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	<title>L&#039;Arengo del Viaggiatore &#187; Numero 42 &#8211; 1 Luglio 2008</title>
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	<description>Rivista di libero pensiero</description>
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		<title>L&#039;economista, il politico e la signora in coda</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tobia Desalvo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 42 - 1 Luglio 2008]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>1 E&#39; un giorno di pioggia, buio e tempestoso, in un&#39;affollata coda agli sportelli dell&#39;azienda sanitaria per pagare un ticket. La coda procede a rilento e sembra interminabile. Seduti ci si guarda intorno e si scambiano alcune chiacchiere, sorridendo e cercando di esorcizzare il tempo l&#236; trascorso. Chi pensa alla commissione successiva, chi legge il [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/leconomista-il-politico-e-la-signora-in-coda/">L&#39;economista, il politico e la signora in coda</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><sup>1</sup> E&#39; un giorno di pioggia, buio e tempestoso, in un&#39;affollata coda agli sportelli dell&#39;azienda sanitaria per pagare un ticket.</p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">La coda procede a rilento e sembra interminabile. Seduti ci si guarda intorno e si scambiano alcune chiacchiere, sorridendo e cercando di esorcizzare il tempo l&igrave; trascorso. Chi pensa alla commissione successiva, chi legge il giornale gratuito, chi cerca di asciugarsi gli abiti bagnati dell&#39;acquazzone. Tutti rigorosamente con il proprio bigliettino in mano, in attesa che quello schermo rosso lo estragga in ordine crescente.</p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"></p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">D&#39;un tratto, un lampo.</p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">&ldquo;Vado via &#8211; con fare cortese accenna una signora con la figlia &#8211; chi vuole i nostri due bigliettini?&rdquo; La signora di fianco prende il primo e, zac, rapido e secco, l&#39;economista dall&#39;altra parte della sala dichiara &ldquo;Grazie signora lo prendo volentieri&rdquo;. Mentre la cortese si reca per porgere il gentile dono, un&#39;altra signora prende la parola: &ldquo;Non mi sembra corretto questo scambio di favori. Non &egrave; giusto che chi &egrave; arrivato dopo superi chi &egrave; arrivato prima. I bigliettini non utilizzati vengano gettati nel pattume&rdquo;.</p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"></p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Scambiare o non scambiare, questo il dilemma.</p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"></p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Freddo come un teoremino, l&#39;economista non sta a guardare. &ldquo;Signora, mi scusi ma non vedo come sia possibile accusare di scorrettezza. La gentile signora ha offerto il proprio posto in coda e cos&igrave; facendo non toglie niente ad alcuno: ognuno aspetter&agrave; il proprio turno, salvo due persone che saranno favorite perch&eacute; accederanno ad una posizione precedente&rdquo;</p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"></p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Dalle pagine de L&#39;Unit&agrave; alza gli occhi una lettrice: &ldquo;Io credo sia giusto distruggere i bigliettini. Cos&igrave; facendo tutti saremo avvantaggiati nell&#39;ordine di merito prestabilito. Dipende dalla vostra etica godere di un vantaggio sulle spalle degli altri: certo, vediamo che in quest&#39;Italia tutto &egrave; opinabile. Chi evade il fisco, chi brucia i campi Rom&rdquo;</p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"></p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">L&#39;economista non si arrende.</p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">&ldquo;Ci troviamo di fronte ad un problema di redistribuzione di benessere sociale. La risposta non &egrave; univoca e dipende dalle preferenze di ognuno. Sicuramente entrambi gli equilibri generati dall&#39;abbandono delle due persone in coda portano a situazioni dove tutti i rimanenti guadagnano (equilibrio c.d. Pareto-efficiente). Si tratta di capire chi guadagna quanto e chi non guadagna niente. Non vedo come si possa impedire alla signora di disporre liberamente del proprio turno in coda, non capisco perch&eacute; non ammettere una perfetta liquidit&agrave; del mercato dei bigliettini della coda&rdquo;</p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"></p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">La lettrice de L&#39;Unit&agrave;, in pensiero per l&#39;imminente visita alla quale rischia di tardare, pensa di abbandonare anch&#39;essa e, distruggendo il bigliettino, di prenotarne uno successivo prima di recarsi a fare la visita. L&#39;economista non molla e pone il seguente dubbio: &ldquo;Questo invece le pare corretto? Risultare in fila mentre non lo si &egrave;. Io ero qui da ben prima di voi, ma sono stato costretto a recarmi al bancomat causa il mancato funzionamento del POS dello sportello cos&igrave; retrocedendo ma rispettando una certa etica&rdquo;</p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"></p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Con fare serio e piglio sereno, con passo fermo l&#39;ultima parola giunse infine alla bocca del politico.</p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">&ldquo;Cittadine, cittadini. La serena conversazione che qui, in questa sala di partecipazione civile, di adesione al servizio sanitario nazionale dove con senso civico vi apprestate a pagare quanto dovuto, ripone un valore cha va al di l&agrave; di quanto voi crediate e mostra un tratto essenziale della politica nazionale degli ultimi decenni.</p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Da una parte c&#39;&egrave; chi sostiene la libert&agrave; individuale di disposizione di ci&ograve; che &egrave; proprio, sostenendo che tale sistema non toglie niente a nessuno e aggiunge molto a chi lo riceve. Tuttavia abbiamo visto che non appena si &egrave; fatto un dono, da parte di chi non lo ha ricevuto &egrave; sorta un&#39;insurrezione: di certo, la signora insorta ha ritenuto di compiere opera meritoria tutelando i diritti precostituiti di chi era in fila. Tuttavia, a tal fine, non &egrave; corretto scomodare l&#39;etica: in questo caso, ognuno di voi, sta giustificando il proprio interesse personale.</p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Una posizione che &#39;eticamente&#39; ritenga che i bigliettini vadano distrutti si scontra contro due principi fondamentali del libero mercato e del costume: la libert&agrave; della propriet&agrave; privata e la generosit&agrave; del dono personale. Un&#39;etica che si ritenga tale non pu&ograve; prescindere da queste considerazioni: anche in questo caso, in effetti, se l&#39;economista e la vicina di posto decidessero di avvalersi del bigliettino donato nessuno potrebbe opporsi. Avrebbe buon gioco chi volesse sostenere che sotto il nome di &#39;etica&#39; si vuole far passare una tutela degli interessi della maggioranza che c&#39;&egrave; gi&agrave; contro i diritti personali dell&#39;individuo.</p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Vedete, non &egrave; cosa di poco conto. Proprio questa, a ben guardare, &egrave; la vera sconfitta di chi legge l&#39;Unit&agrave;. In base a concezioni &#39;etiche&#39; o &#39;morali&#39; si &egrave; ritenuto dapprima di abbattere il potere di chi era in fila (il penta-partito) che avrebbe potuto disporre del proprio &#39;bigliettino&#39;. Cos&igrave; si &egrave; infilato l&#39;economista (l&#39;imprenditore) che ha detto &ldquo;Il bigliettino lo prendo io&rdquo; in base alla mia libert&agrave; personale e &ldquo;chi me lo vuole impedire in realt&agrave; vuole solo fare il proprio interesse di parte, al posto mio&rdquo; per cui &ldquo;non parli di etica&rdquo; proprio mentre dall&#39;altra parte, intrappolata in coda, la lettrice dell&#39;Unit&agrave; (ex-PCI) continuava a lamentare una scarsa etica, il malaffare, l&#39;individualismo, la televisione commerciale sostenendo che i &ldquo;bigliettini non potevano essere ceduti ma andavano distrutti&rdquo; mentre la legge nemmeno lo specificava precisamente.</p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">A chi della fila era escluso comunque, questa posizione &egrave; apparsa da comunisti, pronti a collettivizzare i &#39;bigliettini&#39; per tutelare se stessi in un modo che &egrave; parso da arroganti e retrogradi. Cos&igrave; &egrave; apparsa ai pi&ugrave; la posizione che nelle intenzioni sincere di chi la sosteneva pareva una scelta di buon senso, di civismo, di correttezza.</p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Vedete, &egrave; per questo che Berlusconi non solo vince ma ha sbaragliato, ha ribaltato il tavolo e preso il piatto. Ha avuto, nella sostanza, ragione proprio laddove i suoi avversari ritenevano di averlo incastrato, a partire da Occhetto e da Mani Pulite.&rdquo;</p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"></p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Non appena smise di parlare la scena rappresentava tutte le persone sulla porta dei propri uffici ad ascoltare quella interessante lezione. Timido, il signor Q sollecit&ograve; una riflessione pacata: &ldquo;Quando c&#39;&egrave; la salute, c&#39;&egrave; tutto. Quando un po&#39; di salute manca, e allora occorre stare in fila per il ticket, la buona educazione pu&ograve; essere sempre la soluzione migliore&rdquo;</p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"></p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Venne il turno del bigliettino numero 46, che languiva nascosto sul ripiano dove la generosa incompresa l&#39;aveva riposto, e subito dopo fu il <metricconverter productid="47. In" w:st="on">47. In</metricconverter> una piccola comunit&agrave;, a differenza che nel mondo capitalista, il collettivismo &egrave; possibile.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><sup>1 </sup><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;">Liberamente ispirata da una scena realmente vissuta dall&#39;autore</p>
