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	<title>L&#039;Arengo del Viaggiatore &#187; Numero 66 &#8211; 1 Febbraio 2010</title>
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	<description>Rivista di libero pensiero</description>
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		<title>L&#039;America &#232; malata</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bigongiali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 66 - 1 Febbraio 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia con particolare riguardo all&#39;alimentazione, al vestiario, all&#39;abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari. Dichiarazione universale dei diritti umani, Parigi 10 dicembre 1948. Argomento attorno al quale gravitano i media [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2010/02/lamerica-malata/">L&#39;America &egrave; malata</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: right; font-style: italic; font-family: Verdana;"><font size="2">Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia con particolare riguardo all&#39;alimentazione, al vestiario, all&#39;abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari.<br /></font></div>
<div style="text-align: right; font-family: Verdana;"><font size="2">Dichiarazione universale dei diritti umani, Parigi 10 dicembre 1948.<br /></font></div>
<div style="text-align: justify; font-family: Verdana;"><font size="2">Argomento attorno al quale gravitano i media di tutto il mondo, Obama ne ha fatto &#8211; non a caso &#8211; uno dei suoi cavalli di battaglia. Ma perch&eacute;, da una trentina d&#39;anni, la riforma sanitaria &egrave; tra le issues al centro delle campagne presidenziali statunitensi?</p>
<p>Gli Stati Uniti d&#39;America costituiscono un&#39;eccezione nel mondo industrializzato (se non si tiene conto della Cina), con un sistema sanitario non universale che lascia senza copertura pi&ugrave; del 15%(1) della popolazione &#8211; 46 milioni di persone, di cui quasi 8 sono bambini.<br />Apparentemente sorprendente, se si pensa che la spesa pubblica destinata alla sanit&agrave; costituisce il 7% (2) del Pil, esattamente come nel sistema italiano.<br />Ma una differenza salta all&#39;occhio: mentre nello stivale la spesa privata (sostenuta da cittadini e assicurazioni) &egrave; circa il 2% del Pil, oltreoceano schizza a pi&ugrave; dell&#39;8%.<br />2,4(3) trilioni di dollari spesi ogni anno. Che equivalgono pi&ugrave; o meno alla somma delle spese destinate a cibo, vestiario e difesa nazionale.<br />Quale beneficio gli americani ricevono da questi 2.4 trilioni, che rappresentano un sesto dell&#39;economia nazionale e la pi&ugrave; alta spesa mondiale per la sanit&agrave;?</p>
<p>Le fonti di copertura assicurativa, nel sistema statunitense, sono:</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Medicare</span> (che copre circa il 14,3%(4) della popolazione): &egrave; uno dei due programmi pubblici di assicurazione, istituito nel 1965 dal presidente democratico Johnson, in un clima di grande tensione e attenzione attorno al tema dei diritti umani. Copre circa 37 milioni di anziani (over 65) e 7 milioni di non anziani disabili o con gravi malattie.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Medicaid</span> (14,1% della popolazione): &egrave; l&#39;altro programma pubblico, e fornisce assistenza alle fasce povere. Inizialmente limitato a famiglie a basso reddito con figli a carico e ad alcune fasce di anziani poveri e disabili, oggi copre anche le donne incinte e i bambini di famiglie con salario medio-basso.<br />A differenza di Medicare, che risponde a standard federali, prevede per ogni stato la possibilit&agrave; di determinare propri criteri di idoneit&agrave; e modalit&agrave; di copertura all&#39;interno di parametri piuttosto ampi.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Datori di lavoro</span> (58,5% della popolazione): garanzia ottenuta dai sindacati dell&#39;auto nel 1950, con un memorabile contratto di lavoro strappato a General Motors, Ford e Chrysler, &egrave; diventata nel tempo la pratica pi&ugrave; comune di medie e grandi imprese.<br />Malgrado ci&ograve;, oltre a non essere obbligatoria, presenta forti limiti per il lavoratore, che non ha possibilit&agrave; di scelta tra i diversi piani assicurativi (per cui, le imprese pi&ugrave; piccole in genere offrono coperture ridotte) e ne rimane scoperto nel caso in cui perda il posto di lavoro: se cambia occupazione, quando va pensione o &#8211; per l&#39;appunto &#8211; per motivi di salute.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Polizze assicurative individuali</span> (8,9% della popolazione): acquistabili a titolo personale, prevedono varie tipologie di piano, molto diverse tra loro. <br />Le compagnie assicurative, prima di stipulare la polizza, si riservano di valutare i rischi di salute del candidato: pratica che pu&ograve; comportare l&#39;adattamento dei premi ai singoli casi (pertanto, chi ha o potrebbe avere maggiori problemi di salute sottoscrive premi pi&ugrave; costosi) o il rifiuto della copertura, nel caso in cui, per esempio, un malato grave non sia in grado di sostenere costi elevati. Alcuni stati, per fortuna, proibiscono o limitano queste pratiche. </p>
<p><span style="font-weight: bold;">Altre fonti</span> (4% della popolazione): includono le forze armate, le universit&agrave; e altre organizzazioni minori di vario tipo.</p>
<p>Preme precisare che la somma delle suddette percentuali (99,8%) non corrisponde al totale della popolazione assicurata, poich&eacute; comprende anche chi usufruisce di pi&ugrave; tipi di copertura.</p>
<p>Poniamo allora di essere uno statunitense bisognoso di servizi medici. Quali sono gli ostacoli che impedirebbero una cura adeguata della nostra salute?<br />Il fardello pi&ugrave; pesante, per il cittadino assicurato, &egrave; &#8211; oltre a un limitatissimo margine di scelta della polizza, e al rischio costante di perdere l&#39;assicurazione sul lavoro &#8211; il metodo di rimborso dei servizi a pagamento. Con il fee-for-service payment, infatti, gran parte delle societ&agrave; assicurative (sia pubbliche che private) stilano liste di medici e ospedali presso i quali i pazienti possono curarsi giovando della copertura assicurativa. Se ci si vuole curare altrove, si pu&ograve; farlo, ma senza copertura. In questo caso, si paga il medico per la prestazione e poi si fa richiesta di rimborso alla compagnia assicurativa. Nel caso in cui la tariffa della polizza non sia sufficiente a finanziare il servizio fruito, il paziente &egrave; responsabile del saldo della differenza.<br />Pertanto, affinch&eacute; medici e case farmaceutiche percepiscano guadagni netti pi&ugrave; alti, si crea una spirale perversa per cui le tariffe sui servizi e i prezzi dei medicinali aumentano continuamente, svuotando le tasche dei cittadini &#8211; e dello Stato.</p>
<p>Malgrado il funzionamento malsano dei rimborsi, assicurazione medica &egrave; diventato sinonimo di cura sanitaria, poich&eacute; chi non &egrave; assicurato non ha accesso a livelli di cura dignitosi, e talvolta neanche basilari.<br />La principale motivazione di chi non sottoscrive una polizza, infatti, &egrave; che non &egrave; in grado di farlo: &egrave; vero che esistono fasce sociali &#8211; i giovani benestanti, in primis &#8211; che non avvertono nella malattia un rischio reale e decidono di non tutelarsi, ma &egrave; pur vero che i non assicurati sono soprattutto persone a basso reddito che per qualche motivo non rientrano nel programma Medicaid (perch&eacute;, per esempio, non hanno figli a carico). Per loro, ottenere una copertura dai datori di lavoro &egrave; pi&ugrave; difficile, perch&eacute; le aziende con pi&ugrave; dipendenti poco retribuiti hanno meno interesse a proteggerne il benessere.<br />Cos&igrave;, davanti a polizze sempre pi&ugrave; costose, solo un 20% di chi non ha altre coperture assicurative sceglie di farsene carico. I pi&ugrave; poveri ne restano necessariamente esclusi, e il loro numero &egrave; in continua crescita: si stima che nel 2019 i non assicurati potranno arrivare a essere 54(5) milioni.</p>
<p>La gravit&agrave; del problema &egrave; pi&ugrave; chiara se si evidenzia che un non assicurato consuma in media tra il 30 e il 50%(6) in meno di servizi rispetto a un cittadino tutelato da una qualche forma di assicurazione. Ed &egrave; ancor pi&ugrave; evidente se ci si rende conto, in modo anche molto ovvio, che chi fa meno prevenzione si ammala pi&ugrave; facilmente e se, una volta scoperta la malattia, non &egrave; in grado di sostenere i costi delle cure, si trova in una situazione che definire dolorosa &egrave; a dir poco eufemistico.</p>
<p>Perch&eacute;, allora, la questione sanitaria non &egrave; ancora stata risolta?<br />A questo punto, restano pochi dubbi: basta capire dove finiscono i 2,4 trilioni di dollari annuali. Ripartiti fra le lobby delle assicurazioni e del farmaco, gestori di un mercato sempre pi&ugrave; grande che alimenta il patrimonio nelle bisacce dei potenti. Interessati al mantenimento dello status quo, negli ultimi decenni i gruppi capitalistici hanno determinato le scelte politiche delle amministrazioni, che hanno rinunciato a sciogliere il nodo del problema.</p>
<p>Almeno fino ad oggi, perch&eacute; il continuo aumento dei costi per la sanit&agrave; &egrave; diventato insostenibile anche per le grandi imprese. Con la crisi del settore automobilistico degli anni &#39;70, infatti, mentre progressivamente incrementava il numero dei pensionati, si ridimensionava quello degli operai.<br />
Il cuore del problema &egrave; che in Europa le spese assistenziali vengono distribuite, attraverso lo Stato, su tutta l&#39;economia nazionale, mentre negli Stati Uniti gravano sulla singola impresa. Si &egrave; allora messo in moto un meccanismo autodegenerativo, accentuato dall&#39;ultima crisi economica, per cui i tagli all&#39;occupazione fanno s&igrave; che sempre meno operai sostengano il costo del welfare per un numero sempre maggiore di pensionati. Nel frattempo, poich&eacute; i premi assicurativi continuano a lievitare, le imprese tendono a tagliare gli organici per contenere le spese. Una catena senza fine il cui unico risultato &egrave; un grave danno alla competitivit&agrave; industriale americana.</p>
<p>E&#39; questo, dunque, il momento in cui si apre la partita della riforma sanitaria. Da Obama ci si attende un risultato quanto meno apprezzabile, ma le difficolt&agrave; sono molte. Soprattutto ora che il seggio occupato per 46 anni da Ted Kennedy passa al repubblicano Scott Brown e lo lascia senza maggioranza qualificata al Senato. Il presidente della speranza si trova a dover cercare un delicato equilibrio che garantisca agli americani un tenore di vita decoroso, ma non induca a un ostruzionismo cieco i gruppi d&#39;interesse. Un compromesso &egrave; necessario, insomma. Se andr&agrave; a vantaggio o a scapito dei cittadini, questo &egrave; tutto ancora da vedere.</p>
