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	<title>L&#039;Arengo del Viaggiatore &#187; Numero 17 &#8211; 16 Maggio 2007</title>
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	<description>Rivista di libero pensiero</description>
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		<title>Numero 17 &#8211; 16 Maggio 2007 &#8211; Il vento</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2007 17:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 17 - 16 Maggio 2007]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Fischia sulle rosse bandiere, ma anche su quelle di tutti gli altri colori e dopo la pioggia mostra l’arcobaleno; soffia in poppa ai regatanti, ma anche di bolina; soffia sullo yacht del vincitore, ma anche sui tavolini sconfitti. In Francia, in Spagna, in Italia, il vento passa per gli arenghi e tra i viaggiatori. In [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/il-vento-2/">Numero 17 &#8211; 16 Maggio 2007 &#8211; Il vento</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Fischia sulle rosse bandiere, ma anche su quelle di tutti gli altri colori e dopo la pioggia mostra l’arcobaleno; soffia in poppa ai regatanti, ma anche di bolina; soffia sullo yacht del vincitore, ma anche sui tavolini sconfitti. In Francia, in Spagna, in Italia, il vento passa per gli arenghi e tra i viaggiatori. In Australia e negli States. Ci porta via il foglio sul quale stavamo leggendo lasciando le parole a metà, sul quale stavamo per scrivere la verità della punta della lingua. Mannaggia a quando il vento ci strappa le parole fuor di bocca e ci rimangono intrappolate nel web, come un aquilone tra i fili della luce. Anche questa volta, anche dopo il Family Day. Quando non potremo parlarne più allora parleremo d’altro ma di quel che ci sarà un piacere. Fermate il vento o provate a guidarlo fino al traguardo. Scegliete la vostra sfida, il nostro Arengo la ospiterà.</p>
<ul><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/il-vento-2/" title="Numero 17 &#8211; 16 Maggio 2007 &#8211; Il vento">Numero 17 &#8211; 16 Maggio 2007 &#8211; Il vento</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/il-vento/" title="Il Vento">Il Vento</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/sarko-vs-sgolene/" title="Sarko Vs. S&egrave;golene">Sarko Vs. S&egrave;golene</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/capitolo-4-and-so-what-parte-prima/" title="Capitolo 4 &#8211; And so, what? (parte prima)">Capitolo 4 &#8211; And so, what? (parte prima)</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/innovazione-e-politica-in-francia/" title="Innovazione e Politica in Francia">Innovazione e Politica in Francia</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/lirlanda-del-nord-e-la-troubles-fiction/" title="L&#39;Irlanda del Nord e la Troubles fiction">L&#39;Irlanda del Nord e la Troubles fiction</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/foto-depoca/" title="Foto d&#39;epoca">Foto d&#39;epoca</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/a-spasso-per-la-valle-del-montefeltro-urbania-lantica-casteldurante/" title="A spasso per la valle del Montefeltro: Urbania l&#39;antica Casteldurante">A spasso per la valle del Montefeltro: Urbania l&#39;antica Casteldurante</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/felix-ravenna/" title="Felix Ravenna">Felix Ravenna</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/il-mio-nome-nessuno-parte-seconda/" title="Il mio nome &egrave; nessuno (parte seconda)">Il mio nome &egrave; nessuno (parte seconda)</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/chiss-forse-cambiato-il-vento/" title="Chiss&agrave;, forse &egrave; cambiato il vento">Chiss&agrave;, forse &egrave; cambiato il vento</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/quella-sporca-trentina/" title="Quella sporca trentina">Quella sporca trentina</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/psicanalisi-dellarte-a-confronto-freud-e-jung/" title="Psicanalisi dell&#39;arte a confronto: Freud e Jung">Psicanalisi dell&#39;arte a confronto: Freud e Jung</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/nani-e-giganti/" title="Nani e giganti">Nani e giganti</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/saturno/" title="Saturno">Saturno</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/theres-plenty-of-room-at-the-bottom/" title="There&#39;s plenty of room at the bottom">There&#39;s plenty of room at the bottom</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/ali-di-piombo/" title="Ali di piombo">Ali di piombo</a></li></ul>
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		<title>Foto d&#039;epoca</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 17 - 16 Maggio 2007]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Foto d&#39;epoca: si nota come il sagrato di San Petronio sia sprovvisto di tornelli e come le persone si godano il sole.</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/foto-depoca/">Foto d&#39;epoca</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Foto d&#39;epoca: si nota come il sagrato di San Petronio sia sprovvisto di tornelli e come le persone si godano il sole.</p>
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		<title>A spasso per la valle del Montefeltro: Urbania l&#039;antica Casteldurante</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2007 11:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Matteucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 17 - 16 Maggio 2007]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Se avete voglia di passare un fine settimana all&#39;insegna del buon cibo, del buon vino e perch&#233; no anche della cultura senz&#39;altro Urbania &#232; la meta che fa per voi. Situata sull&#39;Appennino marchigiano, a sole due ore di macchina da Bologna, nella provincia di Pesaro Urbino, Urbania &#232; un affascinante cittadina, terra di antiche tradizioni, [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/a-spasso-per-la-valle-del-montefeltro-urbania-lantica-casteldurante/">A spasso per la valle del Montefeltro: Urbania l&#39;antica Casteldurante</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Se avete voglia di passare un fine