039;Arengo del Viaggiatore &#187; Numero 103 &#8211; 1 Ottobre 2013</title>
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	<description>Rivista di libero pensiero</description>
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		<title>Numero 103 &#8211; 1 Ottobre 2013 &#8211; Come d&#8217;autunno</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Oct 2013 09:05:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Numero 103 - 1 Ottobre 2013]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Come d&#8217;autunno le foglie sugli alberi, così il nostro Paese, il suo Governo e il nostro Arengo, appesi chi alle nuvole gonfie di pioggia, chi al voto del Senato, chi al flebile sussurrare del web. L&#8217;Arengo ricomincia la stagione, che nel mese di Ottobre ripartirà anche su Radiocittafujiko, per la quale abbiamo già confezionato una prima puntata [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/10/numero-103-1-ottobre-2013/">Numero 103 &#8211; 1 Ottobre 2013 &#8211; Come d&#8217;autunno</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Come d&#8217;autunno le foglie sugli alberi, così il nostro Paese, il suo Governo e il nostro Arengo, appesi chi alle nuvole gonfie di pioggia, chi al voto del Senato, chi al flebile sussurrare del web.</p>
<p>L&#8217;Arengo ricomincia la stagione, che nel mese di Ottobre ripartirà anche su Radiocittafujiko, per la quale abbiamo già confezionato una prima puntata per lo speciale delle <strong>Frequenze rubate all&#8217;agricoltura</strong>, e non possiamo che cominciare da un <strong>vario esame dell&#8217;attualità politica</strong>.</p>
<p>Non ci fermiamo evidentemente al nostro Paese e, mentre i <strong>capitali vengono dalla Spagna all&#8217;Italia</strong>, anche noi volgiamo lo sguardo e l&#8217;attenzione a oriente esaminando i<strong> venti mediorientali</strong> di cui vogliamo vederne i miti aspetti metereologici come fausti presagi. Lungo la strada riflettiamo sulle <strong>contestazioni</strong>, visitiamo <strong>Bulgaria e Croazia</strong> prima di saltare in <strong>giro per lo spazio </strong>e di visitare<strong> il Museo del patrimonio industriale.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div><ul><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/10/numero-103-1-ottobre-2013/" title="Numero 103 &#8211; 1 Ottobre 2013 &#8211; Come d&#8217;autunno">Numero 103 &#8211; 1 Ottobre 2013 &#8211; Come d&#8217;autunno</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/10/its-democracy-stupid-dal-compromesso-storico-alle-larghe-intese/" title="It’s democracy, stupid: dal compromesso storico alle larghe intese">It’s democracy, stupid: dal compromesso storico alle larghe intese</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/10/lei-moderato-si-moderi/" title="Lei è un moderato, si moderi!">Lei è un moderato, si moderi!</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/10/a-gingillarsi-con-la-cosa-pubblica/" title="A gingillarsi con la Cosa Pubblica">A gingillarsi con la Cosa Pubblica</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/10/breve-nota-sugli-investimenti-diretti-dallestero/" title="Breve nota sugli investimenti diretti DALL’estero">Breve nota sugli investimenti diretti DALL’estero</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/10/la-contestazione-oggi-come-e-perche/" title="La contestazione oggi: come e perchè">La contestazione oggi: come e perchè</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/10/le%e2%80%8bstate-europea-di-bulgaria-e-croazia/" title="L&#8217;e​state europea di Bulgaria e Croazia">L&#8217;e​state europea di Bulgaria e Croazia</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/10/crisi-siriana-leterno-scontro-tra-sciiti-e-sunniti/" title="Crisi Siriana: l&#8217;eterno scontro tra sciiti e sunniti">Crisi Siriana: l&#8217;eterno scontro tra sciiti e sunniti</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/10/il-satellite-di-bombart/" title="Il Satellite di Bombart">Il Satellite di Bombart</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/10/rischi-e-opportunita-dallo-spazio/" title="Rischi e opportunità dallo spazio">Rischi e opportunità dallo spazio</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/10/mostra-giordani-e-museo-del-patrimonio-industriale/" title="Mostra Giordani e Museo del Patrimonio Industriale">Mostra Giordani e Museo del Patrimonio Industriale</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/10/giro-di-boa/" title="Giro di boa">Giro di boa</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/10/vaso-di-ferro-e-vasi-di-coccio/" title="Vaso di ferro e vasi di coccio">Vaso di ferro e vasi di coccio</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/10/radio-arengo-ottobre-2013/" title="Radio Arengo &#8211; Ottobre 2013">Radio Arengo &#8211; Ottobre 2013</a></li></ul></div>
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		<title>It’s democracy, stupid: dal compromesso storico alle larghe intese</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Oct 2013 09:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tobia Desalvo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 103 - 1 Ottobre 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlinguer]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Nel panorama dell’opinione pubblica si aggirano spettri sotto forma di domande a cui nessuno sembra rispondere. Dopo aver risolto quella dei 101 franchi tiratori (http://www.larengodelviaggiatore.info/2013/05/confessioni-di-un-franco-tiratore/), oggi ne vogliamo esaminare un’altra, tipicamente rivolta al PD: perché state al governo con Berlusconi che è un delinquente condannato? Cominciamo dall’inizio, affinché i nostri giovani lettori possano trovare gli [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/10/its-democracy-stupid-dal-compromesso-storico-alle-larghe-intese/">It’s democracy, stupid: dal compromesso storico alle larghe intese</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel panorama dell’opinione pubblica si aggirano spettri sotto forma di domande a cui nessuno sembra rispondere. Dopo aver risolto quella dei 101 franchi tiratori (http://www.larengodelviaggiatore.info/2013/05/confessioni-di-un-franco-tiratore/), oggi ne vogliamo esaminare un’altra, tipicamente rivolta al PD: perché state al governo con Berlusconi che è un delinquente condannato?</p>