<p></span></span></p>
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		<title>Vita e morte di Yukio Mishima</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorella Di Vuono</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura e Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 42 - 1 Luglio 2008]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#8220;La vita umana &#232; troppo breve e io vorrei vivere per sempre&#8221;. (Yukio Mishima, 25 novembre 1970) Lo scorso 30 giugno &#232; arrivato nelle librerie italiane Vita e morte di Yukio Mishima (Lindau, 2008), la biografia che il giornalista Henry Scott Stokes, inviato del &#8220;Times&#8221; a Tokyo negli anni &#39;60 e &#39;70, dedic&#242; nel 1974 [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/vita-e-morte-di-yukio-mishima/">Vita e morte di Yukio Mishima</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<div style="text-align: right;"><span style="font-family: Verdana; font-style: italic;">&ldquo;La vita umana &egrave; troppo breve e io vorrei vivere per sempre&rdquo;. </span><br /><span style="font-family: Verdana;">(Yukio Mishima, 25 novembre 1970)  </span><br /><span style="font-family: Verdana;"></span></div>
<p><span style="font-family: Verdana;"><br />Lo scorso 30 giugno &egrave; arrivato nelle librerie italiane <span style="font-style: italic;">Vita e morte di Yukio Mishima </span>(Lindau, 2008), la biografia che il giornalista  Henry Scott Stokes, inviato del &ldquo;Times&rdquo; a Tokyo negli anni &#39;60 e &#39;70,  dedic&ograve; nel 1974 all&#39;amico e scrittore nipponico. </p>
<p>Il giornalista inglese, oggi settantenne, di Mishima conobbe la famiglia, insieme a lui trascorse periodi di vacanza ma soprattuttu fu l&#39;unico occidentale ad ottenere il permesso di seguire le esercitazione del suo esercito privato (bizzarria, quest&#39;ultima, che valse allo scrittore l&#39;epiteto di fanatico di destra). Da questa conoscenza personale deriva una biografia che mette in luce la natura poliedrica e contradditoria di uno degli animi pi&ugrave; controversi del secolo scorso.  </p>
<p>Yukio Mishima, pseudonimo di Kimitake Hiraoka, nasce a Tokyo nel gennaio del 1925. <span style="font-style: italic;">Enfant prodige</span> scrive il primo racconto a soli 7 anni, a 16 pubblica due raccolte ma il grande successo arriva nel 1949 con <span style="font-style: italic;">Confessioni di una maschera</span>, romanzo che lo afferma come astro della letteratura giapponese. La sua opera affascin&ograve; Ingmar Bergman, Henry Miller, Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini e i suoi romanzi, in Giappone come all&#39;estero continuano ancora oggi a far discutere la critica letteraria. In ogni pagina si respira l&#39;amore per i libri e la letteratura ma anche il profondo disagio e la conseguente rivolta nei confronti di una societ&agrave; in cui l&#39;intellettuale non &egrave; libero di esprimersi. L&#39;ambiguit&agrave;, cos&igrave; come l&#39;estetica della contraddizione, pervadono l&#39;intera opera di Mishima e la fascinazione della morte, sopra ogni cosa, contribuisce ad alimentare quell&#39;ideale estetico della necessit&agrave; di una fine eroica della vita. L&#39;ossessione per la perfezione corporea, la profonda convinzione che il corpo maschile debba essere forgiato dall&#39;esercizio e dal dolore, lo spinsero a modellare il suo di corpo attraverso la pesistica e le arti marziali in previsione di quella morte plateale che architett&ograve; per anni.  </p>
<p>Il libro di Henry Scott Stokes racchiude in oltre 400 pagine, la fitta trama di vita, arte e morte di Yukio Mishima, un continuo intersecarsi di aneddoti biografici e citazioni dei romanzi in cui lo scrittore nipponico amava celare le pulsioni pi&ugrave; recondite del suo animo.  Tra le pagine di <span style="font-style: italic;">Vita e morte di Yukio Mishima</span>, si ritrova il rapporto contradditorio con l&#39;Occidente che se da un lato &egrave; argomento di scherno e ridicolizzazione se messo a confronto con le tradizioni e la cultura dell&#39;Oriente, dall&#39;altro &egrave; oggetto di una grande attenzione che si concretizza nella costante ricerca di un riconoscimento della cultura occidentale attraverso, ad esempio, la cura maniacale delle traduzioni all&#39;estero. <br />&ldquo;Mishima sar&agrave; sempre un uomo emotivo e vulnerabile. Sensibilissimo a ogni minima offesa e nel contempo all&#39;influenza altrui, invocava amore pur essendo apparentemente incapace di amare&rdquo;. Questo &egrave; il ricordo dell&#39;amico scrittore che Stokes affida alle pagine critiche della sua biografia.  </p>
<p>Yukio Mishima mor&igrave; il 25 novembre del 1970. S&#39;inflisse il <span style="font-style: italic;">seppuku </span>(il suicidio rituale per taglio dell&#39;addome comunemente conosciuto come <span style="font-style: italic;">harakiri</span>), nell&#39;ufficio del Capo di Stato Maggiore in segno di protesta contro la smilitarizzazione del suo paese voluta dagli Stati Uniti. Il suicidio avvenne davanti alle telecamere, in diretta televisiva. Una morte eroica ed estetizzante, nel rispetto di quella poetica cui aveva dedicato l&#39;intera vita.</span></div>
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		<title>Viaggio In America &#8211; prima parte: desperately seeking Jack</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Soluri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 42 - 1 Luglio 2008]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>C’è qualcosa di gentile, di nobile e di elegante nella città di Boston, Massachussetts. Fondata nel 1630, seicentomila abitanti, ho il sospetto che soffra di un certo complesso di inferiorità: Los Angeles, Chicago, Miami, Las Vegas, tutte nate dopo di lei, sono tuttavia diventate metropoli di ben altre dimensioni, ombelichi del mondo; e si trova [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/viaggio-in-america-prima-parte-desperately-seeking-jack/">Viaggio In America &#8211; prima parte: desperately seeking Jack</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-size: small; font-family: Verdana;">C’è qualcosa di gentile, di nobile e di elegante nella città di Boston, Massachussetts. Fondata nel 1630, seicentomila abitanti, ho il sospetto che soffra di un certo complesso di inferiorità: Los Angeles, Chicago, Miami, Las Vegas, tutte nate dopo di lei, sono tuttavia diventate metropoli di ben altre dimensioni, ombelichi del mondo; e si trova solo a un passo da qui la Grande Mela. Così Boston sembra consolarsi mantenendo lo stile antico di alcuni piccoli dettagli architettonici, dei vagoni della metro, dell’esclusività delle sue scuole, della raffinata galanteria dei suoi abitanti, fossero anche mendicanti o artisti di strada. O rivivendo il passato in chiave moderna: proprio qui, a sedici miglia da Salem dove nel 1692 venti persone innocenti furono uccise con l’accusa assurda di stregoneria, prolifera oggi una vibrante comunità proprio di streghe (!), tanto ben considerate da trovare un loro spazio nei depliant turistici della città, a fianco dei saluti del sindaco.<br />
C’è un altro motivo per cui qualcosa di nobile distingue Boston e il Massachussetts. È da queste parti che nasce nel 1917 il presidente più amato d’America: la biblioteca e il museo di John F. “Jack” Kennedy ne ripercorrono la vita, la carriera e la morte infame. Con qualche mese di anticipo sul quarantacinquesimo anniversario dell’assassinio, permettemi di dedicargli una parola o forse due.<br />
