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	<title>L&#039;Arengo del Viaggiatore &#187; Numero 166 – Primavera 2021</title>
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	<description>Rivista di libero pensiero</description>
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		<title>Rusco spaziale</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2021 11:52:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Roncarati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 166 – Primavera 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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		<category><![CDATA[spazio]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>  Lo spazio è sempre stato una notevole fonte di ispirazione per gli sceneggiatori cinematografici. Oltre che da una moltitudine di creature extraterrestri, dal tenero E.T. al letale Alien, il genere è stato alimentato da copioni catastrofici dove asteroidi o comete in caduta libera puntavano dritti sul nostro pianeta minacciando di distruggerlo, basta ricordare due [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2021/06/rusco-spaziale/">Rusco spaziale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Lo spazio è sempre stato una notevole fonte di ispirazione per gli sceneggiatori cinematografici. Oltre che da una moltitudine di creature extraterrestri, dal tenero <i>E.T.</i> al letale <i>Alien</i>, il genere è stato alimentato da copioni catastrofici dove asteroidi o comete in caduta libera puntavano dritti sul nostro pianeta minacciando di distruggerlo, basta ricordare due pellicole cult come <i>Deep Impact</i> e <i>Armageddon</i>.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Del resto fin dalla sua turbolenta nascita la Terra è stata più volte bersaglio di altri corpi celesti. Una teoria sostiene che la Luna sia nata da materiale terrestre staccatosi dopo la collisione fra il nostro pianeta e un oggetto spaziale. Un dato reale è il colossale cratere di Tunguska, in Siberia, originato dalla caduta di un grosso meteorite, o forse di una cometa, agli inizi dello scorso secolo.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Il progresso scientifico oggi permette agli astronomi di monitorare il cosmo, calcolando le traiettorie di quei corpi celesti potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">A volte però capita che qualche apprensione sia causata da oggetti che in cielo ce li abbiamo mandati noi e, come un boomerang, si rendono protagonisti di ritorni inaspettati.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">E’ il caso del razzo cinese Lunga Marcia 5B, un vettore utilizzato per la messa in orbita di satelliti, che lo scorso marzo ci ha rimandato indietro, in maniera imprevista il suo secondo stadio.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">L’ oggetto, un cilindrone di cinque metri di diametro per trenta di lunghezza, del peso di venti tonnellate, non è il primo caso di rientro incontrollato, nel 2018 era stata la stazione spaziale cinese a rendersi protagonista di un ritorno inatteso.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">In entrambi in casi non ci sono state fortunatamente conseguenze. Il componente di Lunga Marcia 5B è rientrato nell&#8217;atmosfera sull&#8217;Oceano Indiano, al largo delle isole Maldive, senza fare danni.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Scampato il pericolo, resta il fatto che il cielo sopra la Terra stia diventando un luogo piuttosto affollato. Migliaia di satelliti, funzionanti o meno, orbitano sulle nostre teste, ma non solo. Lo scorso marzo dalla Stazione Spaziale Internazionale è stato rilasciato un container con quasi tre tonnellate di batterie esauste, che vagherà nello spazio per qualche anno, prima di finire vaporizzato.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ultimamente i rifiuti spaziali stanno diventando un vero problema. Oltre ai relitti di satelliti, se ne stimano circa 8.000, ci sono componenti di razzi e una miriade di detriti originati dalle collisioni fra questi oggetti alla deriva. Oggetti spesso di piccole dimensioni che non rappresentano un rischio per le teste terrestri, a contatto con l’ atmosfera vengono inceneriti.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ma nello spazio sono dei proiettili che possono diventare molto pericolosi per gli astronauti. Un frammento di pochi centimetri è in grado <span style="font-family: Calibri, serif;">di danneggiare seriamente una navicella. Tornando in ambito cinematografico, il film </span><span style="font-family: Calibri, serif;"><i>Gravity</i></span><span style="font-family: Calibri, serif;"> ha tratto spunto da un evento del genere.