<p>Cominciamo dall’inizio, affinché i nostri giovani lettori possano trovare gli spunti per capire che cosa significa vivere e governare in un sistema democratico.</p>
<p>La nostra Repubblica italiana è sorta sulle macerie di una guerra. In quella seconda guerra mondiale hanno combattuto dalla stessa parte i protagonisti della successiva Guerra fredda e anche in Italia, i comunisti si sono accordati con il Re traditore, quello scappato da Roma a Brindisi, per condurre le azioni nell’interesse nazionale. Di quella scelta si va ancora fieri, aver saputo accantonare le differenze per un interesse superiore, aver perseguito il proprio obiettivo rendendo possibili alcune convergenze operative.</p>
<p>Negli anni ’70 i rivali sono il Partito comunista e la Democrazia cristiana, separati dalla cortina di ferro.  Enrico Berlinguer, segretario del PCI, a seguito del golpe cileno, si rende conto che occorre un compromesso tra le forze democratiche per preservare la nostra democrazia. Si accorda dunque con la Democrazia cristiana e qualche anno dopo ne sosterrà il Governo, rivendicandone con passione da allora e per sempre le ragioni fondative. Berlinguer, a differenza dei suoi futuri ragazzini, si muoveva politicamente con degli obiettivi ben definiti, collocati in un percorso storico, in nome del quale era in grado di scendere in battaglia e di relazionarsi con l’opinione pubblica. Il paradosso è che chi oggi usa Berlinguer come icona pop della sinistra trendy e politicamente corretta, quella di superiore moralità, dimentica che fu proprio lui a votare il GOVERNO ANDREOTTI MONOCOLORE DC, la peggior fucina di delinquenti secondo il trendy di oggi. A differenza di oggi, dunque, pilatesco tempo d’ignavia, sta “solo” il fatto che i valori forti dell’epoca ci mostrano le ragioni per cui ancora oggi si difende quell’esperienza, che si concluse normalmente col volgere degli eventi democratici.</p>
<p>Il sostegno del medesimo Governo, in democrazia, è la strada maestra della reciproca legittimazione democratica, così come nel 1945-47 stette alla base per una normalizzazione dei rapporti politici all’interno del popolo italiano: oggi invece si avversa il Governo Letta perché si avversa l’idea che un elettore possa liberamente farsi rappresentare in Parlamento da chi ha commesso reati penali. La nostra Repubblica è nata con un&#8217;amnistia di Togliatti verso i fascisti, con il deposito sottoterra di arsenali militari: abbiamo una Repubblica perché la politica non si è fermata ai fatti personali e ai relativi strascichi. Crediamo di essere nel  2000 e invece stiamo tornando indietro nel tempo.</p>
<p>Oggi, la sfida è tra chi difende una democrazia con i partiti e chi questi partiti vuole abbattere pur senza indicare l’alternativa di uno sviluppo per il Paese, tra chi pur non sapendo che fare ritiene di rimanere agganciato all’Europa e chi invece vede nell’Europa il problema, mentre gli obiettivi della legittimazione reciproca sono arretrati grazie a chi combatte ancora i comunisti,  a chi sventola atti giudiziari come armi politiche e a chi vigliaccamente ricorda la propria storia solo quando è facile e si costringe ad operare muto senza collegare le braccia al cervello. I segni sull’opinione pubblica di oggi e sulla formazione delle nuove generazioni saranno così al di fuori del controllo della ragione e schiavi di un’autoformazione su facebook al di fuori della storia politica del nostro  Paese.</p>
<p>L’evento Berlusconi è stata la pietra tombale sulla mia tanto cara Repubblica dei Partiti nati dalla Resistenza,  ma è altrettanto chiaro che le responsabilità del trapasso stanno in tutti coloro che non hanno saputo innovare per difenderla. Per questo motivo raccogliere quelle briciole e infornare nuovo pane è compito di tutta la classe politica che si ritiene tale, è compito onorevole (ONOREVOLE!) da condurre a testa alta, al di là dei fatti personali e penali di ognuno, portando a questo tentativo il meglio della propria cultura. E&#8217; il dovere di una classe dirigente. It’s democracy, stupid.</p>
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		<title>Lei è un moderato, si moderi!</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Oct 2013 08:50:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Sabbioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 103 - 1 Ottobre 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[governo letta]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Dopo due mesi di continuo conflitto, cresciuto in intensità ed in irresponsabilità con il passare dei giorni, nell’ultima settimana Silvio Berlusconi ha messo a segno due mosse – dimissioni dei parlamentari e dei ministri pdl &#8211; che hanno l’obiettivo di costringere il Presidente della Repubblica a sciogliere le camere ed indire elezioni anticipate. Considerando che la sentenza definitiva pronunciata dalla Cassazione ad inizio Agosto verrà seguita dall’esecuzione della condanna penale confermata in quella sede, con la scelta per il condannato di optare tra arresti domiciliari ed affidamento ai servizi sociali, e, con il pronunciamento a metà ottobre da parte della Corte d’Appello di Milano sulla pena accessoria, dall’interdizione dai pubblici uffici che vuol dire impossibilità di ricandidarsi al Parlamento, questa battaglia per la propria libertà personale intrapresa da Silvio Berlusconi non ha possibilità di essere da lui vinta. Oltre a tutto ciò altri processi nei suoi confronti si stanno avviando a compimento, con il rischio concreto che l’ex- Presidente del Consiglio possa dover trascorrere gli ultimi anni della sua vita senza poter godere della libertà personale.</p>