Che lo si apprezzi o meno, Kennedy è stata una delle personalità piu carismatiche della storia americana. Le fotografie non rendono giustizia al suo fascino personale: brillante ex studente di Harvard, colto e deciso, il giovane “Jack” sorprendeva i media con una capacità sbalorditiva di argomentare le proprie idee e di fornire plausibili e intelligenti motivazioni alle sue scelte. Si dirà che era solo un bravo comunicatore, che inventò la politica-spettacolo, ma per cortesia: se potesse sfidare oggi Berlusconi, lo distruggerebbe in quattro parole su quello stesso terreno del quale il Cavaliere si ritiene sacerdote. Come non confrontare la rissosa Babele delle nostre tribune politiche con la geniale ironia di un uomo che, dopo aver elencato tutte le lacune propositive del partito repubblicano, sorrideva cordialmente a Richard Nixon, e senza un pizzico di apparente malizia, lo definiva la guida perfetta di quella coalizione?<br />
Le working class lo predilessero per l’affabilità con cui chiedeva loro di ribadire le proprie esigenze; i credenti di ogni religione ne riconoscevano la fede, ritenendolo allo stesso tempo capace di portare avanti una visione laica dello Stato; le casalinghe lo amavano tanto per il suo matrimonio impeccabile, quanto per i suoi tradimenti chiacchierati; i giovani scoprirono con lui la possibilità del volontariato all’estero, e omaggiarono la sua memoria scatenando la resistenza pacifica degli hippies. Al museo a lui dedicato, molti anziani che lo ricordano personalmente si asciugano gli occhi. Quando il 22 Novembre 1963 un mandante certamente ancora non punito ne decretò la morte, fu in quel momento che si decise forse l’inizio di una caduta libera di questa America che oggi tocca infine il suo punto più basso. Mentre migliaia di persone muoiono ogni anno a causa di un sistema medico, lavorativo e alimentare disumano, la Corte Suprema sancisce il sacrosanto diritto di ciascuno a portare addosso una pistola. Auguri a Obama, se ce la farà: potrebbe davvero essere lui, il nuovo Jack che gli Stati Uniti aspettano e cercano disperatamente da mezzo secolo? Gli elettori con cui parlo sono scettici e io con loro, ma la speranza è l’ultima a morire.<br />
Mi si dirà che ho un debole per Kennedy; è vero, come ho un debole per Moro. Certe personalità (seppur forse trasparenti il giusto, se paragonate alla gente comune) diventano grandi solo confrontandole con l’immenso vuoto che lasciano dietro di sè. Solo osservando il degrado politico di questa America (come di questa Italia) si può capire quanto “meno peggiori” avrebbero potuto essere la sua storia e le leadership di altri governanti: magari imperfetti, magari non sempre sinceri, ma sinceri e “normali” quanto bastava, perchè i signori della guerra o delle massonerie fanatiche li abbiano ritenuti rischiosi pericoli da eliminare. Per affermare un precedente mostruoso: dovunque ci sarà voglia di migliorare, là un colpo di pistola sarà pronto a mettere in chiaro che il mondo deve restare esattamente così com’è: ingiusto, sbagliato e cattivo, nei secoli dei secoli. <br />
 <br />
Prossima tappa: Miami&#8230; <br />
</span></p>
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		<title>Intrappolati</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tobia Desalvo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Mondo nel Pallone]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 42 - 1 Luglio 2008]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Intrappolati nella calura estiva che con l&#8217;inizio dell&#8217;estate ha cominciato a farci sudare e a cercare refrigerio altrove, dopo che in primavera la politica aveva esaurito la propria spinta polemica con le elezioni, non ci restava altro che sederci in poltrona, con la birra ghiacciata e il rutto libero, a godere il fresco delle serate [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/intrappolati/">Intrappolati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 12.0pt">Intrappolati nella calura estiva che con l&rsquo;inizio dell&rsquo;estate ha cominciato a farci sudare e a cercare refrigerio altrove, dopo che in primavera la politica aveva esaurito la propria spinta polemica con le elezioni, non ci restava altro che sederci in poltrona, con la birra ghiacciata e il rutto libero, a godere il fresco delle serate degli europei di calcio 2008. Come che il fresco austro-svizzero potesse darci sollievo e ripetere il sogno tedesco di due anni fa. </span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 12.0pt"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 12.0pt">Partiti per suonare una grande musica, come sempre, ci siamo ritrovati intrappolati, come sempre, nella lotteria dei calci di rigore e nella retorica di essere gli unici a non aver perso contro i campioni. Di nuovo sprofondati nei bui anni Novanta. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 12.0pt"></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 12.0pt">D&rsquo;altra parte &egrave; evidente che il calcio sia lo specchio del Paese. Intrappolato tra il sogno di grandi musiche, grandi riforme, grandi opere promesse in campagna elettorale e la realt&agrave; fatta di piccolo cabotaggio, sterili polemiche, gare a chi la spara pi&ugrave; grossa. Di nuovo, come nei primi anni Novanta. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 12.0pt"></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 12.0pt">Non cos&igrave; la Spagna, faro di un Paese moderno ed europeo, portatore di un socialismo che significa diritti civili, pace, sviluppo economico. E non cos&igrave; neppure le altre semifinaliste che, seppur sconfitte dalla migliore, hanno rappresentato a testa alta l&rsquo;Europa tedesca che guarda ad Est e l&rsquo;Est che guarda all&rsquo;Europa, la Turchia e la Russia che non vogliono rinunciare, per parte propria, ad affermare la propria presenza nel nostro Continente.</p>
<p align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 12.0pt">E&rsquo; la storia che lo insegna, quella degli Ottomani sconfitti alle Porte di Vienna e dei russi schiacciati dal Muro di Berlino, e che si ripete. Il grande jolly della democrazia, il gioco del calcio, ha messo di nuovo in fila i popoli e gli eserciti, allo stadio, davanti alla televisione e di fronte ad un arbitro. La sentenza del Dio pallone ha giudicato, e che questa vittoria sia per astuzia o per bravura, per soldi o per amore, non conta niente. </span></p>
<p></span></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 12.0pt">Anche nella politica italiana non conta molto il perch&eacute; adesso sia Berlusconi che governi. Conta quello che fa e se riuscir&agrave; a mantenere il consenso.</p>
<p align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 12.0pt">Ci lascia ben sperare, oltre alla convincente prova delle Furie Rosse, la buona prestazione del fischietto tricolore Rosetti, che durante la finale ha mostrato al mondo intero che in Italia sappiamo fare rispettare le regole. </span></p>
<p></span></p>
<p align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 12.0pt"></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 12.0pt">Il giornalismo nient&rsquo;altro fa se non raccontare quel che succede e se a prevalere saranno i migliori auspici o la peggiore realt&agrave; sar&agrave; solo la Storia a scriverlo. </span></p>
<p align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 12.0pt"></span><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 12.0pt">Intanto buone ferie, Dio pallone.</span></p>
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		<title>Mikrokosmos, il coro multietnico di Bologna</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Valenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 42 - 1 Luglio 2008]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Lo scorso numero con l&#8217;aiuto di Umberto Eco abbiamo osservato il processo e le motivazioni che portano ognuno di noi alla costruzione di un nemico. Un po&#8217; per rimediare al pessimismo di quell&#8217;articolo ho voluto proporre qualcosa di diverso. In controtendenza con quanto succede tutt&#8217;intorno, a Bologna c&#8217;&#232; qualcosa di buono: il coro Mikrokosmos. &#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/mikrokosmos-il-coro-multietnico-di-bologna/">Mikrokosmos, il coro multietnico di Bologna</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 150%"><span style="FONT-FAMILY: Verdana; FONT-SIZE: 10pt">Lo scorso numero con l&rsquo;aiuto di Umberto Eco abbiamo osservato il processo e le motivazioni che portano ognuno di noi alla costruzione di un nemico. Un po&rsquo; per rimediare al pessimismo di quell&rsquo;articolo ho voluto proporre qualcosa di diverso. In controtendenza con quanto succede tutt&rsquo;intorno, a Bologna c&rsquo;&egrave; qualcosa di buono: il coro Mikrokosmos. </span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 150%" align="center"><span style="FONT-FAMILY: Verdana; FONT-SIZE: 10pt">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <img src="/public/mikrokosmos.jpg" width="400" height="266" alt="" /></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 150%">&nbsp;</p>
