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	<title>L&#039;Arengo del Viaggiatore &#187; Numero 62 &#8211; 1 Agosto 2009</title>
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		<title>Numero 62 &#8211; 1 Agosto 2009 &#8211; Letture per l&#8217;estate</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 11:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Numero 62 - 1 Agosto 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Rullo di tamburi! Tanta carne al fuoco per questo numero dell&#8217;Arengo. Cominciamo con Fulvio Bugani che con le sue fotografie, realizzate per Amnesty International, ci porta tra le baracche di Kibera, a Nairobi, lo slum più grande di tutto il continente africano.Poi ci spostiamo sulla laguna veneta dove un giovane artista e una studentessa ci [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/letture-per-lestate/">Numero 62 &#8211; 1 Agosto 2009 &#8211; Letture per l&#8217;estate</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Rullo di tamburi! Tanta carne al fuoco per questo numero dell&#8217;Arengo. Cominciamo con Fulvio Bugani che con le sue fotografie, realizzate per Amnesty International, ci porta tra le baracche di Kibera, a Nairobi, lo slum più grande di tutto il continente africano.Poi ci spostiamo sulla laguna veneta dove un giovane artista e una studentessa ci raccontano la Biennale da due punti di vista diversi. Il nostro inviato da L&#8217;Aquila ci descrive un G8 già dimenticato.Sotto le Due Torri c&#8217;è chi già rimpiange la presenza del Cinese: a Bologna fanno discutere le prime ordinanze del nuovo sindaco Delbono. Rimanendo a Bologna, vi offriamo l&#8217;interessante intervista alla editor premio oscar Thelma Schoonmaker, braccio destro di Scorsese, rilasciata in occasione del festival &#8220;Il cinema ritrovato&#8221;.<br />
Sapete già cosa leggere durante le vacanze? L&#8217;Arengo, che ha molto a cuore il tempo libero dei suoi viaggiatori, consiglia letture per l&#8217;estate, ce n&#8217;è per tutti i gusti: Economia, Politica, Arte, oltre ai nuovi episodi della nostra Itaca. Dagli universi di Flatlandia alla Corea del Nord a fumetti, dall&#8217;Inghilterra degli Anni 70 raccontata da Coe al noir mediterraneo di Jean Claude Izzo, fino alla storia di un Tizio qualsiasi. Letture ma non solo: oltre a deliziare la mente è bene dedicarsi anche alle proprie papille gustative assaggiando due vini autoctoni, il salentino Susumaniello e il piemontese Carica l&#8217;Asino.<br />
Buone letture e arrivederci al primo d&#8217;ottobre con un nuovo numero ed una sorpresa.</p>
<div><ul><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/la-cruna-dellago-craxi-il-partito-socialista-e-la-crisi-della-repubblica/" title="La cruna dell&#39;ago. Craxi, il Partito Socialista e la crisi della Repubblica">La cruna dell&#39;ago. Craxi, il Partito Socialista e la crisi della Repubblica</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/yes-we-camp-il-g8-tra-le-macerie/" title="YES WE CAMP: il G8 tra le macerie">YES WE CAMP: il G8 tra le macerie</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/la-banda-dei-brocchi-di-jonathan-coe/" title="La Banda dei Brocchi di Jonathan Coe">La Banda dei Brocchi di Jonathan Coe</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/disegna-una-mappa-per-perderti/" title="Disegna una mappa per perderti">Disegna una mappa per perderti</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/sostiene-pereira/" title="Sostiene Pereira">Sostiene Pereira</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/il-razzismo-del-tortellino/" title="Il razzismo del tortellino">Il razzismo del tortellino</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/la-democrazia-in-america-latina/" title="La democrazia in America Latina">La democrazia in America Latina</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/assaggi-estivi/" title="Assaggi estivi">Assaggi estivi</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/tre-parole-su-tre-film-con-thelma-schoonmaker/" title="Tre parole &#8211; su tre film &#8211; con Thelma Schoonmaker">Tre parole &#8211; su tre film &#8211; con Thelma Schoonmaker</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/il-venditore-di-tempo/" title="Il venditore di tempo">Il venditore di tempo</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/il-termine-barbarie/" title="Il termine barbarie">Il termine barbarie</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/bono-nella-tela-del-ragno/" title="Bono nella tela del ragno">Bono nella tela del ragno</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/pyongyang-2/" title="Pyongyang">Pyongyang</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/scenario-post-crisi/" title="Scenario post-crisi">Scenario post-crisi</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/flatlandia/" title="Flatlandia">Flatlandia</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/uomini-e-caporali/" title="Uomini e caporali">Uomini e caporali</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/trilogia-marsigliese/" title="Trilogia marsigliese">Trilogia marsigliese</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/una-vicina-con-molti-segreti/" title="Una vicina con molti segreti">Una vicina con molti segreti</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/dentro-kibera/" title="Dentro Kibera">Dentro Kibera</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/nei-capitoli-precedenti/" title="Nei capitoli precedenti&#8230;">Nei capitoli precedenti&#8230;</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/vii-il-banchetto-di-tindaro/" title="VII &#8211; Il banchetto di Tindaro">VII &#8211; Il banchetto di Tindaro</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/intermezzo/" title="Intermezzo">Intermezzo</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/viii-il-banchetto-di-tindaro-2/" title="VIII &#8211; Il banchetto di Tindaro (2)">VIII &#8211; Il banchetto di Tindaro (2)</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/ix-la-memoria-di-zenone/" title="IX &#8211; La memoria di Zenone">IX &#8211; La memoria di Zenone</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/per-lavventuriero-un-libro/" title="Per l&#39;avventuriero, un libro">Per l&#39;avventuriero, un libro</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/la-tabla-de-flandes/" title="La tabla de Flandes">La tabla de Flandes</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/making-worlds-biennale-2009/" title="Making worlds &#8211; Biennale 2009">Making worlds &#8211; Biennale 2009</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/un-partito-liberale-di-massa/" title="Un partito liberale di massa">Un partito liberale di massa</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/letture-per-lestate/" title="Numero 62 &#8211; 1 Agosto 2009 &#8211; Letture per l&#8217;estate">Numero 62 &#8211; 1 Agosto 2009 &#8211; Letture per l&#8217;estate</a></li></ul></div>
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		<title>Assaggi estivi</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Ferriani</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Cantina del Viaggiatore]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 62 - 1 Agosto 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nel numero in cui l&#39;Arengo consiglia letture per accompagnare l&#39;estate, ci sembra giusto nella Cantina segnalare pi&#249; che letture vini da assaggiare, ovviamente proseguendo nel percorso che ci porta alla riscoperta dei vitigni autoctoni.Qui di seguito vi segnaliamo due vini, agli antipodi dello stivale, assaggiati da un nuovo collaboratore della Cantina.Susumaniello(Nomas 2004, IGT, Lomazzi e [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/assaggi-estivi/">Assaggi estivi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