settimana all&#39;insegna del buon cibo, del buon vino e perch&eacute; no anche della cultura senz&#39;altro Urbania &egrave; la meta che fa per voi. Situata sull&#39;Appennino marchigiano, a sole due ore di macchina da Bologna, nella provincia di Pesaro Urbino, Urbania &egrave; un affascinante cittadina, terra di antiche tradizioni, che conserva ricche reminiscenze rinascimentali, per capirlo baster&agrave; ammirare l&#39;antico fossato che ancora circonda il Palazzo Ducale,che con la sua imponente mole fu nel XVI secolo la dimora dei Duchi di Urbino  e che oggi ospita il Museo civico. All&#39;interno del museo sono conservati manoscritti , rarit&agrave; librarie e raccolte di disegni del &#39;500 e &#39;600  appartenenti a Carracci, Barocci e molti altri, oltre che essere noto per le prestigiose mostre che vi vengono allestite nel periodo estivo. Altra importante curiosit&agrave; culturale di Urbania, anzi direi una vera rarit&agrave; che la rende unica, &egrave; la  Chiesa dei Morti, situata in pieno centro storico, dove 18 salme vengono conservate in buono stato, in un &ldquo;cimitero&rdquo; del tutto particolare, grazie ad una particolare muffa, che nel corso dei secoli ha dato &ldquo;vita&rdquo; ad un vero e proprio processo di mummificazione naturale. Questa sensazionale scoperta fu fatta a seguito dell&#39;emanazione dell&#39;editto napoleonico, che impose la sistemazione dei corpi fuori dai centri abitati, da una confraternita detta la Compagnia della Buona Morte, che si occup&ograve; della loro sistemazione nel lontano 1567. Vi consiglio, perci&ograve;, di vistarla perch&eacute; ogni mummia ha una sua storia da raccontare. Passeggiando per la cittadina soffermatevi con lo sguardo ad ammirare il Teatro Bramante, splendido esempio di teatro ottocentesco, una vera chicca che ospita durante l&#39;anno un cartellone davvero interessante! Urbania &egrave; altres&igrave; nota per la ceramica artistica, che la rese famosa nel lontano Cinquecento; a questo proposito vi segnalo la festa della ceramica che si terr&agrave; il 2 e il 3 giugno, ed alla quale parteciperanno molti noti ceramisti. Credo che dopo tutto questo camminare ed osservare, sarete senz&#39;altro stanchi ed affamati, vi consiglio allora di intraprendere un&#39;altra importante parte del nostro fine settimana fuori citt&agrave;, ovvero quella gastronomica! La cucina di Urbania racchiude in s&eacute; il gusto antico delle tradizioni gastronomiche delle regioni pi&ugrave; vicine, Toscana, Abruzzo e Marche; non pu&ograve; mancare tra i prodotti tipici offerti da Urbania il tartufo, al pari delle vicine cittadine di S. Angelo in Vado ed Acqualagna, altres&igrave; note per il prezioso tubero. Se volete davvero calarvi nelle tradizioni gastronomiche di questa incantevole cittadina, dovete provare la tradizionale colazione a base di coradella d&#39;agnello cotta con le budelline, che potrete gustare alla Trattoria del Buongustaio, situata in pieno centro storico, dove verrete accolti in un&#39;atmosfera familiare. Alla Trattoria potrete altres&igrave; trovare piatti tradizionali, come per esempio gli gnocchi al sugo di fagioli, le mezzelune alla buongustaia, i cappellacci al tartufo nero e altre prelibatezze (prenotazione consigliata al n. 0722-319411). Per cena potrete banchettare all&#39;Osteria del Cucco, sita anch&#39;essa nel centro di Urbania, dove riscoprirete il sapore delle osterie vecchio stile, gustando piatti scelti in giornata in base alla stagionalit&agrave; dei prodotti (prenotazione consigliata al n.0722-317412). Per ogni ulteriore informazione su eventi e dove alloggiare, rivolgetevi all&#39;Ufficio del Turismo comunale al numero 0722-313140, o visitate il sito. A questo punto non mi resta che augurarvi buon fine settimana!</p>
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		<title>Felix Ravenna</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fausto Desalvo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 17 - 16 Maggio 2007]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo e spazio liberi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nell&#39;accogliente complesso di San Nicol&#242; in via Rondinelli si &#232; aperta una nuova mostra, fino al 7 ottobre, sul periodo felice di Ravenna fra il V e il VI secolo. Una volta divenuta capitale dell&#39;impero nel 402, Ravenna vede accrescere in misura notevole la sua superficie e il numero dei suoi monumenti, il che costituisce [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/felix-ravenna/">Felix Ravenna</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#39;accogliente complesso di San Nicol&ograve; in via Rondinelli si &egrave; aperta una nuova mostra, fino al 7 ottobre, sul periodo felice di Ravenna fra il V e il VI secolo.</p>
<p>Una volta divenuta capitale dell&#39;impero nel 402, Ravenna vede accrescere in misura notevole la sua superficie e il numero dei suoi monumenti, il che costituisce l&#39;apertura di un nuovo capitolo della sua storia.</p>
<p>Contestualmente il centro si apre a commerci e a relazioni culturali di carattere transregionale e internazionale. Tra gli interlocutori di Ravenna ci sono l&#39;Africa e il vicino Oriente e, pi&ugrave; vicina, l&#39;area dell&#39;alto Adriatico. Qui si trova una serie di citt&agrave; di considerevole importanza fin dall&#39;et&agrave; romana, a cominciare da Aquileia, centro portuale al quale Ravenna si sostituisce come primo approdo commerciale per la zona. Inoltre, nello stesso periodo, nell&#39;area in questione nascono nuove citt&agrave;, come Grado, un castrum fondato nel V secolo.</p>
<p>Tra V e VI secolo, e in particolare dopo il 540, anno della conquista di Ravenna da parte dei Bizantini, la rete che interconnette questi centri urbani e i territori circostanti si fa sempre pi&ugrave; fitta. Ne danno testimonianza le rotte commerciali, alle quali fa riferimento Cassiodoro (ad esempio dall&#39;Istria giungevano a Ravenna vino ed olio al tempo di Teodorico). Traccia di questi rapporti si nota anche nel campo dell&#39;artigianato storico-artistico, che trova nei mosaici una delle sue voci fondamentali per quest&#39;epoca.v<br />
<br />