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif; font-size: small;">Qualche soluzione è già all’ orizzonte. Come il satellite Remove Debris (rimuovi detriti), dotato di una rete che può essere lanciata e catturare i frammenti vaganti.</span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif; font-size: small;"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Scaramanzia spaziale</title>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2021 13:43:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Roncarati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 166 – Primavera 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<category><![CDATA[urss]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Quando Yuri Gagarin da uno degli oblò della navicella Vostok 1 osservò per primo il nostro pianeta dallo spazio pronunciò la celebre frase: &#8221; Vedo la Terra. È blu. &#8221; Era il 12 aprile 1961 e con quella missione l’Unione Sovietica assestava un altro duro colpo agli Stati Uniti nella corsa verso il cosmo. Fin [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2021/05/scaramanzia-spaziale/">Scaramanzia spaziale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando Yuri Gagarin da uno degli oblò della navicella Vostok 1 osservò per primo il nostro pianeta dallo spazio pronunciò la celebre frase: &#8221; Vedo la Terra. È blu. &#8221;</p>
<p>Era il 12 aprile 1961 e con quella missione l’Unione Sovietica assestava un altro duro colpo agli Stati Uniti nella corsa verso il cosmo.</p>
<p>Fin dagli anni ’50, prima dello storico volo di Gagarin, l&#8217;Urss aveva collezionato una serie di primati spaziali, mentre i rivali americani arrancavano.</p>
<p>Nel 1957 era stata mandata nello spazio, per un volo senza ritorno, la cagnolina Laika. Lo stesso anno fu la volta del primo satellite artificiale a orbitare intorno alla Terra: lo Sputnik, stesso nome del vaccino anti covid. Nel 1959 la sonda Luna 2 fu il primo mezzo umano a toccare la superficie lunare. E i record sovietici continuarono. Dopo quello di Gagarin, ci fu il primo volo spaziale femminile con Valentina Tereshkova nel 1963. Due anni dopo il cosmonauta Aleksei Leonov, grande amico di Gagarin, uscì dalla navicella compiendo la prima passeggiata nello spazio di un essere umano.</p>
<p>Da allora sono cambiate molte cose, ma l’impresa di Gagarin rimane una pietra miliare nell’esplorazione spaziale.</p>
<p>Il volo pionieristico del cosmonauta sovietico presentava molte incognite e le probabilità che qualcosa andasse storto erano parecchie.</p>
<p>Ne era certamente conscio anche Gagarin che, forse per scaricare la tensione, compì un gesto diventato poi consuetudine per molti astronauti. Prima di salire sul pullmino bianco e arancione che lo stava per condurre alla rampa di lancio, il cosmonauta fece pipì su una delle ruote posteriori del mezzo. Oltre a quello diuretico, risultano esserci altri riti scaramantici che vengono celebrati prima delle missioni spaziali. In particolare per quelle che partono da Bajkonur, il cosmodromo in Kazakistan da cui decollò Gagarin.</p>
<p>Prima di lasciare la stanza dell’ albergo in cui hanno soggiornato gli astronauti devono mettere la loro firma sulla porta.</p>
<p>Per raggiungere la linea bianca dove sono in attesa le autorità per i saluti, l’ equipaggio deve compiere esattamente cinquanta passi, non uno di più, non uno di meno.</p>
<p>A bordo viene portato un ramo di artemisia in ricordo della Terra. La canzone di sottofondo che accompagna gli astronauti alla piattaforma di lancio deve essere “ La Terra nell’Oblò ”. A Bajkonur non si effettuano partenze di lunedì, il primo giorno della settimana era detestato da Sergeij Koroljov, l’ ingegnere padre dell’ astronautica sovietica. Altro divieto nel cosmodromo kazako sono i lanci il 24 ottobre, in quella data nel 1960 e nel 1963 vi furono degli incidenti mortali.</p>
<p>Gli astronauti alla prima missione non rilasciano autografi, e non è gradito l’inchiostro nero. Prima della partenza ogni membro dell’equipaggio mette la sua firma su una bottiglia di vodkache al ritorno verrà bevuta nella steppa del Kazakistan. Non deve essere mai usata la parola “ ultimo ” riferita a un lancio. Infine, non si può partire senza prima aver deposto un mazzo di fiori sulla tomba del Primo per sempre: Yuri Gagarin.</p>
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		<title>Numero 166 – Primavera 2021 – Resilienza</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2021 07:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2021/04/numero-166-primavera-2021-resilienza/">Numero 166 – Primavera 2021 – Resilienza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<ul></ul>
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		<title>Ombre di luce</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2021 07:20:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Roncarati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 166 – Primavera 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[inferno]]></category>