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<p class="MsoNormal" style="line-height: 18pt;"><i style=""><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="text-decoration: underline;"><o:p></o:p></span></span></i></p>
<div style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-weight: bold;"></span></span><font size="2"><span style="font-family: Verdana; font-style: italic;">Nel numero in cui l&#39;Arengo consiglia letture per accompagnare l&#39;estate, ci sembra giusto nella Cantina segnalare pi&ugrave; che letture vini da assaggiare, ovviamente proseguendo nel percorso che ci porta alla riscoperta dei vitigni autoctoni.</span><br style="font-family: Verdana; font-style: italic;" /><br style="font-family: Verdana; font-style: italic;" /><span style="font-family: Verdana; font-style: italic;">Qui di seguito vi segnaliamo due vini, agli antipodi dello stivale, assaggiati da un nuovo collaboratore della Cantina.<br /><br style="font-family: Verdana; font-style: italic;" /></span><br style="font-family: Verdana;" /><span style="font-family: Verdana; font-weight: bold;">Susumaniello</span><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><span style="font-family: Verdana;">(<span style="text-decoration: underline;">Nomas 2004, IGT, Lomazzi e Sarli, 14.5%</span>)</span><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><span style="font-family: Verdana;">E&#39; un vitigno autoctono dell&#39;Alto Salento, dal nome facilmente ricordabile che probabilmente dalla grande capacit&agrave; produttiva di questo vitigno, in grado di &ldquo;caricarsi come un somarello&rdquo;. La versione proposta da Lomazzi e Sarli (16 euro), con intera maturazione in acciaio, rappresenta un&#39;eccezione per questo vitigno che solitamente non viene mai vinificato in purezza, ma mescolato con altre uve locali.</span><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><span style="font-family: Verdana;">Si presenta con un colore rosso rubino intenso, quasi impenetrabile e con una discreta consistenza. Al naso evidenzia una grande intensit&agrave; e profumi che variano dall&#39;amarena cotta, alla prugna, la liquirizia e un&#39;interessante nota di oliva. In bocca i tannini sono molto smorzati, lasciando il posto a una elegante mineralit&agrave; e a una inattesa e pacata freschezza.</span><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><span style="font-family: Verdana;">Decisamente persistente si consiglia di servirlo tra i 16-18 gradi e di accompagnarlo con piatti di buona struttura come le zampine (salsicce) in umido o uno dei tanti salumi di Faeto o della Daunia.</span><br style="font-family: Verdana;" /><span style="font-family: Verdana;"> </span><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><span style="font-family: Verdana; font-weight: bold;">Carica l&#39;Asino</span><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><span style="font-family: Verdana;">(<span style="text-decoration: underline;">Carialoso 2007,Vino da Tavola, Marenco Vini, 12%</span>)</span><br style="font-family: Verdana;" /><span style="font-family: Verdana;"> </span><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><span style="font-family: Verdana;">Nella terra dei vini rossi per eccellenza un piccolo posto &egrave; riservato a questo vitigno autoctono a bacca bianca, che gi&agrave; dal nome rievoca atmosfere e storie di un passato in cui i contadini-vignaioli caricavano il dorso dell&#39;asino per trasportare l&#39;uva.</span><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><span style="font-family: Verdana;">Vitigno di origine ligure, la sua coltivazione &egrave; stata quasi distrutta dalla piaga della filossera e oggi ha trovato un terreno d&#39;elezione in provincia di Novara e Alessandria. Lo abbiamo assaggiato nella versione proposta da Marenco (8 euro): 4 mesi di maturazione in acciaio e un colore giallo paglierino decisamente brillante. Il profumo &egrave; intenso con una spiccata nota di frutta esotica e fiori bianchi, mentre in bocca si distingue per una buona acidit&agrave; e freschezza.</span><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><span style="font-family: Verdana;">Va servito intorno agli 8-10 gradi e consumato entro due anni dalla vendemmia. Si abbina bene con carni bianche e piatti di pesce anche della tradizione locale come le varie preparazioni con le acciughe, bagna cauda in primis. Anche con carni bianche e piatti di pesce. </span><br style="font-family: Verdana;" /></font></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 18pt;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><o:p></o:p></span></p>
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		<title>Dentro Kibera</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Bugani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 62 - 1 Agosto 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Portfolio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Le fotografie che si vedono in questo video, scattate negli ultimi tre anni, sono state selezionate da Amnesty International Italia per far parte di una mostra itinerante dal titolo Inside Kibera. Kibera, slum di Nairobi, con pi&#249; di un milione di persone, &#232; la baraccopoli pi&#249; popolosa di tutta l&#39;Africa. Attraverso questi scatti ho voluto [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/dentro-kibera/">Dentro Kibera</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><object width="425" height="344"><font size="2" face="Verdana"></font></object></p>
<p align="justify"><object width="425" height="344"><font size="2" face="Verdana">Le fotografie che si vedono in questo video, scattate negli ultimi tre anni, sono state selezionate da Amnesty International Italia per far parte di una mostra itinerante dal titolo Inside Kibera.</font></object></p>
<p align="justify"><object width="425" height="344"><font size="2" face="Verdana">Kibera, slum di Nairobi, con pi&ugrave; di un milione di persone, &egrave; la baraccopoli pi&ugrave; popolosa di tutta l&#39;Africa. Attraverso questi scatti ho voluto mostrare i molteplici aspetti della realt&agrave;, della vita quotidiana all&#39;interno di Kibera.</font></object></p>
<p align="justify"><object width="425" height="344"><font size="2" face="Verdana">Ho pensato la sequenza delle foto come una camminata ipotetica nelle strade della baraccopoli. Non immaginatela come una comoda passeggiata, tutt&#39;altro. Le prime fotografie presentano Kibera cos&igrave; come appare a chi la vede per la prima volta. Un puzzo incredibile, un continuo di odori che si mescolano, caldo, sudore, un casino impressionante. Lo sguardo diffidente delle persone che la popolano. Per la prima volta ho provato la strana sensazione di essere &ldquo;un bianco&rdquo;, di sentirmi in difficolt&agrave; per il colore della pelle. Mentre ero l&igrave;, con questa strana sensazione, avevo voglia di rompere questa barriera, di comunicare con chi mi circondava, di dimostrare che non mi sentivo superiore, anzi che avevo bisogno del loro aiuto per muovermi nella citt&agrave; e per scattare le foto. Ero un bianco in difficolt&agrave;.</font></object></p>
<p align="justify"><object width="425" height="344"><font size="2" face="Verdana">Quando loro capiscono che tu non sei l&igrave; come qualcuno che li guarda dall&#39;alto in basso, ma anzi uno che si affida a loro, che ha bisogno del loro ausilio, si aprono completamente. Ogni scatto &egrave; un regalo, una concessione che mi fanno. </font></object></p>