<p style="text-align: justify">Proprio a questo dobbiamo l’accelerazione della crisi e il tentativo di scardinare qualsiasi regola di convivenza democratica, perché Berlusconi pensa di poter evitare tutto questo facendosi forte di un’eventuale vittoria elettorale, contrapponendo alle decisioni della magistratura il “volere del popolo”, continuando ad affermare ciò che in questi venti anni ha portato nel dibattito politico ed istituzionale: lui è diverso da tutti gli altri! Infatti è proprio l’articolo 3 della Costituzione, quello che afferma la semplice formula dell’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, a stargli stretto e ad dover essere sostanzialmente cancellato. Per farlo in questi anni l’ex-Presidente del consiglio ha intrapreso una personale battaglia con la magistratura che ha portato l’Italia sull’orlo del baratro, una battaglia fatta di bugie cinismo e malafede. La riforma sacrosanta della giustizia da molte parti richiesta, soprattutto di quella civile che tanti problemi dà ai cittadini ed al sistema economico, è stata sempre affrontata dal punto di vista dal lato dei provvedimenti per aiutarlo a schivare i suoi processi. Ora però il fortino è stato espugnato e da agosto di quest’anno cominceranno a piovere sentenze definitive che porteranno alla caduta del sogno dell’impunità che tanti danno ha fatto al tessuto etico, morale e sociale di questo Paese. Per provare ad scongiurare questo finale già scritto, Berlusconi ha pensato bene di affidarsi ai peggiori individui che poteva annoverare nel suo partito personale, fidandosi cioè dei consigli dei cosiddetti falchi, personaggi autoreferenziali che nulla hanno a che fare con le grandi tradizioni politiche del passato che negli anni scorsi hanno contribuito all’affermazione del berlusconismo ed hanno creato l’ossatura della Forza Italia del 1994. Si è affidato infatti a personaggi che sicuramento non lasceranno il segno nei liberi di storia, se non in senso negativo, firmando le conseguenze disastrose che l’accelerazione di questa crisi potranno avere per i conti dell’Italia.</p>
<p style="text-align: justify">A dimostrazione dello strappo consumatosi, basta vedere i numerosi distinguo di persone ragionevoli del PDL che cominciano a piovere e che potrebbero rappresentare una speranza per la sopravvivenza di questo Paese, da troppi anni fiaccato da una logica di individualismo ed arroganza che per nulla hanno a che fare con l’interesse di milioni di Italiani di ogni orientamento politico.</p>
<p style="text-align: justify">Nelle prossime ore torneremo ad affidarci alle sapienti mani di un arzillo ottantottenne, che per l’ennesima volta nel corso della sua permanenza al Quirinale sarà impegnato ad affrontare con saggezza una situazione che rischia di compromettere ulteriormente la già complessa situazione economica e finanziaria dell’Italia. L’esito delle ultime elezioni politiche del febbraio 2013 potrebbero consentire di trovare in parlamento i numeri per far continuare l’azione di governo procedendo ad un semplice assegnazione delle deleghe lasciate vacanti dai ministri dimissionari, dando così anche l’importante messaggio che nel Parlamento Italiano gli irresponsabili sono minoritari.</p>
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		<title>A gingillarsi con la Cosa Pubblica</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Oct 2013 08:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Iacopo Sequi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 103 - 1 Ottobre 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[governo letta]]></category>
		<category><![CDATA[letta]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p>Se il principio della separazione dei poteri fonda l&#8217;effettualità di un regime di condotta democratica, è sorprendente il fatto che l&#8217;attuale presidente del Consiglio dei Ministri trascuri un concetto così basilare per la sussistenza delle grandiose ed auto-osannanti democrazie occidentali. Intervistato poche ore fa da un Fabio Fazio quanto meno accondiscendente, Enrico Letta non ha nascosto come si aspetta che gli sia consentito portare avanti il suo attuale incarico istituzionale: grazie a un Parlamento che consenta di convertire in legge i decreti di Palazzo Chigi. Esattamente come accadeva quando troneggiava Silvio Berlusconi – e così fece anche Mario Monti – la Camera e il Senato dovrebbero servire unicamente a ratificare la più creativa nullafacenza politica e il sostegno allo sfruttamento capitalistico, avallando sempre e comunque le richieste del premier e trascurando il ruolo di primaria importanza che ha l&#8217;iniziativa di legge parlamentare nella concezione di rappresentanza sancita dalla nostra Costituzione.<!--?xml:namespace prefix = "o" ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /--></p>