<p>(1) &#39;Key Issues in Analysing Major Health Insurance Proposals&#39;, Congress of the United States, Congressional Budget Office, 2008, p. 1; 11<br />(2) &#39;L&#39;auto americana rallentata dal welfare&#39;, Lotta Comunista, Maggio 2009, N. 465, p. 11<br />(3) &#39;Health Care Reform: The Perils of Inaction and the  Promise of Effective Action&#39;, Business Roundtable, 2009, p. 3<br />(4) &#39;Income, Poverty, and Health Insurance Coverage in the United States: 2008&#39;, U.S. Census Bureau, 2009, p. 59<br />(5) &#39;Key Issues in Analysing Major Health Insurance Proposals&#39;, Congress of the United States, Congressional Budget Office, 2008, p. 1<br />(6) Ibidem, p. 14<br /></font></div>
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		<title>Una piazza per Craxi o una via d&#039;uscita per i craxiani?</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Manaresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 66 - 1 Febbraio 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Una doverosa premessa: fare qui una semplice disamina degli elementi critici e illeciti che hanno caratterizzato la vita di Craxi rischierebbe di essere inutile e ripetitivo. La gran parte dei quotidiani liberali hanno in questi giorni impegnato molte pagine in una ricostruzione storica dettagliata di quello che &#232; stato lo scandalo di Mani Pulite e [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2010/02/una-piazza-per-craxi-o-una-via-duscita-per-i-craxiani/">Una piazza per Craxi o una via d&#39;uscita per i craxiani?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Una doverosa premessa: fare qui una semplice disamina degli elementi critici e illeciti che hanno caratterizzato la vita di Craxi rischierebbe di essere inutile e ripetitivo. La gran parte dei quotidiani liberali hanno in questi giorni impegnato molte pagine in una ricostruzione storica dettagliata di quello che &egrave; stato lo scandalo di Mani Pulite e del ruolo che nel sistema di Tangentopoli svolgeva il PSI e Craxi che ne era il leader. Altri hanno mostrato i limiti della politica craxiani prima dello scoppio dello scandalo, negli anni &#39;80. Per chi fosse interessato a questi elementi riporto in appendice a questo articolo un elenco di inchieste, editoriali, articoli di cronaca che raccontano le malefatte di Bettino Craxi in modo circostanziato e dettagliato. Il mio scopo non &egrave; quindi di aggiungere una voce flebile al lavoro gi&agrave; fatto con maggiore preparazione da altri. Vorrei qui piuttosto cercare di parlare a coloro che di quegli anni hanno una visione diversa, a chi vede in Craxi uno statista, e vorrebbe che l&#39;Italia gli garantisse un riconoscimento. Sono tanti, forse non la maggioranza, ma comunque una folta congerie di uomini, di donne, di coscienze comunque civili. Per parlare ad essi si deve innanzitutto cercare di capire il perch&egrave; delle loro idee, qual&#39;&egrave; la giustificazione profonda, emotiva, che li spinge ad avere la loro visione della Storia recente. </p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify">Vorrei partire con una metafora, che potrebbe sembrare straniante. Tutti noi sappiamo che in un rapporto di coppia ha legittimit&agrave; di esistenza anche il tradimento, nel senso che nell&#39;amore tra due partner pu&ograve; anche emergere il luogo (di breve o lunga durata) dell&#39;adulterio. Tutti noi lo sappiamo, e credo che sappiamo anche che la regola non scritta in un rapporto non sia tanto quella di non tradire, quanto piuttosto quella di non rivelare al partner il proprio tradimento. Perch&egrave; se cos&igrave; fosse la reazione necessaria da parte del tradito sarebbe una sola: la rottura del rapporto di coppia. Eppure, nonostante necessaria, questa reazione di rottura da parte del tradito &egrave; spesso difficile. E&#39; al punto difficile che si cerca di perdonare ci&ograve; che noi sappiamo intimamente essere imperdonabile. Ma talvolta il perdono non &egrave; una strada percorribile. Questo &egrave; il caso di coloro che si rendono conto che il loro partner li ha traditi o gli ha fatto del male a loro insaputa per lungo tempo.</p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify">Io credo che un leader politico, un leader vero, di quelli che capitano raramente, debba essere dotato di un carisma che non nasce soltanto dalle sue abilit&agrave; politiche, ma da una capacit&agrave; unica di creare un rapporto di amore con il proprio popolo. Questi leader sono rari, ma non rarissimi: nella nostra storia anche recente ne abbiamo conosciuti diversi. Lo era Enrico Berlinguer; lo era stato, dalla parte opposta, Benito Mussolini; lo era stato a suo modo anche Sandro Pertini; e lo &egrave; oggi Silvio Berlusconi. Negli anni &#39;80, accanto all&#39;ultimo Berlinguer, &egrave; emersa la figura carismatica di Bettino Craxi. E Bettino Craxi &egrave; riuscito a creare in una larga quota di Italiani un amore verso di lui, basato sul rispetto. Con lui il partito socialista ha sfondato il 14% dei voti, ma ancora di pi&ugrave;, aldil&agrave; di coloro che lo votavano, vi era una stima ed un rispetto diffuso, che avevano consentito la sua nomina a Presidente del Consiglio. </p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify">Questo amore &egrave; vivo ancora oggi in tanti, ma per quasi tutti, esso ha convissuto per molti anni con il sentimento dell&#39;essere traditi. E proprio per il tradimento dell&#39;amore che il suo popolo gli aveva riservato &egrave; morto, almeno politicamente, Bettino Craxi. Non infatti &egrave; tanto per gli illeciti penali che ha commesso che &egrave; nato quel sentimento popolare che ha portato <a href="http://www.youtube.com/watch?v=2lOrwLu8sjA">folle di persone a inveirgli contro e a lanciargli monetine</a>. Questa rabbia &egrave; nata dall&#39;idea che colui a cui era stata garantita fiducia aveva finito col tradirla, per motivi personali e truffaldini. Al solo fine del rafforzamento del potere personale egli aveva sostenuto e ampliato un sistema criminale che stava lentamente soffocando la vita civile ed economica italiana. Questo sistema era tangentizio nel Nord Italia, massone e papista nel Centro, e mafioso nel Sud. La presa di coscienza del ruolo di Craxi in tale sistema ha rappresentato uno shock per i suoi sostenitori.</p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify">
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify">A questo shock si &egrave; sommato l&#39;odio di chi, invece, i caratteri di questo sistema li aveva gi&agrave; compresi e da tempo stava cercando di combatterlo. Tutti coloro che avevano colto nelle parole di Berlinguer (e ancora <a href="http://www.youtube.com/watch?v=7TjKlQD_Xt4">qua</a>) un ammonimento rispetto a cosa <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pentapartito">il pentapartito</a> stava creando, erano adesso uniti nella speranza di poter finalmente dare una scossa alla vita politica italiana. La morte nel cuore dei sostenitori di Craxi e la rabbia vociante di coloro che gi&agrave; lo avevano riconosciuto per ci&ograve; che era ha aperto una voragine, all&#39;interno del quale sono caduti tanti, lui compreso. Purtroppo sappiamo com&#39;&egrave; andata a finire: quella voragine si &egrave; rapidamente chiusa, il potere ha presto ricostituito le basi su cui poggiarsi (il potere televisivo, il populismo, i legami con la criminalit&agrave; organizzata), eppure per lungo tempo i protagonisti di quell&#39;ultimo decennio di Prima Repubblica sono rimasti chiusi all&#39;inferno dove la coscienza collettiva li aveva messi. </p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify">Il nuovo potere, quello che si &egrave; creato all&#39;indomani di Tangentopoli, si propone oggi di riaprire quella caverna per rialzare nell&#39;Olimpo dei giusti molti di quegli attori del passato. E&#39; successo con Andreotti, &egrave; successo con i vari De Mita e Martelli, e adesso sta per succedere per la pi&ugrave; pesante delle figure che sono state condannate dalla societ&agrave; venti anni fa: Bettino Craxi.</p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify">Ed &egrave; naturale che oggi tanti di coloro che un tempo lo avevano sostenuto sentano il bisogno di ottenere per lui un riconoscimento, un riconoscimento che dica finalmente che Bettino Craxi non deve stare all&#39;inferno. Si accontenterebbero anche di un Purgatorio, gli basterebbe forse mandarlo nel Limbo, solo sapere che la Repubblica Italiana non lo condanna, che loro stessi non si devono ritenere cos&igrave; colpevoli. Potr&agrave; sembrare paradossale cercare una ragione sentimentale alla base delle idee di molti di coloro che chiedono a gran voce un riconoscimento toponomastico. </p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify">Dialogando con alcuni di loro, qualche giorno fa, ho ricevuto la domanda provocatoria: &ldquo;Che cos&#39;&egrave; in fondo una via? Una via &egrave; stata intitolata a tante persone che sono certo state spietate, assassine, ladre. Per esempio, quante vie in Italia sono intitolate a Cavour. Pensi forse che Camillo Benso fosse una persona tanto onesta e proba? Sar&agrave; stato un politico come gli altri!&rdquo; Il mio primo istinto &egrave; stato quello di cercare notizie su Cavour, e va detto che la ricerca non &egrave; stata infruttuosa: l&#39;articolo che potete leggere a questo link mostra come in effetti Cavour <span style="FONT-STYLE: normal">fosse </span><i>veramente</i><span style="FONT-STYLE: normal"> una persona proba ed onesta, oltre ad essere un politico senza scrupoli (ma quello, diciamo, era il suo business: non commetteva reati!).