<p align="justify"><object width="425" height="344"><font size="2" face="Verdana">Un po&#39; di informazioni che ho raccolto durante le mie visite: un posto letto in una baracca costa dai 2 ai 5 $ al mese. Esistono pochi bagni, che poi sono quattro lamiere e un buco nel terreno, che sono utilizzati solo dalle famiglie che hanno contribuito alla costruzione. Per gli altri esiste la possibilit&agrave; di affittarne l&#39;uso a volte anche per cifre astronomiche. Chi non si pu&ograve; permettere l&#39;affitto di un bagno si arrangia all&#39;aria aperta, oppure in sacchetti di plastica che poi vengono gettati e bruciati insieme con gli altri rifiuti appena fuori dalla propria baracca (come si pu&ograve; vedere in una delle foto). </font></object></p>
<p align="justify"><object width="425" height="344"><font size="2" face="Verdana">La maggior parte di queste persone non esiste per lo stato, non hanno diritti, non vengono nemmeno considerati nel censimento della popolazione di Nairobi. Non hanno fogne, non hanno scuole, lo stato non fornisce nessun servizio. Dentro Kibera non entra nemmeno la polizia. La baraccopoli ad un livello elementare si auto-gestisce. Ci sono gruppi di sbandati che monopolizzano alcuni di questi servizi pretendendo una sorta di pizzo. Dall&#39;altro lato ci sono i centri di recupero, scuole che insegnano a leggere e a scrivere, portate avanti da giovani eroi che lottano ogni giorno per tentare di creare un futuro, per recuperare i bambini dalla colla e le bambine dalla prostituzione.</font></object></p>
<p align="justify"><object width="425" height="344"><font size="2" face="Verdana">Quando cammini nella baraccopoli, quando prendi confidenza con i luoghi, puoi leggere negli occhi delle persone una grande rassegnazione. Vivono dei sorrisi che si scambiano a vicenda e di novit&agrave; occasionali che poi vengono raccontate all&#39;infinito. Kibera lascia qualcosa dentro chi l&#39;ha vista. Spero con queste foto di trasmettere almeno un ventesimo di questo qualcosa.</font></object></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify" class="MsoNormal"><font size="2" face="Verdana"></font></p>
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		<title>Tre parole &#8211; su tre film &#8211; con Thelma Schoonmaker</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Soluri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 62 - 1 Agosto 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La base dell&#39;arte filmica &#232; il montaggio. V. I. Pudovkin Chi ama il cinema di Martin Scorsese pu&#242; ricordare di certo il fermo-immagine sull&#39;auto fatta esplodere di Quei bravi ragazzi; lo sguardo annoiato di un binocolo che in una sala d&#39;opera si ferma improvvisamente sulla &#8220;diversa&#8221; contessa Olenska ne L&#39;et&#224; dell&#39;innocenza; il montaggio incrociato che [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/tre-parole-su-tre-film-con-thelma-schoonmaker/">Tre parole &#8211; su tre film &#8211; con Thelma Schoonmaker</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<div style="text-align: right;"><font size="2"><span style="font-family: Verdana;"><font size="1"><span style="font-style: italic;">La base dell&#39;arte filmica &egrave; il montaggio.</span> </font></span></font><br /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">V. I. Pudovkin   </font></span></font><br /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;"></span></font></div>
<p><font size="2"><span style="font-family: Verdana;"></p>
<p>Chi ama il cinema di Martin Scorsese pu&ograve; ricordare di certo il fermo-immagine sull&#39;auto fatta esplodere di <span style="font-style: italic;">Quei bravi ragazzi;</span> lo sguardo annoiato di un binocolo che in una sala d&#39;opera si ferma improvvisamente sulla &ldquo;diversa&rdquo; contessa Olenska ne <span style="font-style: italic;">L&#39;et&agrave; dell&#39;innocenza;</span> il montaggio incrociato che alterna vicende di eroe e anti-eroe in <span style="font-style: italic;">The Departed</span>. Ma non tutti sanno che dietro alle geniali intuizioni della mente del regista, dal 1980 troviamo un formidabile braccio, o meglio un vero e proprio braccio destro. Tre volte premio Oscar per il miglior montaggio, al lavoro su film cult come <span style="font-style: italic;">Fuori Orario</span> e <span style="font-style: italic;">L&#39;ultima tentazione di Cristo</span>, Thelma Schoonmaker &egrave; una delle &ldquo;grandi vecchie&rdquo; del cinema moderno, una firma inconfondibile nell&#39;arte dell&#39;editing che, fin dai suoi esordi, &egrave; stata caratterizzata da un&#39;importante quanto rara non-esclusione, anzi valorizzazione, delle artiste o &ldquo;artigiane&rdquo; donne (in tempi recenti, altri esempi sono i lavori di Susan E. Morse con Woody Allen e di Sally Menke con Tarantino).   </p>
<p>A Bologna in occasione del festival &ldquo;Il cinema ritrovato&rdquo; e della presentazione della nuova versione restaurata di <span style="font-style: italic;">Scarpette Rosse -</span> la Schoonmaker fu in seguito sposata per sei anni al regista Michael Powell -, Thelma racconta la storia del classico del musical, rivelando il rapporto di fortissima amicizia/rivalit&agrave; tra Powell e lo sceneggiatore Emeric Pressburger, ricordando la scelta della stella Moira Shearer nel ruolo della ballerina, sottolineando il carattere visionario e innovativo del cinema degli anni di guerra. Parla naturalmente anche di Scorsese, con il quale sta ultimando il suo prossimo film <span style="font-style: italic;">Shutter Island</span>, che vedr&agrave; nel cast, ancora una volta, l&#39;alter-ego Di Caprio, Ben Kingsley e Max Von Sidow in un thriller psicologico ambientato negli anni &#39;50: &ldquo;il bello di lavorare con lui &egrave; che posso essere sicura che alla guida della nave c&#39;&egrave; un capitano forte, e questo perch&eacute; &egrave; capace di parlare con gli attori, li rispetta. Sa quanto imbarazzante possa essere il set per loro, e sa quanto sono vulnerabili, quindi li coccola, li nutre, sussurra al loro orecchio, cercando di creare per loro un ambiente confortevole.&rdquo; Riusciamo a farle qualche brevissima domanda sul suo rapporto con il cinema e sui tre film che abbiamo scelto in apertura di questo articolo.  </p>
<p><span style="font-weight: bold;">Thelma, lei &egrave; senza dubbio tra i migliori professionisti del cinema. Qual &egrave;, a suo parere, la cosa pi&ugrave; importante per fare un bel film? </span></p>
<p>La pazienza. Credo che il montaggio sia una cosa estremamente difficile, richiede molto tempo e devi ripetere il lavoro pi&ugrave; volte perch&egrave; sia fatto bene. E anche la disciplina. E il senso del ritmo. E in pi&ugrave; bisogna essere diplomatici: si lavora con persone che hanno visioni molto chiare, e il nostro compito &egrave; di rendere quelle visioni realt&agrave; filmiche. Dico che ci vuole un senso del ritmo, un senso musicale, perch&egrave; la struttura deve avere un suo flusso, una sua andatura. Poi bisogna sapere riconoscere la buona recitazione, perch&egrave; si lavora su del materiale che &egrave; stato assemblato da duecento persone, &egrave; una grande responsabilit&agrave; perch&egrave; un brutto montaggio pu&ograve; rovinare la performance di un attore. </p>