<p>Essendo tuttavia improbabile che lo spirito di Montesquieu possa sfiorare gli impulsi elettrici nella scatola cranica del presidente Letta, dobbiamo confrontarci con questo atteggiamento almeno fino alla prossima legislatura. Già, perché si dia credito o meno alla bontà degli intenti che muovono le persone di PD, Scelta Civica, UdC e PdL (o quel che è) a unirsi in un governo di Große Koalition, è vero che votare ancora con il Porcellum riproporrebbe una situazione di instabilità politica più o meno identica a quella attuale. È altresì vero che tra le prime cose da fare c&#8217;era proprio la legge elettorale, ma l&#8217;accordo non è stato trovato e così i tre partiti con più peso quanto a numero di seggi si rimpallano la responsabilità del fallimento. Insomma, votare sarebbe bello ma è inutile. E con questa sacra ragione di stato – ovvero scusa becera di poltronismo – si deve almeno provare a tirare innanzi. Tirare innanzi a furia di parole; perché di provvedimenti veri se ne sono visti pochi, per la gente. Il PD ha accettato ogni ricatto politico del grande alleato, il PdL, formalizzando quella rincorsa al centro iniziata vent&#8217;anni fa (il videoclip in calce all&#8217;articolo, del 1994, sa di profezia) e dimenticando il ruolo di difensore dei più deboli che dovrebbe ben tenere a mente chi ha aspirazioni democratiche e socialiste. Spiccioli dati alle emergenze sociali, alla salute, alla scuola e alla cultura, a fronte di grandi strizzate d&#8217;occhio ai potenti e ai ricchi in difficoltà: i padroni delle grandi industrie dell&#8217;acciaio, dell&#8217;auto, dei trasporti aerei, delle telecomunicazioni, delle costruzioni. E mentre l&#8217;IVA su un paio di scarpe continua ad aumentare, la tassazione sulle rendite finanziarie non viene sfiorata, a tutto vantaggio dei Gordon Gekko de noantri.</p>
<p>Dov&#8217;è finito quel desiderio di equità che tanto ostentavano le pronunciazioni pubbliche dei ministri di questo governo (e anche di quello precedente, per verità)? Dov&#8217;è finita la promessa di un gran daffare nei primi cento giorni come dimostrazione che a Palazzo Chigi siede gente seria (&#8220;pensiamo a lavorare&#8221;, dicevano)? Fu fatto addirittura un mini-sito ufficiale: oggi, pur disponendo della migliore connessione a Internet, cliccando sul link la pagina non si apre. Appare sulla barra di navigazione la scritta &#8220;Errore caricamento pagina&#8221;, quindi la schermata che si vede nell&#8217;immagine d&#8217;apertura di questo articolo.</p>
<p>È certamente solo un caso, e i protagonisti delle larghe intese saranno in grado di esprimere con turbini di parole vacue quella che chiamano – anche a fronte di risultati scarsi o negativi – una forte azione di governo. Altrettanto certamente, non sarà un caso se a un&#8217;evoluzione politica incurante dei bisogni delle persone seguirà un&#8217;incredibile opposizione.</p>
<p><a href="http://youtu.be/byNQpgKr74U">http://youtu.be/byNQpgKr74U</a></p>
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		<title>Breve nota sugli investimenti diretti DALL’estero</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Oct 2013 08:40:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tobia Desalvo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 103 - 1 Ottobre 2013]]></category>
		<category><![CDATA[politica industriale]]></category>
		<category><![CDATA[privatizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[telecom]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Vorrei solo spendere qualche riga per segnalare un paio di punti che credo sia importante notare, relativamente all’acquisto di Telco, la holding di controllo di Telecom, da parte degli spagnoli di Telefonica. Spagnoli per così dire, visto che quando l’ex monopolista è stato privatizzato nel 1997 è finito collocato integralmente sul mercato. Anche Telecom è [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/10/breve-nota-sugli-investimenti-diretti-dallestero/">Breve nota sugli investimenti diretti DALL’estero</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei solo spendere qualche riga per segnalare un paio di punti che credo sia importante notare, relativamente all’acquisto di Telco, la holding di controllo di Telecom, da parte degli spagnoli di Telefonica. Spagnoli per così dire, visto che quando l’ex monopolista è stato privatizzato nel 1997 è finito collocato integralmente sul mercato. Anche Telecom è stata privatizzata nel medesimo anno e da allora non è più “Italiana” ma è “privata”. E’ forse diverso il comportamento di un imprenditore solo perché in tasca ha un documento italiano o spagnolo? In questo senso, speriamo di sì perché gli imprenditori italiani hanno avuto il brillante merito di gravare Telecom di debiti (la cordata di quel Colaninno già dirigente di De Benedetti che ha ben capito come si fanno i soldi con le aziende ex pubbliche e che si è infilato anche nell’altro business Alitalia), di garantire la “sicurezza della rete” con lo scandalo delle intercettazioni (vedi Tronchetti), mentre nei restanti periodi l’azienda è rimasta parcheggiata nel salotto buono. Con buona pace di chi aveva investito nel nostro campione nazionale di Telecomunicazioni e si è visto crollare le azioni in portafoglio.</p>
<p>Si fa tanto parlare di “attrazione di investimenti esteri” e questo caso ne è assolutamente l’esempio chiave. Che cosa pensiamo siano gli investimenti attratti? Non possono prendere forma diversa da partecipazioni azionarie in aziende locali e relative cessioni di proprietà. Paese che vai, mercato che trovi. Mentre per conquistare il controllo di Telefonica occorre comprarne le azioni sul mercato, in Italia è sufficiente accordarsi coi detentori del nocciolo del nocciolo per controllare i frutti del frutto: una holding Telco caduta per qualche centinaio di milioni è in grado di gestire un’azienda Telecom del valore di miliardi, salvo accordarsi col Governo detentore della golden share. Siamo cioè in grado di consentire ai nostri capitalisti di incamerare quattrino, sembriamo ripudiare investimenti sulle reti (che anzi pensiamo bramosamente adesso di nazionalizzare subito a spese dei soliti contribuenti) e guai a remunerare i piccoli azionisti.</p>