<p></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 150%"><span style="FONT-FAMILY: Verdana; FONT-SIZE: 10pt">Fondato nel 2004, questo coro raccoglie le voci di 60 persone provenienti da pi&ugrave; di 20 nazioni differenti. Gente proveniente dal Giappone, dagli Stati Uniti, dall&rsquo;Iran, dall&rsquo;Inghilterra, da varie parti dell&rsquo;Africa e dell&rsquo;Europa dell&rsquo;Est. Il loro repertorio vanta ninna nanne e canti tradizionali dell&rsquo;Iran, della Bulgaria, della Romania, del Camerun, dalla Spagna, della Valle d&rsquo;Aosta, della Lombardia e tanto altro ancora. La maggior parte sono state recuperate dai componenti del coro che sono andati a cercare nella propria memoria, le canzoni che avevano sentito cantare da piccoli. Vederli cantare &egrave; uno spettacolo, hanno un&rsquo;energia pazzesca che riescono a trasmettere anche a chi li ascolta. E&rsquo; una delle pi&ugrave; grandi opere di civilt&agrave; che mi &egrave; capitato di vedere negli ultimi tempi. Se credete in un mondo migliore, vedendo Mikrokosmos vi renderete conto che in un certo senso esiste gi&agrave;, basta solo cercarlo.&nbsp;&nbsp;</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 150%"><span style="FONT-FAMILY: Verdana; FONT-SIZE: 10pt">Il 14 Luglio, il coro Mikrokosmos canter&agrave; per la Casa dei Risvegli di Luca De Nigris, presso l&rsquo;ospedale Bellaria. La Casa dei Risvegli da anni sta svolgendo una nobile battaglia contro l&rsquo;indifferenza e la diversit&agrave;. Se avrete voglia di ascoltare un po&rsquo; di buona musica e di far riscaldare il cuore, vi consiglio di andare a vederlo. Sar&agrave; un concerto importante.&nbsp;&nbsp;</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 150%"><span style="FONT-FAMILY: Verdana; FONT-SIZE: 10pt"><a href="http://www.mikrokosmos-cm.it/">www.mikrokosmos-cm.it</a> &egrave; il sito ufficiale del Coro dove troverete informazioni pi&ugrave; dettagliate riguardanti il coro, i componenti, il repertorio e tanto altro ancora. Nella sezione Media vi &egrave; una<br />selezione di audio e video da ascoltare. Il mio preferito &egrave; questo.</span></p>
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		<title>I tesori della settima arte</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele De Maria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 42 - 1 Luglio 2008]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Immergetevi nel cinema degli inizi! Un&#39;arte esitante, spesso turbolenta. Un&#39; arte libera che ha rivoluzionato il ventesimo secolo e che riesce a stupire ancora&#8230;&#8221;: cos&#236; si apre europafilmtreasures.eu, il primo archivio online di filmati cinematografici liberamente consultabile. I grandi archivi europei hanno finalmente messo a disposizione del pubblico i propri tesori: dal British Film Institute [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/i-tesori-della-settima-arte/">I tesori della settima arte</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana">&ldquo;<i style="mso-bidi-font-style: normal">Immergetevi nel cinema degli inizi! Un&#39;arte esitante, spesso turbolenta. Un&#39; arte libera che ha rivoluzionato il ventesimo secolo e che riesce a stupire ancora&#8230;</i>&rdquo;: cos&igrave; si apre <b style="mso-bidi-font-weight: normal"><font color="#800080">europafilmtreasures.eu</font></b>, il primo <b style="mso-bidi-font-weight: normal">archivio online di filmati cinematografici</b> liberamente consultabile. I grandi archivi europei hanno finalmente messo a disposizione del pubblico i propri tesori: dal British Film Institute al Museo Nazionale del Cinema di Torino, dalla Lobster Films di Parigi al Gos Filmo Fond di Mosca, solo per fare qualche esempio. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana">Ambizioso progetto con ancora qualche difetto ma organizzato in maniera eccelsa: filmati consultabili in streaming, sottotitoli in cinque lingue, informazioni sul film, libretto, ricerca per autore, genere, cineteca, nazionalit&agrave;, ecc&#8230; . </span></p>
<p></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana">Tra i 51 oggi presenti, il vero gioiello &egrave; un film italiano del 1907 che sta riscuotendo un grande successo tra gli utenti: <b style="mso-bidi-font-weight: normal"><i style="mso-bidi-font-style: normal"><font color="#800080">Farfalle</font></i></b>, corto sperimentale di sei minuti privo di una trama vera e propria ma strabiliante per la sua semplicit&agrave;. Una danza serpentina al servizio della ricerca cinematografica da cui per&ograve; trasuda tutta la magia del cinema. <i style="mso-bidi-font-style: normal">Kinema</i>, movimento, questo &egrave; il cinema e <i style="mso-bidi-font-style: normal">Farfalle</i> ne &egrave; un simbolo: danzatrici si muovono davanti la cinepresa aprendo ombrelli colorati al pennello, sorprendendo per la meraviglia lo spettatore ipnotizzato. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana">Danza ma non solo: il padre del western <b style="mso-bidi-font-weight: normal">John Ford</b> &egrave; presente con uno dei suoi primi film, <i style="mso-bidi-font-style: normal"><font color="#800080">Bucking Broadway</font></i> del 1917, di 52 minuti, praticamente perso e poi recuperato e restaurato dagli Archives Francaises du Film. Un&#39;opera ancora acerba ma da cui traspare tutto il talento del grande regista. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana">E poi ambiziosi effetti speciali, per l&#39;epoca, con l&#39;inglese <i style="mso-bidi-font-style: normal"><font color="#800080">La Guerra aerea del futuro</font></i>, cortometraggio del 1909 che riprende il classico tema fantascientifico della paura dell&#39;invasione. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana">Non mancano poi i <b style="mso-bidi-font-weight: normal">drammi russi</b>, i <b style="mso-bidi-font-weight: normal">filmati d&#39;animazione</b> e, tra i pi&ugrave; visti, gli <b style="mso-bidi-font-weight: normal">erotici</b>. </span></p>
<p></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana">Un&#39;immersione nella storia del cinema per appassionati e non: lezioni di tecnica, sperimentazione e creativit&agrave; dei pionieri, indispensabili per apprezzare al meglio la settima arte. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana">Buona visione.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/i-tesori-della-settima-arte/">I tesori della settima arte</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Farmaci e brevetti: abbiamo dimenticato qualcosa?</title>
		<link>https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/farmaci-e-brevetti-abbiamo-dimenticato-qualcosa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=farmaci-e-brevetti-abbiamo-dimenticato-qualcosa</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosa Castro Bernieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 42 - 1 Luglio 2008]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#8220;There are some who praise a man free from disease; to me no man who is poor seems free from disease but to be constantly sick&#8221; &#160; Sophocles (497&#8211;406/5 B.C.), Greek tragedian. Fragments, l. 325 (Creusa). &#160; &#160; Le promesse della medicina e la biotecnologia Batteri sintetici creati &#8220;in vitro&#8221;e organismi che possono essere &#8220;coltivati&#8221; [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/farmaci-e-brevetti-abbiamo-dimenticato-qualcosa/">Farmaci e brevetti: abbiamo dimenticato qualcosa?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="FONT-SIZE: 16pt; LINE-HEIGHT: 115%"></p>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt 106.2pt" align="justify"><font face="Verdana" size="2"><em>&ldquo;There are some who praise a man free from disease; to me no man who is poor seems free from disease but to be constantly sick&rdquo;</em></font></div>
<div align="justify"><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt 106.2pt" align="justify"><font face="Verdana" size="2"><strong>Sophocles (497&ndash;406/5 B.C.), Greek tragedian. Fragments, l. 325 (Creusa).</strong></font></div>
<div align="justify"><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><strong><font face="Verdana" size="2">Le promesse della medicina e la biotecnologia</font></strong></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana" size="2">Batteri sintetici creati &ldquo;in vitro&rdquo;e organismi che possono essere &ldquo;coltivati&rdquo; in laboratori sono alcuni dei progressi della scienza e la tecnologia (S&amp;T) che negli ultimi decenni dimostrano come la realt&agrave; avvantaggi le previsioni della fantascienza. Piu lontane ma gi&agrave; previdibili sono le promesse della medicina perzonalizzata a seconda del DNA individuale. I prodotti finali sarebbero terapie pi&ugrave; efficaci e con pochi o nulli effetti collaterali (terapie con target specifici nel DNA or RNA personale). I sistemi di propriet&agrave; intellettuale, specialmente i brevetti sono le aree normative che si occupano di incentivare la ricerca, compresa quella farmacologica e biomedica. La medicina avanza e la biotecnologia promette cure e diagnosi, ma allo stesso tempo, sappiamo che il progresso non arriva per tutti. Chi potr&agrave; avere accesso a queste promesse? </font></span></div>