<p><span style="font-weight: bold;">Scorsese ha realizzato moltissimi capolavori, ma confesso che ce ne sono tre che preferisco, e sono stati tutti e tre montati da lei. Sarei curiosissima di chiederle un aneddoto su lavoro in ciascuno di questi. </span><span style="font-weight: bold;">Il primo, <span style="font-style: italic;">Quei bravi ragazzi</span>. <br /></span><br /><span style="font-style: italic;">Goodfellas</span> aveva una sceneggiatura talmente bella che per noi fu facilissimo seguirla, non ci restava molto da fare. Mi viene in mente la metafora di una cavalcata, seguire la storia era come farsi portare al galoppo sempre pi&ugrave; velocemente. Questo tipo di montaggio rapido, che doveva simboleggiare la vita del personaggio e la sua discesa nella cocaina, e soprattutto l&#39;utilizzo della musica come parte di esso, sembrano una cosa scontata adesso, ma erano estremamente innovativi per allora. <span style="font-weight: bold;"></p>
<p><span style="font-style: italic;">L&#39;et&agrave; dell&#39;innocenza</span>. </p>
<p></span>Qui il ragionamento fu opposto, cercavamo di rallentare, per adeguarci ai ritmi del 1800, e anche perch&egrave; dovevamo rendere un&#39;atmosfera di rigidit&agrave;, di chiusura, simbolo della societ&agrave; altrettanto chiusa e rigida che impediva la storia d&#39;amore tra i due protagonisti. <span style="font-weight: bold;"></p>
<p>E infine <span style="font-style: italic;">The departed</span>. <br /></span><br />Anche per <i>The Departed</i> il problema era molto diverso, ci fu un inconveniente nella stesura per cui si dovette ristrutturare tutto il film; si scelsero alla fine anche qui i tagli rapidi, diversi per&ograve; da <span style="font-style: italic;">Goodfellas</span>, perch&egrave; stavolta si cercava di rappresentare il senso del pericolo, portando avanti allo stesso tempo le storie dei due personaggi, parallelamente. Una piccola delusione fu che tutti odiarono il personaggio di Matt Damon, molti sono contenti che venga ucciso nel finale, ma la morale invece era di mostrare la sua storia, le vicende attraverso le quali cui era arrivato a quel punto. Poi Matt ha recitato divinamente, e anche Di Caprio, e posso dire che &egrave; straordinario anche nel prossimo film, ma tutto il resto deve rimanere una sorpresa. </p>
<p><img alt="" style="width: 614px; height: 112px;" src="/public/Thelma Schoonmaker a Bologna - Foto di Giulia Giapponesi.jpg" /></p>
<p></span></font></p>
<div style="text-align: right;"><font size="2" style="font-style: italic;"><span style="font-family: Verdana;"><font size="1">Foto di Giulia Giapponesi</font></span></font><br /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;"></span></font></div>
<p><font size="2"><span style="font-family: Verdana;"></p>
<p><br style="font-weight: bold; font-style: italic;" /><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">La lettura per l&#39;estate: &ldquo;</span><span style="font-weight: bold;">L&#39;isola della paura</span><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">&rdquo; di Dennis Lehane, 2003 </span></p>
<p>La storia di un agente federale spedito nella misteriosa Shutter Island per ritrovare una paziente di un istituto psichiatrico, ricercata per numerosi omicidi. Nelle parole dell&#39;autore, gi&agrave; portato sul grande schermo da Clint Eastwood con <span style="font-style: italic;">Mystic River</span>, il romanzo vuole essere un omaggio &ldquo;a met&agrave; tra le sorelle Bront&euml; e <span style="font-style: italic;">L&#39;invasione degli ultracorpi&rdquo;</span>. Consiglio: d&#39;estate il libro, e dal 9 Ottobre, nelle sale per il film di Scorsese.</p>
<p><span style="font-style: italic;">Si ringrazia per l&#39;intervista la Cineteca del Comune di Bologna</span></span></font></div>
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		<title>Nei capitoli precedenti&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Cannova</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itaca]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 62 - 1 Agosto 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>(1) Aut&#242;lico ruba le vacche a Sisifo, che si vendica ingravidando a tradimento la figlia sua promessa in matrimonio al principe Laerte. Nasce cos&#236; Cefalo, (2) che passa l&#39;infanzia con suo nonno Aut&#242;lico odiato da tutti perch&#233; ladrone e ucciso poi da Sisifo davanti agli occhi del nipote, che si mette a vivere nel bosco. [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/nei-capitoli-precedenti/">Nei capitoli precedenti&#8230;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="2" face="Verdana"><i>(1) Aut&ograve;lico ruba le vacche a Sisifo, che si vendica ingravidando a tradimento la figlia sua promessa in matrimonio al principe Laerte. Nasce cos&igrave; Cefalo, (2) che passa l&#39;infanzia con suo nonno Aut&ograve;lico odiato da tutti perch&eacute; ladrone e ucciso poi da Sisifo davanti agli occhi del nipote, che si mette a vivere nel bosco. (3) Laerte &egrave; pieno di sconforto tirannico, Cefalo si fa chiamare Odisseo e si mette contro al re per prendere lui stesso il comando, contrastato dalla scientifica opposizione del naturalista Palamede. Sisifo viene all&#39;isola per godersi un altro po&#39; della sua vendetta personale, ma viene ucciso da una freccia ancora prima di scendere dalla nave. (4) Vivendo nel bosco dopo la morte di Aut&ograve;lico, anni prima, Odisseo si fa amico un filosofo vagabondo, Zenone, (5) che gl&#39;insegna i canti del mediterraneo e lo convincer&agrave; a salire con lui s&#39;una nave mercantile &#8211; (6) Odisseo pianifica allora di passare per Corinto e vendicare suo nonno. Ad Atene incontrano un satiro e se lo prendono con loro. Sono nel Golfo di Corinto, quasi arrivati, quando incontrano la figlia di Tindaro: Odisseo perde l&#39;uso del cervello e si dimentica ogni proposito.</i></font></div>
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		<title>Il venditore di tempo</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Pirozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 62 - 1 Agosto 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Fernando Trias de Bes, l&#39;autore di questa leggera favola moderna, &#232; socio e fondatore di una societ&#224; di consulenza specializzata in ricerca e innovazione ed &#232; laureato in Scienze aziendali con MBA all&#39;Universit&#224; del Michigan.Il racconto &#8211; facile intuirlo dal titolo &#8211; &#232; incentrato sul tempo e coster&#224; al lettore non pi&#249; di qualche ora [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/il-venditore-di-tempo/">Il venditore di tempo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Fernando Trias de Bes, l&#39;autore di questa leggera favola moderna, &egrave; socio e fondatore di una societ&agrave; di consulenza  specializzata in ricerca e innovazione ed &egrave; laureato in Scienze aziendali con MBA all&#39;Universit&agrave; del Michigan.<br /></font><font size="2" face="Verdana"><br />Il racconto &#8211; facile intuirlo dal titolo &#8211; &egrave; incentrato sul tempo e coster&agrave; al lettore non pi&ugrave; di qualche ora del <em>suo</em> tempo sotto l&#39;ombrellone. </p>
<p>Le vicende e le fortune di Tizio Qualsiasi, l&#39;abitante di Uno Stato Anonimo, protagonista della nostra storia, sono destinate a divertire il lettore ed allo stesso tempo forniranno una chiave di lettera semplificata, ma non per questo riduttiva, della societ&agrave; dei consumi moderna. </p>
<p>Attraverso semplici principi di ragioneria, economia aziendale, marketing  e microeconomia, l&#39;intuizione dell&#39;autore &egrave; riassumibile nel bilancio della propria vita che il nostro protagonista si vede costretto a fare all&#39;et&agrave; di 40 anni: a fronte di tutto quello che possiede, la casa, la macchina, la moglie e i figli ecc&#8230;, ha un mutuo con la banca che per ripagare impiegher&agrave; tutto il tempo della propria vita. </p>
