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	<title>L&#039;Arengo del Viaggiatore &#187; Numero 16 &#8211; 1 Maggio 2007</title>
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	<description>Rivista di libero pensiero</description>
	<lastBuildDate>Mon, 12 Oct 2026 09:11:34 +0000</lastBuildDate>
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		<title>L&#039;uva con cognome, nome e soprannome</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Rubbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Cantina del Viaggiatore]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 16 - 1 Maggio 2007]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>C&#8217;&#232; chi ha dato il proprio nome ad un&#8217;invenzione, chi ad un animale scoperto. Chi ad un monte, chi ad una malattia. In tanti ad una via. Ma c&#8217;&#232; chi ha anche dato il proprio nome ad un&#8217;uva, anzi: cognome, nome e soprannome. Un&#8216;uva particolarmente buona, decisamente pi&#249; buona delle uve della zona tanto da [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/luva-con-cognome-nome-e-soprannome/">L&#39;uva con cognome, nome e soprannome</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>C&rsquo;&egrave; chi ha dato il proprio nome ad un&rsquo;invenzione, chi ad un animale scoperto. Chi ad un monte, chi ad una malattia. In tanti ad una via.</p>
<p> Ma c&rsquo;&egrave; chi ha anche dato il proprio nome ad un&rsquo;uva, anzi: cognome, nome e soprannome.</p>
<p> Un&lsquo;uva particolarmente buona, decisamente pi&ugrave; buona delle uve della zona tanto da suscitare invidie, prima, e sempre pi&ugrave; decisi consensi, poi.</p>
<p> Quest&rsquo;onere e onore &egrave; toccato ad Antonio Longanesi, meglio conosciuto come Burson, soprannome di famiglia.</p>
<p> Contadino appassionato di caccia, durante la pratica della disciplina olimpica a lui pi&ugrave; congeniale, la caccia dalla capanna, si accorse di questa vite selvatica intrecciata intorno al &ldquo;roccolo&rdquo; (quercia). Vite che doveva dar dei frutti particolarmente dolci, vista l&rsquo;attenzione che gli dedicavano gli uccelli della zona.</p>
<p> All&rsquo;inizio degli anni &rsquo;50, quando la famiglia Longanesi decise  di riprendere a coltivar la vite, la scelta di quale uva usare fu scontata. L&rsquo;uva effettivamente raggiungeva concentrazioni zuccherine, di tannini, polifenoli e resveratrolo impensabili per le altre uve della zona.</p>
<p> Paesino piccolo, piccolo prodigio, grande invidia. Longanesi senza fare una piega regal&ograve; la sua uva a chiunque glielo chiedesse, tanto che nel giro di breve tempo ogni contadino nei pressi di Bagnacavallo aveva filari di uva d&rsquo;Burson.</p>
<p> Un&rsquo;uva sconosciuta, di cui si ignorava l&rsquo;origine e che spesso venne erroneamente paragonata ad altre uve della zona, come il sangiovese o il negretto, anche per permetterne la commercializzazione.</p>
<p> Infatti l&rsquo;uva non era ufficialmente riconosciuta, tanto che alcuni ricercatori di Agraria dell&rsquo;Universit&agrave; di Bologna gli dissero che non poteva diffondere quelle piante. Burson da buon romagnolo rispose :&rdquo;Io a casa mia la do a chi mi pare, la mia roba&rdquo;.<a href="#1" name="back1"><sup>[1]</sup></a></p>
<p> &Egrave; per&ograve; negli ultimi anni che l&rsquo;uva Burson esce dal guscio, inizia ad essere vinificato in purezza.</p>
<p> Nel 2000 venne ufficialmente iscritta al Catalogo nazionale della delle variet&agrave; di vite. Sulla scelta del nome nessuno ebbe dei dubbi, rendendo quindi omaggio al suo scopritore.</p>
<p> Un anno prima venne fondato il &ldquo;Consorzio il Bagnacavallo&rdquo;, il quale sotto la spinta dell&rsquo;enologo Sergio Ragazzini e Roberto Ercolani porta alla nascita di due tipologie di vini: Burson etichetta blu e Burson etichetta nera.</p>
<p> La prima tipologia non deve sostare meno di sei mesi in barrique, mentre l&rsquo;etichetta nera deve &ldquo;fronteggiare&rdquo; almeno venti mesi di legno.</p>
<p> Caratteristica dell&rsquo;etichetta nera &egrave; l&rsquo;appassimento dell&rsquo;uve, processo che la porta ad essere  una sorta di Amarone di pianura.</p>
<p> Al momento il Burson etichetta nera &egrave; un vino a mio modesto parere fantastico, sicuramente particolare e affascinante.</p>
<p> Non altrettanto i pu&ograve; dire dell&rsquo;etichetta blu, vino &ldquo;lunatico&rdquo; che non ha ancora una sua precisa personalit&agrave; e che a volte lascia un po&rsquo; interdetti.</p>
<p> Vi ricordo che il vino &egrave; &ldquo;ufficialmente&rdquo; nato da poco, quindi entrambe le versioni hanno ancora ampi margini di miglioramento.</p>
<p> I prezzi sono mediamente abbordabili, ma se volete un consiglio spendete qualcosa (pochi euri) in pi&ugrave; e prendete ad occhi chiusi un etichetta nera.</p>
<p> Meglio un bicchiere in meno ma buono!<a href="#2" name="back2"><sup>[2]</sup></a></p>
<p> <br />
<hr align="left" width="33%" size="1" />
<p align="justify" class="normale"> <a href="#back1" name="1"><sup>[1]</sup></a> Slow Food Aprile, Fabio Giavedoni.</p>
<p> <a href="#back2" name="2"><sup>[2]</sup></a> Se incontrate l&rsquo;oste di sera in tal pradel c&rsquo;&egrave; il rischio di trovare incongruenze tra quest&rsquo;ultima affermazione e il suo stato&hellip;</p>
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		<title>Dove il Cielo &#232; pi&#249; buio</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Roncarati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 16 - 1 Maggio 2007]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Come &#232; nato l&#39; universo? Avr&#224; mai una fine? Quesiti che sembrano avere risposte al di fuori della comprensione umana, ma ai quali la scienza sta cercando da tempo di trovare una soluzione. Fra i paladini di questa impresa c&#39; &#232; Stephen Hawking, uno dei pi&#249; grandi scienziati contemporanei, che, nonostante l&#39; immobilit&#224; a cui [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/dove-il-cielo-pi-buio/">Dove il Cielo &egrave; pi&ugrave; buio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Come &egrave; nato l&#39; universo? Avr&agrave; mai una fine? Quesiti che sembrano avere risposte al di fuori della comprensione umana, ma ai quali la scienza sta cercando da tempo di trovare una soluzione. Fra i paladini di questa impresa c&#39; &egrave; Stephen Hawking, uno dei pi&ugrave; grandi scienziati contemporanei, che, nonostante l&#39; immobilit&agrave; a cui &egrave; costretto da una grave malattia neurologica, in oltre trenta anni di studi ha dato un contributo fondamentale allo sviluppo della fisica teorica. In particolare Hawking ha concentrato il suo lavoro su una tipologia di corpi celesti molto misteriosi, conosciuti pi&ugrave; che altro come oggetti inquietanti ai lettori di fantascienza: i buchi neri.</p>