</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><span style="FONT-STYLE: normal">In fondo, per&ograve;, il mio interlocutore aveva ragione: una strada non &egrave; niente. Non cambier&agrave; le coscienze degli individui, ed il loro eventuale rispetto per lo Stato e la Repubblica. N&egrave; probabilmente riuscir&agrave; a far cambiare idea a chi la pensa in una maniera su Tangentopoli e a chi la pensa in un&#39;altra: una strada non vale niente. Ma &egrave; importante per chi ha bisogno di salvare il proprio passato attraverso di essa. In verit&agrave; il cuore pi&ugrave; genuino di chi oggi chiede una strada per Craxi &egrave; nella nevrosi di sua figlia: Stefania Craxi</span><span style="FONT-STYLE: normal">. Una donna che ha </span><i>bisogno</i><span style="FONT-STYLE: normal"> di vedere giustizia per suo padre, perch&egrave; in realt&agrave; per lei questo sarebbe un modo per ottenere giustizia per la propria coscienza. E questo &egrave; il cuore di chi vuole intitolare una strada a Craxi. Il cuore che pulsa in tanti vecchi socialisti e tante persone che sono, per un motivo od un altro, legate alle figure della Prima Repubblica. Eppure questo cuore non &egrave; certo la maggioranza di coloro che sostengono la toponomastica craxiana. La gran parte del belare di voci in favore dell&#39;intitolazione &egrave; in realt&agrave; mosso da altre motivazioni: &egrave; il cuore dei berlusconiani</span><span style="FONT-STYLE: normal">, i discepoli del </span><i>nuovo </i><span style="FONT-STYLE: normal">leader, che vedono nella redenzione di Craxi una garanzia di nuovo potere e di maggiore predominio. Vedono ci&ograve; perch&egrave; ad opporsi a loro, cos&igrave; come ad opporsi ai craxiani genuini, vi sono coloro che non hanno sopportato Craxi e tantomeno sopportano oggi Berlusconi.</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><span style="FONT-STYLE: normal">E proprio per evitare che i craxiani di accatto, gli opportunisti, i berlusconiani, abbiano oggi vittoria, &egrave; necessario che il popolo degli anti-craxiani sia in grado di andare aldil&agrave; degli slogan e del tifo da stadio e guardare nel cuore di coloro che si oppongono alle nostre idee e capire le loro ragioni pi&ugrave; personali, pi&ugrave; emotive. Solo con il dialogo e con la ragione possiamo impedire che Craxi si trasformi da malfattore conclamato a primo martire dell&#39;era berlusconiana.</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><span style="FONT-STYLE: normal"></span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><span style="FONT-STYLE: normal">&#8212;&#8212;-</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><span style="FONT-STYLE: normal">Piccola (incompleta) bibliografia sugli anni di Craxi e la sua caduta:</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><span style="FONT-STYLE: normal">Tutto Craxi, tangente per tangente &#8211; di Marco Travaglio</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><span style="FONT-STYLE: normal">Le conseguenze economiche di Bettino Craxi &#8211; di Sandro Brusco </span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><span style="FONT-STYLE: normal">La storia di Craxi ha tanti capitoli, che non meritano un uguale giudizio &#8211; di Carmelo Palma</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><span style="FONT-STYLE: normal"><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/17-gennaio-2010/craxi-10anni-scomparsa.shtml?uuid=853f0e32-036c-11df-ba6a-816ac37e5d54&#038;DocRulesView=Libero&#038;correlato">Bettino Craxi nella storia anche con i suoi errori</a> &#8211; di Stefano Folli</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><span style="FONT-STYLE: normal">I consigli dalla latitanza di Craxi a Berlusconi &#8211; di Leo Sisti</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><span style="FONT-STYLE: normal"><a href="http://www.fdca.it/analisi/leoni_tangentopoli.htm">Tangentopoli: un tentativo di lettura strategica</a> &#8211; di Giancarlo Leoni (interessante articolo datato 1994!)</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2010/02/una-piazza-per-craxi-o-una-via-duscita-per-i-craxiani/">Una piazza per Craxi o una via d&#39;uscita per i craxiani?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Anno nuovo in Romagna</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fausto Desalvo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 66 - 1 Febbraio 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>da Rimini a Cesenatico, da Rembrandt al Presepio nel Museo Marinaro E&#8217; mio costume accompagnare mia moglie alle mostre importanti e riferire qui le mie impressioni: in questo quadro sono stato a Rimini alla mostra aperta fino a marzo dedicata a sessantacinque capolavori della pittura europea dal Cinquecento al Novecento provenienti da uno tra i [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2010/02/anno-nuovo-in-romagna/">Anno nuovo in Romagna</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-style: italic; font-weight: bold;">da Rimini a Cesenatico, da Rembrandt al Presepio nel Museo Marinaro</span></p>
<p>E&rsquo; mio costume accompagnare mia moglie alle mostre importanti e riferire qui le mie impressioni: in questo quadro sono stato a Rimini alla mostra aperta fino a marzo dedicata a sessantacinque capolavori della pittura europea dal Cinquecento al Novecento provenienti da uno tra i maggiori musei del mondo, il Museum of Fine Arts di Boston. La mostra, che&nbsp; ripercorre molte importanti scuole nazionali in Europa &egrave; allestita da Marco Goldin secondo un&rsquo;idea di continui e significativi accostamenti, ed &egrave; articolata in sei sezioni: Il sentimento religioso, La nobilt&agrave; del ritratto, L&#39;intimit&agrave; del ritratto, Nature morte, Interni, Il nuovo paesaggio.</p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">La visita mi ha provocato una strana sensazione: i pregevoli quadri sono europei e sono dello stesso livello di quelli custoditi nei nostri musei (per esempio mi ha colpito un normalissimo e da me molto apprezzato Canaletto), e perch&eacute; io li vedessi hanno attraversato l&rsquo;Oceano fino a Boston (dove testimoniano la nostra cultura) e da li ritornati in Europa e infine ritorneranno a casa, insomma una sensazione di sommo spreco di movimento. Per spiegarmi meglio una volta vidi una mostra di quadri di pittori americani che erano sbarcati in Italia per farsi vedere da noi: trovai logico portare la cultura americana a chi non pu&ograve; recarsi col&agrave;, ma questo via vai mi pare singolare.<br />Chi comunque desidera apprezzare questa prestigiosa esibizione pu&ograve; consultare il sito </font><a href="http://www.lineadombra.it"><font size="2" face="Verdana">www.lineadombra.it</font></a><font size="2" face="Verdana"> dove &egrave; possibile anche prenotare l&rsquo;ingresso ed evitare una discreta coda.<br />Se siete nel week end vi consiglio un salto alla vicina Cesenatico a vedere il Museo della&nbsp; Marineria estremamente curato nell&rsquo;architettura e nell&rsquo;esposizione, con esaurienti pannelli esplorativi.<br />Due sezioni: quella Terra ospita al centro un trabaccolo e un bragozzo &#8211; le due imbarcazioni protagoniste dell&#39;epopea della marineria a vela nell&#39;alto Adriatico &#8211; completamente attrezzate con le loro vele &quot;al terzo&quot;. Nella prima parte del percorso, dedicata alla &quot;struttura e costruzione&quot;, si possono toccare con mano i semplici materiali e le tecnologie con i quali l&#39;uomo ha navigato per millenni. Tra i pezzi esposti, una ruota da cordaio con la ricostruzione del suo funzionamento, e una bottega ottocentesca di carpenteria navale acquisita in blocco e riallestita dentro al museo. La seconda parte &egrave; dedicata a &quot;propulsione e governo&quot;: qui sono esposte ancore antiche e moderne, tra cui due relitti risalenti al XVII secolo. Seguono alcune installazioni didattiche dove si pu&ograve; misurare la propria abilit&agrave; con manovre, nodi e paranchi. Ampia parte &egrave; dedicata all&#39;evoluzione dell&#39;attrezzatura velica, mentre una serie di motori raccontano il passaggio dalle barche tradizionali agli scafi a motore.<br />Le dieci barche della Galleggiante, sempre visibile sul Canale disegnato da Leonardo, comprendono le diverse tipologie maggiormente utilizzate dalla marineria a vela nell&#39;alto Adriatico tra la fine dell&#39;Ottocento e la prima met&agrave; del Novecento: sono presenti infatti due trabaccoli da pesca (barchetti), tre bragozzi, una lancia, una paranza, un topo, una battana, e un trabaccolo da trasporto, sul quale in estate &egrave; possibile salire e visitare l&rsquo;ampia stiva di carico e le cabine. Io ho avuto la straordinaria fortuna di vederle popolate dal Presepio, dalla prima domenica di dicembre sino all&rsquo;Epifania, qui le statue dei personaggi del racconto evangelico si mescolano assieme alle figure del borgo marinaro, che rappresentano se stesse e i loro mestieri. Insieme alla Sacra Famiglia, possiamo vedere chi salpa o rammenda le reti, chi conduce le imbarcazioni, chi vende il pesce o il falegname che ripara il fasciame, al posto dei tradizionali pastori e delle pecorelle. Particolarmente suggestiva risulta l&rsquo;immagine riflessa delle luci e delle statue illuminate nell&rsquo;acqua del canale, Il presepio &egrave; un inno alla nascita di una nuova vita e come tale mi commuove anche se sono un ateo profondamente convinto.<br />Un cenno doveroso all&rsquo;Antiquarium dove sono esposti i reperti archeologici della zona e alla mostra temporanea &ldquo;Lo specchio del mare, carte dell&rsquo;Adriatico dal XVI&nbsp; al XIX secolo&rdquo; circa cinquanta carte, tutte provenienti dalla collezione del medico bolognese Marco Asta, dai primi esemplari del XVI secolo sino a giungere a met&agrave; Ottocento, quando la cartografia vede mutare le sue tecniche e procedimenti.<br />Per ulteriori informazioni, orari di visita ecc. </font><a href="http://www.museomarineria.eu"><font size="2" face="Verdana">www.museomarineria.eu</font></a><font size="2" face="Verdana"> </font></p>
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		<title>La calda ospitalit&#224; del sud</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Macri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 66 - 1 Febbraio 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Stranieri gambizzati, pestati con spranghe o investiti da auto.&#160;Non si placa la protesta della societ&#224; civile.[www.spinoza.it] Si &#232; gi&#224; scritto tanto sui cosiddetti fatti di Rosarno. Sono state formulate diverse interpretazioni un po&#8217; da tutti. Tra queste mi piace sottolineare quella di Enzo Ciconte, docente di Storia della criminalit&#224; organizzata a Roma Tre, che in [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2010/02/la-calda-ospitalit-del-sud/">La calda ospitalit&agrave; del sud</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: right; font-style: italic;"><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Stranieri gambizzati, pestati con spranghe o investiti da auto.</span><br style="font-family: Verdana;" /><span style="font-family: Verdana;">&nbsp;Non si placa la protesta della societ&agrave; civile.</span><br style="font-family: Verdana;" /><span style="font-family: Verdana;">[www.spinoza.it]</span></font></div>
<p></p>