<p>Infine le preoccupazioni dei lavoratori, ormai più nazionalisti che marxisti, per cui il sindacato non intende rappresentare le opportunità di lavorare in un gruppo multinazionale.</p>
<p>La Prima Repubblica è stata abbattuta perché avrebbe il sistema delle partecipazioni statali avrebbe prodotto debiti e inefficienze. Per contro, la Seconda sta liquidando (liquidare = cessione di proprietà in cambio di cash) quel patrimonio di aziende generando plusvalenze a vantaggio delle cordate di “investitori”, a scapito del parco buoi degli azionisti e dei contribuenti. In questo senso il centrosinistra non può esimersi da una riflessione puntuale sulle politiche economiche e industriali condotte negli ultimi due decenni, dalla fiducia normalmente mal riposta nel nostro mercato libero, per innovare le modalità di gestione del patrimonio industriale in modo da porre al centro la tutela del merito, degli investimenti e del valore.</p>
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		<title>La contestazione oggi: come e perchè</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Oct 2013 08:37:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio Bonacci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 103 - 1 Ottobre 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[contestazione]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In questo periodo di crisi, che attraversa in particolare tutto il mondo occidentale, la cronaca registra frequenti manifestazioni di protesta  ad opera di vari movimenti popolari di Paesi europei ed extraeuropei. L’attuale e complessa  situazione del Medioriente è tutto un altro discorso che ha presupposti e implicanze di altra natura. Sul fenomeno della contestazione, che [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/10/la-contestazione-oggi-come-e-perche/">La contestazione oggi: come e perchè</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In questo periodo di crisi, che attraversa in particolare tutto il mondo occidentale, la cronaca registra frequenti manifestazioni di protesta  ad opera di vari movimenti popolari di Paesi europei ed extraeuropei.</p>
<p>L’attuale e complessa  situazione del Medioriente è tutto un altro discorso che ha presupposti e implicanze di altra natura.</p>
<p>Sul fenomeno della contestazione, che interessa prevalentemente l’emisfero occidentale, vi sono varie interpretazioni, a volte contrastanti.</p>
<p>Volendo ricondurre la discussione nell’alveo più appropriato che è quello della teoria politica, assume rilevanza il tema del potere. Il potere visto “ex parte populi”, per usare un’espressione del Rousseau,  considerato il padre della democrazia moderna.</p>
<p>Entrando nel merito della questione occorre distinguere, preliminarmente, tra “resistenza” e “contestazione”: sono  entrambe  forme di opposizione al potere che però si differenziano per vari aspetti.</p>
<p>La  resistenza è una forma di opposizione che comporta la rottura con l’ordine costituito. La contestazione, invece, si esprime e si esaurisce  con una protesta verbale, spesso urlata, nei riguardi dei modelli culturali cui si ispirano i detentori del potere. La resistenza si realizza come sommossa di piazza e spesso sfocia nella violenza fisica. La contestazione invece si esercita nelle assemblee dove in genere si parla senza agire.</p>
<p>Il diritto di opposizione al potere si affermò con la rivoluzione francese. Tuttavia negli anni che seguirono al 1789 l’esercizio di tale diritto si affievolì  perché si fece strada  il convincimento del deperimento naturale dello stato. Infatti Il pensiero politico del tempo elaborò la teoria secondo cui  le forze che muovono verso il progresso e l’emancipazione del  popolo non risiedono nello stato bensì  nella società. Questa  concezione è alla base della formazione dello stato liberale avvenuta nel secolo XIX  e racchiudeva le richieste  della classe  borghese   che aveva sostituito “l’antico regime”. Contro l’abuso del potere, durante il processo di formazione dello stato liberale, vennero introdotti  e istituzionalizzati  vari rimedi. Tra questi assumono particolare rilevanza  la  separazione dei poteri in senso verticale (tra i vari organi dello stato) e in senso orizzontale (tra i vari organi periferico); la subordinazione di ogni potere statale al diritto, cioè ogni potere si esercita nel rispetto  di nome giuridiche; investitura popolare dei governi e verifica periodica  per consentirne il rovesciamento. (Questa soluzione  nell’antico regime, era possibile soltanto con la rivoluzione).</p>
<p>Nonostante questi significativi rimedi, nelle democrazie moderne  si ripropone ancora il problema  della  contestazione. Perché ?</p>
<p>Alla domanda si può rispondere che l’atteso deperimento dello stato  non si è verificato come ci si aspettava,  è rimasto un’illusione ottocentesca. Infatti lo sviluppo della società industrializzata non ha diminuito ma aumentato le funzioni dello stato. Questa evenienza ha portato alla creazione  di  complessi  apparati burocratici che, secondo il sociologo Max Weber,  rafforzano le maglie dello stato  che col passare del tempo tendono a sclerotizzarsi. Nello stesso tempo si è verificata una progressiva concentrazione delle imprese e delle banche e il potere economico-finanziario viene anche esso monopolizzato. D’altra parte il potere ideologico viene monopolizzato con la formazione dei grandi partiti che si strutturano come organizzazioni oligarchiche determinando un progressivo distacco tra gli iscritti e i vertici dei partiti.</p>