<p>Abile divulgatore, Hawking ha scritto numerosi libri che  hanno riscosso un grande successo di pubblico, riuscendo ad avvicinare migliaia di lettori ad una scienza complessa come la cosmologia,  contribuendo a fare luce su questi oscuri abitanti del cosmo, considerati nell&#39; immaginario collettivo una sorta di voraci mostri spaziali.<br />
Ancora invisibili all&#39; occhio umano, i buchi neri, la cui esistenza era prevista dalla teoria della relativit&agrave; generale, sono rappresentati graficamente come dei coni con il  vertice rivolto verso il basso.</p>
<p>Queste entit&agrave; cosmiche vengono considerate a livello scientifico come una linea di frontiera, oltre la quale cessano di valere le leggi della fisica che governano l&#39; universo attualmente conosciuto.</p>
<p>Il loro nome, ideato dal fisico americano John Wheeler, deriva da quella che &egrave; la caratteristica principale di questi corpi celesti: la presenza di una forza gravitazionale cos&igrave; intensa da non permettere neppure alle radiazioni luminose di uscire. Il confine che delimita il bordo del buco nero viene denominato orizzonte degli eventi.</p>
<p>All&#39; interno di un buco nero la densit&agrave; raggiunge livelli inimmaginabili: il volume di un centimetro cubo raggiunge il peso di una montagna.</p>
<p>Sulla loro origine sono state avanzate diverse teorie. Generalmente sembra accertato che i buchi neri siano l&#39; ultimo passaggio dell&#39; evoluzione di alcuni tipi di stelle che, esaurito il loro combustibile, vedono terminare anche le reazioni nucleari origine della pressione verso l&#39; esterno che controbilanciava la gravit&agrave;  interna. Se la massa della stella supera un certo limite, pari a 1,7 volte la massa del nostro Sole  la pressione non riesce pi&ugrave; ad arrestare il collasso gravitazionale della stella, che implode su s&eacute; stessa. A quel punto si genera un&#39; entit&agrave; buia di densit&agrave; altissima: il buco nero.</p>
<p>Esiste anche la possibilit&agrave;, prevista da Hawking, che i buchi neri possano avere origine non stellare, in questo caso si parla di buchi neri primordiali.</p>
<p>La comunit&agrave; scientifica ritiene probabile che nel centro di molte galassie, compresa la nostra, sia presente un buco nero. Una teoria che sembra avvalorata da recenti osservazioni delle orbite di alcune stelle.</p>
<p>Una delle prossime conquiste della fisica sar&agrave; la produzione artificiale di mini buchi neri. Un esperimento rivoluzionario che verr&agrave; realizzato presso il il Large Hadron Collider, LHC, di Ginevra.</p>
<p>Si tratta dell&#39; acceleratore di particelle pi&ugrave; potente del mondo, uno strumento gigantesco del diametro di 27 chilometri.</p>
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		<title>Numero 16 &#8211; 1 Maggio 2007 &#8211; Giorni di festa</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2007 11:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 16 - 1 Maggio 2007]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Lo avrai camerata Kesselring il monumento che pretendi da noi italiani ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi non coi sassi affumicati dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio non colla terra dei cimiteri dove i nostri compagni giovinetti riposano in serenità non colla neve inviolata delle montagne che per due [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/giorni-di-festa/">Numero 16 &#8211; 1 Maggio 2007 &#8211; Giorni di festa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo avrai<br />
camerata Kesselring<br />
il monumento che pretendi da noi italiani<br />
ma con che pietra si costruirà<br />
a deciderlo tocca a noi<br />
non coi sassi affumicati<br />
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio<br />
non colla terra dei cimiteri<br />
dove i nostri compagni giovinetti<br />
riposano in serenità<br />
non colla neve inviolata delle montagne<br />
che per due inverni ti sfidarono<br />
non colla primavera di queste valli<br />
che ti vide fuggire<br />
ma soltanto col silenzio dei torturati<br />
più duro di ogni macigno<br />
soltanto con la roccia di questo patto<br />
giurato fra uomini liberi<br />
che volontari si adunarono<br />
per dignità non per odio<br />
decisi a riscattare<br />
la vergogna e il terrore del mondo<br />
su queste strade se vorrai tornare<br />
ai nostri posti ci ritroverai<br />
morti e vivi collo stesso impegno<br />
popolo serrato intorno al monumento<br />
che si chiama<br />
ora e sempre<br />
Resistenza<br />
Piero Calamandrei</p>
<ul><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/pen-siero/" title="Pen-siero">Pen-siero</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/capitolo-3-politica-parte-ottava/" title="Capitolo 3 &#8211; Politica? (parte ottava)">Capitolo 3 &#8211; Politica? (parte ottava)</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/i-pazzi-della-storia-rasputin-elisabetta-dorleans-messalina-e-altri-personaggi-egregi/" title="I pazzi della storia: Rasputin, Elisabetta d&#39;Orleans, Messalina e altri personaggi egregi">I pazzi della storia: Rasputin, Elisabetta d&#39;Orleans, Messalina e altri personaggi egregi</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/la-figlia-illegittima-seconda-parte/" title="La figlia illegittima &#8211; seconda parte">La figlia illegittima &#8211; seconda parte</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/dove-il-cielo-pi-buio/" title="Dove il Cielo &egrave; pi&ugrave; buio">Dove il Cielo &egrave; pi&ugrave; buio</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/il-paradosso-dei-bio-combustibili/" title="Il paradosso dei bio-combustibili">Il paradosso dei bio-combustibili</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/le-leggi-non-scritte-degli-dei/" title="Le Leggi non scritte degli dei">Le Leggi non scritte degli dei</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/cofferati-e-la-liberazione-di-genova/" title="Cofferati e la Liberazione di Genova">Cofferati e la Liberazione di Genova</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/lady-m/" title="Lady M">Lady M</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/scarti-cap-ii-parte-seconda/" title="Scarti Cap. II Parte Seconda">Scarti Cap. II Parte Seconda</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/una-pistola-per-un-xbox/" title="Una pistola per un Xbox">Una pistola per un Xbox</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/buon-compleanno-europa/" title="Buon Compleanno Europa">Buon Compleanno Europa</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/figli-di-un-economista-defunto/" title="Figli