<div style="text-align: justify; font-family: Verdana;"><font size="2">Si &egrave; gi&agrave; scritto tanto sui cosiddetti fatti di Rosarno. Sono state formulate diverse interpretazioni un po&rsquo; da tutti. Tra queste mi piace sottolineare quella di Enzo Ciconte, docente di Storia della criminalit&agrave; organizzata a Roma Tre, che in un&rsquo;intervista&nbsp; a &laquo;Il Fatto Quotidiano&raquo; sostiene che per andare alla radice della rivolta sia utile &laquo;analizzare i mutamenti economici della zona&raquo;.Se infatti &laquo;un tempo gli extracomunitari erano necessari per la raccolta degli agrumi [&hellip;] da un paio di anni a questa parte, grazie ai finanziamenti della Comunit&agrave; europea, conviene lasciarli sugli alberi, e poi farli marcire a terra. Tanto i soldi arrivano ugualmente&raquo;. Inoltre il professore calabrese attribuisce un ruolo fondamentale alle &rsquo;ndrine nella contro-reazione di Rosarno: queste avrebbero mandato cos&igrave; un segnale: &laquo;qui comandiamo noi, il territorio &egrave; nostro&raquo;. Gli africani invece avrebbero reagito perch&eacute; si era sparsa la voce dell&rsquo;uccisione di quattro di loro. Di tale notizia ne ho indirettamente la conferma in prima persona chiacchierando in un quartiere di Crotone con diversi &laquo;ospiti&raquo; del Centro di Permanenza Temporanea di Isola Capo Rizzuto; questi, citando come fonte alcuni immigrati che vivevano a Rosarno (e in seguito &laquo;trasferiti&raquo; al Cpt), dopo una settimana erano ancora decisamente convinti della morte di alcuni extracomunitari nell&rsquo;assurda battaglia del 7-8 gennaio.</p>
<p>Ma qui ora vorrei trattare dal punto di vista umano la vicenda, visto che di diritti umani (in questo caso violati) si parla in questo numero de L&rsquo;Arengo. Lo voglio fare seguendo tre direttive: la questione razziale in Italia, il pensiero del comune cittadino calabrese, il punto di vista degli immigrati.</p>
<p>La guerriglia di Rosarno e le reazioni di una buona parte della popolazione italiana hanno ulteriormente dimostrato l&rsquo;effettiva esistenza di una questione razziale nel nostro Paese. Non ce ne era bisogno. Considerare l&rsquo;immigrato&nbsp; semplicemente un problema &egrave; un atteggiamento ormai divenuto tipico dell&rsquo;italiano medio, dalla&nbsp; famosa casalinga di Voghera al ragazzo mediamente istruito del meridione. &nbsp;<br />Una prova ad esempio &egrave; costituita dal largo consenso avuto dalle dichiarazioni di Maroni all&rsquo;indomani della rivolta suddetta, secondo il ministro leghista causata da un eccesso di tolleranza in questi anni verso l&rsquo;immigrazione clandestina. Egli dimentica, come ha fatto giustamente notare il segretario del Partito Democratico Bersani, che questa &egrave; regolata dal 2002 dalla legge Bossi-Fini, di cui tutto si pu&ograve; dire tranne che sia tollerante. Questo provvedimento lega il permesso di soggiorno ad un contratto di lavoro o ad un reddito sufficiente per il mantenimento economico e accelera le procedure di espulsione per gli immigrati privi di documenti d&rsquo;identit&agrave;. E&rsquo; facile intuire come tale legge favorisca piuttosto che impedire il ricorso degli immigrati al lavoro nero, aprendo possibilit&agrave; enormi alla criminalit&agrave; organizzata, agli sfruttatori: gli immigrati irregolari vittime di soprusi non possono denunciare la loro condizione perch&eacute; altrimenti sarebbero espulsi subito dopo. Si pu&ograve; affermare che questa legge non voglia cacciare i clandestini (come la propaganda leghista vuole far credere) ma mantenerli in una costante condizione di ricatto. Pare infatti che capiti sovente agli irregolari che dopo intere giornate a raccogliere frutta nei campi i loro &laquo;datori di lavoro&raquo; si rifiutano di versare la (misera) paga pattuita minacciando di chiamare le forze dell&rsquo;ordine e quindi costringendoli alla fuga. </p>
<p>L&rsquo;equazione immigrato-criminale rappresenta il pi&ugrave; grave e diretto sintomo del razzismo che ha contagiato una grossa fetta della popolazione italiana. Credo sarebbe utile che chi ancora &egrave; immune a questa assurda deriva cominci con l&rsquo;ammettere chiaramente l&rsquo;esistenza di tale situazione; per provare a combatterla. Purtroppo bisogna ancora una volta registrare la grossa responsabilit&agrave; dei media in questo senso, in particolar modo la televisione, che tendono ad occuparsi degli stranieri solo quando qualcuno &egrave; protagonista di azioni violente contro italiani.</p>
<p>Evidentemente le condizioni degradanti in cui vivono tanti (troppi) immigrati nel nostro Paese non fanno notizia. Non interessano. Addirittura qualche calabrese sostiene che sono loro a decidere di vivere cos&igrave;, che possono tranquillamente rimanere nei rispettivi Paesi, evitando di venire qui a rubare il lavoro ai figli o agli amici (che gi&agrave; non ce n&rsquo;&egrave;). Penso di non esagerare affermando che l&rsquo;ospitalit&agrave; del sud, in questo caso della Calabria, sia una grossolana bufala. O meglio, magari esiste, ma &egrave; caratterizzata da una severa selezione. Dopo la consueta premessa in cui affermano di non essere razzisti, molti calabresi (secondo la mia esperienza non penso di sbagliare scrivendo la maggior parte) attribuiscono agli immigrati le pi&ugrave; svariate colpe e crimini, dall&rsquo;essere per natura violenti o semplicemente musulmani (!) al voler affermare la loro cultura a scapito della nostra. <br />Forti con i deboli, deboli con i forti. Piegati ed in silenzio di fronte all&rsquo;imperversare della &lsquo;ndrangheta (banalmente basta seguire quotidianamente il tg regionale della Calabria per capire quanto la criminalit&agrave; organizzata domini la mia regione), ma aggressivi o comunque intolleranti quando anche solo si chiacchiera di gente disperata.</p>
<p>Si, perch&eacute; di gente senza speranza si tratta. Lo dicono i loro occhi, ma soprattutto lo affermano loro stessi. Nella mezza giornata che ho passato a conversare con gli immigrati a Crotone c&rsquo;&egrave; chi (la maggior parte) ha un posto dove dormire e mangiare: il Cpt per l&rsquo;appunto. Altri, dormono per strada. Uno solo ha un lavoro: 40 euro per 12 ore in un&rsquo;impresa di costruzioni. <br />La gente con cui ho parlato proviene principalmente dall&rsquo;Africa. I pi&ugrave; hanno un permesso di soggiorno di 6 mesi, quello che si rilascia ai richiedenti asilo politico, ma i tempi della burocrazia del Mezzogiorno fanno s&igrave; che l&rsquo;attesa per il rinnovo del documento sia lunghissima e in ogni caso tale condizione giuridica complica parecchio la ricerca di un lavoro. A ci&ograve; si aggiunge il problema della lingua: questi immigrati parlano tutti bene l&rsquo;inglese o il francese o persino entrambe, ma molti italiani, specie da queste parti, non conoscono lingue straniere e mi fa sorridere e riflettere un nigeriano che per questo motivo definisce il bel Paese un popolo di incivili!<br />In queste conversazioni, molto serene, emerge l&rsquo;assoluta impotenza di queste persone, spesso giovani. Senza soldi, senza lavoro e con minime possibilit&agrave; di trovarlo, hanno alle spalle enormi sofferenze nei Paesi che hanno lasciato. E poi tutti mi chiedono perch&eacute; agli italiani non piacciono le persone di colore, perch&eacute; sono razzisti. Mi riferiscono del particolare trattamento che ricevono nel centro di Isola Capo Rizzuto, dove si recano per fare la spesa al supermercato Lidl. Sono presi di mira da giovani &laquo;bulli&raquo; che non lesinano insulti, sputi, pietre, a volte persino botte. Cos&igrave; preferiscono andare in compagnia, da soli &egrave; rischioso.</p>
<p>Ripensando alle condizioni in cui viveva la comunit&agrave; di immigrati-schiavi a Rosarno mi chiedo il perch&eacute; non debba essere lecito ribellarsi quando vengono cos&igrave; calpestati i diritti fondamentali di cui ogni essere umano deve godere. Come si pu&ograve; predicare tolleranza a persone che non hanno nulla? Allora bisognerebbe imparare, per dirla con De Andr&egrave;, a considerare &laquo;un delitto il non rubare quando si ha fame&raquo;.</p>
<p>Chiedo ad un ragazzo della<br />
Guinea se tornerebbe nella sua Terra d&rsquo;origine se ne avesse le possibilit&agrave; economiche. &laquo;Non lo so&raquo;, mi dice, &laquo;ma sicuramente andrei a vivere in un Paese dove il colore della pelle non rappresenti un problema&raquo;.</p>
<p></font></div>
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		<item>
		<title>Silencing the critics: a look at the human rights situation in the Philippines</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laarni Escresa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 66 - 1 Febbraio 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>While having lunch at a shopping mall in Manila, Jonas Burgos was abducted by three unidentified men and a woman and forced inside a waiting vehicle. An agriculturist who manages their 12-hectare family farm in Bulacan, Jonas is also a member of a farmer&#39;s advocacy group that calls for genuine land reform. The vehicle used [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2010/02/silencing-the-critics-a-look-at-the-human-rights-situation-in-the-philippines/">Silencing the critics: a look at the human rights situation in the Philippines</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span class="Apple-style-span" style="WORD-SPACING: 0px; FONT: medium &#39;Times New Roman&#39;; TEXT-TRANSFORM: none; COLOR: rgb(0,0,0); TEXT-INDENT: 0px; WHITE-SPACE: normal; LETTER-SPACING: normal; BORDER-COLLAPSE: separate; orphans: 2; widows: 2; -webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; -webkit-text-decorations-in-effect: none; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px"><span class="Apple-style-span" style="FONT-SIZE: 16px"></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial"><font size="2"><span class="Default__Char" style="TEXT-DECORATION: none">While having lunch at a shopping mall in Manila, Jonas Burgos was abducted by three unidentified men and a woman and forced inside a waiting vehicle. An agricu</span>lturist who manages their 12-hectare family farm in Bulacan, Jonas is also a member of a farmer&#39;s advocacy group that calls for genuine land reform. The vehicle used was later found to be in the possession of the 56<sup>th</sup><span class="Apple-converted-space"> </span>Infantry Batallion of the Armed Forces of the Philippines, pointing to the role of the military behind the abduction.</font></font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2"> </font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2">Two years have passed and Jonas is still missing. After having exhausted all legal means at home, Edita Burgos, the soft-spoken sixty-six year old mother of Jonas is bringing their quest for justice overseas. At a forum in Centro Zonarelli in Bologna on November 14, speaking in behalf of the organization of families of the disappeared, the Desaparecidos, she explained how increasing international pressure could lead to the surfacing of their loved ones and help stop the chain of human rights abuses in the country.