<div align="justify"><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><strong><font face="Verdana" size="2">Brevetti e innovazione</font></strong></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana" size="2">Le normative legale sui brevetti e pi&ugrave; in generale i sistemi di propriet&agrave; intellettuale hanno come obiettivo di incentivare l&#39;innovazione e lo sviluppo di nuove tecnologie. Negli Stati Uniti, la Costituzione attribuisce come competenza del Congresso stabilire diritti di esclusiva per promuovere il progresso della scienza e delle arti (&ldquo;to promote the progress of science and the useful arts&rdquo;). I diritti di esclusiva sono giustificati come meccanismi necessari per incentivare la attivit&agrave; di ricerca e sviluppo (R &amp; S) di nuove tecnologie. </font></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana" size="2">Ma dall&#39; altro verso, i diritti di esclusiva permettono al titolare del diritto (brevetto) di monopolizzare per un periodo limitato nel tempo tutte le attivit&agrave; in relazione con la sua invenzione (commercializazzione, produzione e anche sviluppo di tecnologie superiori). Attualmente il periodo di esclusiva e di 20 anni secondo l&rsquo;Accordo TRIPS della Organizazzione Mondiale del Commercio. Per questo periodo si prevede una perdita di benessere sociale che&nbsp;&egrave; inerente a tutti i monopoli. Inoltre c&rsquo;&egrave; l&#39;impossibilit&agrave; di utilizzare le invenzioni brevettate senza il consenso del titolare per sviluppare nuove e migliore tecnologie. Questi sono grosso modo i costi di un sistema di brevetti. I brevetti saranno positivi per la societa se i benefici in termini di incentivo delle attivit&agrave; di R&amp;S saranno maggiori dei suoi costi. </font></span></div>
<div align="justify"><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><strong><font face="Verdana" size="2">Brevetti + Farmaci = ? </font></strong></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana" size="2">Il sistema dei brevetti, come tutte le leggi e regolamentazioni non &egrave; perfetto. Fin dagli origini remoti nella Venezia rinascimentale si discutono i brevetti in termini dei suoi costi di monopolio. Pi&ugrave; recentemente, si criticano i brevetti come meccanismo di incentivo per la R&amp;S, specialmente nelle industrie high tech, che innovano troppo velocemente e si avvalgono di altre strategie per profittare delle&nbsp;loro innovazioni. </font></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana" size="2">Ma nella industria farmaceutica si dice che i brevetti rimangano importanti. Dire che i brevetti contano per le grande case farmaceutiche&nbsp;&egrave; l&rsquo;argomento prediletto per portare avanti leggi a livelli pi&ugrave; protettivi e in tutti i paesi del mondo. La giustificazione&nbsp;&egrave; semplice: leggi pi&ugrave; prottettive = pi&ugrave; incentivi = pi&ugrave; e migliori cure per le <strong>nostre</strong> malattie. </font></span></div>
<div align="justify"><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><strong><font face="Verdana"><font size="2"><i><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font size="2">Le nostre</font></span></i><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font size="2"> malattie</font> </span></font></font></strong></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana" size="2">E&#39;&nbsp;propio qui che comincia il problema che ha occupato, almeno fin dalla firma del Accordo TRIPS, esperti, diplomatici e governi in tutto il mondo. Sembra che la equazione sulla quale si &egrave; basata la negoziazione del TRIPS ci si sia dimenticati di qualcosa: che il sistema di brevetti si realizza nel mercato.&nbsp;L&#39;ipotesi di fondo &egrave; che un <strong>numero sufficiente di pazienti,</strong> con un <strong>reddito sufficiente</strong> siano capaci ad acquistare il prodotto della ricerca. La promessa di un diritto esclusivo ha un valore a seconda del valore del mercato che si vuole conquistare. </font></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana" size="2">Questo sistema non funziona quando le persone che devono acquistare i farmaci sono povere, oppure quando hanno malattie poco diffuse. Il primo caso riguarda maggiormente i paesi in via di sviluppo, dove si trovano malattie come la malaria, leishmaniasi e il chagas che affliggono prevalentemente persone povere. Le cosiddette malattie dimenticate. Il secondo caso riguarda a le malattie che colpiscono poche persone, chiamate malattie rare. </font></span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><strong><font face="Verdana" size="2">Cosa sta sucedendo? </font></strong></span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana" size="2">Cos&igrave;, dopo la firma del TRIPS, tutti&nbsp;i paesi, poveri e ricchi, dovevano garantire agli inventori, diritti brevettuali di esclusiva. Le&nbsp;loro popolazioni dovevano soffrire i costi pi&ugrave; alti delle medicine protette da brevetti mentre per i generici si doveva aspettare la estinzione dei diritti. Tutto questo sacrificio in cambio della promessa di un maggiore investimento nella ricerca. Ma la ricerca su malattie rare o dimenticate non arriva. Perlomeno meno non arriva in modo sufficiente se basata sugli incentivi del sistema brevettuale. </font></span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana" size="2">La mobilitazione di esperti dal mondo accademico, diplomatico e della societ&agrave; civile ha portato il problema dell&#39; accesso ai medicinali ai fori piu dissimili. La Organizzazione Mondiale della Salute lo scorso messe ha fatto una risoluzione emblematica che riconosce tanti di questi problemi, specialmente il fatto che ci siano altri meccanismi per incentivare la ricerca. E anche nell&#39;Organizazione Mondiale della Propriet&agrave; Intellettuale dove si sono svolte le riunioni di una Agenda dello Sviluppo in relazione alla propriet&agrave; intellettuale, compreso il tormentato rapporto tra brevetti e farmaci. </font></span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><strong><font face="Verdana" size="2">Problemi di chi? </font></strong></span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana" size="2">I problemi che abbiamo visto riguardano fallimenti specifici del sistema brevettuale nell&rsquo;area dei farmaci. Come sostiene James Love, Direttore dellla NGO Knowledge Ecology International e voce esperta davanti a la WIPO, WHO e altre organizzazioni a livello mondiale,&nbsp;&egrave; importante ricoscere che i brevetti incentivano la attivit&agrave; di ricerca per malattie nei paesi ricchi. Questo e la conseguenza di essere mecanismi di incentivo a la innovazione dove i consumatori pagano direttamente, ed a seconda della loro domanda, il prezzo della attivita di R&amp;S. Lo stato si limita a garantire un diritto di esclusiva, limitato nel tempo. Per questo si investe abbastanza nella ricerca di medicine per il diabete e le malattie cardiache oppure nella disfunzione erettile o l&#39;obesit&agrave;. </font></span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana" size="2">Questa discussione e arrivata a Bologna lo scorso 26 di maggio, quando nella Sala delle Armi della Facolta di Giurisprudenza si &egrave;&nbsp;parlato appunto di diritti di propriet&agrave; intellettuale e diritto alla salute. L&rsquo;incontro e stato organizzato dalla COCIS, associazione di NGO&rsquo;s, nel in occasione della sua campagna &ldquo;Senza patente: per la libera circolazione dei diritti&rdquo;. Gli esperti hanno sottolineato i problema di accesso ai farmaci essenziali e il 10/90 gap: il fatto che il 90% della produzione farmaceutica e rivolta al 10% della popolazione del mondo. E poi si sono discusse le alternative, specialmente la proposta di utilizzare i sistemi di premi per incentivare la ricerca delle malattie dimenticate e delle iniziative di associazione pubbliche-private.</font></span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana" size="2">Ma il sistema di incentivi deve essere complementato con altri mecanismi alternativi laddove non funziona. E questo non&nbsp;&egrave; un problema soltanto dei paesi poveri. Riguarda anche la ricerca per malattie poco prevalenti. E riguarda, anche la importanza di capire che il sistema di brevetti &egrave; un mezzo e non un fine. Che&nbsp;&egrave; imperfetto. Insomma, come ha detto James Love, parlando della opposizione da parte della industria farmaceutica alle discussioni nella WHO su mecanismi alternativi: </font></span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana" size="2">&ldquo;&hellip;If the campaign succeeds in derailing WHO&rsquo;s commendable search for alternatives, then we will be sacrificing not just truth, but lives, at the altar of patents.