di un economista defunto">Figli di un economista defunto</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/europei-e-non-europei/" title="Europei e non europei">Europei e non europei</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/luva-con-cognome-nome-e-soprannome/" title="L&#39;uva con cognome, nome e soprannome">L&#39;uva con cognome, nome e soprannome</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/giorni-di-festa/" title="Numero 16 &#8211; 1 Maggio 2007 &#8211; Giorni di festa">Numero 16 &#8211; 1 Maggio 2007 &#8211; Giorni di festa</a></li></ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/giorni-di-festa/">Numero 16 &#8211; 1 Maggio 2007 &#8211; Giorni di festa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Il paradosso dei bio-combustibili</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Clo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 16 - 1 Maggio 2007]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Recentemente il World Resource Institute ha affermato che il 95% dei carburanti utilizzati a livello mondiale e&#39; prodotto da combustibili fossili. In questa nuova era di allarmismo ambientale si sottolinea come tale dipendenza rischi di provocare nel lungo periodo effetti problematici a causa de: 1. l&#39;emissione di gas serra, fattore che contribuisce al riscaldamento globale [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/il-paradosso-dei-bio-combustibili/">Il paradosso dei bio-combustibili</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Recentemente il World Resource Institute ha affermato che il 95% dei carburanti utilizzati a livello mondiale e&#39; prodotto da combustibili fossili.</p>
<p>In questa nuova era di allarmismo ambientale si sottolinea come tale dipendenza rischi di provocare nel lungo periodo effetti problematici a causa de:<br />
1. l&#39;emissione di gas serra, fattore che contribuisce al riscaldamento globale del pianeta<br />
2. la esauribilita&#39; del petrolio, fattore che presuppone come questa fonte non possa costituire ad oltranza la spina dorsale dei trasporti. </p>
<p>Se a queste due problematiche aggiungiamo il fatto che il costo di spostarsi con un mezzo proprio varia periodicamente a seconda dell&#39;evoluzione (non sempre piacevole) di scenari geo-politici mondiali che vedono come protagonisti personaggi non altrettanto piacevoli del calibro di Bush, Putin, Chavez o Ahmadinejad, allora la volonta&#39; di diminuire la dipendenza dal petrolio sembra essere giustificata da ben tre motivi<br />
1. la stabilizzazione di gas serra nell&#39;atmosfera<br />
2. una maggiore indipendenza da fonti che, in casa nostra, non possediamo (e quindi una maggiore sicurezza energetica domestica)<br />
3. la stabilizzazione dei prezzi dei combustibili</p>
<p>Quale la strategia per svincolarci dal petrolio senza dover tuttavia ripiegare sulle carrozze trainate da cavalli?</p>
<p>In linea di massima la combustione di petrolio e derivati puo&#39; diminuire:<br />
1. consumando di meno (meno spostamenti e minor utilizzo dell&#39;automobile)<br />
2. cambiando il mezzo di trasporto (mezzi alternativi all&#39; automobile che non funzionino a benzina come il treno o la bicicletta socialista<a name="back1" href="#1"><sup>[1]</sup></a>), oppure<br />
3. utilizzando lo stesso mezzo di trasporto, ma cambiando il carburante necessario a metterlo in moto.   </p>
<p>In uno scenario dove il consumo rimane il motore della crescita economica e dove le lobby automobilistiche non sono disposte ad ingranare la retromarcia, la terza opzione e&#39; quella abbracciata dal mercato e dalle istituzioni pubbliche mondiali.</p>
<p>Il mercato dei bio-combustibili</p>
<p>Bio-combustibile e&#39; un termine generico che indica una gamma di carburanti con proprieta&#39; e rendimenti che variano a seconda della materia prima utilizzata<a name="back2" href="#2"><sup>[2]</sup></a>.</p>
<p>Recentemente la produzione di bio-combustibili e&#39; cresciuta ad un tasso annuo del 15%. Il seguente grafico mostra come la produzione di etanolo sia piu&#39; che raddoppiata nei primi cinque anni del 2000.  </p>
<p><b>Produzione mondiale di Etanolo 1975 &#8211; 2005<a name="back3" href="#3"><sup>[3]</sup></a>  </b></p>
<p><i>Fonte: EarthTrends 2007,  elaborazione dati Earth Policy Institute, 2006.<br /></i><br />
<br />
Mentre la produzione di etanolo proviene per il 90% da coltivazioni di canna da zucchero in Brasile e di mais negli Stati Uniti, al contrario la produzione di bio-diesel, sebbene ancora ad uno stato embrionale, vede come protagonisti principali i paesi dell&#39;Unione Europea.</p>
<p><b>Primi cinque produttori di Bio-fuel nel 2005</b></p>
<p><i>fonte: EarthTrends, 2007 sui dati WorldWatch, 2006 e  U.S. Department of Energy, 2006<br /></i><br />
<br />
A fronte dei recenti sviluppi del mercato dei bio-combustibili, la UE ha stabilito in data 9 Marzo del 2007 che entro il 2020 almeno il 10% del totale dei consumi per autotrazione dovra&#39; provenire da biocarburanti. </p>
<p>Tanto di cappello alla Commissione per l&#39;impegno ecologico dimostrato.</p>
<p>Tuttavia, sebbene una parola tanto ecologica quanto accattivante come bio sia oggi percepita come sinonimo di qualita&#39; e sostenibilita&#39; ambientale, rimane tuttora da valutare quali possano essere le conseguenze derivanti dalla nuova politica comunitaria.</p>
<p>Infatti, se l&#39;apertura di centri di disintossicazione dal petrolio e&#39; operazione sensata da un punto di vista economico ed ecologico, affinche&#39; le condizioni del paziente migliorino bisogna comunque assicurarsi che le medicine somministrate siano quelle appropriate.</p>
<p><b>Rischi e opportunita&#39; legate alla produzione di bio-combustibili<br /></b><br />
<br />
Come accennato, l&#39;aumento di produzione di biocombustibili in casa nostra ha il desiderato effetto di ridurre la dipendenza dal petrolio importato, aumentando potenzialmente la stabilit&agrave; e la sicurezza domestica, stimolando l&#39;economia rurale e creando posti di lavoro.</p>
<p>Sul vantaggio derivante da una drastica riduzione delle emissioni e&#39; invece necessario riflettere: se e&#39; vero che la coltivazione di biomasse e&#39; in grado di assorbire anidride carbonica durante il processo di fotosintesi clorofilliana, e&#39; altrettanto vero che la coltivazione e fertilizzazione di biomasse richiede macchinari e pesticidi inquinanti, cosi&#39; come la distillazione, fermentazione e trasporto del bio-carburante stesso<a name="back4" href="#4"><sup>[4]</sup></a>.</p>
<p>Come risultato, l&#39;energia richiesta per la sola generazione dal mais di un gallone di etanolo corrisponde al 60-75% dell&#39;energia prodotta (NRDC, 2006), riducendo le emissioni di gas serra rispetto alla classica benzina non del 100%, ma del 15-40% (WorldWatch, 2006).</p>