</font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2"> </font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2">Jonas has no known enemies, she said, the only reason behind the abduction is to silence him and stop him from pursuing his advocacies. Her son had been teaching poor farmers the methods of organic farming to make them less reliant on commercial fertilizers and pesticides. She remembered the night her son came home wearing a worn out set of clothes and old slippers because he had given his away to a poor farmer. The military however has tagged Jonas&#39; organization, the Alliance of Farmers in Bulacan, along with other civil organizations as a &ldquo;front&rdquo; of the armed communist movement, the New People&#39;s Army making him and other activists legitimate targets for military operations.</font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2"> </font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2">Ugly human rights picture</font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2"> </font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2">The counterinsurgency program that targets civilians based on the flawed and unfounded premise that they serve as &ldquo;fronts&rdquo; of the armed  movement has given the military the license to commit human rights abuses with such great impunity. Over the past eight years, since President Gloria Arroyo assumed office, cases of human rights violations has risen to alarming proportions. During this period, formal peace talks  was suspended in favor of an all out military solution that unfortunately, only have civilians as casualties. At the end of 2008, the human rights group Karapatan recorded 201 cases of forced and involuntary disappearances. Even more disconcerting is the number of extrajudicial executions that has reached 991.</font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2"> </font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2">The manner of the killings were brazen. Two human rights worker Eden Marcellana and Edwin Gumanoy were shot to death after armed men stopped their vehicle on their way to a fact-finding mission. In another incident, the car of Vice Mayor Juvy Magsino, a local government official, and another human rights advocate were riddled with bullets by two motorcycle riding men, killing them instantly. A Protestant bishop<span class="Apple-converted-space"> </span> was gunned down in his own home. The targets are civil society leaders, activists and members of the media with the obvious objective to intimidate and sow fear among the ranks of progressive and militant section of<span class="Apple-converted-space"> </span> the population.</font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2"> </font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2">The situation has already caught international attention. The United Nations sent Special Rapporteur Philip Alston to investigate the killings, illegal abductions and cases of torture. In a report addressed to the UN General Assembly published last year, Alston recommended the elimination of extrajudicial executions from the Philippine government&#39;s counterinsurgency operations as well as the abolition of institutions that legitimize such acts. One such institution that has gained notoriety is the existence of paramilitary groups that serve as civilian auxiliary units of the military and the police that do not have clear accountability. Another is the creation of special task forces that appear to have overlapping civilian, judicial and military powers.</font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2"> </font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2">(Break paragraph)</font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2">The Report also asked the Philippine government to direct all military officers to cease making public statements linking political or civil society groups with armed insurgencies. Such tasks, it rightly claimed, should remain within the hands of civilian authorities. As a signatory to the International Covenant on Civil and Political Rights (ICPR), the Geneva Conventions as well as the Second Additional Protocol, it reminded the government to observe its respective commitments.</font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2"> </font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2">Unfulfilled promise of democracy</font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2"> </font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2">To the outside world, the ugly human rights picture in the Philippines may appear puzzling. After all, didn&#39;t the Marcos dictatorship ended in 1986? Edita might have asked herself the same question. Her late husband, Jose was a key figure in the anti-martial law struggle and was named by the International Press Institute as one of the the &ldquo;50 Press Freedom Heroes of the Century&rdquo;. He was a well known columnist and ran two independent newspapers that exposed the abuses and excesses of the dictatorship. She knew very well the feeling of being harassed by the police and military. Her husband was jailed and their publishing office was raided. But little did she expect that her family would suffer the same trauma again after the fall of Marcos. This time, the victim is her son.</font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2"> </font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2">Silencing the critics</font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2"> </font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2">More than two decades after People Power, the peaceful uprising that ousted Marcos, genuine democracy still remains an elusive dream in the country. Poverty remains a serious problem with fifty percent of the population living on as little as 1.3 euros a day. Income inequality remains high with the richest 10 percent accounting for 32 percent of the country&#39;s consumption. While political reforms had been instituted such as the imposition of term limits to electoral positions, the ruling elite has managed to circumvent these policies in order to perpetuate their dynasty by fielding in their wives, children or relatives. The land reform program also contained provisions that allowed landowners to effectively evade distribution. In such a context, it is not surprising that the marginalized sectors of society would express their dissatisfaction and the members of organizations representing them would grow in number. The correct response would have been for government to tackle these issues, and address the root causes of poverty. Instead, it has chosen to silence them.</font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2"> </font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2">The series of corruption scandals and electoral fraud that has rocked Arroyo&#39;s administration has also made her unpopular with big business, the church and factions of the ruling elite. In the past, such a scale of political isolation had led to an implicit broad alliance between the left, the right, the middle class, the church and big business that led to the ousting of two presidents, Marcos and her predecessor, Estrada through a people&#39;s uprising. It appears that this is actually what Arroyo is trying to prevent from happening. Insecure of her power, she has relied increasingly on brute force to sustain it. Political convenience on her part also dictates to target the marginalized sectors first.</font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2"> </font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2">&#8212;-</font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2"></font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2">References:</font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2"> </font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial"><font size="2">2008 Year-End Report on the Human Rights Situation in the Philippines, KARAPATAN (Alliance for the Advancement of People&#39;s Rights) (<span class="Internet_0020Link__Char"><span class="Internet_0020Link__Char"><u></u></span></span></font></font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial" size="2"> </font></p>
<p class="Default" style="MARGIN: 0px" align="justify"><font face="Arial"><font size="2">Report of the Special Rapporteur on extrajudicial, summary or arbitrary executions- Mission to the Philippines<span class="Apple-converted-space"> </span><span class="Internet_0020Link__Char"><span class="Internet_0020Link__Char" style="FONT-WEIGHT: normal; COLOR: rgb(0,0,0); FONT-STYLE: normal; TEXT-DECORATION: none">(A/HRC/8/3/Add.2)</span><span class="Internet_0020Link__Char" style="FONT-WEIGHT: normal; COLOR: rgb(0,0,0); FONT-STYLE: normal"><u>,</u></span></span><span class="Apple-converted-space"> </span>Philip Alston. 16 April 2008. (<span class="Internet_0020Link__Char"><span class="Internet_0020Link__Char"><u></u></span></span></font></font></p>
<p></span></span></p>
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		<title>Nel labirinto degli economisti e non</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Possenti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 66 - 1 Febbraio 2010]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><font face="Verdana" size="2"><img alt="" src="/public/economisti e non.jpg" /></font></p>