&nbsp; That is a kind of idolatry we should all have outgrown long ago&rdquo;</font></span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana" size="2">Sacrificare vite umane sull&#39;altare dei brevetti. E questa idolatria pu&ograve; portare a risultati dannosi anche per i paesi ricchi. Basta pensare ai bisogni di una populazione piu anziana, a sistemi sanitari in crisi e ai costi crescenti dei farmaci. E senza colpevolizzare i brevetti o chiederne l&#39;abolizione, bisogna riflettere sul perch&egrave; i brevetti fossero considerati, fin dal Statuto dei monopoli inglesi, come meccanismi contenutivi dei privilegi a discrezione dei sovrani. Questa riflessione con la finalita altruistica di non dimenticare nessuno nella corsa per il progresso. Ma anche con lo scopo di proteggere il futuro dei consumatori di farmaci ogni volta piu costosi in tutti i paesi del mondo.&nbsp;</font></span><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><strong><font face="Verdana" size="2">Per saperne di pi&ugrave;</font></strong></span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana" size="2">Premio Nobel Joseph Stiglitz</font></span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana" size="2"></font></span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana" size="2">Kei su brevetti, farmaci e mecanismi alternativi (premi)</font></span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana" size="2">http://www.keionline.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=4&amp;Itemid=1</font></span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana" size="2">Il sito della Organizzazione Mondiale della Salute su farmaci e proprieta intellettuale</font></span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><a href="http://www.who.int/phi/en/" rel="nofollow"><font face="Verdana" size="2">http://www.who.int/phi/en/</font></a></span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; TEXT-ALIGN: justify" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana" size="2">Documento della Associazione di Industrie Farmaceutiche su malattie dimenticate</font></span></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 12pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana" size="2"></font></span></div>
<p></span></p>
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		<title>Aumenta il consumo di antidepressivi: quale lettura?</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Teti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 42 - 1 Luglio 2008]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lnx.larengodelviaggiatore.info/2008/07/aumenta-il-consumo-di-antidepressivi-quale-lettura/</guid>
		<description><![CDATA[<p>Pe&#39; li mali ce v&#242; la medicina ne convengo e la cosa &#232; naturale ma propone un benessere sociale a furia d&#39;ignezioni de morfina significa provede a li bisogni co&#39; quello che se vede ne li sogni&#34; &#160; Trilussa, Nove poesie &#160; Negli ultimi anni il consumo mondiale di psicofarmaci, e specialmente quello degli antidepressivi, [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/aumenta-il-consumo-di-antidepressivi-quale-lettura/">Aumenta il consumo di antidepressivi: quale lettura?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="right"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font face="Verdana">Pe&#39; li mali ce v&ograve; la medicina</p>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="right">ne convengo e la cosa &egrave; naturale</div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="right">ma propone un benessere sociale a furia d&#39;ignezioni de morfina</div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="right">significa provede a li bisogni co&#39; quello che se vede ne li sogni&quot;</div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="right">&nbsp;</div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="right"><strong>Trilussa</strong>, <em>Nove poesie</em></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="right">&nbsp;</div>
<p></font></span></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font face="Verdana"></font></span></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font face="Verdana"></font></span></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font face="Verdana"></font></span></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font face="Verdana">Negli ultimi anni il consumo mondiale di psicofarmaci, e specialmente quello degli antidepressivi, &egrave; cresciuto vertiginosamente.</font></span></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font face="Verdana">Veniamo a scoprire che molti degli studi condotti su questi farmaci, e che hanno dato esito negativo, sono rimasti negli archivi della Food and Drug Admistration perch&eacute; l&rsquo;enorme data-base, anche se accessibile a tutti, risulta incomprensibile per la sua complessit&agrave;. Per di pi&ugrave;, le case farmaceutiche o le stesse riviste scientifiche, hanno &ldquo;preferito&rdquo; spesso non pubblicare gli studi in questione (infatti solo talvolta sono stati diffusi ma non prima di essere stati riscritti in termini pi&ugrave; soft</font><span><span><span><span style="FONT-SIZE: 10pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana">[1]</font></span></span></span></span><font face="Verdana">).</font></span></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><font face="Verdana"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Tra sconcerto e indignazione ci si interroga sui reali benefici che queste pillole sono in grado di offrire, poich&eacute;, mentre in Italia </span><span style="FONT-SIZE: 10pt">l&rsquo;Istituto Superiore della Sanit&agrave; ci comunica gli effetti indesiderati che questi farmaci possono causare, </span><span style="FONT-SIZE: 10pt">il Corriere della Sera<b><span><span><span><b><span style="FONT-SIZE: 10pt; LINE-HEIGHT: 115%">[2]</span></b></span></span></span></b> ci informa che nel nostro paese nell&rsquo;ultimo anno la prescrizione di antidepressivi a carico del Sistema Sanitario Nazionale &egrave; aumentata del 17,1% rispetto al 2006, per una spesa di 348 milioni di euro (dati riferiti ai primi nove mesi del 2007). </span></font></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font face="Verdana">Cosa significa questo aumento? </font></span></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font face="Verdana">Possiamo fare diverse ipotesi: pu&ograve; esservi una minore stigmatizzazione verso la depressione, e per questo si ricorre sempre di pi&ugrave; al SSN? Oppure, pu&ograve; esservi un aumento del disagio sociale per cui le prescrizioni di antidepressivi si rivelano necessarie? </font></span></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font face="Verdana">Se stiamo davvero diventando un popolo di depressi, bisogna sempre prescrivere dei farmaci quando siamo di fronte a questa patologia? Gli psicofarmaci possono essere un valido sostituto della psicoterapia con tempi e costi pi&ugrave; contenuti? </font></span></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font face="Verdana">Per rispondere a queste ed altre domande ho chiesto il parere di Genovino Ferri medico, psichiatra ed analista, che tutti i giorni si scontra con queste problematiche e mi ha spiegato: &ldquo;i farmaci sono necessari quando un aspetto della personalit&agrave; va oltre-soglia e si esprime con un corteo di sintomi, in questi casi la relazione d&rsquo;aiuto da sola potrebbe non essere sufficiente ed allora lo psicofarmaco pu&ograve; essere utile per riportare sotto-soglia l&rsquo;espressivit&agrave; sintomatica.</font></span></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><font face="Verdana"><span style="FONT-SIZE: 10pt">In psicopatologia non &egrave; fondamentale la somministrazione, ma &ldquo;come&rdquo; essa avviene: deve verificarsi sempre all&rsquo;interno di un progetto anche psicoterapeutico, mirato al singolo, perch&eacute; prescrivendo &ldquo;solo&rdquo; uno psicofarmaco introduciamo una modifica neurochimica </span><span style="FONT-SIZE: 10pt">&nbsp;con il rischio di delegare al farmaco i problemi della persona. </span></font></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font face="Verdana">Gli psicofarmaci, quindi, vanno sempre inseriti all&rsquo;interno del progetto mirato sulla persona che la guarda per intero e ne rispetta i tempi, le emozioni, la storia e la dignit&agrave;&rdquo;. </font></span></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font face="Verdana">E la massiccia prescrizione di antidepressivi a cosa &egrave; dovuta? Riguardo a questo il Dottor Ferri sostiene che &ldquo;viviamo in un tempo accelerato, un tempo borderline in cui c&rsquo;&egrave; la dissociazione tra l&rsquo;intelligenza cognitiva (quella neo-palliale) e l&rsquo;intelligenza emozionale (quella del sistema limbico), per cui i sentimenti e l&rsquo;affettivit&agrave; sono distanti dal pensiero, ci sono pi&ugrave; informazioni e meno sapere. L&rsquo;accelerazione fa vivere solo emozioni, esse per divenire sentimenti hanno bisogno di tempo e non ce l&rsquo;abbiamo, siamo pi&ugrave; affaccendati ma anche pi&ugrave; vuoti&rdquo;. </font></span></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font face="Verdana">Questo &egrave; ci&ograve; che Ferri definisce &ldquo;il furto del tempo&rdquo; perpetrato ai danni delle relazioni affettive fra le persone richiamate verso &ldquo;il fuori&rdquo;, verso la competizione sociale cos&igrave; da avere poco tempo per &ldquo;il dentro&rdquo;, per il tempo introspettivo, il tempo dei sentimenti. </font></span></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><font face="Verdana"><span style="FONT-SIZE: 10pt">&ldquo;Gli antidepressivi &ndash; spiega &#8211; danno sostenibilit&agrave; allo stress adattivo, e se molte persone devono ricorrervi essi rappresentano chiaramente un </span><span style="FONT-SIZE: 10pt">indicatore di insostenibilit&agrave; di ritmi, di una trasformazione in atto della vita che va accompagnata da maggiori responsabilit&agrave; intelligenti da parte dell&rsquo;homo cosiddetto sapiens&rdquo;.