Pi&ugrave; in generale, la costa adriatica &#8211; e soprattutto l&#39;alto Adriatico &#8211; diviene fin dal V secolo una delle aree pi&ugrave; rappresentative relativamente alla costruzione di nuovi edifici ecclesiastici e alla produzione della loro decorazione, in scultura e mosaico (a differenza del resto della penisola, dove l&#39;attivit&agrave; edilizia non risulta cos&igrave; intensa).</p>
<p>La mostra, curata dal grande medievalista Carlo Bertelli e dal professor Andrea Augenti dell&#39;Universit&agrave; di Bologna, prende le mosse da nuovi, inediti mosaici provenienti dalla basilica di San Severo a Classe e da reperti, anch&#39;essi inediti, scoperti in recenti campagne di scavi, per esporre piccoli tesori, alcuni mai visti prima, appartenenti alle classi privilegiate di Ravenna-Classe, Rimini, Cesena, Aquileia e l&#39;Istria.</p>
<p>Numerosi reperti, poi, sono impiegati per illustrare i commerci e l&#39;artigianato artistico di ambito ecclesiastico. Per descrivere l&#39;alto tasso di militarizzazione dell&#39;epoca sono esposti armamenti ed accessori del vestiario militare.</p>
<p>Segnalo in particolare, il tesoretto rinvenuto a Classe negli scavi del 2004, composto da sette cucchiai, oggetti una volta utilizzati solo dai ceti dirigenti, ed una coppa in argento, che costituisce una delle pi&ugrave; importanti scoperte degli ultimi anni in area ravennate e la ricostruzione di un intero magazzino del porto di Classe, distrutto in un incendio al tempo di Teodorico e rinvenuto, nel 2005, con tutto il suo prezioso contenuto di anfore che trasportavano vino ed olio.</p>
<p>Tutte le informazioni si trovano sul sito www.felixravenna.it</p>
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		<title>Il mio nome &#232; nessuno (parte seconda)</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Rubbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Cantina del Viaggiatore]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 17 - 16 Maggio 2007]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dopo tanto buio e umidit&#224; accumulata qui in cantina, le quali mi portavano ad assomigliare ad un vampiro con le guancie rossastre (non solo per colpa della barba&#8230;), ho deciso che era arrivato il momento di prendermi una boccata d&#8217;aria. E quale occasione migliore se non il Vinitaly! Mi trovavo all&#8217;ufficio stampa del padiglione dell&#8217;Emilia [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/il-mio-nome-nessuno-parte-seconda/">Il mio nome &egrave; nessuno (parte seconda)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo tanto buio e umidit&agrave; accumulata qui in cantina, le quali mi portavano ad assomigliare ad un vampiro con le guancie rossastre (non solo per colpa della barba&#8230;), ho deciso che era arrivato il momento di prendermi una boccata d&rsquo;aria.</p>
<p> E quale occasione migliore se non il Vinitaly!</p>
<p> Mi trovavo all&rsquo;ufficio stampa del padiglione dell&rsquo;Emilia Romagna, quando tutto a un tratto fuori c&rsquo;&egrave; movimento e scalpore. Butto una sguardo fuori e scorgo un carro funebre&hellip;&rdquo;no, non ci credo! L&rsquo;han fatto veramente&rdquo; penso.</p>
<p> Non ci penso su due volte, abbandono al volo l&rsquo;ennesima persona che aveva scambiato il nostro ufficio stampa come l&rsquo;ufficio informazioni del Vinitaly. Corro fuori e vedo qualcosa di terribilmente macabro, ma per un amante come me di cinico tv qualcosa di assolutamente geniale: &ldquo;il corteo funebre del Tocai&rdquo;.</p>
<p> Organizzato di tutto punto dalla regione Veneto: banda, striscione commemorativo e carro funebre con donna in lacrime dentro.</p>
<p> Corteo polemico (esilarante pensare ad un produttore veneto che deve chiamare un suo vino Friulano), in quanto il Tocai veniva spogliato del suo legittimo nome.</p>
<p> Almeno cos&igrave; sembrava.</p>
<p> Con una sceneggiatura degna di un film di Romero assistiamo ad omicidio, funerale e resurrezione: anche nel 2007 il Tocai potr&agrave; fregiarsi sulle etichette del nome Tocai Friulano.</p>
<p> Vi avevo lasciati qualche mese fa al punto che il Tocai era un vino senza nome, in quanto in seguito al ricorso presentato al Tar del Lazio dalla cantina di Cormons sull&rsquo;utilizzo del nome Friulano era stato vietato l&rsquo;utilizzo del nome Friulano.</p>
<p> Tale sentenza &egrave; stata poi confermata dal Consiglio di Stato, sentenza che ha di fatto costretto il Ministro De Castro a concedere un anno di proroga per l&rsquo;utilizzo del nome Tocai Friulano in etichetta.</p>
<p> Anche se di fatto la profezia di Nostradamus che indicava nel 31 marzo 2007 la fine del Tocai era sbagliata, non si pu&ograve; parlare di vittoria, come afferma Luigi Soini (direttore della Cantina di Cormons).</p>
<p> Per il futuro del nome (legittimo) &ldquo;Tocai Friulano&rdquo; si attende l&rsquo;esito del ricorso alla Corte di Giustizia del Lussemburgo, risposta che dovrebbe arrivare nella seconda met&agrave; dell&rsquo;anno.</p>
<p> Nel frattempo diamo uno sguardo al passato, per capire perch&eacute; si &egrave; arrivati a questo punto.</p>
<p> A discapito di quanto si possa pensare, nel 1994 viene stipulato un gemellaggio tra i comuni di Cormons e Tokaj. Gemellaggio che vuole far fronte ad iniziative che partivano dall&rsquo;alto, o meglio dal nord e precisamente da Bruxelles che chiedevano l&rsquo;esclusiva del nome Tokaj agli Ungheresi.</p>
<p> Ungheresi che si trovavano all&rsquo;oscuro di queste iniziative, che invece erano portate avanti dai nostri acerrimi nemici enologici, i cugini d&rsquo;oltralpe.</p>
<p> In seguito al crollo del blocco sovietico &egrave; iniziata la corsa alle privatizzazioni, in Ungheria come in altri stati.</p>
<p> Quattordici aziende produttrici di Tokaj sono state comprate da aziende francesi, le quali avevano intuito le grandi potenzialit&agrave; della prelibatezza ungherese: sarebbe diventato il Sautern dell&rsquo;est, ergo vino di grande fascino, grande pregio e alto prezzo ottenuto a costi di produzione bassissimi.</p>
<p> Certo si pu&ograve; osservare che anche il Francese Tokaj d&rsquo;Alsace &egrave; stato spogliato del suo vero nome, ma chi sa qualcosa degli andamenti del mercato enologico riosserva che era un vino privo di mercato.</p>