<p>&Egrave; grazie a questa intuizione che Tizio Qualsiasi diventer&agrave; un venditore di tempo, ovvero  diventer&agrave; un venditore di confezioni da cinque minuti che, grazie ad un improbabile brevetto, saranno il prodotto di successo dell&#39;intera societ&agrave;. Ma questo &egrave; solo l&#39;inizio: attraverso i ben noti meccanismi di domanda e offerta, il nostro protagonista diventer&agrave; presto il maggiore imprenditore del paese e dovr&agrave; fare i conti con il Governo, con una crisi di sovrapproduzione e con le difficolt&agrave; di vendita perch&eacute; in breve tempo, la vendita di tempo riuscir&agrave; a scardinare la base della societ&agrave; moderna, ovvero i presupposti del bilancio della vita di Tizio Qualunque: riappropriandosi del tempo i cittadini sono infatti costretti a vendere tutti i loro beni. </p>
<p>La favola scorre via veloce tanto quanto ci si appassiona alle vicende del protagonista, ha due finali alternativi, una riflessione finale dell&#39;autore che riesce, sempre mantenendo uno stile giocoso, ad evidenziare gli eccessi ed i conflitti della moderna societ&agrave; consumistica, diffondendo al contempo ottimismo verso una maggiore consapevolezza delle persone sui valori della vita e del tempo necessario per coltivarli. </font></p>
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		<title>VII &#8211; Il banchetto di Tindaro</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Cannova</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itaca]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 62 - 1 Agosto 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Itaca Romanzo a puntate Capitolo Settimo Dove Odisseo incontra Menelao e Agamennone nella casa di Tindaro Non ho mai visto un principe cos&#236; straccione, e che puzza di muschio, dimmi: Itaca &#232; un&#39;isola di selvaggi? &#8211; gli fa Elena a Odisseo, ridendo. E cos&#236; a quella maniera ridendo fanciullescamente passano i minuti. C&#39;&#232; poco da [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/vii-il-banchetto-di-tindaro/">VII &#8211; Il banchetto di Tindaro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Lucida Calligraphy, cursive"><font size="6" style="font-size: 28pt;">Itaca</font></font> <br /><font face="Bookman Old Style, serif"><font size="1"><i>Romanzo a puntate</i></font></font></p>
<div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"></div>
<div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="center" style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Bradley Hand ITC, cursive"><font size="5"><i><b>Capitolo Settimo</b></i></font></font></div>
<div align="center" style="margin-bottom: 0cm;"><font face="Blackadder ITC, fantasy"><i>D</i></font><font face="Bookman Old Style, serif"><font size="2"><i>ove Odisseo incontra Menelao e Agamennone nella casa di Tindaro</i></font></font></div>
<div align="center" style="margin-bottom: 0cm;"></div>
<div align="justify" style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm; font-family: Verdana;"><font size="2">Non ho mai visto un principe cos&igrave; straccione, e che puzza di muschio, dimmi: Itaca &egrave; un&#39;isola di selvaggi? &#8211; gli fa Elena a Odisseo, ridendo. E cos&igrave; a quella maniera ridendo fanciullescamente passano i minuti. C&#39;&egrave; poco da fare: quest&#39;Elena qui viene d&#39;assalirla senz&#39;altro aggiungere. Lei ride fanciullescamente come si diceva, e tu: T&agrave;cchete! &#8211; all&#39;improvviso. E cos&igrave; avrebbe fatto Odisseo non si fosse trattato della figlia del nobile Tindaro, esiliato da Sparta dove altrimenti starebbe regnando.</font></div>
<div align="justify" style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm; font-family: Verdana;"><font size="2"><br /></font></div>
<div align="justify" style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm; font-family: Verdana;"><font size="2">Mio padre Laerte con suo padre ha civilizzato Itaca trent&#39;anni fa &#8211; le risponde Odisseo a Elena &#8211; &#8230;&egrave; il lungo viaggio per venire fin qui che ha consumato i miei vestiti e ferito i miei piedi&#8230; &#8211; era pronto a dire di tutto: glorificare Laerte e rinnegare la sua felicit&agrave; boschiva, inginocchiarsi davanti alla statua di un dio e fare sacrifici sanguinosi se necessario, pure cavarsi il sangue dalle vene; chiama il suo amico Zenone che l&#39;accompagna con la lira e canta di gelosia Odisseo per lei la pi&ugrave; bella di tutte, e di una guerra che per lei scoppierebbe, Ma &egrave; terribile &#8211; ridacchia Elena &#8211; una guerra? Per me? e perch&eacute; mai?</font></div>
<div align="justify" style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm; font-family: Verdana;"><font size="2">Perch&eacute; sei la pi&ugrave; bella di tutte, Elena, e se non la fanno i Persiani, la guerra per averti, se non la fanno gli Ittiti, i Troiani o i Latini o i pirati del Tirreno, allora la far&ograve; io al posto loro &#8211; la figlia di Tindaro, questa di una sua guerra solitaria l&#39;era piaciuta proprio, e gi&ugrave; un&#39;altra risata fanciullesca delle sue. Di quelle da assalirla eccetera. Non l&#39;aveva mai visto fin&#39;ora, un principe che canta cos&igrave;, che si mette in ridicolo a quella maniera &#8211; e si porta i tre forestieri a casa, compreso il satiro d&#39;Atene.</font></div>
<div align="justify" style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm; font-family: Verdana;"><font size="2"><br /></font></div>
<div align="justify" style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm; font-family: Verdana;"><font size="2">La casa la trovano ingolfata di proci che banchettano nell&#39;attesa che si prenda una decisione matrimoniale. Elena presenta i nuovi arrivati al padre, li presenta come il principe di Itaca e suoi due servi, Tindaro arrossisce: Figlio di Laerte, sei coraggioso ad avvicinarti cos&igrave; tanto a Corinto, dopo che tuo nonno ha rubato le vacche a Sisifo, che le tiene sacre ad Apollo a quanto dice in giro e ancora rimugina vendetta spalleggiato dal dio. &Egrave; per la mia Elena che hai preso questo coraggio? Bravo! &#8211; gli fa &#8211; &#8230;ma ti dico subito che il tuo coraggio e tutto il camminare &egrave; stato inutile, perch&eacute; ho nostalgia della mia citt&agrave; e dar&ograve; a Menelao, principe di Sparta, mia figlia in sposa, che te ne pare? Non ti sembra una buona idea? Ma anche per voi come per tutti questi altri proci &#8211; gli dice &#8211; sar&agrave; preparata una nave che vi riporti a casa tranquilli tranqulli, quando vi sarete riposati.</font></div>
<div align="justify" style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm; font-family: Verdana;"><font size="2"><br /></font></div>
<div align="justify" style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm; font-family: Verdana;"><font size="2">Menelao se ne stava bel bello stravaccato a tavola a ingozzarsi come un maiale, tutto sudicio fino all&#39;orecchie. E l&igrave; con lui Agamennone suo fratello, che come diceva Zenone era il re pi&ugrave; potente tra i re achei. Agamennone! &#8211; gli dice allora Odisseo, come sente dir cos&igrave; &#8211; anche nella mia piccola isola ho sentito parlar di te, la mia isola ch&#39;&egrave; Itaca, fondata da Laerte mio padre, e di cui sono principe &#8211; Agamennone lo fa sedere, dividono quel che c&#39;&egrave; nel piatto, che sembra non avere mai fine; si fa descrivere dettagliatamente Agamennone l&#39;isola in questione: montagnosa, boschiva, con qualche baia e un ottimo porto naturale, ma priva di navi concave, e questo &egrave; il guaio &#8211; dice Odisseo.</font></div>
<div align="justify" style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm; font-family: Verdana;"><font size="2"><br /></font></div>