<p align="justify"><font face="Verdana" size="2">Secondo una recente cronaca riportata da Le Monde, una delle prime chiamate in causa per gli economisti a proposito della crisi in atto, pare sia stata nel corso di una visita della Regina d&#39;Inghilterra all&#39;influente School of Economics alla fine del 2008  , quando lei stessa ha domandato seccamente : Come si spiega che nessuno l&#39;ha prevista ?<br />Per tentare di dare una spiegazione diamo la parola a un non-economista, brillante editorialista del Venerdi&#39;, Curzio Maltese che nel suo ultimo libro la bolla &#8211; la pericolosa fine del sogno berlusconiano  dedica un capitolo alla crisi economica, eccone un breve estratto :<br />La storia degli ultimi ventanni &eacute; stata fatta dalla destra, ma ha dato ragione alla sinistra. Con un briciolo di onest&agrave; intelletuale, gli ideologi della destra neoliberista oggi dovrebbero scrivere un biglietto di scuse al mondo e suicidarsi, o almeno ritirarsi in un convento. Non ne hanno azzeccata una. La crisi economica e quella ambientale, il fallimento in Iraq e Afghanistan, gli sconquassi della globalizzazione selvaggia e il tramonto definitivo dell&#39;idea di un mondo governato unilateralmente dalla potenza americana, tutti questi fatti hanno sgomberato il campo una volta per tutte dalle cianfrusaglie teoriche dei neoconservatori.<br />Quelli per cui la storia era finita con il trionfo planetario del liberismo.<br />God save the Queen !<br />Difficile sottrarsi a questa valutazione sintetica che ci autorizza anche da semplici critici dell&#39;economia o se volete da comuni consumatori, a farci delle domande per cercare di individuare le ragioni della crisi, che persino Marianne, settimanale francese <br />non-economico ma attento  alle vicende della cronaca-economica, aveva previsto fin dall&#39;ottobre 2006 lanciando profeticamente questo appello :<br />5 bombe  al cuore del capitalismo  La vera arma di distruzione di massa che minaccia il mondo, &eacute; la speculazione dei fondi d&#39; investimento. Essa fa prevedere il rischio di un terremoto di borsa maggiore di cui si sono gi&agrave; percepiti i segni annunciatori.  La bolla delle materie prime  Le imprese ostaggi della bolla finanziaria  Il debito americano al rimorchio della Cina  Gli americani ammalati del mattone.<br />Una buona occasione per districarci nel labirinto degli orientamenti economici, ce la offre Guido Rossi che all&#39;economista inglese J.M.Keynes ha dedicato un minuscolo saggio insolito, dal sapore curiosamente utopistico in cui il grande studioso inglese polemizza con i colleghi liberisti ed illustra con gusto la sua idea del futuro. La prima met&agrave; &eacute; il testo di una sua conferenza tenuta a Cambridge nel 1928 alla vigilia della grande depressione : <br />Possibilit&agrave; economiche per i nostri nipoti (?) di cui proponiamo questo breve e&#8230;divertente estratto&#8230;L&#39;economia deve rimanere una materia per specialisti, come l&#39;odontoiatria. Sarebbe davvero magnifico se gli economisti riuscissero a pensare come una categoria di persone utili e competenti : come i dentisti, appunto ! &#8230;Passate parola a Papa Ratzinger ?<br />Subito dopo entra in scena Guido Rossi, che nella seconda parte sposta l&#39;obbiettivo sul presente, aggiungendo pero&#39; un punto interrogativo al titolo originario (?) mettendosi nei panni di un Keynes attualizzato, per scoprire come egli denunciava, esattamente le stesse cose  che gli economisti, allora come oggi, non vogliono ascoltare. Cio&eacute;, che le presunte virtu&#39; magiche e taumaturgiche del mercato, come il riequilibrio della domanda e dell&#39;offerta, sono pura follia&#8230;Il capitalismo per sua natura &eacute; instabile, sicch&eacute;,  per non incorrere nelle inevitabili crisi del sistema, necessita dell&#39; investimento pubblico dello stato.<br />Tantopiu&#39; che&#8230; Trasformata da mezzo in fine la moneta &eacute; diventata, da strumento dell&#39;economia, un mondo a s&eacute; stante.</font></p>
<p align="justify"><font face="Verdana" size="2">La cartina al tornasole, cio&eacute; la prova di quest&#39;ultima lapidaria affermazione potrebbe essere individuata nella carta d&#39;identit&agrave; della GM&#8230;che come &eacute; emerso dalla crisi, si auto&#8230;definisce (sic !) un&#39; impresa che produce&#8230;anche automobili, al 30% ? Per il resto &eacute; solo un gioco finanziario! D&#39;altra parte anche la FIAT non &eacute; molto lontana da questa dimensione surreale con le sue richieste di incentivi e/o soldi a fondo perduto, purch&eacute;&#8230;siano soldi veri, stiamo<br />navigando a vista &#8230; tuona la Marcegaglia ( sic !)<br />Continuiamo ad aggirarci nel labirinto intimoriti, senza trovare una via di uscita !<br />Guido Rossi non disarma e giudica le teorie Keynesiane rivoluzionarie per gli anni in cui furono formulate, e utili per contrastare quelli che lui definisce&#8230; i talebani del mercato, ossia gli ideologi incorreggibili del laissez-faire che (aggiungiamo noi) hanno sdoganato fenomeni come la Tatcher e Regan ?! Senza dimenticare che anche&#8230; i vari governi Amato, Ciampi, Dini, Prodi, D&#39;Alema non hanno certo scherzato, smantellando il sistema delle partecipazioni statali nell&#39;arco di 15 anni, vale a dire una svendita equivalente all&#39;economia dei paesi ex-socialisti, con un ricavo lordo complessivo pari al 13,4 % del Pil.  <br />(La Contraddizione Rapporto Confindustria 2005)&#8230;<br />Ma Guido Rossi trova ugualmente delle ragioni di ottimismo prospettando l&#39;ora in cui si potr&agrave; abbandonare il culto astratto del capitale finanziario&#8230;prefigurando un nuovo capitalismo del ventunesimo secolo , dove il denaro non deve produrre denaro e persino la globalizzazione selvaggia cui siamo sottoposti, possa trovare un limite, una regola nell&#39;idea di una moneta unica da estendere a tutto il mondo&#8230;Potremmo dire parafrasando, che queste valutazioni  corrispondono al mitico&#8230;sol dell&#39;avvenire !?<br />Baster&agrave;, con Madoff in prigione,  battersi per  la nuova formula ribaltata :<br />+ STATO  MERCATO &#8230;? Formula che sembra ottenere un largo consenso tra gli addetti ai lavori, tanto che Affari &amp; Finanza dell&#39;8 -06-09,  esibisce un titolone :<br />Dagli Stati Uniti alla Germania, dalla Francia alla Gran Bretagna, si susseguono nazionalizzazioni e massicci interventi governativi su aziende in difficolt&agrave; : finora la risposta alla crisi &eacute; costata almeno mille miliardi di dollari &#8230;<br />Federico Rampini  (Repubblica del 30-11-09) a livello piu&#39; elementare, denuncia che&#8230; <br />negli USA, un bambino su quattro mangia con i buoni di Stato.<br />Pensavamo di aver trovato la strada per uscire dal labirinto, e invece&#8230;ascoltiamo cosa ci dicono gli specialisti del fronte catastrofista, che denunciano serie preoccupazioni&#8230;.per il presente :<br />L&#39;Europa mi preoccupa. In realt&agrave;, mi preoccupa il mondo intero perch&eacute; non c&#39;&eacute; riparo sicuro alcuno dalle tempeste economiche globali (P. Krugman- Repubblica 17-03-09)<br />Il capitalismo non offre il meglio di s&eacute; nel risolvere i problemi, ma nel crearli&#8230;<br />Il capitalismo, per dirla crudamente, &eacute; in sostanza un sistema parassitario<br />(Z. Bauman Repubblica 30-09-09)<br />Siamo davanti a un declino economico complesso : una crisi economica combinata con una crisi finanziaria&#8230; (J.Stiglitz &#8211; Repubblica 09-05-09). Sembrano davvero lontani i tempi in cui Berlusconi definiva la crisi, semplicemente, come&#8230;psicologica ! Invece,<br />&#8230;lo scoppio della bolla speculativa ha causato una distruzione di ricchezza per circa 20.000 miliardi di dollari, vale a dire un terzo del PIL mondiale.(Marianne 26-10-08)<br />E  parlando di ripresa, N. Roubini insinua l&#39;idea che la strada possa essere ancora lunga&#8230;:<br />&#8230;i germogli della stabilizzazione potrebbero cedere il terreno alle erbacce della stagnazione se una serie di fattori del medio termine soffocheranno la capacit&agrave; dell&#39;economia globale di ritornare ad una crescita sostenuta. (Repubblica 02-06-09)<br />Cinicamente un recente editoriale di LE MONDE diplomatique (Dic. 2009) approda ad ancor piu&#39; tristi considerazioni dietrologiche, alludendo&#8230;ad un non-futuro economico :<br />Grazie a copiose iniezioni di denaro pubblico, le banche hanno ritrovato i loro colori. Esse emergono dalla stessa crisi finanziaria, piu&#39; grosse e piu&#39; potenti di prima. E quindi suscettibili di prendere ancora gli stati in ostaggio al mommento della prossima tempesta<br />Stando a queste considerazioni, forse aveva ragione Franco Debenedetti definendo quella del Keynes&#8230;una visione teologica molto piu&#39; adatta alle condizioni di uno stato totalitario&#8230; Keynes sognava un mondo grigio!!!   (Corriere della sera 26-3-09)<br />Come le pareti del nostro labirinto !?<br />Forse &eacute; in questo contesto che fiorisce persino l&#39;idea di accarezzare Marx, come fa J. Attali nel suo Karl Marx ou l&#39;esprit du monde : Karl Marx&#8230; non ha mai creduto possibile il socialismo in un solo paese&#8230; ed &eacute; al momento in cui si accelera la mondializzazione da lui stesso prevista, che Marx ritorna di estrema attualit&agrave;.  <br />E non &eacute; una voce isolata, perch&eacute; gli fa eco le nouvel Observateur con un intero numero Hors-s&eacute;rie intitolato : il pensatore del terzo millenio ?  uno strano bisogno di Marx -<br />Ora, piu&#39; che in un labirinto ci sembra di essere prigionieri nel Palazzo d&#39;inverno !&#8230;<br />Ma non &eacute; finita &#8211; audite audite  il vento dell&#39;est, quello di Treviri&#8230;&eacute; arrivato persino in Cina, dove le autorit&agrave; di partito incoraggiano attivamente la creazione di un modello di studio del marxismo (&#8230;repetite juvant ?), ma forse non intendevano farlo con la rilettura del Capitale, ma con quella di via col vento ? :&#8230;ma domani &eacute; un altro giorno ! Piu&#39; concreto ci sembra Giulio Tremonti, (che gi&agrave; aveva  proposto di rispolverare la storia, dal congresso di Livorno del &#39;21) :&#8230;nell&#39;intento di promuovere il ruolo del nostro paese e dell&#39;Europa, sempre davanti alla succitata scuola di partito, Tremonti  ha teorizzato che il G2 non basta, ci vuole il G3, ossia un tripiede Cina-Europa-Usa come garanzia della stabilit&agrave; mondiale&#8230;spiegando elementarmente  che i tavoli si reggono su tre gambe, non su due  <br />(L.Caracciolo su Repubblica del 10-0-12-09)<br />Ma veniamo alla madre di tutti i problemi che tormenta anche gli ottimisti ad oltranza?<br />(Quelli&#8230; che il capitalismo non sar&agrave; un sistema perfetto, ma non ce n&#39;&eacute; uno migliore) :<br />il problema della disoccupazione ! <br />A leggere il New York Times di questi tempi , secondo Nadia Urbinati&#8230; sembra di leggere una sintesi del Manifesto del partito comunista&#8230;tutti stanno assistendo impotenti ed atterriti alla scomparsa dei posti di lavoro.  (Repubblica 19-02-09)<br />Inutile nascondersi che inoccupazione e disoccupazione sono generate da una crisi di sovrapproduzione senza precedenti, che invade ormai tutte le statistiche : <br />Marchionne valuta che il mercato potr&agrave;&#39; assorbire solo 60 milioni delle 90 milioni di automobili prodotte&#8230;e infatti l&#39;OCSE prevede nel 2010 circa 57 milioni di disoccupati <br />(non ricordo piu&#39; chi aveva scritto che solo le bolle di sapone scoppiano senza far male !) L&#39;anarchia di mercato regna sovrana ! Con l&#39;unica certezza, che &eacute; ormai caduto il mito della casalinga americana che investe e gioca in borsa !?<br />Esiste una felice espressione francese che indica bene lo stato di difficolt&agrave; in cui si trovano le varie amministrazioni governative nazionali, sommerse dalla crisi : Aller dans le mur <br />Come se l&#39;unica via d&#39;uscita per risolvere i problemi, fosse quella della rassegnazione a sbattere ciecamente la testa contro il muro&#8230;quello della finanza ? !<br />Per esempio Marianne del nov.2005 intitola cosi&#39; un articolo :<br />Le syst&egrave;me va droit dans le mur! Un crescente numero di economisti liberali, allarmati per il modo in cui la produzione e l&#39;innovazione lasciano il posto alla finanza<br />