<p>Diversamente dall&#39;etanolo ottenuto dal mais, quello ottenuto dalla barbabietola da zucchero e il biodiesel hanno maggiori rendimenti, consentendo una riduzione di gas serra rispettivamente del 40-90% e 45-75%.</p>
<p>Se queste fossero le uniche conseguenze, l&#39;ago della bilancia penderebbe a favore della nuova strategia comunitaria, ma gli effetti collaterali non finiscono qua.</p>
<p>L&#39;esplosione del mercato dei bio-carburanti e la maggiore convenienza che i paesi sviluppati hanno ad importare le materie prime rispetto ad una loro coltivazione domestica stanno provocando deforestazioni fino a 10 anni fa impensabili. L&#39;ONU ha recentemente pubblicato un documento secondo il quale il 98% della foresta pluviale indonesiana rischia la scomparsa entro il 2020, principalmente a causa della produzione di biodiesel da olio di palma per il mercato europeo<a name="back5" href="#5"><sup>[5]</sup></a>.</p>
<p>I dati riportati sono stime, oggetto di dibattito, ma sufficienti a mettere in discussione la presunta e dogmatica sostenibilita&#39; di ogni prodotto il cui nome sia preceduto dal suffisso bio.</p>
<p>Inoltre, la possibilita&#39; di trasformare biomasse in carburante fa si&#39; che mais barbabietole o soia diventino allo stesso tempo alimento per uomini e macchine.</p>
<p>Una competizione di cui si conosce gia&#39; il vincitore, dal momento che chi possiede un&#39;automobile ha per definizione un maggiore potere di acquisto di chi muore di fame.</p>
<p>L&#39;aumento della domanda di queste materie prime ha provocato il raddoppio del prezzo del mais, causando numerose proteste per le tortillas in Messico. Il prezzo della farina ha raggiunto il suo massimo degli ultimo dieci anni e le scorte di entrambi i cereali hanno raggiunto i livelli minimi degli ultimi 25 anni<a name="back6" href="#6"><sup>[6]</sup></a>. La ragione principale di queste crisi alimentari e&#39; stata secondo la FAO la maggiore richiesta di etanolo prodotto  sia dal mais che dalla farina. Materie prime sempre piu&#39; convenienti la cui coltivazione sta invadendo il territorio con conseguente irriversibile perdita di biodiversita&#39; e che culminera&#39; in pochi anni nell&#39;esplosione di coltivazione di organismi geneticamente modificati.</p>
<p>Le popolazioni indigene del Mato Grosso affermano &ldquo;soybeans are killing us&rdquo;; monocolture queste responsabili della degradazione della foresta pluviale in Argentina, della foresta Amazzonica in Brasile (sempre piu&#39; rischio dopo il biofuel agreement siglato tra i presidenti Lula e Bush), e della Malta Atlantica in Brasile e Paraguay.</p>
<p>L&#39;utilizzo di biocarburanti ha un senso se prodotti da scarti agricoli o da piantagioni non alimentari su terreni marginali; al contrario lo stile di vita occidentale basato sulla cultura dell&#39;automobile sta sottraendo terra per l&#39;alimentazione delle popolazioni del Sud, provocando una deforestazione con la paradossale conseguenza di un aumento, invece di un contenimento, dei gas serra.</p>
<p>&ldquo;Land must be used to feed people, not cars&rdquo;. Con questo motto la Biofuelwatch organization ha chiesto con una lettera aperta all&#39;Unione Europea di rinunciare all&#39;obiettivo di uso di biocarburanti in Europa.</p>
<p>Lettera che, per saperne di piu&#39;, vi invitiamo a leggere (anche in italiano) al sitto <a target="_blank" href="http://www.biofuelwatch.org/">www.biofuelwatch.org</a></p>
<p></p>
<hr width="33%" size="1" align="left">
<p align="justify" class="normale">
<a name="1" href="#back1"><sup>[1]</sup></a> La frase &#8220;El socialismo puede llegar s&oacute;lo en bicicleta.&#39;&#39;  pronunciata da Jos&eacute; Antonio Viera-Gallo, a suo tempo sotto-segretario della giustizia durante la presidenza di Salvador Allende, e&#39; l&#39;incipit del saggio &ldquo;cult&rdquo; di Ivan Illich &ldquo;elogio alla bicicletta&rdquo;. Pubblicato nel 1974 con il titolo originale Energy and efficiency, puo&#39; essere interamente scaricato in lingua originale al sito </p>
<p><a name="2" href="#back2"><sup>[2]</sup></a> Da <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Biomassa">http://it.wikipedia.org/wiki/Biomassa</a>: Dalla <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fermentazione">fermentazione</a> dei vegetali ricchi di zuccheri, come <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Canna_da_zucchero">canna da zucchero</a>, <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barbabietola">barbabietole</a> e <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mais">mais</a>, spesso prodotti in quantit&agrave; superiori al fabbisogno, si pu&ograve; ricavare l&#39;<a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Etanolo">etanolo</a> o <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alcool_etilico">alcool etilico</a> che pu&ograve; essere utilizzato come combustibile per i <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Motore_a_scoppio">motori a scoppio</a>, in sostituzione della <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Benzina">benzina</a>. Dalle <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Oleaginose&#038;action=edit">oleaginose</a> (quali <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Girasole">girasole</a>, <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Colza">colza</a>, <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Soia">soia</a>) si pu&ograve; ottenere per spremitura il cosiddetto <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Biodiesel">biodiesel</a>. Tramite opportuno procedimento &egrave; inoltre possibile trasformare le biomassse di qualsiasi natura in BTL (<a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Biomass_to_liquid">Biomass to liquid</a>), un <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Biodiesel">biodiesel</a> ottenuto appunto da materiale organico di scarto o prodotto appositamente con colture dedicate.</p>
<p><a name="3" href="#back3"><sup>[3]</sup></a> 1 gallone Americano equivale a 3,785411784 litri </p>
<p><a name="4" href="#back4"><sup>[4]</sup></a> &ldquo;Pesticidi e fertilizzanti sono ottenuti con ampio utilizzo di fonti fossili. Il trasporto all&#39;impianto che lo trasforma in etanolo costa e consuma energia. Non solo, ma siccome l&#39;etanolo &egrave; pi&ugrave; corrosivo della benzina, non pu&ograve; essere trasportato in oleodotto e ci vogliono appositi serbatoi montati su treni e autotreni. &Egrave; chiaro che tutto ci&ograve; mette in moto un enorme e profittevole business che spazia dal settore automobilistico a quello ferroviario, dalle raffinerie all&#39;agricoltura&rdquo;. Marzio Galeotti, l&#39;obbligo di fonti rinnovabili 21 &#8211; 03 -2007, <a target="_blank" href="http://www.lavoce.info/">www.lavoce.info</a></p>