<div align="justify" style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm; font-family: Verdana;"><font size="2">E che te ne faresti, tu &#8211; gli fa Menelao con la bocca piena e sputacchiando qualche pezzo di pollo &#8211; che te ne faresti, tu, di navi concave? &#8211; Zenone allora non si trattiene: In quanto consigliere del principe &#8211; dice &#8211; mi permetto di dire che navi non ce ne si fa niente, noi. E che&#8230;</font></div>
<div align="justify" style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm; font-family: Verdana;"><font size="2">No, no &#8211; lo interrompe Odisseo &#8211; &#8230;potremmo aprire un commercio migliore, invece che aspettare ogni volta l&#39;arrivo dei mercanti di fuori, e migliorare anche il porto, se&#8230;Agamennone, re dei re: noi qui, a Itaca dico, abbiamo vino, formaggeria, frutti, di tutto un po&#39;, &#8230;e se ci mettiamo d&#39;accordo tra di noi per un bello scambio con voi nel continente,&#8230;</font></div>
<div align="justify" style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm; font-family: Verdana;"><font size="2"><br /></font></div>
<div align="justify" style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm; font-family: Verdana;"><font size="2">Voi mi chiedete un aiuto, insomma &#8211; dice Agamennone. Agamennone lui era un bel furfante. Gi&agrave; da anni stava organizzando una federazione per rendere unita l&#39;Acaia, per una forza di controllo mediterraneo in seguito alla guerra degli Argonauti &#8211; com&#39;era stata chiamata. Guerra che aveva ridato agli Achei la Tessaglia e varie isole sparse, tra cui una a Laerte che aveva partecipato alla spedizione, e che sarebbe diventata Itaca. Una forza mediterranea di controllo e di attacco, Agamennone, una federazione di tutti i re con lui a capo: Voi mi chiedete un aiuto, insomma &#8211; dice, Agamennone &#8211; e un aiuto vi sar&agrave; certamente dato, figlio di Laerte &#8211; Zenone sgambettava e sgomitava sotto il tavolo &#8211; &#8230;come parte della federazione: accettate di far parte della federazione achea?</font></div>
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		<title>Il termine barbarie</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Valenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura e Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 62 - 1 Agosto 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Vorrei iniziare quest&#39;articolo facendo, insieme con quelli che ne hanno voglia, un piccolo esercizio di brain storming. Prendete un fogliettino di carta completamente bianco e scrivete al centro la parola &#8220;Barbarie&#8221;. Cerchiatela e riflettete un momento su concetti che voi associereste a questa parola: cose tipo &#8220;guerra&#8221;, &#8220;pedofilia&#8221; o &#8220;infibulazione&#8221;. Scrivete, intorno a questa parola, [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/il-termine-barbarie/">Il termine barbarie</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><meta http-equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8" /><br />
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<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Verdana; text-align: justify;"><font size="2">Vorrei iniziare quest&#39;articolo facendo, insieme con quelli che ne hanno voglia, un piccolo esercizio di <i>brain storming. </i><span style="font-style: normal;">Prendete un fogliettino di carta completamente bianco e scrivete al centro la parola &#8220;Barbarie&#8221;. Cerchiatela e riflettete un momento su concetti che voi associereste a questa parola: cose tipo &#8220;guerra&#8221;, &#8220;pedofilia&#8221; o &#8220;infibulazione&#8221;. Scrivete, intorno a questa parola, perdendo non pi&ugrave; di trenta secondi, 4 &#8211; 5 concetti, costruendo una piccola mappa concettuale. Una volta finito, continuate a leggere&#8230; </span></font> </p>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Verdana; text-align: justify;"><font size="2">Bene.  </font></p>
<div style="text-align: justify;">  </div>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Verdana; text-align: justify;"><font size="2">Adesso rileggete e provate a scrivere una breve, semplice ed oggettiva definizione del termine &#8220;Barbarie&#8221;. Mi raccomando, dovete essere oggettivi, la spiegazione deve essere universale, valida per tutti. Sollevate per un attimo gli occhi dallo schermo, fissandoli contro la parete bianca di fronte a voi e pensate: &#8220;Che cos&#39;&egrave; la barbarie?&#8221;</font></p>
<div style="text-align: justify;">  </div>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Verdana; text-align: justify;"><font size="2">Non &egrave; cos&igrave; facile eh&#8230; anche chi, senza fare l&#39;esercizio, si &egrave; limitato a leggere, avr&agrave; provato un velo di inquietudine di fronte a questa richiesta. Eppure non dovrebbe essere cos&igrave; difficile: &egrave; una parola  familiare, molto in voga, che ascoltiamo ovunque, dai salotti televisivi, alle cronache locali e internazionali. Eppure, non sappiamo trovare una definizione oggettiva.</font></p>
<div style="text-align: justify;">  </div>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Verdana; text-align: justify;"><font size="2"><span style="font-style: normal;">Il Vocabolario della lingua italiana Devoto &#8211; Oli ci dice che la barbarie &egrave;: </span><i><b>1</b></i><i><span style="font-weight: normal;"> &#8211; Condizione</span></i><i> di vita caratterizzata da un grado infimo di civilt&agrave; e cultura e dal prevalere della forza sulla ragione, e quindi estranea o contraria al nostro modo di concepire e organizzare l&#39;esistenza, incivilt&agrave;; </i><i><b>2</b></i><i><span style="font-weight: normal;"> &#8211; Azione efferata, disumana.</span></i></font></p>
<div style="text-align: justify;">  </div>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Verdana; text-align: justify;"><font size="2">La definizione offerta dal Vocabolario, per quanto astratta, ci rende l&#39;idea della relativit&agrave; del termine. Il concetto di barbarie &egrave; strettamente legato alla cultura di appartenenza del soggetto, ed &egrave; sempre e comunque caratterizzato da un sentimento di disapprovazione verso un qualcosa che viene considerato come involuto, primitivo. Poche altre parole riescono a cristallizzare in questo modo il concetto di &#8220;diverso&#8221; con quello di &#8220;peggiore&#8221;.</font></p>
<div style="text-align: justify;">  </div>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Verdana; text-align: justify;"><font size="2">Ora, il motivo per cui ho voluto occuparmi di questa parola &egrave; l&#39;uso spropositato che ne viene fatto in ogni ambito in cui viene adoperata. E&#39; una parola forte, carica di impatto emotivo. Per gli antichi il barbaro era colui che stava oltre il confine, il diverso per razza e per cultura, spesso peggiore. Al giorno d&#39;oggi la definizione si &egrave; evoluta arrivando a includere tra i diversi anche coloro che la pensano diversamente. Cercando &#8220;Barbarie&#8221; su Google scopriamo che questa parola viene associata all&#39;Olocausto come all&#39;Operazione Piombo Fuso (Israele vs palestinesi), alla pena di morte, all&#39;infibulazione, alla pedofilia, all&#39;aborto e alla negazione dei diritti delle donne, e indistintamente al testamento biologico e alle leggi che lo impediscono.</font></p>
<div style="text-align: justify;">  </div>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Verdana; text-align: justify;"><font size="2">E&#39; giusto che la parola barbarie abbia un significato cos&igrave; relativo?</font></p>