&nbsp;</span></font></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font face="Verdana">Ma cosa possiamo auguraci per il futuro? Si prospetta una soluzione possibile o saremo risucchiati tutti da questo vortice?</font></span></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font face="Verdana">Ferri sostiene che &ldquo;solo la ricombinazione dell&rsquo;intelligenza del pensare (cognitiva) e di quella del sentire (emozionale) che formano l&rsquo;intelligenza del sapere ci pu&ograve; restituire l&rsquo;equilibrio tra l&rsquo;accelerazione e il vuoto che questa provoca. </font></span></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font face="Verdana">Solo il riassetto di queste due straordinarie intelligenze nella nostra storia pu&ograve; darci una sostenibilit&agrave; di sviluppo futuro, cos&igrave; da tener basso il rischio&nbsp;dell&rsquo;oltre-soglia sintomatologico. Se &ldquo;ieri&rdquo; il disturbo prevalente era la nevrosi, &ldquo;oggi&rdquo; sono il disturbo borderline e la depressione. Sulla scia di questo caduta delle relazioni affettive, &ldquo;domani&rdquo; potrebbe presentarsi la psicosi?&rdquo; </font></span></div>
<div style="LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font face="Verdana">C&rsquo;&egrave; un grande rischio, ma Ferri dice che &ldquo;questo non sembra un avvenire possibile, bisogna fidarsi &nbsp;dell&rsquo;intelligenza stratificata nella storia della vita di questo pianeta&rdquo;. Lui sta &ldquo;dalla parte del sapere, dalla parte del tempo, dalla parte dei sentimenti, dalla parte delle relazioni affettive, dalla parte di un&rsquo;integrazione fra lo straordinario sviluppo tecnologico ed il rispetto del tempo emozionale&rdquo;.</font></span></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" align="justify"><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" align="justify"><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana">Per saperne di pi&ugrave; </font></span></div>
<div align="justify"><a href="http://www.analisi-reichiana.it/"><span style="FONT-SIZE: 10pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana">www.analisi-reichiana.it</font></span></a></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" align="justify"><font face="Verdana" size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><br clear="all" /></div>
<p><font face="Verdana" size="2"></p>
<div align="justify">
<hr align="left" width="33%" size="1" /></div>
<p></font></p>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" align="justify"><span><span><span><span style="FONT-SIZE: 10pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana">[1]</font></span></span></span></span><font face="Verdana" size="2"> Corriere della Sera Nazionale del 27 gennaio 2008</font></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" align="justify"><span><span><span><span style="FONT-SIZE: 10pt; LINE-HEIGHT: 115%"><font face="Verdana">[2]</font></span></span></span></span><font face="Verdana" size="2"> Inserto Salute, 27 gennaio 2008</font></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/aumenta-il-consumo-di-antidepressivi-quale-lettura/">Aumenta il consumo di antidepressivi: quale lettura?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Brevetti: in cerca di un centro di gravit&#224; permanente</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Clo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 42 - 1 Luglio 2008]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Davanti a tutti gli sprechi statali, all&#8217; elefantiaca burocrazia ed all&#8217;eccessiva regolamentazione il concetto di &#8220;fallimento di mercato&#8221; fa proprio innervosire i liberisti. Nostalgici della mano invisibile o lungimiranti visionari sull&#8217;impossibilit&#224; della pianificazione economica? Come lo statalista pi&#249; convinto, anche il liberista &#160;rischia per&#242; di esser colpito dalla sindrome dell&#8217;intellettuale estremista. Il sintomo pi&#249; evidente [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/brevetti-in-cerca-di-un-centro-di-gravit-permanente/">Brevetti: in cerca di un centro di gravit&agrave; permanente</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" align="justify"><font face="Verdana" size="2">Davanti a tutti gli sprechi statali, all&rsquo; elefantiaca burocrazia ed all&rsquo;eccessiva regolamentazione il concetto di &ldquo;fallimento di mercato&rdquo; fa proprio innervosire i liberisti. Nostalgici della mano invisibile o lungimiranti visionari sull&rsquo;impossibilit&agrave; della pianificazione economica? Come lo statalista pi&ugrave; convinto, anche il liberista &nbsp;rischia per&ograve; di esser colpito dalla sindrome dell&rsquo;intellettuale estremista. Il sintomo pi&ugrave; evidente sono argomentazioni su qualunque tema economico ma comunque tutte fondate su un unico principio dogmatico: il libero mercato come migliore soluzione ad ogni problema.&nbsp;&nbsp; </font></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" align="justify"><font face="Verdana" size="2">Il brevetto &egrave; un esempio di come questo non sia sempre vero. Al contrario, il tema della propriet&agrave; intellettuale mostra come il giusto bilanciamento tra libero mercato e regolazione statale costituisca ancora oggi, a distanza di oltre tre secoli da Adam Smith, uno delle questioni irrisolte della scienza economica.</font></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" align="justify"><font face="Verdana" size="2">Il brevetto &egrave; a tutti gli effetti una forma di regolazione attraverso cui l&rsquo;autorit&agrave; statale mette mano al libero mercato. All&rsquo;inventore di un bene che soddisfa i requisiti di brevettabilit&agrave; viene infatti riconosciuto&nbsp;un diritto (non naturale) di esclusivit&agrave; nella commercializzazione del bene in questione. In assenza di concorrenza, l&rsquo;unico limite al potere di monopolio generato dal brevetto diventa il consumatore che, anche se impossibilitato a rivolgersi ad un altro fornitore, rimane pur sempre libero di non acquistare il bene brevettato, qualora ritenuto troppo caro.</font></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" align="justify"><font face="Verdana" size="2">&nbsp;&Egrave; con i beni di prima necessit&agrave;,&nbsp;come i medicinali, che il brevetto mostra le primi controindicazioni. In questo caso la soglia del &ldquo;troppo caro&rdquo; si alza, e ci si trova costretti a pagare per un farmaco un prezzo molto superiore al suo costo di produzione. In assenza di brevetto infatti altri concorrenti potrebbero offrire lo stesso farmaco ad un prezzo inferiore di quello imposto dal monopolista, a beneficio dei consumatori. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</font></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" align="justify"><font face="Verdana" size="2">Ecco il contraddittorio: da un lato lo Stato istituisce un&rsquo;autorit&agrave; per la tutela della concorrenza nei mercati (antitrust), dall&rsquo;altro lo stesso Stato limita artificialmente la concorrenza attraverso l&rsquo;assegnazione dei brevetti.&nbsp;</font></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" align="justify"><font face="Verdana" size="2">Perch&eacute; mai allora gli economisti (anche i liberisti) riconoscono l&rsquo;importanza dei brevetti (ed implicitamente i limiti del mercato)?</font></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" align="justify"><font face="Verdana" size="2">La risposta &egrave; pressoch&eacute; unanime: senza brevetti le imprese sarebbero restie ad investire ingenti somme nella invenzione di un farmaco (o di una formula).