<p><a name="5" href="#back5"><sup>[5]</sup></a> UNEP e UNESCO, Febbraio 2007. The Last Stand of the Orangutan. State of Emergency: Illegal Logging, Fire and Palm Oil in Indonesia&#39;s National Parks. </p>
<p><a name="6" href="#back6"><sup>[6]</sup></a> Nils Blythe, 23rd March 2007. Biofuel demand makes food expensive. BBC Online.<br />
. Eoin Callan and Kevin Morrison, 5th March 2007. Food prices to rise as biofuel demand keeps grains costly. Financial Times.8. Keith Collins, chief economist, US Department of Agriculture. Quoted by Eoin Callan and Kevin Morrison, 5th March 2007, ibid.<br />
Food and Agriculture Organisation, December 2006. Food Outlook 2.</p>
<p>http://www.fao.org/</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/il-paradosso-dei-bio-combustibili/">Il paradosso dei bio-combustibili</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Le Leggi non scritte degli dei</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorella Di Vuono</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura e Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 16 - 1 Maggio 2007]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lnx.larengodelviaggiatore.info/2007/05/le-leggi-non-scritte-degli-dei/</guid>
		<description><![CDATA[<p>Laicit&#224; significa tolleranza, dubbio rivolto pure alle proprie certezze, autoironia, demistificazione di tutti gli idoli, anche dei propri; capacit&#224; di credere fortemente in alcuni valori, sapendo che ne esistono altri, pur essi rispettabili. Tale concetto, espresso da Claudio Magris nel penetrante saggio La storia non &#232; finita, rappresenta il leit movie capace di ricondurre ad [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/le-leggi-non-scritte-degli-dei/">Le Leggi non scritte degli dei</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Laicit&agrave; significa tolleranza, dubbio rivolto pure alle proprie certezze, autoironia, demistificazione di tutti gli idoli, anche dei propri; capacit&agrave; di credere fortemente in alcuni valori, sapendo che ne esistono altri, pur essi rispettabili.</p>
<p>Tale concetto, espresso da Claudio Magris nel penetrante saggio La storia non &egrave; finita, rappresenta il leit movie capace di ricondurre ad unit&agrave; le riflessioni che permeano i diversi capitoli.</p>
<p>La tendenza, ad oggi discretamente in uso, che propone un&#39;antitesi tra i termini laico e credente, si posa ignorantemente su fondamenta mal poste: laicit&agrave;, non &egrave; un contenuto filosofico, bens&igrave; un ambito mentale, la capacit&agrave; di distinguere ci&ograve; che &egrave; dimostrabile razionalmente da ci&ograve; che invece &egrave; oggetto di fede, a prescindere dall&#39;adesione o meno a tale fede[1].</p>
<p>Esistono cattolici che laicamente avversano i finanziamenti pubblici alle scuole private, ed esistono, o almeno esistevano, laici come Benedetto Croce, autore del problematico saggio: perch&eacute; non possiamo non dirci Cristiani. La distinzione, squisitamente razionale, tra la materia di fede e quanto invece &egrave; suscettibile di dimostrazione, lascia tuttavia irrisolto un nodo fondamentale: quando un problema etico, ad esempio la procreazione assistita, interessa incidentalmente i due ambiti, quale criterio dovr&agrave; prevalere? Ed ancora, fino a che punto &egrave; lecito che il moderno relativismo conferisca pari dignit&agrave; a concezioni esistenziali distinte, e talvolta contrastanti ?</p>
<p>Il quesito, di non facile soluzione, affonda le proprie radici, non soltanto nel criterio con il quale &egrave; necessario parametrizzare il valore etico che determina una scelta, ma anche nella possibilit&agrave; &ldquo;kantiana&rdquo; che tale scelta possa essere indistintamente estesa al resto della societ&agrave; civile. </p>
<p>La maggioranza numerica, fiore all&#39;occhiello della concezione democratica, pu&ograve; non possedere tale lungimiranza. A questo proposito, &egrave; sufficiente ricordare come l&#39;antisemitismo in Germania rappresentasse il sentimento condiviso da una vasta base elettorale, per comprendere come la democrazia non sia certo la panacea capace di armonizzare le pulsioni umane.</p>
<p>In una contemporaneit&agrave; multietnica, ricca di scambi e interazioni, e allo stesso tempo percorsa da fanatismi uguali e contrari, una necessit&agrave; legislatrice capace di relativizzare i propri costumi, senza per questo abiurare la logica profonda che li determina, pu&ograve; trovare nell&#39;Antigone un mirabile aiuto.    </p>
<p>Le leggi non scritte degli dei che animano la tragedia di Sofocle, sono quei principi razionalmente validi in ogni epoca e luogo, che rappresentano il minimo comune multiplo senza il quale il dialogo &egrave; inevitabilmente votato all&#39;insuccesso. Su questi imperativi categorici, laicamente imprescindibili, si ergono le basi della societ&agrave; moderna, e pi&ugrave; in generale, di qualsiasi forma di aggregazione votata ad una civile convivenza.   </p>
<p>E&#39; lecito che una qualsivoglia religione suggerisca ai suoi adepti la scelta di una determinata condotta morale (sempre rispettando le leggi non scritte degli dei), tuttavia, questa condotta obbligher&agrave;, al pi&ugrave;, il singolo credente in foro interiore, senza per questo ergersi necessariamente a legislatrice del resto della societ&agrave;.v<br />
<br />
Un individuo religioso, a buon diritto, pu&ograve; non ricorrere al divorzio, anche se questo divenisse auspicabile. Pu&ograve;, in ugual modo, anteporre le beatitudini celesti ad una vita infernale. Le scelte personali, quando non arrecano danni a terzi, devono potersi muovere senza alcun vincolo in un orizzonte libertario. Tuttavia, allo stesso modo, in una societ&agrave; laica, civile e multietnica, sempre che tale voglia definirsi, un individuo agnostico, ateo o teista deve poter, altrettanto liberamente, avere la possibilit&agrave; di scegliere il contrario, fondando la propria felicit&agrave; su basi secolari. Fortunatamente, almeno sino ad oggi, il peccato non &egrave; legalmente sanzionabile dall&#39;ordinamento giuridico italiano. Sarebbe inoltre un segno di grande maturit&agrave; religiosa, se i credenti, siano essi cattolici o buddisti, votassero laicamente per una scuola pubblica, capace di insegnare ai loro figli a leggere e scrivere, piuttosto che un versetto del corano o una parabola evangelica. Per questo motivo, disapprovo fortemente la richiesta di alcuni genitori di costituire in un liceo di Milano una classe esclusivamente musulmana, in cui far studiare i propri figli. Una tale proposta di autosegregazione di matrice razziale, non mi avrebbe stupito sulla bocca di un fervente leghista, ma &egrave; del tutto inconcepibile che nasca da quegli stessi individui che hanno il dovere e l&#39;enorme responsabilit&agrave; di educare coloro in cui affidiamo le sorti del domani. Ci si verrebbe da chiedere, perch&eacute; non proporre nuove classi che ospitino chi non ha ancora superato l&#39;esame civico dal titolo &ldquo;libero Stato in libera Fede&rdquo;?</p>