<p> Mentre ora che si chiama Pinot Gris d&rsquo;Alsace sembra che abbia acquistato un certo appeal in un mercato &ldquo;ristretto&rdquo;  come quello a stelle e strisce.</p>
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		<title>Chiss&#224;, forse &#232; cambiato il vento</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tobia Desalvo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 17 - 16 Maggio 2007]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Che strano e buffo &#232; il mondo, forse proprio perch&#233; &#232; vario o forse proprio perch&#233; non lo &#232; abbastanza. Nel numero scorso dell&#39;Arengo durante i giorni di festa che tra Aprile e Maggio ci porta in dono la primavera, ci eravamo visti salutare con gioia, sollievo e sincera amicizia l&#39;assegnazione degli Europei di calcio [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/chiss-forse-cambiato-il-vento/">Chiss&agrave;, forse &egrave; cambiato il vento</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Che strano e buffo &egrave; il mondo, forse proprio perch&eacute; &egrave; vario o forse proprio perch&eacute; non lo &egrave; abbastanza. Nel numero scorso dell&#39;Arengo durante i giorni di festa che tra Aprile e Maggio ci porta in dono la primavera, ci eravamo visti salutare con gioia, sollievo e sincera amicizia l&#39;assegnazione degli Europei di calcio alla Polonia e all&#39;Ucraina.</p>
<p>L&#39;Italia arrogante e sbruffona era stata sanzionata, con chiarezza e pugno fermo, senza possibilit&agrave; di ricorrere in appello o prescrivere i reati. Il bastone, da una parte. </p>
<p>Dall&#39;altra, come nelle favole dei bambini, ecco con in mano la carota il mago buono, quella figura che racchiude in s&eacute; il senso di giustizia del padre e la magica morbidezza della madre. Quel personaggio pacioso ed atletico, reggiano e bolognese, cattolico e democratico, dipinto spesso come una mortadella o un salame, un boiardo o un comunista. Quello talmente tonto e sprovveduto da aver sconfitto per ben due volte su due il supereroe della tv e delle coppe europee. </p>
<p>E sapete che cosa ci annuncia? Che i soldi ci sono, e non pochi. Siamo un Paese che sta migliorando i propri conti, che ha pagato e si &egrave; assunto le proprie responsabilit&agrave;. E che questa volta i soldi non li dilapider&agrave;. Occorrono alla solidit&agrave; delle nostra casa comune, alla dignit&agrave; del nostro Paese, alle pensioni dei nostri figli. Occorreranno ad un Paese che per laurearsi dovr&agrave; studiare per almeno 6 mesi all&#39;estero (con buona pace del Ministro Mussi, partito esule dal partito democratico diretto verso lidi non cos&igrave; riformisti come questa innovativa proposta), che deve pagare le tasse perch&eacute; &egrave; giusto e che non deve pagare le ricariche dei telefonini perch&eacute; non &egrave; giusto. </p>
<p>Occorrono tanti soldi per investire. Occorrono tanti soldi per attrarre le risorse dall&#39;estero. Come da Monza ci ha spiegato chiaramente Berlusconi, c&#39;&egrave; chi vuole l&#39;Italia degli italiani e chi l&#39;Italia nel mondo. Noi viaggiatori sappiamo da che parte stare e per questa volta stiamo dalla parte del Ministro degli Interni, che per fortuna perlomeno sull&#39;argomento immigrazione si comporta da socialista prima che da inquilino del Viminale. </p>
<p>D&#39;altronde, non potrebbe essere altrimenti in quest&#39;anno di gemellaggio con i cugini partiti per l&#39;Australia. Casey Stoner, giovane di nuova famiglia, sposato all&#39;alba dei vent&#39;anni con sua moglie (cos&igrave; anche il Papa non si lamenter&agrave;, il che per essere accolti dall&#39;Italia &egrave; meglio di un visto in bollo), in sella alla Rossa di Borgo Panigale (e cos&igrave; anche quei pseudo social comunisti saranno sereni) va pi&ugrave; forte di tutti, anche del supereroe della tv e dei pluricampionati mondiali. Il volto noto di Valentino che con una signorilit&agrave; d&#39;altri tempi, con il politically correct della gente semplice, la competenza del meccanico ed il cuore del campione ammette la propria sconfitta. </p>
<p>Nulla si pu&ograve;, in effetti, quando il salto di vento premia Luna Rossa (gi&agrave; di che strano colore &egrave; anche la luna quando si eclissa e ci fa stare con gli occhi all&#39;insu) contro Mascalzone Latino, che con quel nome da latin lover da barca da crociera si era affacciato con piglio e coraggio nei mari della Coppa America. </p>
<p>Anche quando ci si imbatte nelle manifestazioni dove i potentati guelfi brandiscono dietro la croce la propria visione del mondo per il gusto di fare sentire che tutti siamo liberi, ma qualcuno &egrave; pi&ugrave; libero degli altri, anche allora sapremo voltare pagina. </p>
<p>Seguiremo la racchetta di Volandri ricordare il trentennale delle gesta di Panatta, abbattendo il numero Uno del Mondo per poi appisolarsi come un bimbo in un sabato pomeriggio, in una torrida corrida romana, con le braccia al cielo per la grande impresa sognata. </p>
<p>Non contenti ecco la Domenica, ed ecco che il Brasile dove il Papa &egrave; in gita ci regala la gioia di Felipe Massa, che guida la nostra Ferrari davanti al leader del Mondiale, un pilota di colore, americano, che dall&#39;alto domina la classifica. </p>
<p>Forse mentre noi stiamo a discutere per intraprendere lo storico passaggio da paese clericale a paese moderno, progredito ed europeo, intorno ci rombano i motori e aleggiano via radio le note del calcio di una volta. Per farsi ascoltare non importa urlare alla tv, ci si pu&ograve; sintonizzare sulla stazione delle onde medie. Tocchiamo con le orecchie quanto sia importante il progresso per liberare l&#39;umanit&agrave; dal dominio dell&#39;uomo sull&#39;uomo. </p>
<p>Cos&igrave; sulle prime pedalate del giro, zitto zitto, scala la cima Coppi del Partito Democratico e del Governo quello studioso di cui si pronosticava un grande futuro politico; d&#39;altronde a quel tontolone non piacevano n&eacute; le donne n&eacute; i soldi, che cosa avrebbe potuto fare mai? Il palazzinaro forse? </p>