.<br />Forse &eacute; il caso di piantare una tenda nel labirinto ?&#8230;Almeno, fino a quando non si scioglieranno i dubbi sulla natura della crisi, come si chiede Affari &amp; Finanza del 10-03-09&#8230;: <br />E&#39; neccessario sapere se la crisi finanziaria nella quale attualmente si dibattono gli USA <br />(ma non solo loro)  &eacute; una crisi nel sistema o del sistema.  Servir&agrave; per capire se dovremo prendere in considerazione la profezia di G.Ruffolo secondo la quale : <br />il capitalismo ha ormai i secoli contati !&#8230; What else ?</font></p>
<p align="justify"><font face="Verdana" size="1">(vignetta pubblicata sul N.16 Marianne del 18-24 Aprile 2009)</font></p>
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		<title>Minaccioso Yemen</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele De Maria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 66 - 1 Febbraio 2010]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8" /><br />
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<div style="text-align: center;"><img align="baseline" src=">Seleziona file&#8221; style=&#8221;width: 1px; height: 1px;&#8221; alt=&#8221;" /><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;"><span lang="EN-GB"><strong><span style="font-family: Verdana; font-weight: normal;"><font size="2"><span style="font-weight: bold;"><br /></span></font></span></strong></span></span></p>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;"><span lang="EN-GB"><strong><span style="font-family: Verdana; font-weight: normal;"><font size="2"><span style="font-weight: bold;">Al Quaeda</span> ha nel corso degli anni cambiato la propria natura: sempre pi&ugrave; priva di una vera gerarchia si presenta oggi come un fenomeno delocalizzato. Nello Yemen l&#39;organizzazione non gode dell&#39;appoggio del governo, ma approfitta dell&#39;assenza dello stato nelle aree senza legge, pi&ugrave; depresse e difficilmente controllabili. Gruppi terroristi di varia natura trovano ampi spazi nel territorio yemenita, in una drammatica realt&agrave; contraddistinta da &ldquo;un&#39;incontrollata esplosione demografica, servizi sociali inesistenti o inefficienti, carenza di risorse idriche e petrolifere, una dilagante corruzione, un governo autoritario e inaffidabile e, infine, il sostegno ufficiale a una versione intollerante dell&#39;Islam sunnita, non troppo diversa da quella di Al Qaeda&rdquo; <sup>2</sup>.  Una situazione in cui la presenza di Al Qaeda nel territorio rappresenta un problema marginale per il Presidente <span style="font-weight: bold;">Salih</span>, pi&ugrave; preoccupato a mantenere in vita il proprio sistema clientelare e a contrastare le trib&ugrave; ribelli e secessioniste. </font></span></strong></span></span></div>
</div>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;"><span lang="EN-GB"><strong><span style="font-family: Verdana; font-weight: normal;"><font size="2">Nell&#39;ultimo anno il Governo &egrave; corso al riparo con due discutibili leggi (una anti-terrorismo e una sul riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo), senza per&ograve; precisare cosa si intenda per &ldquo;terrorismo&rdquo;, creando <span style="font-weight: bold;">una situazione di grave violazione dei diritti umani</span>, con limitazioni nell&#39;esercizio del diritto di libert&agrave; di associazione, espressione e riunione. Secondo il <span style="font-weight: bold;">Rapporto Annuale 2009 di Amnesty International</span>, nel paese sono inoltre &ldquo;diffusi e perpetrati nell&#39;impunit&agrave; casi di brutalit&agrave; da parte della polizia e di tortura di detenuti trattenuti in incommunicado in relazione ad azioni o manifestazioni di tipo politico cos&igrave; come di sospetti criminali comuni; (&#8230;) diversi dimostranti sono stati deliberatamente uccisi o sono morti in seguito a uso eccessivo della forza da parte delle forze di sicurezza nel corso di manifestazioni pacifiche; (&#8230;) decine di persone sospettate di essere spie sono state sottoposte a processi iniqui e gli imputati hanno asserito che le &#8220;confessioni&#8221; che avevano reso durante le lunghe detenzioni pre-processuali in incommunicado erano state ottenute sotto tortura o altri maltrattamenti&rdquo; <sup>3</sup>.</font></span></strong></span></span><br /><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;"><span lang="EN-GB"><strong><span style="font-family: Verdana; font-weight: normal;"></span></strong></span></span><br /><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;"><span lang="EN-GB"><strong><span style="font-family: Verdana; font-weight: normal;"><font size="2">La ribalta internazionale dello Yemen &egrave; stata per lo pi&ugrave; involontaria, ma ha reso pubblici tutti i problemi che affliggono il paese, con il Governo di Sana&#39;a abbandonato solo in parte a se stesso. Negli ultimi anni ci sono stati, infatti, ingenti finanziamenti e aiuti da parte di <span style="font-weight: bold;">Russia </span>e <span style="font-weight: bold;">Cina </span>soprattutto in ambito militare. La disponibilit&agrave; finanziaria dei Sauditi consente allo stato yemenita di rifornirsi di armi da destinare all&#39;esercito. A ci&ograve; si aggiungono le nuove promesse di Obama di aiuti gratuiti in ambito militare e antiterroristico: una goccia se paragonato al mare di armi e know how derivanti da fonti non americane. Tra il 2004 e il 2008, secondo lo Stockholm International Peace Research Institute, &egrave; stata la Russia la principale fornitrice di armi allo Yemen (59%), seguita dall&#39;Ucraina (25%), dall&#39;Italia (10%), dall&#39;Australia (5%) e dagli Stati Uniti (meno dell&#39;1%), per un valore di 1,4 miliardi di dollari, di cui 600 milioni dalla Russia (2001-2008) <sup>4</sup> .</font></span></strong></span></span><br /><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;"><span lang="EN-GB"><strong><span style="font-family: Verdana; font-weight: normal;"></span></strong></span></span><br /><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;"><span lang="EN-GB"><strong><span style="font-family: Verdana; font-weight: normal;"><font size="2">Lo Yemen ha quindi un doppio volto per l&#39;Occidente: da un lato <span style="font-weight: bold;">talmente povero e con risorse energetiche trascurabili da non stimolare alcun interesse economico</span>, dall&#39;altro <span style="font-weight: bold;">collocato in un contesto geopolitico tale da rappresentare una realt&agrave; chiave nella lotta al terrorismo su scala mondiale</span>.</font></span></strong></span></span></p>
<div style="text-align: center;"><img alt="" src="/public/yemen_arengo.JPG" /></div>
<p><font size="1"><sup style="font-family: Verdana;">1     </sup><span style="font-family: Verdana;">http://www.youtube.com/watch?v=hFzmGQTJfJY</span><br style="font-family: Verdana;" /><sup style="font-family: Verdana;">2</sup><span style="font-family: Verdana;"> Bernard Haykel, &ldquo;Act locally: why the GCC needs to help save Yemen&rdquo;, The National )</span><br style="font-family: Verdana;" /><sup style="font-family: Verdana;">3     </sup><span style="font-family: Verdana;"></span><br style="font-family: Verdana;" /><sup style="font-family: Verdana;">4</sup><span style="font-family: Verdana;"> Thalif Deen, &ldquo;Russia, China Sustain Military Toehold in Yemen&rdquo;, Inter Press Service )</span><br style="font-family: Verdana;" /></font><br /><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;"><span lang="EN-GB"><strong><span style="font-family: Verdana; font-weight: normal;"></span></strong></span></span></div>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;"><span lang="EN-GB"><o:p></o:p></span></span></p>
<div style="">
<div style="" id="ftn4">  </div>
</div>
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		<title>Human Rights in Iran, the current situation</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hamideh Esfahani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 66 - 1 Febbraio 2010]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lnx.larengodelviaggiatore.info/2010/02/human-rights-in-iran-the-current-situation/</guid>
		<description><![CDATA[<p>Iran (before 1935, Persia), officially the Islamic Republic of Iran, is a country in Western Asia. The 18th largest country in the world in terms of area, Iran has a population of over 70 million. Iran is home to one of the world&#39;s oldest continuous major civilizations. Also, the world&#39;s first declaration of human rights, [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2010/02/human-rights-in-iran-the-current-situation/">Human Rights in Iran, the current situation</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify; font-family: Verdana;">
<div style="text-align: justify;"><font size="2"><span class="Apple-style-span" style="word-spacing: 0px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: medium; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; text-transform: none; color: rgb(0, 0, 0); text-indent: 0px; white-space: normal; letter-spacing: normal; border-collapse: separate; orphans: 2; widows: 2;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"></p>