		<category><![CDATA[nasa]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Al termine del loro viaggio attraverso l’ Inferno Dante e il fido Virgilio escono a riveder le stelle. Un gesto che oggi non sarebbe così scontato: l’ inquinamento luminoso è una delle tante modalità di degrado ambientale che stanno affliggendo il nostro pianeta. Da una mappa realizzata dalla Nasa nel 2017 è emerso come l&#8217;80 [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2021/03/ombre-di-luce/">Ombre di luce</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Verdana, serif;">Al termine del loro viaggio attraverso l’ Inferno Dante e il fido Virgilio escono </span><span style="font-family: Verdana, serif;"><i>a riveder le stelle</i></span><span style="font-family: Verdana, serif;">. Un gesto che oggi non sarebbe così scontato: l’ inquinamento luminoso è una delle tante modalità di degrado ambientale che stanno affliggendo il nostro pianeta. Da una mappa realizzata dalla Nasa nel 2017 è emerso come </span><span style="font-family: Verdana, serif;">l&#8217;80 per cento della popolazione mondiale, con picchi del 99 per cento relativamente a quella statunitense ed europea, vive sotto un cielo inquinato da luci artificiali. Se la crescente urbanizzazione ha una grossa fetta di responsabilità, anche i</span><span style="color: #1c1e21;"><span style="font-family: Verdana, serif;"> satelliti e i loro detriti contribuiscono ad aumentare la luminosità di fondo del cielo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, serif;">Ma il problema ha radici molto più lontane nel tempo. Giusto mezzo secolo fa, era il 1971, tre astronomi della Specola Vaticana avevano realizzato un dettagliato studio sullo stato del cielo sopra la nostra penisola e i dati indicavano già allora una situazione critica.</span><span style="font-family: Verdana, serif;"> Si è dovuto attendere il 2005 perché, almeno in Italia, l’ inquinamento luminoso cominciasse ad avere attenzione mediatica. E’ successo dalle frequenze di Rai Radio2, quando il programma Caterpillar lanciò la campagna </span><span style="font-family: Verdana, serif;">&#8220;</span><span style="font-family: Verdana, serif;"><i>M&#8217;illumino di meno</i></span><span style="font-family: Verdana, serif;">&#8220;. Un’ iniziativa con cadenza annuale, giunta quest’ anno alla 17° edizione, volta a sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica sul tema del risparmio energetico e della riduzione dell&#8217;inquinamento luminoso. Un compito di cui si sono fatte carico associazioni come Cielo Buio, in Italia, o la statunitense</span><span style="font-family: Verdana, serif;"> Dark sky association.</span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Verdana, serif;">L’ alterazione del cielo notturno oltre a mettere in crisi le osservazioni astronomiche, da tempo gli enti di ricerca europei utilizzano prevalentemente telescopi che si trovano sulle Ande o alle Canarie, è una minaccia per la salute e rischia di creare seri danni a molti ecosistemi già provati da altri stress ambientali.</span></span></p>
<p><a name="_GoBack"></a> <span style="color: #222222;"><span style="font-family: Verdana, serif;">L’ adattamento all’ alternanza giorno notte è indispensabile per qualsiasi essere vivente. I ritmi circadiani che ne sono alla base regolano, fra l’ altro, un’ attività biologica fondamentale come la produzione degli ormoni. L’ inquinamento luminoso ha già spazzato via uno dei fenomeni più suggestivi delle notti estive: la danza delle lucciole.</span></span><span style="font-family: Verdana, serif;"> Questi singolari insetti, un tempo molto diffusi su tutto il nostro pianeta, stanno rapidamente scomparendo. Ma le lucciole non sono le uniche vittime di un cielo troppo illuminato. Altri nottambuli stanno andando in crisi. I</span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Verdana, serif;"> pipistrelli hanno abitudini notturne e cacciano col buio. L’ eccesso di luminosità rende loro difficile catturare le prede e nutrirsi. </span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Verdana, serif;">A parte l’ ovvia soluzione di accendere la luce solo quando serve, l’ inquinamento luminoso si può limitare riducendo quello </span></span><span style="font-family: Verdana, serif;">atmosferico. Tutte le particelle che compongono l&#8217;atmosfera terrestre diffondono la luce che ricevono. Limitando le emissioni di quelle inquinanti, come le polveri sottili, si riduce la luminosità. Un’ aria più tersa e pulita fa bene ai polmoni e anche al cielo.</span></p>
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