<p>Chiss&agrave;, se a forza di voltare pagina prima o poi cambier&agrave; pure il vento.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Quella sporca trentina</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Clo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 17 - 16 Maggio 2007]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Due nuovi rapporti sull&#39;ambiente sono stati pubblicati durante queste due prime settimane di Maggio. Il primo, firmato Banca Mondiale ed intitolato Little Green Data Book 2007, f&#224; il punto della situazione riguardo il livello assoluto di emissioni di anidride carbonica ed il loro andamento tendenziale nei diversi paesi del mondo. Il rapporto conclude che le [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/quella-sporca-trentina/">Quella sporca trentina</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Due nuovi rapporti sull&#39;ambiente sono stati pubblicati durante queste due prime settimane di Maggio.</p>
<p>Il primo, firmato Banca Mondiale ed intitolato Little Green Data Book 2007, f&agrave; il punto della situazione riguardo il livello assoluto di emissioni di anidride carbonica ed il loro andamento tendenziale nei diversi paesi del mondo.</p>
<p>Il rapporto conclude che le emissioni di gas a effetto serra sono aumentate del 16% rispetto al 1990, un dato che da solo &egrave; sufficiente a mettere in discussione la fattibilit&agrave; del Protocollo di Kyoto. I paesi firmatari (i cosiddetti Annex I countries) avrebbero infatti come obiettivo la riduzione delle loro emissioni del 5% rispetto ai livelli del 1990.</p>
<p>Leggiamo inoltre che le emissioni generate dalla combustione di fonti fossili e dai processi industriali sono oggigiorno prodotte in egual misura da paesi industrializzati e paesi in via di sviluppo. Negli anni &#39;60 gli stessi paesi a basso reddito producevano meno di un terzo delle emissioni globali; e d&#39;altronde negli ultimi quindici anni le emissioni in Cina sono aumentate del 73%, mentre in India dell&#39; 88%. Tassi di crescita esorbitanti, anche se, a livello pro-capite, un cinese ed un indiano emettono ancora solo il 16% ed il 6%, rispettivamente, di quello che emette un cittadino americano medio.</p>
<p>Come interpretare questi dati? Quali sono le cause di questa crescita, quali le possibili conseguenze, e soprattutto come invertire la rotta?</p>
<p>Queste sono domande che oggigiorno la politica ha iniziato a porsi, che la societ&agrave; deve affrontare con un cambiamento culturale, soprattutto nei paesi occidentali, e a cui l&#39;economia deve rispondere, attraverso lo sviluppo e la diffusione su scala globale di tecnologie produttive efficienti e pulite. Quest&#39; ultimo &egrave; il percorso necessario per evitare disastri ambientali come in Indonesia, oggi il terzo paese al mondo per emissioni prodotte dopo Stati Uniti e Cina, principalmente a causa della deforestazione<a name="back1" href="#1"><sup>[1]</sup></a>.</p>
<p>Agricoltura e deforestazione rappresentano un problema in termini di emissioni e perdita di bio-diversita&#39; non solo in Indonesia, ma in tutti i paesi piu&#39; poveri: queste attivita&#39; generano il 10% delle emissioni nei paesi industrializzati; pi&ugrave; del 50% nei paesi in via di sviluppo.</p>
<p>
<i>Fonte: little Green Book data 2007, The World Bank<br /></i><br />
<br />
Ma qual &egrave; la relazione tra sviluppo tecnologico e deforestazione?</p>
<p>Kirk Hamilton, principale autore del rapporto pubblicato dalla Banca Mondiale, sottolinea come questo fenomeno, conseguenza principale della povert&agrave;, sia ridimensionabile attraverso un miglioramento delle infrastrutture. Il rapporto infatti ci informa che nei paesi sub-sahariani il consumo elettrico pro-capite &egrave; sette volte sotto la media dei paesi ad alto reddito, con il 56% dell&#39;energia consumata proveniente da biomasse tradizionali. La combustione di legname rimane ancora la principale fonte di energia per 2 miliardi di persone. Un migliore accesso alla rete elettrica implicherebbe quindi una minor rischio di deforestazione.</p>
<p><b>Classifica dei paesi maggiormente dipendenti da biomasse tradizionali<br /></b></p>
<table border="1" style="border-collapse: collapse">
<tr>
<td>
<p class="normale">
Paese
</td>
<td>
<p class="normale">
Uso di biomasse tradizionali<br />(% energia totale)
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p class="normale">
Congo, Dem. Rep.
</td>
<td>
<p class="normale">
92.5
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p class="normale">
Tanzania
</td>
<td>
<p class="normale">
91.6
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p class="normale">
Ethiopia
</td>
<td>
<p class="normale">
90.4
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p class="normale">
Nepal
</td>
<td>
<p class="normale">
86.8
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p class="normale">
Mozambique
</td>
<td>
<p class="normale">
84.1
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p class="normale">
Nigeria
</td>
<td>
<p class="normale">
80.2
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p class="normale">
Sudan
</td>
<td>
<p class="normale">
79.2
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p class="normale">
Zambia
</td>
<td>
<p class="normale">
79.1
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p class="normale">
Cameroon
</td>
<td>
<p class="normale">
77.8
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p class="normale">
Kenya
</td>
<td>
<p class="normale">
74.1
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p class="normale">
Haiti
</td>
<td>
<p class="normale">
74.0
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p class="normale">
Myanmar
</td>
<td>
<p class="normale">
73.4
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p class="normale">
Togo
</td>
<td>
<p class="normale">
70.6
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p class="normale">
Ghana
</td>
<td>
<p class="normale">
69.1
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p class="normale">
Benin
</td>
<td>
<p class="normale">
65.6
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p class="normale">
Cote d&#39;Ivoire
</td>
<td>
<p class="normale">
64.9
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p class="normale">
Angola
</td>
<td>
<p class="normale">
64.7
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p class="normale">
Zimbabwe
</td>
<td>
<p class="normale">
63.8
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p class="normale">
Congo, Rep.