<p>In questo scenario le stesse elezioni popolari si limitano a formare le maggioranze parlamentari mentre il potere reale viene gestito dai circoli economico-finanziari, spesso in combutta  con molti  dirigenti di partito.</p>
<p>Ecco, per tutti questi motivi le forme di resistenza e di contestazione si ripropongono ancora oggi, assumendo le caratteristiche di fenomeno collettivo  molto variegato.</p>
<p>Ai giorni nostri  le forme di mobilitazione popolare si  possono ricondurre a due tipologie: a) la resistenza attiva in cui si riconoscono i movimenti insurrezionali che giustificano e praticano al violenza; b)  la resistenza passiva  di coloro che si ispirano al modello di un personaggio carismatico, qual è stato il   Mahatma Gandhi.</p>
<p>Sul  piano operativo tutte le forme di opposizione si declinano in vari modi con  un  obiettivo comune, quello di mettere in difficoltà chi detiene il potere. Più precisamente:</p>
<p>•Inosservanza di una legge proibitiva,  organizzando vari tipi di protesta;</p>
<p>•Inosservanza di una legge imperativa, mettendo in atto comportamenti omissivi;</p>
<p>•Strategie di pressione come sciopero, boicottaggio, occupazioni;</p>
<p>•Azioni esemplari come il digiuno prolungato e così via.</p>
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		<title>L&#8217;e​state europea di Bulgaria e Croazia</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Oct 2013 08:35:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele De Maria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 103 - 1 Ottobre 2013]]></category>
		<category><![CDATA[bulgaria]]></category>
		<category><![CDATA[croazia]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un’estate difficile per la Bulgaria: manifestazioni di piazza quotidiane hanno  coinvolto decine di migliaia di bulgari contro il Governo e contro la  crisi, senza però stimolare un serio dibattito a livello europeo e avere un sufficiente risalto nei mezzi di comunicazione. Alta disoccupazione, criminalità organizzata, corruzione della politica e un drastico taglio dei servizi pubblici [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/10/le%e2%80%8bstate-europea-di-bulgaria-e-croazia/">L&#8217;e​state europea di Bulgaria e Croazia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Un’estate difficile per la Bulgaria: manifestazioni di piazza quotidiane hanno  coinvolto decine di migliaia di bulgari contro il Governo e contro la  crisi, senza però stimolare un serio dibattito a livello europeo e avere un sufficiente risalto nei mezzi di comunicazione.</p>
<p dir="ltr">Alta disoccupazione, criminalità organizzata, corruzione della politica e un drastico taglio dei servizi pubblici sono i motivi che hanno indotto la popolazione a riversarsi per le strade e a protestare contro il governo tecnico del socialista Oresharski, sostenuto da Partito Socialista  Bulgaro, minoranza turca e Movimento Diritti e Libertà.</p>
<p dir="ltr">Quello di Oresharski doveva essere un governo  per il rilancio del paese ma si è rivelato essere, in linea con il precedente governo conservatore  dimessosi in inverno per le proteste, un fervente sostenitore di  politiche austere e rigore economico che ha ulteriormente depresso la  popolazione. Così come in altri stati europei, in questo momento di  crisi la Maggioranza parlamentare è frutto di un compromesso “per il  bene del paese”: primo partito uscito dalle urne è stato quello dei  Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria, guidato dal premier  dimissionario  Borisov; superfluo dire che un suo nuovo mandato sarebbe  risultato inappropriato. Il compromesso ha quindi portato a un poco  solido ma presentabile  governo tecnico di ispirazione socialista.</p>
<p dir="ltr">La tenacia dei manifestanti nel protestare è stata significativa poichè  pacifica e allo stesso tempo dura, agguerrita e martellante: la  corruzione politica ha lacerato la democrazia, non trascurabile è stato  il numero di diserzioni dalle urne alle ultime elezioni di primavera, e  la protesta è stata spontanea e di parvenza vera e genuina (con  occasionali fisiologici eccessi violenti).</p>
<p dir="ltr">Il casus belli che ha portato la popolazione in piazza a chiedere le  dimissioni del Governo e nuove elezioni è stata la nomina del magnate  Peevski, già coinvolto in casi corruzione, a capo dei servizi di  sicurezza del paese. Alle prime forti proteste è seguito il ritiro di  tale nomina e pubbliche scuse.</p>
<p dir="ltr">Un’estate di cambiamento per la Croazia: il primo luglio il paese è entrato a far parte dell’Unione come ventottesimo stato, dopo un percorso lungo e  tortuoso iniziato formalmente nel febbraio 2003.</p>
<p dir="ltr">Recessione, nazionalismo e disoccupazione sono i motivi che hanno mitigato  l’occasione di festa ma le opportunità europee che si aprono sono  molteplici, tanto più in una situazione di difficile crisi. Investimenti in agricoltura, energie rinnovabili, un consolidamento del turismo  possono rilanciare il paese. Fondamentale è poi il ruolo della Croazia  nel trascinare senza indugi verso l’Unione i paesi dell’area balcanica</p>
<p dir="ltr">Per Bulgaria e Croazia l’interlocutore è oggi  l’Europa: l’Unione delle  regole e dei regolamenti, del rigore economico e dei controlli; ma anche l’Unione delle diversità e dell’integrazione, della democrazia e del  rispetto dei diritti, degli investimenti e dello sviluppo. L’Europa  tanto odiata quanto amata.</p>