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		<title>Intermezzo</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Cannova</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itaca]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 62 - 1 Agosto 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Itaca Romanzo a puntate Intermezzo Ovvero: come m&#39;&#232; venuta quest&#39;idea balorda? Mi ritrovo ormai intrappolato, io il signor Cannova, persona di tutto rispetto, a scrivere questo Itaca, romanzo a puntate. Vi dico la verit&#224;: la colpa &#232; tutta di Angelo Valenza. Conoscerete il signor Valenza per i suoi articoli qui sull&#39;Arengo, sto parlando proprio di [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/intermezzo/">Intermezzo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>  <font face="Lucida Calligraphy, cursive"><font style="FONT-SIZE: 28pt" size="6">Itaca</font></font> </p>
<p><font face="Bookman Old Style, serif"><font size="1"><i>     Romanzo a puntate</i></font></font></p>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="center"><font face="Bradley Hand ITC, cursive"><font size="5"><i><b>Intermezzo</b></i></font></font></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="center"><font face="Blackadder ITC, fantasy"><i>O</i></font><font face="Bookman Old Style, serif"><font size="2"><i>vvero: come m&#39;&egrave; venuta quest&#39;idea balorda? </i></font></font></div>
<div style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="center"></div>
<div style="TEXT-INDENT: 0.5cm; MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="3"><font face="Bookman Old Style, serif">Mi ritrovo ormai intrappolato, io il signor Cannova, persona di tutto rispetto, a scrivere questo </font><font face="Bookman Old Style, serif"><i>Itaca</i></font><font face="Bookman Old Style, serif">, romanzo a puntate. Vi dico la verit&agrave;: la colpa &egrave; tutta di Angelo Valenza. Conoscerete il signor Valenza per i suoi articoli qui sull&#39;Arengo, sto parlando proprio di lui. Io ero poco capace d&#39;intendere, quando m&#39;ha proposto un romanzo d&#39;appendice, e in quest&#39;incapacit&agrave; m&#39;incontro casualmente con un altro personaggio ch&#39;&egrave; poi il secondo colpevole di questo fatto di pubblicare una roba cos&igrave;.</font></font></div>
<div style="TEXT-INDENT: 0.5cm; MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="3"><br /></font></div>
<div style="TEXT-INDENT: 0.5cm; MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="3" face="Bookman Old Style, serif">Questo secondo personaggio, siciliano pure lui, questo qui lavora in una casa editrice anche piuttosto conosciuta italiana, una grande casa editrice, quella casa editrice che pubblica Giorgio Faletti, per intenderci. Questo qui io gl&#39;avevo dato da leggere un mio vecchio romanzo, dopo qualche settimana gliel&#39;ho trovato sul comodino pieno di polvere. Mi ha confessato di aver letto solo gli attacchi, sfogliato qua e l&agrave;. Tu scrivi per un lettore troppo colto &#8211; mi ha detto poi una mattina &#8211; &#8230;devi pensare al camionista. </font></div>
<div style="TEXT-INDENT: 0.5cm; MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="3" face="Bookman Old Style, serif">Questo della casa editrice, una casa editrice anche importante in Italia, lui il suo consiglio &egrave; di evitare le subordinate, evitare le chiuse, scrivere insomma peggio che in terza elementare.</font></div>
<div style="TEXT-INDENT: 0.5cm; MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="3"><br /></font></div>
<div style="TEXT-INDENT: 0.5cm; MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="3"><font face="Bookman Old Style, serif">Allora mentre che riflettevo e rimuginavo sulla questione del camionista, mi ritrovo Angelo Valenza che mi viene fuori con l&#39;idea del romanzo a puntate. Gi&agrave; mi studiavo una strategia per dividere in capitoli di due pagine un mio romanzo breve, </font><font face="Bookman Old Style, serif"><i>La Scienza dello Zaino</i></font><font face="Bookman Old Style, serif"> si chiama, quando in via del Pratello (via che mi pento sempre d&#39;imboccare) incontro questo della casa editrice, quella casa editrice che pubblica Giorgio Faletti e se vogliamo dirla tutta anche Enrico Brizzi &#8211; io adesso non mi vorrei mettere in mezzo tra questi due pilastri della letteratura italiana che scrivono magari con un&#39;idea ben chiara del camionista e per lui trovano l&#39;ispirazione &#8211; ma pur sempre m&#39;&egrave; rimasto il dubbio: che cosa leggono, in verit&agrave;, i camionisti? io quelli che ho incontrato con l&#39;autostop ci vorrebbe un&#39;immaginazione sfondata a pensarli leggere un libro. Ce n&#39;era uno in Turchia ad esempio, con questo abbiamo passato un&#39;ora e mezzo &#8211; un&#39;ora e mezzo &#8211; a nominare gli organi sessuali e le svariate pratiche, per via ch&#39;era curioso di saperne la traduzione italiana, allora gli mostravo l&#39;indice e dicevo </font><font face="Bookman Old Style, serif"><i>cazzo</i></font><font face="Bookman Old Style, serif">, con l&#39;altra mano univo la punta dell&#39;indice con la punta del pollice e dicevo </font><font face="Bookman Old Style, serif"><i>fica</i></font><font face="Bookman Old Style, serif">, quando poi mettevo l&#39;indice ben diritto nell&#39;altre due dita era un&#39;apoteosi, una risata di mezzo minuto. Potevo ripetere questa mimica all&#39;infinito, l&#39;effetto era sempre lo stesso: una risata di mezzo minuto. Racconto questo aneddoto turco nel caso ci siano camionisti a leggere l&#39;Arengo, anche perch&eacute; un consiglio di uno che lavora in una grande casa editrice che pubblica Giorgio Faletti, un consiglio suo non bisognerebbe sprecarlo.</font></font></div>
<div style="TEXT-INDENT: 0.5cm; MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="3"><br /></font></div>
<div style="TEXT-INDENT: 0.5cm; MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="3"><font face="Bookman Old Style, serif">Un altro consiglio che mi ha dato questo qui della congiura dei siciliani, quella sera in via del Pratello che Angelo Valenza mi ha proposto il romanzo a puntate e camminavo riflettendo sui camionisti e pensavo a come smembrare </font><font face="Bookman Old Style, serif"><i>La Scienza dello Zaino </i></font><font face="Bookman Old Style, serif">e in via del Pratello me l&#39;incontro cos&igrave; all&#39;improvviso, un altro consiglio suo &egrave; stato di pubblicare invece qualcosa di nuovo, che scrivo mese per mese. Io c&#39;avevo questo abbozzo di </font><font face="Bookman Old Style, serif"><i>Itaca</i></font><font face="Bookman Old Style, serif"> che era gi&agrave; sulla via della dimenticanza, l&#39;ho fatto leggere al signor Valenza e sono rimasto incastrato. Avevo scritto solo i primi dieci capitoli e non avevo idea di come andare avanti. E poi non avevo mai scritto una roba del genere. </font></font></div>
<div style="TEXT-INDENT: 0.5cm; MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="3"><br /></font></div>