</td>
<td>
<p class="normale">
61.7
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p class="normale">
Gabon
</td>
<td>
<p class="normale">
58.8
</td>
</tr>
</table>
<p align="justify" style="line-height: 150%">
<i>Fonte: little Green Book data 2007, The World Bank</i></p>
<p>Che dire invece dell&#39;Europa?</p>
<p>Qualche informazione in pi&ugrave; sullo stato della salute comunitaria ci viene offerta dal secondo rapporto in questione, redatto dal Fondo mondiale per la Natura, in arte WWF.</p>
<p>Intitolato Dirty Thirty, il rapporto commissionato dal WWF all&#39; &Ouml;ko-Institut stila una classifica dei 30 impianti energetici pi&ugrave; inquinanti d&#39; Europa.</p>
<p>Basandosi sui dati comunitari ufficiali relativi alle emissioni del 2006 (vedi the Community Independent Transaction Log http://ec.europa.eu), gli impianti sono stati classificati in base ai loro livelli assoluti di emissioni di Co2 in rapporto alla loro efficienza energetica relativa (ton Co2/Kwh).</p>
<p>Ai primi due posti della lista della vergogna si trovano gli impianti in Grecia Agios Dimitros e Kardia, entrambi appartenenti alla compagnia elettrica DEH. &Egrave; tuttavia quella stessa Germania che recentemente si e&#39; prefissata l&#39;obiettivo di ridurre le proprie emissione del 40% entro il 2020 il paese che, con ben 10 impianti in classifica, si aggiudica il premio meno ambito, a pari merito con la Gran Bretagna. Questo significa che venti dei trenta impianti piu&#39; inquinanti in Europa sono collocati in Germania e gran Bretagna.</p>
<p>Al 25&deg; posto della classifica troviamo l&#39;unico candidato italiano, l&#39;impianto a carbone dell&#39;ENEL situato a Brindisi Sud.</p>
<p>
<i>Fonte: Dirty Thirty, WWF</i></p>
<p>1 g CO2/kWh, 2 mtCO2</p>
<p>12.000 &egrave; il numero approssimativo delle imprese europee che, operando nel mercato di scambio dei permessi di inquinamento, hanno un obbligo regolamentato di riduzione delle emissioni. Di queste 12.000, i 30 impianti elencati nel rapporto del WWF emettono da soli 393 milioni di tonnellate di anidride carbonica, ovvero il 10% delle emissioni europee.</p>
<p>Tutti impianti che funzionano o a carbone o a lignite.</p>
<p>Il successo delle politiche climatiche europee dipender&agrave; dall&#39; effettiva capacit&agrave; di modernizzare o riconvertire quegli impianti pi&ugrave; inefficienti che tuttora operano a mezzo di carbone. Un processo lungo e costoso che richiede ingenti investimenti dal periodo di ritorno non inferiore a vent&#39;anni.</p>
<p>Investimenti che gli operatori privati saranno disposti ad effettuare solo a fronte di adeguati incentivi promossi dalle politiche ambientali.</p>
<p>La convenienza a convertire impianti del genere dipende infatti dal valore attuale del flusso dei costi ambientali che gli operatori dovranno pagare per rispettare la regolamentazione pubblica, qualora tali investimenti di riconversione non vengano effettuati. Maggiore e&#39; il prezzo da pagare in caso di mancato intervento (sotto forma di carbon tax piuttosto che di ammontare annuo di permessi di inquinamento da acquistare), maggiore sara&#39; la propensione dei proprietari privati ad adottare tecnologie piu&#39; pulite.</p>
<p>Il libero mercato necessita di segnali di certezza che i governatori nazionali ed europei devono inviare attraverso politiche di lungo periodo chiare e coerenti. In uno scenario caratterizzato dal mercato dei permessi di scambio, questo significa stabilire fin da subito un&#39;allocazione restrittiva di permessi per almeno i prossimi 13 anni<a name="back2" href="#2"><sup>[2]</sup></a>.</p>
<p>Il problema e&#39; tanto economico quanto politico. L&#39;inerzia burocratica, l&#39;instabilita&#39; politica e la disorganizzazione interna rischiano infatti di vanificare il processo di ristrutturazione del parco industriale europeo. Basti pensare che oggi le imprese italiane non sono ancora a conoscenza dell&#39;ammontare di permessi che si vedranno assegnare l&#39;anno prossimo.</p>
<p>
Per saperne di piu&#39;:</p>
<p>- Little green data book 2007, the World Bank:</p>
<p>http://siteresources.worldbank.org</p>
<p>- Dirty thirty: Ranking the most polluting power stations in Europe, the WWF:<br />
<a target="_blank" href="http://assets.panda.org/downloads/european_dirty_thirty_may_2007.pdf">http://assets.panda.org</a> </p>
<p></p>
<hr width="33%" size="1" align="left">
<p align="justify" class="normale">
<a name="1" href="#back1"><sup>[1]</sup></a> Per una maggiore analisi consultare DFID and World Bank Indonesia and Climate Change, Working Paper on Current Status and Policies, Marzo 2007</p>
<p><a name="2" href="#back2"><sup>[2]</sup></a> La Unione Europea ha recentemente stabilito il suo nuovo obiettivo di ridzuione delle emissioni al 2020(-20% rispetto i livelli del 1990).</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il Vento</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cesare Sabbioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 17 - 16 Maggio 2007]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo e spazio liberi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il vento pulisce. Ti entra nella pelle, nelle ossa, ti sfianca e ti da energia. E&#39; energia pura, ti puoi coprire ma lui trova il varco, penetra i tuoi vestiti, la tua mente, la tua pelle&#8230; se vuole ti pu&#242; gelare il sangue. Ma nel vento volano le idee, i pensieri, gli amori, quando sei [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/il-vento/">Il Vento</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il vento pulisce.</p>
<p>Ti entra nella pelle, nelle ossa, ti sfianca e ti da energia.</p>
<p>E&#39; energia pura, ti puoi coprire ma lui trova il varco, penetra i tuoi vestiti, la tua mente, la tua pelle&#8230; se vuole ti pu&ograve; gelare il sangue.</p>
<p>Ma nel vento volano le idee, i pensieri, gli amori, quando sei in mezzo al vento non puoi annoiarti e non puoi provar nessun sentimento debole perch&eacute; volano via con lui.</p>
<p>Nel vento puoi amare odiare, soffrire o essere felice, ma soprattutto nel vento sei libero.</p>