<p></p>
<hr width="33%" size="1" align="left">
<p align="justify" class="normale">
<a name="1" href="#back1"><sup>[1]</sup></a> C. Magris, La storia non &egrave; finita, p.25.</p>
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		<title>Cofferati e la Liberazione di Genova</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Morini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 16 - 1 Maggio 2007]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Mercoled&#236; 25 aprile 2007, l&#39;Italia celebrava il sessantaduesimo anniversario della Liberazione dal nazi-fascimo. Sergio Gateano Cofferati, sindaco di Bologna, si trovava quel giorno a Genova per prendere parte ad un comizio, ed essere fischiato da quella che ha poi definito, Berlusconi docet, una fronda organizzata. Nonostante una rivista di libero pensiero non sia il luogo [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/cofferati-e-la-liberazione-di-genova/">Cofferati e la Liberazione di Genova</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoled&igrave; 25 aprile 2007, l&#39;Italia celebrava il sessantaduesimo anniversario della Liberazione dal nazi-fascimo.</p>
<p>Sergio Gateano Cofferati, sindaco di Bologna, si trovava quel giorno a Genova per prendere parte ad un comizio, ed essere fischiato da quella che ha poi definito, Berlusconi docet, una fronda organizzata.</p>
<p>Nonostante una rivista di libero pensiero non sia il luogo adatto per alimentare polemiche campanilistiche, viene comunque da domandarsi perch&eacute; il sindaco continui a steccare date e ricorrenze, oltre a creare fastidiosi imbarazzi alla citt&agrave; che lo ha eletto, come, ad esempio, nel caso della targa commemorativa dedicata a Marco Biagi.</p>
<p>Un politico navigato come Sergio Cofferati, dovrebbe avere un vago sentore del fatto che il ruolo di sindaco, non si risolve unicamente ad una grigia amministrazione della cosa pubblica, ma impone l&#39;ulteriore obbligo di svolgere un&#39;importante funzione di rappresentanza, esplicitando, almeno esteriormente, la propria vicinanza agli elettori.</p>
<p>L&#39;indimenticabile Dozza, il grande Imbeni, o anche soltanto il mediocre Guazzaloca, non hanno nell&#39;insieme incasellato lo stesso numero di gaffe, che il sindaco venuto dal nord ha saputo collezionare in due anni e mezzo di mandato. A questo proposito, qualcuno nei giorni scorsi alimentava una simpatica facezia, per cui se migliaia di cinesi rischiavano di mettere a soqquadro Milano, a Bologna ne bastava uno.</p>
<p>Qualche mese fa, mentre quotidiani locali e giornali scandalistici traevano un&#39;ininterrotta linfa dalle cadute di stile dell&#39;amministrazione, il Comune di Bologna, senza consultarsi preventivamente con i sindacati, aumentava l&#39;addizionale Irpef dallo 0,4% allo 0,7%. E&#39; doveroso precisare che tale aumento era fisiologicamente inscritto nella nuova Legge Finanziaria, e che conseguentemente ha interessato trasversalmente la penisola. Tuttavia, la portata di questo ampliamento, che di fatto ha praticamente raddoppiato la vecchia percentuale, &egrave; una peculiarit&agrave; della politica &ldquo;sociale&rdquo; adottata dal capoluogo emiliano.</p>
<p>Un altro indice della politica schiettamente di sinistra, perseguita dal Comune di Bologna, &egrave; riscontrabile nella possibilit&agrave; data agli automobilisti di entrare a pagamento nella Ztl. Il centro cittadino &egrave; stato giustamente inibito al trasporto personale: la tutela dei monumenti e la salute dei cittadini sono saggiamente anteposte alla comodit&agrave;, secondo il principio sociale e filosofico, per cui, il particolare troverebbe la propria ragion d&#39;essere nel generale. Ma stranamente, dietro cauzione, anche il particolare pu&ograve; accampare qualche diritto&#8230;</p>
<p>Forse, per una strana alchimia, le autovetture degli abbienti che pagano il ticket, inquinano meno rispetto a quelle, che pazienti, percorrono a passo d&#39;uomo la cerchia dei viali.       </p>
<p>Sindaco e sindacalista sono parole all&#39;apparenza simili. Purtroppo, le qualit&agrave; necessarie per incarnare i concetti a cui si riferiscono divergono in modo radicale.</p>
<p>Al giro di boa di met&agrave; mandato, l&#39;impressione che traspare &egrave; di un&#39;antitesi inconciliabile tra la sana e vigorosa pars destruens, rafforzata in anni di dure battaglie sindacali, e la totale vacuit&agrave; di una pars construens, anch&#39;essa tremendamente necessaria alla corretta amministrazione del bene comune.</p>
<p>Probabilmente, la certezza dei niet proferiti dall&#39;uomo forte della Cgil potr&agrave; mancare agli operai della Pirelli, ma di certo, salvo miracoli dell&#39;ultima ora, la nostalgia non sar&agrave; lo stato d&#39;animo che molti bolognesi conserveranno dell&#39;avventura cofferatiana.</p>
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		<title>Lady M</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tobia Desalvo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 16 - 1 Maggio 2007]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo e spazio liberi]]></category>
		<category><![CDATA[signor Q]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Alta si ergeva in cima ad ogni dove, in mezzo alle città dove più forte batteva la più varia umanità, ma anche in collina, anche nelle periferie, lungo le strade. Qualcuno giurava di averla vista anche sulla cima delle vette incontaminate e financo in mezzo ai mari, ma di questo il signor Q non era [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/lady-m/">Lady M</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Alta si ergeva in cima ad ogni dove, in mezzo alle città dove più forte batteva la più varia umanità, ma anche in collina, anche nelle periferie, lungo le strade. Qualcuno giurava di averla vista anche sulla cima delle vette incontaminate e financo in mezzo ai mari, ma di questo il signor Q non era affatto sicuro.</p>
<p>Certo adesso, in quel bosco dietro casa, le si era proprio fermato accanto. Era all&#8217;inizio della sua storia, il nostro caro signor Q, ed era anche un po&#8217; stanco.</p>
<p>Avevamo lasciato il piccolo O cuocere nel suo brodo, nel pentolone in fondo all&#8217;arcobaleno, ed ecco che lo ritroviamo con una gambetta in più ed una storia davanti. Con un&#8217;identità nuova ancora tutta da costruire.</p>