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		<title>Crisi Siriana: l&#8217;eterno scontro tra sciiti e sunniti</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Oct 2013 08:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Cantelmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 103 - 1 Ottobre 2013]]></category>
		<category><![CDATA[assad]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[siria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Gli ispettori Onu lasciano Damasco dopo le indagini su una serie di siti dove sarebbero stati perpetrati degli attacchi chimici. E&#8217; l&#8217;ultima puntata della guerra civile siriana scoppiata ormai da circa due anni e mezzo e a cui la diplomazia non riesce a compiere passi in avanti, considerata la delicatezza del &#8220;caso siriano&#8221; dove si [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/10/crisi-siriana-leterno-scontro-tra-sciiti-e-sunniti/">Crisi Siriana: l&#8217;eterno scontro tra sciiti e sunniti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Gli ispettori Onu lasciano Damasco dopo le indagini su una serie di siti dove sarebbero stati perpetrati degli attacchi chimici.</p>
<p>E&#8217; l&#8217;ultima puntata della guerra civile siriana scoppiata ormai da circa due anni e mezzo e a cui la diplomazia non riesce a compiere passi in avanti, considerata la delicatezza del &#8220;caso siriano&#8221; dove si contrappongono Russia e Stati Uniti, Iran e Israele.</p>
<p>Il conflitto siriano appare un enorme rebus a cui sembra difficile trovare una soluzione su cui anche il Papa è intervenuto appellandosi alla diplomazia.</p>
<p>Una guerra che ha corso il rischio di trasformarsi in un conflitto mondiale è invece mutata  in una guerra &#8220;regionale&#8221; nell&#8217;eterno scontro tra sciiti e sunniti.</p>
<p>La guerra siriana ha poco di ideologico, due gruppi contrapposti si scontrano per la conquista del potere.</p>
<p>Il presidente siriano Bashar al Assad, fa parte della setta religiosa degli alawiti, sciita, è sostenuto da Iran e da Hezbollah, entrambi sciiti mentre i ribelli siriani, sunniti, sono sostenuti dai paesi del Golfo, tranne l’Iraq, che ha un regime sciita.</p>
<p>Lo scontro tra shiiti e sunniti ha prodotto una lista di crimini senza fine, secondo le Nazioni Unite il bilancio è di oltre centomila vittime, di cui circa la metà civili, inclusi i combattenti armati di entrambe le parti, tra cui circa duemila manifestanti dell&#8217;opposizione.</p>
<p>Crimini di cui si è sporcato ovviamente anche Assad, shiita, di fede alawita, che dal duemila governa un paese in larga maggioranza sunnita.</p>
<p>Assad leader del partito di Baath ha ribadito che non è disposto a trattare con le opposizioni che definisce &#8220;terroristi&#8221;. Il presidente del regime attacca anche L&#8217;Europa, che accusa di parlare di aiuti senza però levare l&#8217;embargo alla Siria. &#8220;Impossibile &#8211; dice Assad &#8211; che siano state usate armi chimiche senza il mio permesso&#8221;.</p>
<p>Secondo fonti dell&#8217;intelligence tedesca unità dell&#8217;esercito avrebbero agito senza coinvolgere direttamente Assad che ribadisce: &#8220;è una procedura molto complicata e nessuna unità dell’esercito siriano dispone di armi chimiche, ci sono delle unità speciali che le gestiscono&#8221;. Nel 2014 teoricamente Assad terminerà il suo mandato, ma non sembra voglia abbandonare la guida della Siria &#8220;Se abbandonare il mio incarico migliorasse la situazione me ne andrei, ma devo restare al mio posto&#8221;. Il primo rapporto presentato alle Nazioni Unite sull&#8217;utilizzo dei gas negli attacchi alla periferia di Damasco non hanno evidenziato chiare responsabilità né per una né per l&#8217;altra parte.</p>
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		<title>Il Satellite di Bombart</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Oct 2013 08:22:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bombart</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 103 - 1 Ottobre 2013]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[bombart]]></category>
		<category><![CDATA[crespellano]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nel weekend dal 27 al 29 Settembre 2013 in località Chiesa Nuova di Crespellano, si è tenuto il secondo degli eventi espositivi “SATELLITE” del collettivo bombart. L’evento è stato realizzato grazie alla gentile collaborazione con la Pro Loco e comune di Crespellano, il proprietario della Chiesa di Ognissanti Giovanni Neri e al immenso lavoro che [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/10/il-satellite-di-bombart/">Il Satellite di Bombart</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel weekend dal 27 al 29 Settembre 2013 in località Chiesa Nuova di Crespellano, si è tenuto il secondo degli eventi espositivi “SATELLITE” del collettivo bombart. L’evento è stato realizzato grazie alla gentile collaborazione con la Pro Loco e comune di Crespellano, il proprietario della Chiesa di Ognissanti Giovanni Neri e al immenso lavoro che gli artisti di bombart hanno dedicato alla realizzazione di opere e ambientazioni.</p>
<p>La risultante è stata eccellente! Un parco sculture di 400 mq in cui lavori di diversa natura e materiale coesistevano nell’armonica cornice bucolico-rurale dell’aperta campagna di periferia.</p>
<p>Diversi i pezzi forti dell’evento: un’anamorfosi di un centinaio di metri  occupava il viale alberato che, raffigurando il triangolo divino, era dedicato al Paradiso ed aveva su di un lato sei lavori scultorei degli artisti Josè Malgrati, Michele Liparesi, Katia Volpe e Lionel Sant’Agostino.</p>