<p>Senti la tua mente correre, sfiorare le punte degli alberi&#8230; nel vento non puoi che essere vivo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/il-vento/">Il Vento</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Psicanalisi dell&#039;arte a confronto: Freud e Jung</title>
		<link>https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/psicanalisi-dellarte-a-confronto-freud-e-jung/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=psicanalisi-dellarte-a-confronto-freud-e-jung</link>
		<comments>https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/psicanalisi-dellarte-a-confronto-freud-e-jung/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Chalambalakis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura e Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 17 - 16 Maggio 2007]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lnx.larengodelviaggiatore.info/2007/05/psicanalisi-dellarte-a-confronto-freud-e-jung/</guid>
		<description><![CDATA[<p>Se in Freud l&#39;indagine psicanalitica dell&#39;arte &#232; volta a chiarire il rapporto tra le peculiarit&#224; di una creazione artistica e le profonde esperienze psichiche dell&#39;autore e, quindi, alle personali motivazioni inconsce che animano e caratterizzano le modalit&#224; stesse dell&#39;operare dell&#39;artista, lo stesso non si pu&#242; dire per quanto riguarda l&#39;analisi di Jung. Quest&#39;ultima difatti muove [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/psicanalisi-dellarte-a-confronto-freud-e-jung/">Psicanalisi dell&#39;arte a confronto: Freud e Jung</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Se in Freud l&#39;indagine psicanalitica dell&#39;arte &egrave; volta a chiarire il rapporto tra le peculiarit&agrave; di una creazione artistica e le profonde esperienze psichiche dell&#39;autore e, quindi, alle personali motivazioni inconsce che animano e caratterizzano le modalit&agrave; stesse dell&#39;operare dell&#39;artista, lo stesso non si pu&ograve; dire per quanto riguarda l&#39;analisi di Jung. Quest&#39;ultima difatti muove da metodi, intenti e presupposti totalmente differenti. Jung evidenzia quello che secondo lui costituisce il metodo riduttivo di Freud e cio&egrave; la prevalenza dell&#39;analisi biografica e, specificamente, dell&#39;analisi biografica relativa all&#39;infanzia. Ci&ograve; che Jung critica di Freud &egrave; il fatto che l&#39;analisi di quest&#39;ultimo si perda nel groviglio labirintico degli antecedenti psicologici allontanandosi dall&#39;oggetto di studio principale che, secondo Jung, &egrave; l&#39;opera non l&#39;autore. Jung sottolinea chiaramente che lo scopo dello psicologo, per quanto riguarda l&#39;opera d&#39;arte, consiste nel tentare di cogliere il significato dell&#39;opera. Le premesse psicologiche relative al vissuto personale dell&#39;artista devono essere prese in considerazione dallo psicologo dell&#39;arte solo nella misura in cui esse sono utili per capire il significato dell&#39;opera medesima. In Jung quindi, l&#39;analisi dell&#39;autore &egrave; subordinata all&#39;analisi dell&#39;opera. In effetti in Freud assistiamo all&#39;esatto contrario; l&#39;elemento estetico, stilistico, il soggetto dell&#39;opera sono letti in funzione di una psicanalisi dell&#39;artista. Jung pone invece l&#39;accento sull&#39;autonomia dell&#39;opera d&#39;arte, sul suo essere significato, sul suo avere quindi valore intersoggettivo, sul fatto che essa, dicendo qualcosa agli uomini, supera l&#39;ambito soggettivo del vissuto individuale dell&#39;artista. L&#39;opera d&#39;arte, afferma Jung, va oltre l&#39;individuo e nonostante abbia ovviamente caratteri personali, tali caratteri non possono valere come metro di giudizio per quello che l&#39;opera ci comunica. In sostanza, Jung argomenta a favore della tesi secondo la quale l&#39;arte ha un significato psicologico collettivo. Inoltre in Jung, non solo il vissuto espresso e comunicato dall&#39;opera d&#39;arte non si risolve nel biografico, ma anche il vissuto dell&#39;artista medesimo durante il lavoro artistico stesso non si risolve nel biografico. Non solo l&#39;artista veicola un messaggio che lo trascende ma la stessa motivazione che lo spinge ad esprimersi artisticamente lo trascende. Non l&#39;inconscio individuale emerge nell&#39;arte, o meglio non solo, ma anche e soprattutto l&#39;inconscio collettivo. Gli studi junghiani sull&#39;arte si sviluppano precisamente su questa linea: il fatto che egli sottolinei i significati archetipici di un&#39;opera si inscrive precisamente all&#39;interno di una concezione che mette a fuoco il valore intersoggettivo della creazione artistica.</p>
<p>A prescindere dalla critica junghiana tuttavia, la diversit&agrave; dello scopo prefissosi dai due studiosi in questione sembra emergere chiaramente anche dalle parole di Freud. Il padre della psicanalisi infatti era perfettamente consapevole di non essersi posto dalla parte di chi ha come obiettivo lo studio dei significati dell&#39;opera. Freud non smette di essere un medico. Non si occupa dell&#39;artista in vista dell&#39;opera ma si occupa dell&#39;opera in vista di una psicanalisi dell&#39;artista. L&#39;autore &egrave; come un paziente nello studio freudiano. In jung il metodo e gli scopi sono ribaltati in modo speculare. Quest&#39;ultimo finalizza tutto alla lettura dell&#39;opera, in certi passi addirittura sembra subordinare tutto ad un&#39;idea filosofico-psicologica dell&#39;arte, ad un&#39;idea che ci dice che cosa &egrave; l&#39;arte.</p>
<p>Se Freud ha il merito di non piegare l&#39;analisi e la ricerca psicologica di fronte al sublime espresso dall&#39;opera d&#39;arte, Jung invece ne enfatizza spesso una certa ineffabilit&agrave;. Jung ci parla pi&ugrave; volentieri della molteplice significazione archetipico-simbolica dell&#39;opera d&#39;arte in genere, piuttosto che dei risultati teorici ottenuti in seguito all&#39;analisi di un determinato artista o di una determinata opera. Quindi se in Freud &egrave; presente, almeno in parte, un certa riduzione dell&#39;opera al vissuto individuale, in Jung assistiamo ad una certa idealizzazione del fare artistico che sembra tradire un certo romanticismo. La teoria junghiana degli archetipi e dell&#39;inconscio collettivo ha sicuramente un grande valore dal punto di vista dell&#39;arte come linguaggio, come terreno comune, intersoggettivo del vissuto ma, probabilmente, cela anche una certa concezione dell&#39;arte di tipo idealistico.</p>