<div style="TEXT-INDENT: 0.5cm; MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="3"><font face="Bookman Old Style, serif">Qualche giorno fa gliel&#39;ho detto, a quello della casa editrice importante italiana, che ho seguito il suo consiglio. Era stravolto per l&#39;uscita del nuovo romanzo di Faletti </font><font face="Bookman Old Style, serif"><i>Io sono Dio</i></font><font face="Bookman Old Style, serif">, un titolo in rima &#8211; e quando esce un nuovo libro di Faletti c&#39;&egrave; assai da lavorare &#8211; era stravolto e mi ascoltava appena, per&ograve; mi ha detto </font><font face="Bookman Old Style, serif"><i>bravo</i></font><font face="Bookman Old Style, serif">. Nient&#39;altro. Io da quel giorno che lui m&#39;ha detto </font><font face="Bookman Old Style, serif"><i>bravo</i></font><font face="Bookman Old Style, serif"> dopo ho avuto una certa vergogna a parlarne con qualcun altro, di </font><font face="Bookman Old Style, serif"><i>Itaca</i></font><font face="Bookman Old Style, serif">. Per una settimana mi sono nascosto, non si sa mai che qualcuno mi riconosce in strada come il famoso scrittore che pubblica </font><font face="Bookman Old Style, serif"><i>Itaca </i></font><font face="Bookman Old Style, serif">a puntate sull&#39;Arengo del Viaggiatore. Il primo con cui mi sono confidato &egrave; un vecchio amico, Andr&egrave; Cach&ograve;t, un francese trapiantato a Corigliano del Capo e al momento espiantato in Bolivia. Una sera sono entrato in un locutorio pakistano e gli ho telefonato in intercontinentale al prezzo di un pacchetto di tabacco da 25 grammi. </font><font face="Bookman Old Style, serif"><i>Itaca</i></font><font face="Bookman Old Style, serif">? &#8211; mi fa &#8211; &#8230;ti sei messo a scrivere dei libri commerciali? Quanto ti pagano? &#8211; ho messo gi&ugrave; la cornetta, sono uscito, mi sono seduto s&#39;un gradino nella piazza Verdi e ho pianto, consolato dai punk. Un senegalese morto di fame che vende i fazzoletti per via Petroni solo a guardarmi in faccia mi ha augurato buona fortuna, lui a me. Come ciliegina sulla torta, quando sono tornato a casa c&#39;era una lettera della correttrice di bozze, un e-mail: </font><font face="Bookman Old Style, serif"><i>&#39;</i></font><font face="Bookman Old Style, serif">Un folle venuto a sconvolgere il mio austero ecosistema fatto di rigide strutture grammaticali</font><font face="Bookman Old Style, serif"><i>&#39; </i></font><font face="Bookman Old Style, serif">- a questa maniera mi nominava nella lettera, e mi accorgo che in un articolo su </font><font face="Bookman Old Style, serif"><i>Huckleberry Finn</i></font><font face="Bookman Old Style, serif"> e </font><font face="Bookman Old Style, serif"><i>The Catcher in the Rye</i></font><font face="Bookman Old Style, serif"> m&#39;&egrave; stato corretto un due punti e sostituito con una virgola, nel finale. Era troppo, per me. Io Cannova, persona di tutto rispetto. </font></font></div>
<div style="TEXT-INDENT: 0.5cm; MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="3"><br /></font></div>
<div style="TEXT-INDENT: 0.5cm; MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="3" face="Bookman Old Style, serif">Bene: adesso che sappiamo tutti come sono andate le cose e come gira storto il mondo, andiamo avanti con questo banchetto di Tindaro e quel mafiosetto di Agamennone e la sua federazione achea, ch&#39;&egrave; un momento cruciale per la storia dell&#39;umanit&agrave; e noi qui a gingillarci e perder tempo.</font></div>
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		<title>La cruna dell&#039;ago. Craxi, il Partito Socialista e la crisi della Repubblica</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tobia Desalvo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 62 - 1 Agosto 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Condotto con gli strumenti della ricerca storiografica, il percorso lungo il quale ci conducono Simona Colarizi e Marco Gervasoni parte dagli anni Settanta e arriva sulla soglia della cruna dell&#39;ago che si spezza occludendo il sottile passaggio che avrebbe potuto innovare l&#39;Italia di fronte al passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica. La storia si addentra [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/la-cruna-dellago-craxi-il-partito-socialista-e-la-crisi-della-repubblica/">La cruna dell&#39;ago. Craxi, il Partito Socialista e la crisi della Repubblica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Verdana"><font size="2">Condotto con gli strumenti della ricerca storiografica, il percorso lungo il quale ci conducono Simona Colarizi e Marco Gervasoni parte dagli anni Settanta e arriva sulla soglia della cruna dell&#39;ago che si spezza occludendo il sottile passaggio che avrebbe potuto innovare l&#39;Italia di fronte al passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica.</p>
<p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Verdana"></p>
<p><font size="2"> </font></p>
<p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Verdana"><font size="2">La storia si addentra nei meandri della politica del Partito Socialista, la cui strategia unitaria del segretario De Martino aveva portato ai minimi storici, dagli anni &#39;70 quando al Midas l&#39;ala autonomista di Craxi raggiunge la segretaria, lungo gli anni &#39;80 del Governo fino al drammatico epilogo dei primi anni &#39;90.</p>
<p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Verdana"></p>
<p><font size="2"> </font></p>
<p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Verdana"><font size="2">La rilettura dei testi degli interventi, dei documenti congressuali, degli articoli di giornale consentono agli autori di mostrarci come il piglio decisionista di Bettino cominci da una coraggiosa revisione ideologica, che anticipa con acuta lungimiranza il crollo del comunismo per implosione, e si compia negli anni successivi del Governo.</p>
<p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Verdana"><font size="2">E&#39; il racconto di una politica fiera di s&eacute;, generosa nei suoi slanci intellettuali quanto cinica nelle lotte di potere, che si afferma con i grandi successi del Craxi di Governo, dalla brillante soluzione della crisi di Sigonella, alla revisione dei Patti Lateranensi, alla vittoria bruciante per i comunisti del referendum sulla scala mobile, fondati su un&#39;agenda politica ancora attuale, che si occupa del nuovo mondo del lavoro, di una politica estera nazionale ed autonomia e pone per prima il tema di quella riforma istituzionale che registrer&agrave; negli anni a noi pi&ugrave; recenti solo la pochezza di successivi fallimenti.</p>
<p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Verdana"></p>
<p><font size="2"> </font></p>
<p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Verdana"><font size="2">Ai successi fanno da contrappeso i limiti che conosce l&#39;azione di Governo, dal dilatarsi della decretazione d&#39;urgenza, alla personalizzazione del partito nel leader, all&#39;incapacit&agrave; di sfondare nell&#39;elettorato per cambiare i rapporti di forza con i comunisti, fino all&#39;accordo del CAF, che esaurisce la spinta progressista e alternativa del progetto craxiano rendendolo incapace di resistere nell&#39;opinione pubblica all&#39;aggressione dei giudici e dei media. Con il paradossale risultato che il crollo del Muro di Berlino che sancisce la vittoria storica e definitiva del socialismo democratico e liberale sul comunismo, risulta esiziale per il PSI la cui forza non &egrave; all&#39;altezza delle proprie ragioni.</p>
<p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Verdana"></p>
<p><font size="2"> </font></p>
<p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Verdana"><font size="2">E&#39; il libro adatto per chi non si accontenta di subire la storia, ma vuole rileggerla per vivere il presente con la consapevolezza dei torti e delle ragioni che hanno contraddistinto l&#39;Italia di 20 anni fa.</p>
<p></font></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2009/08/la-cruna-dellago-craxi-il-partito-socialista-e-la-crisi-della-repubblica/">La cruna dell&#39;ago. Craxi, il Partito Socialista e la crisi della Repubblica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></content:encoded>
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