<p>Ci hanno insegnato fin da piccoli che il tempo scorre in maniera lineare e nessuno lo ha mai messo in dubbio, a meno di non essersi sentito chiamare pazzo, in maniera tanto convincente da aver abbandonato quella fantasia nel dimenticatoio dell&#8217;infanzia, nella soffitta dei pensieri inutili. Ma il signor Q non aveva fretta di dimenticare la sua O, la sua Origine.</p>
<p>Sereno, ma non del tutto, si era accampato sul fianco di Lady M. Una signora dalle forme arrotondate, con due colline morbide e dolci come corpo, con le forme simmetriche e a precipizio l&#8217;una verso l&#8217;altra, così avvolgenti da sembrare volerci portare lo sguardo in cielo per poi lasciarlo cadere con un brivido ed infine raccoglierlo nel grembo, nel bel mezzo dell&#8217;incrocio delle due affusolate montagnole. Un po&#8217; di piacere di carne, dopo quell&#8217;orgia nel bosco dietro casa, era quello che serviva per ricominciare. Qualche morso gustoso e saporito, qualche sfizio nuovo ed un po&#8217; di quiete.</p>
<p>In quel luogo fuori dal tempo, di morbide forme e parallele convergenze, il signor Q stava ascoltando di soppiatto i discorsi del tavolo vicino. Non era solo, nel bosco dietro casa, a ristorarsi. Fu proprio ascoltando tutti i discorsi di quella strampalata varietà di suoni che aveva intorno che riconobbe nelle voci quel piglio sicuro che sentiva quando gli dicevano di smetterla, con le streghe e i sette mari. Quelle voci che affermavano di aver incontrato Lady M anche in mezzo al mare e in cima alle montagne gli fecero sorgere il dubbio che quel pensiero balordo del tempo circolare, o sferico, o a spire, non fosse davvero sbagliato. Era così sicuro che in quei luoghi la M non potesse arrivare, perlomeno non così, che voleva andarli a vedere con i suoi occhi, apostrofarli con la sua gambetta, per poi tornare a sedersi lì ed essere lui, lui in persona, a raccontare la Verità. Sarebbe finita così, con un laconico sorriso di Lady M che ringraziava il signor Q per aver tenuto per sé quel piccolo segreto, quella semplice verità che diceva che la Regina è nuda.</p>
<p>Il signor Q non aveva fretta di arrivare alla fine.<br />
Aveva capito chi voleva essere. Ancora non lo aveva né mostrato né dimostrato a nessuno, ma non avrebbe mai tradito la fiducia delle streghe del boschetto dietro casa.<br />
In effetti finora chi gli avrebbe creduto? Forse appena quell&#8217;albero che da solo cade nella foresta.</p>
<p>Il signor Q quando c&#8217;era dormiva, ma adesso che non c&#8217;era più lo sentiva forte e chiaro.<br />
Era già di spalle che partiva, mentre Lady M dall&#8217;alto della sua morbidezza gli accarezzava la schiena con una profumata brezza di vento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/lady-m/">Lady M</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Scarti Cap. II Parte Seconda</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Mistrangelo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 16 - 1 Maggio 2007]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo e spazio liberi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Segue dal numero scorso La storia inizia con Alessandro che, una sera in cui &#232; ubriaco come tutte le altre, risale li fiume e s&#39;incammina con l&#39;obiettivo di arrivare fino in valle, in collina, in cerca fondamentalmente di un po&#39; di fresco, perch&#233; era un&#39;estate mai vista, un inferno. E passeggia cos&#236; un po&#39; sulla [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/scarti-cap-ii-parte-seconda/">Scarti Cap. II Parte Seconda</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><i>Segue dal numero scorso <br /></i><br />
<br />
La storia inizia con Alessandro che, una sera in cui &egrave; ubriaco come tutte le altre, risale li fiume e s&#39;incammina con l&#39;obiettivo di arrivare fino in valle, in collina, in cerca fondamentalmente di un po&#39; di fresco, perch&eacute; era un&#39;estate mai vista, un inferno. E passeggia cos&igrave; un po&#39; sulla strada principale, un po&#39; entra ed esce dal bosco, un po&#39; sguazza nella poca acqua portata dal ruscello, finch&eacute; s&#39;imbatte in un ponteggio vicino ad una villetta. E allora vede quella luce di sicurezza, intermittente, gialla dorata, che lo fa impazzire, in quel momento gli fece crescere una cosa dentro, un divertimento sincero, infantile, come non provava da anni, come non aveva mai provato. Luci e colori, un giocattolo. Allora la stacca dai tubi dell&#39;impalcatura e se la porta via, come un guardiano del bosco con la sua lanterna, come un pesce degli abissi ed il suo occhio luminoso. Allora continua cos&igrave; il suo cammino nel bosco, con quel suo passo strano, quasi di marcia, cadenzato, le braccia aperte e la luce ben tesa davanti. Lucciola improbabile, nella notte estiva della valle, e se Alessandro avesse potuto vedersi da fuori, se avesse il dono di un attimo di serenit&agrave; per potersi guardare e pensare ai suoi ricordi, allora vedrebbe quant&#39;&egrave; fantastica questa immagine, questa scena di lui che corre tra alberi e asfalto, nella notte, magari contento, non felice, contento, con una luce magica in mano, un po&#39; va un po&#39; sta spenta, ma ha un ritmo come un cuore, cuore giallo che da&#39; vita per una notte alla valle in un modo cos&igrave; strano e surreale, e bello e pieno di speranza, immagine di semplicit&agrave;, di tenerezza e felicit&agrave; per tutti, espiazione, surreale. Ma purtroppo Alessandro un momento per pensare queste cose non ce l&#39;ha mai avuto, e cos&igrave; quello che si ricorda veramente &egrave; il finale reale della vicenda, dramma che sussegu&igrave; a questo strano attimo di poesia. Cos&igrave; una testa di legno della valle vede qualcuno scappare con la luce e chiama la polizia, mettendosi l&#39;anima in pace, anzi pensando di aver fatto la sua parte nel migliorare il mondo, discriminando tra bene e male. I poliziotti partono, invece di mandarli a fanculo, lui e la luce intermittente, perch&eacute; erano di pattuglia, annoiati, e cos&igrave; arrivano dopo poco, si acquattano nel buio di un ansa sulla strada principale finch&eacute; non vedono passare Alessandro anticipato dal bagliore singhiozzante della sua luce. Loro lo conoscono tutti, sanno che &egrave; un po&#39; fuori di testa ma sanno anche che non &egrave; un bastardo, allora scendono tranquilli dalla volante e gli vanno incontro, cercando di accerchiarlo, &ldquo;Ale, senti, lascia stare quell&#39;affare, stai calmo e mollalo l&igrave;, non &egrave; tuo, serve sui ponteggi, dai&#8230;&rdquo;.</p>