&nbsp;Come potrebbero infatti recuperare i costi della ricerca in un mercato popolato da concorrenti opportunisti, che prima attendono in pantofole l&rsquo;invenzione del farmaco per poi copiarlo a costo zero? </font></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" align="justify"><font face="Verdana" size="2">Senza&nbsp;quella&nbsp;protezione&nbsp;da concorrenti sciacalli garantita dai brevetti, non ci sarebbero investimenti, non ci sarebbe ricerca privata, non ci sarebbero invenzioni: il mercato dei farmaci non esisterebbe. &Egrave; la tragedia dei commons, argomento gi&agrave; trattato in precedenza nelle pagine dell&#39;Arengo. </font></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" align="justify"><font face="Verdana" size="2">Il potere di monopolio generato dal brevetto &egrave; il prezzo da pagare oggi, per garantire la ricerca e lo sviluppo di medicine domani.&nbsp;A ben vedere, la contraddizione tra brevetti ed antitrust &egrave; quindi solo apparente; entrambi sono pensati e finalizzati alla tutela del mercato e dei consumatori. </font></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" align="justify"><font face="Verdana" size="2">Nonostante queste parole rassicuranti, i consumatori sono ancor lontani dal poter dormire sonni tranquilli. </font></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" align="justify"><font face="Verdana" size="2">Appena scampata la tragedia dei Commons ed il fallimento del libero mercato, una nuova tragedia si presenta alle porte: &egrave; quella opposta degli Anti-Commons. &Egrave; il fallimento della regolamentazione e, in un certo senso, la rivincita del liberista.</font></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" align="justify"><font face="Verdana" size="2">Nel caso di una regolamentazione eccessiva quello stesso strumento ideato per&nbsp;incentivare la innovazione rischia di portare ad effetti opposti a quelli desiderati. Torniamo all&rsquo;esempio dei farmaci. &Egrave; difficile che un medicinale venga creato dal nulla; spesso &egrave; la combinazione di diverse formule chimiche, di molecole e di reazioni l&rsquo;unico antidoto alla malattia da curare.&nbsp;Ognuna di queste formule non ha alcun valore in s&eacute;, eppure &egrave; un tassello fondamentale per l&rsquo;ultimazione del farmaco e, come tale, garantisce un potere contrattuale&nbsp;non trascurabile a chi ne detiene l&#39;esclusivit&agrave;.&nbsp;</font></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" align="justify"><font face="Verdana" size="2">l&#39;effetto di un brevetto che garantisce una remunerazione&nbsp;sproporzionata rispetto al valore effettivo del bene registrato non pu&ograve; che incentivare i ricercatori a correre per brevettare il brevettabile (patent race). </font></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" align="justify"><font face="Verdana" size="2">Ma se ogni formula &egrave; quella indispensabile il costo per collezionare tutti i brevetti&nbsp;necessari a produrre il medicinale a valle cresce esponenzialmente, a scapito della innovazione e diffusione del bene.</font></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" align="justify"><font face="Verdana" size="2">Qual &egrave;&nbsp;il giusto equilibrio tra commons e anti-commons per non fallire nelle trappole del eccessivo mercato e della eccessiva regolamentazione dello stesso? Quale sia la ottima durata di un brevetto, la giusta protezione e remunerazione dell&rsquo;invenzione rimangono tuttora le domande aperte a cui non si &egrave; trovata una soluzione esatta. Per la gioia degli economisti, il mercato farmaceutico &egrave; ancora alla ricerca del suo centro di gravit&agrave;.</font></div>
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		<title>Numero 42 &#8211; 1 Luglio 2008 &#8211; In pillole</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 11:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 42 - 1 Luglio 2008]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Se il mondo è lontano dalla perfezione, il mercato dei farmaci sembra esserlo ancora di più. L&#8217;aumento delle cure genera nuove patologie, scriveva Ivan Illich preoccupato dalla crescente ossessione per una salute perfetta. A trent&#8217;anni di distanza chiediamoci perché gli antidepressivi siano i farmaci più ricercati, e come mai le imprese farmaceutiche si siano dimenticate [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/in-pillole/">Numero 42 &#8211; 1 Luglio 2008 &#8211; In pillole</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Se il mondo è lontano dalla perfezione, il mercato dei farmaci sembra esserlo ancora di più. L&#8217;aumento delle cure genera nuove patologie, scriveva Ivan Illich preoccupato dalla crescente ossessione per una salute perfetta. A trent&#8217;anni di distanza chiediamoci perché gli antidepressivi siano i farmaci più ricercati, e come mai le imprese farmaceutiche si siano dimenticate alcune malattie per strada. Affacciatevi sul mondo dei farmaci da diverse finestre, quella della psicologia, del diritto e dell&#8217;economia.<br />
L&#8217;Arengo si preoccupa per la vostra salute e vi offre alternative utili agli antidepressivi: scopriamo la singolare scelta del giapponese Mishima, e la più propositiva iniziativa del gruppo studio di Economia a Bologna, alla disperata ricerca di una fuga dall&#8217;autismo economico.<br />
con l&#8217;Arengo viaggiamo oltreoceano, prima delle tre tappe Boston, riusciremo a incontrare il misterioso Jack?<br />
E, se intrappolati nell&#8217;ennesima coda con bigliettino alla mano, il caldo estivo inizia a darvi alla testa potete sempre scappare e trovare un dissetante refrigerio in taverna, o meglio ancora nella nostra cantina; conoscerete tutte le tonalità di un Mikrokosmos impegnando le vostre ugole in un canto multietnico in compagnia dei peggio banditi di questo porto di mare.</p>
<ul><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/leconomista-il-politico-e-la-signora-in-coda/" title="L&#39;economista, il politico e la signora in coda">L&#39;economista, il politico e la signora in coda</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/viaggio-in-america-prima-parte-desperately-seeking-jack/" title="Viaggio In America &#8211; prima parte: desperately seeking Jack">Viaggio In America &#8211; prima parte: desperately seeking Jack</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/mikrokosmos-il-coro-multietnico-di-bologna/" title="Mikrokosmos, il coro multietnico di Bologna">Mikrokosmos, il coro multietnico di Bologna</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/farmaci-e-brevetti-abbiamo-dimenticato-qualcosa/" title="Farmaci e brevetti: abbiamo dimenticato qualcosa?">Farmaci e brevetti: abbiamo dimenticato qualcosa?</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/brevetti-in-cerca-di-un-centro-di-gravit-permanente/" title="Brevetti: in cerca di un centro di gravit&agrave; permanente">Brevetti: in cerca di un centro di gravit&agrave; permanente</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/finalmente-un-accordo-bipartisan/" title="Finalmente un accordo bipartisan">Finalmente un accordo bipartisan</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/lossessione-della-salute-perfetta/" title="L&#39;ossessione della salute perfetta">L&#39;ossessione della salute perfetta</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/convegno-per-economisti-insoddisfatti/" title="Convegno per economisti insoddisfatti">Convegno per economisti insoddisfatti</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/una-poltrona-per-p2-ovvero-il-mito-della-taverna/" title="Una poltrona per (P)2, ovvero &ldquo;il mito della Taverna&rdquo;.">Una poltrona per (P)2, ovvero &ldquo;il mito della Taverna&rdquo;.</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/i-neglected-disease-il-mercato-che-c-ma-non-si-vede/" title="I &#39;neglected disease&#39;: il mercato che c&#39;&egrave; ma non si vede">I &#39;neglected disease&#39;: il mercato che c&#39;&egrave; ma non si vede</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/il-bandito-finetti/" title="Il Bandito Finetti">Il Bandito Finetti</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/vita-e-morte-di-yukio-mishima/" title="Vita e morte di Yukio Mishima">Vita e morte di Yukio Mishima</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/intrappolati/" title="Intrappolati">Intrappolati</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/i-tesori-della-settima-arte/" title="I tesori della settima arte">I tesori della settima arte</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/aumenta-il-consumo-di-antidepressivi-quale-lettura/" title="Aumenta il consumo di antidepressivi: quale lettura?">Aumenta il consumo di antidepressivi: quale lettura?</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/in-pillole/" title="Numero 42 &#8211; 1 Luglio 2008 &#8211; In pillole">Numero 42 &#8211; 1 Luglio 2008 &#8211; In pillole</a></li></ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2008/07/in-pillole/">Numero 42 &#8211; 1 Luglio 2008 &#8211; In pillole</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></content:encoded>
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