<p>Proseguendo nella mostra si accedeva al limbo, fra sculture metalliche dal sapore industrial frutto del lavoro di Mario Crivellari, un alto rilievo in rame a grandezza naturale raffigurante gli ultimi istanti di vita di San Sebastiano, creazione dall’artista Sara Bolzani. In un angolo del limbo stava &#8220;la fontana dell&#8217;amicizia&#8221;, opera della scultrice Laura Zizzi, che ha saputo regalare sorrisi e fascino a chiunque cercasse di bere il vino spruzzato dai sui seni.</p>
<p>Al piano superiore della canonica, la raccolta di opere pittoriche dedicate all’evento: pittori e grafici come Lionello DeStefani, Stefano Viruz Zanetti, Davide Vitagliano, Danilo Recevic e Riccardo Santoro hanno dato la loro interpretazione del mondo degli inferi e del Signore che su esso regna.</p>
<p>La serata è stata condita riccamente da musica live dei Laila Muore, gruppo black-grunge dell’underground bolognese, e dal gruppo ralvamaniacs; pizze appena sfornate del Magico Tonno e l’impeccabile servizio bar del Fashion cafè di Elena Grandi hanno fatto da cornice a questo evento che è destinato a crescere di anno in anno.</p>
<p>Il satellite bombart è un evento nato per avvicinare gli artisti del collettivo agli spazi espositivi ufficiali del comune di Crespellano, così da conquistare man mano risalto e centralità nella Fiera. Questo anno erano 3 gli artisti che esponevano nel municipio del paese e 14 presso l’oratorio di Ognissanti; per il prossimo anno il collettivo cercherà di invertire questa tendenza portando più bomb-artisti possibile negli ambienti comunali al centro della festa, perchè tutti possano ammirare ciò che le nuove leve hanno da offrire.</p>
<p>…vi diamo appuntamento a Novembre con l’intervista all’artista Stefano Viruz Zanetti</p>
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		<title>Rischi e opportunità dallo spazio</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Oct 2013 08:22:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Roncarati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 103 - 1 Ottobre 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[asteroidi]]></category>
		<category><![CDATA[cosmo]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il cielo non ci cadrà sulla testa come temevano i Galli, ma qualche sasso in grado di far male potrebbe essere in agguato, come dimostra lo sciame meteorico che ha investito lo scorso febbraio la città russa di Chelyabinsk. Un evento che ha fatto alzare il livello di attenzione della comunità scientifica verso le minacce che possono provenire da questi corpi celesti. Come dire meglio essere prudenti, anche se statisticamente il rischio per un essere umano di venire colpito da un oggetto celeste è diversi milioni di volte inferiore a quello di rimanere vittima di un incidente stradale. La NASA, oltre all’ invito alla preghiera come sistema di prevenzione suggerito durante un’ audizione al Congresso USA dal suo direttore, ha imboccato anche una strada più pragmatica promuovendo l&#8217; Asteroid Grand Challenge. L’ iniziativa, lanciata lo scorso giugno, punta a coinvolgere partner privati, aziende o singoli cittadini, nell’ elaborazione di un progetto condiviso per individuare, tracciare ed eventualmente eliminare gli asteroidi potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta. Un’ apertura storica quella dell’ ente spaziale americano, come ha spiegato Mason Peck, chief technology dell&#8217;agenzia  &#8221; Al contrario delle tradizionali missioni della Nasa, di esplorazione e dai fini scientifici, questa competizione è fondata sull&#8217;idea che proteggere il nostro pianeta sia un tema più grande di qualsiasi altro programma, missione o Paese &#8220;. <i>Last but not least</i>, il progetto, oltre alla salvaguardia del pianeta, punta anche ai potenziali business che potrebbero derivare dalla cattura di piccoli corpi celesti.</p>
<p>Come riuscire a utilizzare le risorse del cosmo è un tema oggetto di studio da decenni, che finora si era arenato contro lo scoglio della mancanza di tecnologie adeguate. Il mare cosmico si presenta infatti piuttosto pescoso, nella fascia degli asteroidi compresa fra Marte e Giove  si stima ci siano almeno un milione di oggetti con diametro superiore al chilometro, ma quelli di dimensioni inferiori sono molti di più. La NASA ha fatto studi avanzati in proposito e avrebbe già individuato tre asteroidi, del diametro di una decina di metri, adatti allo scopo. In un futuro non troppo lontano, si parla del 2025, gli oggetti celesti verrebbero indirizzati verso la Luna, tramite una sonda robotica. Una volta entrati nell’ orbita del nostro satellite non sarebbe troppo complicato abbordarli con una squadra di astronauti per studiarli a fondo. A quel punto passare all’ utilizzo delle loro risorse il passo potrebbe essere piuttosto breve. Un progetto ambizioso, ma dal costo di svariati miliardi di dollari, motivo per cui, in un periodo di vacche magre per il bilancio dell’ ente di ricerca americano, la partnership con investitori privati presenta innegabili vantaggi. Le analisi sui frammenti di meteoriti piovuti sul nostro pianeta hanno rilevato la presenza di alte percentuali di ferro, nickel e iridio, oltre a silicati, acqua e alcuni composti organici. Si può proprio parlare di potenziali miniere a cielo aperto, anche se l’ oro, il platino, o addirittura i diamanti favoleggiati da qualcuno non sono ancora stati trovati. Ma lo spazio è grande….</p>
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