<p>Alessandro non sa in effetti perch&eacute; successe quel che successe dopo, non sa ben spiegarlo e ne ha un vago ricordo, per&ograve; gli sembra c&#39;entri un qualcosa che al momento aveva chiamato senso della misura, o gi&ugrave; di l&igrave;. Cosa gliene veniva al mondo se lui, per quella notte, se ne girava con la luce intermittente, questa era la domanda che gli ronzava, ossessiva, in quel momento, di fronte ai poliziotti che venivano sempre pi&ugrave; vicini, pi&ugrave; vicini, stringendolo verso un muretto a secco, intenzionati a strappargli via l&#39;oggetto. Cosa Cristo gliene veniva alla Polizia, ai cittadini, a tutti quanti se lui, il quale non possiede una villetta n&eacute; una Vespa n&eacute; un lavoro vero, si accontentava quella notte di giocare, perch&eacute; fra tutte le cose che aveva fatto in vita sua quella era veramente la pi&ugrave; vicina ad un gioco, giocare con la lucina intermittente, per strapparsi un sorriso sdentato, ecco, e allora in quel momento gli sembrava un&#39;ingiustizia, davvero, un torto da scoppiargli il cuore quello di riportarlo all&#39;ordine per una cosa del genere, senza senso della misura, appunto. Quindi esagerazione per esagerazione, vuoi per l&#39;alcol in circolo vuoi per l&#39;istinto da battaglia di cui lui era l&#39;incarnazione, l&#39;attimo successivo, giusto il tempo di un grugnito di lotta, da bestia eternamente ferita, Alessandro riesce a strappare la pistola ad un poliziotto e sparargli in faccia. Mentre lo faceva sapeva che era una grande cazzata, e non gli piaceva neppure l&#39;idea, ma fu un lampo. C&#39;era poi quella storia della sicura e altre garanzie del genere, per cui non successe nulla, se non che un poliziotto casc&ograve; in ginocchio dopo essersi cagato addosso e altri due si avventarono su Alessandro e lo picchiarono a morte, costringendolo a terra, sconfitto. Dopo qualche tempo, il mondo era un posto due volte migliore nella testa di molte persone, siccome la luce intermittente era al suo posto e Alessandro in prigione, come del resto era previsto e scritto sul suo volto, pi&ugrave; o meno fra l&#39;incrocio delle sopracciglia ed il naso.                                                         </p>
<p>
FINE</p>
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		<title>Una pistola per un Xbox</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Di Russo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 16 - 1 Maggio 2007]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Questo e&#39; quanto giunge dal Messico, pi&#249; specificamente da Mexico City dove il capo della polizia Joel Ortega annuncia il nuovo programma di sicurezza con cui intende ridurre il tasso di criminalit&#224; nelle strade della citt&#224;: una pistola per un Xbox! Il programma prevede che chiunque consegni un arma di alto calibro alle autorit&#224; avr&#224; [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/una-pistola-per-un-xbox/">Una pistola per un Xbox</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Questo e&#39; quanto giunge dal Messico, pi&ugrave; specificamente da Mexico City dove il capo della polizia Joel Ortega annuncia il nuovo programma di sicurezza con cui intende ridurre il tasso di criminalit&agrave; nelle strade della citt&agrave;: una pistola per un Xbox!<br />
Il programma prevede che chiunque consegni un arma di alto calibro alle autorit&agrave; avr&agrave; diritto a ricevere un computer, mentre con pistole di calibro inferiore si ottiene una console Xbox con video-games inclusi.<br />
Localit&agrave; scelta per pubblicizzare la curiosa iniziativa &egrave; stato i famoso sobborgo di Tepito, zona famosa per il grande mercato di merce di contrabbando nato durante gli anni 60-70 in seguito alla politica protezionistica del governo messicano che impediva l&#39;importazione di molti prodotti esteri.</p>
<p>Il sindaco recentemente eletto, Marcelo Ebrard si &egrave; mosso rapidamente per ristabilire l&#39;ordine nella caotica capitale colpendo le ben note localit&agrave; in cui si addensano venditori di merce illegale che per anni hanno occupato le piccole strade di Citt&agrave; del Messico.</p>
<p>Perfettamente in linea con la politica del nuovo presidente conservatore Felipe Calderon che da Dicembre &egrave; ricorso all&#39;intervento dell&#39;esercito in quegli stati particolarmente infestati dal traffico di droga la cui guerra per la conquista del territorio da parte di bande organizzate ha causato la morte di 2000 persone nel 2006.</p>
<p>Lo scorso mese la polizia ha invaso la stessa Tepito espropriando o meglio, &ldquo;espugnando&rdquo; un&#39;area denominata &ldquo;La Fortezza&rdquo; , considerata come il maggior centro di smercio di cocaina e hashish della citt&agrave; messicana. Forti furono le proteste degli abitanti che si dichiararono come semplici commercianti rivendicando la propriet&agrave; dei locali ormai espropriati.</p>
<p>Ritornando al programma, gli organizzatori annunciano di avere a disposizione 100 computer per la prima fase del programma con un valore di 8500 pesos ognuno (600 euro circa), equipaggiati con software gratuitamente offerti da Microsoft. Il portavoce della polizia di Citt&agrave; del Messico ha riferito che nel primo giorno di attuazione del programma sono state ricevute 17 pistole di cui 12 direttamente da Tepito&#8230; ora la domanda sorge spontanea: quante pistole potranno essere comprate una volta che i computer e Xbox gentilmente donati dal sindaco, verranno venduti sullo stesso mercato di Tepito?</p>
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		<title>Pen-siero</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cesare Sabbioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 16 - 1 Maggio 2007]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo e spazio liberi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>E&#39; bello vedere nascere le parole dalla penna, &#232; inutile studiare la chimica per capire il cervello umano, basta guardare la punta di una penna su un foglio e si capisce come nascono le idee, da segni che sembrano non avere senso pian piano nascono le lettere, dalle lettere le parole, dalle parole le frasi [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/pen-siero/">Pen-siero</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#39; bello vedere nascere le parole dalla penna, &egrave; inutile studiare la chimica per capire il cervello umano, basta guardare la punta di una penna su un foglio e si capisce come nascono le idee, da segni che sembrano non avere senso pian piano nascono le lettere, dalle lettere le parole, dalle parole le frasi e dalle frasi nasce l&#39;uomo!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/pen-siero/">Pen-siero</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></content:encoded>
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