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		<title>Sarko Vs. S&#232;golene</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Cantelmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 17 - 16 Maggio 2007]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La Francia volge verso l&#39;alba della Quinta Repubblica, al termine di una campagna elettorale appassionante, Nicolas Sarkozy con il 53,8% dei voti &#232; il nuovo inquilino dell&#39;Eliseo. I Francesi si sono riversati in massa nei seggi elettorali: ha votato quasi l&#39;85% degli aventi diritto, una cifra mai raggiunta dal 1974. La passione della campagna elettorale [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/05/sarko-vs-sgolene/">Sarko Vs. S&egrave;golene</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La Francia volge verso l&#39;alba della Quinta Repubblica, al termine di una campagna elettorale appassionante, Nicolas Sarkozy con il 53,8% dei voti &egrave; il nuovo inquilino dell&#39;Eliseo.</p>
<p>I Francesi si sono riversati in massa nei seggi elettorali: ha votato quasi l&#39;85% degli aventi diritto, una cifra mai raggiunta dal 1974. La passione della campagna elettorale ha favorito i candidati tradizionali e ha penalizzato la sinistra radicale e il gi&agrave; citato Le Pen.</p>
<p>&ldquo;Insieme tutto diventa possibile&rdquo;: &egrave; questo lo slogan della campagna elettorale di Nicolas Sarkozy.</p>
<p>L&#39;ex ministro dell&#39;Interno interpreta al meglio la nuova fase della politica post-moderna: ha sostituito la sua personalit&agrave; alla politica intermediata dalle ideologie e dai partiti. Nelle elezioni politiche del passato erano gli schieramenti che prevalevano sui candidati indicando un preciso modello di societ&agrave;, ora sono i candidati che &ldquo;pesano&rdquo; pi&ugrave; dei programmi. Nei suoi discorsi non mancano riferimenti ai classici del socialismo quali Juar&egrave;s e Blum nonch&eacute; a Fran&ccedil;ois Mitterand.</p>
<p>S&eacute;gol&egrave;ne Royal ha fatto suo lo slogan:&rdquo;Il mio progetto siete voi&rdquo;: secondo lo scrittore Max Lambom la Royal &ldquo;esprime la voglia di destra della sinistra&rdquo;. Ha sempre evitato durante i suoi discorsi di chiamare l&#39;uditorio &ldquo;cari compagni&rdquo;, basandosi sul principio che il presidente &egrave; al di sopra delle parti e non si &egrave; mai appellata esclusivamente all&#39;elettorato di sinistra.</p>
<p>Entrambi, Sarko e S&egrave;go, non hanno presentato una societ&agrave; migliore ma di migliorare la societ&agrave; che c&#39;&egrave;. Tutti e due hanno usato un linguaggio comune, diretto, in qualche modo semplificato privo di tecnicismi che hanno come unico effetto quello di distogliere l&#39;attenzione dell&#39;uditore.</p>
<p>L&#39;eroina socialista &egrave; figlia di un militare, con un&#39;educazione fortemente improntata alla disciplina, nulla a che vedere con Rosa Luxemburg o Indira Gandhi n&eacute; con Angela Merkel.</p>
<p>Nella prima tornata elettorale ha stabilito un record ottenendo pi&ugrave; voti di quelli presi da Mitterand nelle elezioni del 1981, un risultato non da poco per una candidata invisa all&#39;interno del suo stesso partito il quale, ora, vorrebbe sbarazzarsi di S&eacute;golene nonostante il trionfo nelle primarie di primavera. Inoltre la Royal ha tentato di realizzare una sorta di rivoluzione culturale, il passaggio dal socialismo alla socialdemocrazia cercando, inutilmente, l&#39;intesa con il centrista Bayrou.</p>
<p>Oggi, all&#39;apice della popolarit&agrave;, cerca di respingere gli attacchi dei dinosauri del Partito Socialista per rimanere al comando di una formazione che nel giugno prossimo affronter&agrave; le elezioni legislative. Tornando a Sarkozy si pu&ograve; tranquillamente affermare che la sua vittoria &egrave; il simbolo di un grosso cambiamento culturale. Figlio di immigrati, suo nonno era ebreo, e per di pi&ugrave; ebreo ungherese, laureatosi in giurisprudenza, Sarko &egrave; la prova vivente della funzionalit&agrave; di quel modello francese di integrazione sociale, tanto caro all&#39;ormai ex Presidente Chirac, che tuttavia ha mostrato la sua non perfezione proprio quando Sarkozy era ministro dell&#39;Interno e dovette affrontare, a malo modo, le rivolte delle banlieu.</p>
<p>Durante la campagna elettorale ha criticato duramente l&#39;operato del governo Chirac, di cui lui era uno dei membri di spicco, senza tuttavia intaccare la sua popolarit&agrave; e questo proprio grazie al suo appeal. Infatti &egrave; a tutti noto la freddezza del rapporto con il compagno di governo e primo ministro De Villepin. Inoltre a molti sono &ldquo;sfuggiti&rdquo; i viaggi a Washington del neo-presidente durante i quali non ha perso occasione di criticare la politica anti-americana di Chirac.</p>
<p>Probabilmente se Sarkozy fosse stato eletto al posto di Chirac oggi ci sarebbero anche truppe francesi in Iraq. Nicolas Sarkozy concentra nelle sue mani la maggioranza al Senato, la presidenza del Consiglio costituzionale, il Consiglio superiore della Magistratura e il Consiglio superiore del settore audiovisivo. Inoltre &egrave; amico di tutti i grandi industriali che detengono la propriet&agrave; della gran parte dei media. Il trio sarkozysta &egrave; formato da Arnaud Lagard&egrave;re, Fran&ccedil;ois Pinault e Bernard Arnault, i tre uomini pi&ugrave; potenti di Francia. Tuttavia ha rafforzato il ruolo del Parlamento e ha deciso di dare all&#39;opposizione la presidenza delle commissioni delle finanze e degli affari esteri. All&#39;indomani della vittoria, Sarkozy ha affermato che la Francia finalmente torna in Europa, brucia ancora la netta bocciatura del referendum sulla costituzione europea, Prodi si &egrave; complimentato con il vincitore definendolo un amico, Berlusconi invece afferma che la destra ha vinto perch&eacute; egli stesso ha rappresentato un modello vincente per il neo-presidente&#8230;. ed infine Gorge W.Bush spera di aver trovato un nuovo alleato in Europa, staremo a vedere&#8230;.bonne chance Sarko!</p>
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