<p align="justify" style="margin: 0pt; text-align: left;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">Iran (before 1935, Persia),</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> </span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">officially the</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> </span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">Islamic Republic of Iran,</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> </span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">is a country in</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> </span>Western Asia<span style="color: rgb(0, 0, 0);">. The 18th largest country in the world in terms of area, Iran has a population of over 70 million.</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> </span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">Iran is home to one of the world&#39;s oldest continuous major</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> </span>civilizations<span style="color: rgb(0, 0, 0);">.</span><span class="Apple-converted-space"> </span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">Also, t</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">he</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span class="Apple-converted-space"> </span>world&#39;s first declaration of human rights, the</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> </span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">Cyrus the Great cylinder, is a document issued by the</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> </span>Persian<span style="color: rgb(0, 0, 0);"> </span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">ruler</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> </span>Cyrus the Great<span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span class="Apple-converted-space"> </span>in 539 BC</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> </span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">in the form of a clay cylinder inscribed in</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> </span>cuneiform script<span style="color: rgb(0, 0, 0);">.</span><span class="Apple-converted-space"> </span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">During</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span class="Apple-converted-space"> </span>past centuries and before 1979 revolution in Iran,<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">this country was ruled by<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">different kingdom dynasties</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">. In 1979 Iranian</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span class="Apple-converted-space"> </span>people overca</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">me the autarchic regime of the last king of Iran but unfortunately<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">t</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">he outcome was another autarchy</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span class="Apple-converted-space"> </span>which again withholds political freedom and</span><span class="Apple-converted-space"> </span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">even, due to its religious nature, human rights and civil freedom. In this article</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">,</span><span class="Apple-converted-space"> </span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">we briefly refer to some aspects of human right violations by Iran&#39;s government o</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">ver these three decades and especially</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span class="Apple-converted-space"> </span>after the latest</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span class="Apple-converted-space"> </span>presidential election on June 12, 2009.</span></p>
<p align="justify" style="margin: 0pt; text-align: left;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">At first,<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">it is better to take a glance at Iran&#39;s<span class="Apple-converted-space"> </span></span>political power structure.<span class="Apple-converted-space"> </span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">The</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> </span>political system of Iran<span style="color: rgb(0, 0, 0);">, based on the 1979</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> </span>constitution<span style="color: rgb(0, 0, 0);">, comprises several intricately connected governing bodies. The highest state authority is the</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> </span>Supreme Leader<span style="color: rgb(0, 0, 0);">.</span><span class="Apple-converted-space"> </span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">Ayatollah Khomeini<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">was t</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">he</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>first</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>person who held this title</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">. There has only been one other supreme leader, Ayatollah Ali Khamenei, who took power the day after Khomeini died and has been ruling ever since. The Supreme Leader has final control over all things in Iran: politics, judicial appointments, religion, media, military, foreign policy, and the presidency. The position is appointed by the Assembly of Experts, which ranks lower in the power structure.</span></p>
<p align="justify" style="margin: 0pt; text-align: left;"><span style="color: rgb(51, 51, 51);">The next highest body in Iranian politics is the Guardian Council. This body of 12 jurists decides which legislation is permissible under Islamic law and which candidates may run for president or parliament. Six members of the Guardian Council are directly appointed by the supreme leader, and the other six are recommended by the head of the judiciary &#8212; appointed by the supreme leader &#8212; and forwarded to parliament for certain approval. Under Iran&#39;s constitution, the supreme leader can appoint or dismiss Guardian Council jurists at will.</span></p>
<p align="justify" style="margin: 0pt; text-align: left;"><span style="color: rgb(51, 51, 51);">After the Guardian Council comes the</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"> </span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">Assembly of Experts. This is a panel of 86 Islamic scholars that is supposed to select and oversee the activities of the supreme leader. They are elected to eight-year terms after the Guardian Council has screened and allowed them to appear on public ballots.<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">T</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">he</span><span class="Apple-converted-space"> </span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">assembly usually just calls upon the supreme leader to solicit his advice.</span></p>
<p align="justify" style="margin: 0pt; text-align: left;"><span style="color: rgb(51, 51, 51);">Next in the power structure is the</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"> </span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">Expediency Council. This was established in theory to resolve disputes between the Guardian Council and the country&#39;s parliament, but operates more in an advisory role to the supreme leader. The Expediency Council is appointed every five years by the supreme leader. The council also helps the supreme leader control the other branches of government, including the presidency.</span></p>
<p align="justify" style="margin: 0pt; text-align: left;"><span style="color: rgb(51, 51, 51);">And the</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"> </span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">president</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"> </span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">is the next lower step in the Islamic Republic&#39;s hierarchy. The president is selected by general election from a ballot approved by the Guardian Council and serves for not more than two four-year terms. The president does not control the armed forces or other key elements of the government.</span></p>
<p align="justify" style="margin: 0pt; text-align: left;"><span style="color: rgb(51, 51, 51);">Last comes the</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"> </span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">parliament,<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">it</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>has 290 members selected by general election from a ballot handpicked by the Guardian Council and serve for four-year terms. The<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">parliament<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">may draft, debate and pass legislation, but nothing becomes law without approval of the Guardian Council.</span></p>
<p align="justify" style="margin: 0pt; text-align: left;"><span style="color: rgb(51, 51, 51);">Obviously the<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">consequence of such a structure is nothing but a dictator government</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">. Therefore, although there are different elections in this country, the result of these elections does not express true will of the people<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">and instead provide the supreme leader&#39;s goal because he</span><span class="Apple-converted-space"> </span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">and<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">the<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">political bodies under his control especially Guardian Council</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>are strongly powerful</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">.<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">For instance, in 2004 and 2008 parliamentary elections almost all of the candidates belonging to Reform Party</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">, who has different political views and opinions as compare to the supreme leader&#39;s beliefs,</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>were rejected by Guardian Council<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">without announcing any reason</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>for their rejection and indeed the competition were among those candidates were supreme leader&#39;s supporter. The situation<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">is</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>the same in other parliamentary, presidential and the Assembly of Experts elections.<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">However, the<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">presidential election on June 12, 2009 was<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">the most important elections in the history of Iran. In this election, o</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">nly four candidates were approved by the Guardian Council, out of the 476 men and women who had applied to seek the preside</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">ncy of Iran.<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">Before the election, all of the government systems such as media, military and even members of Guardian Council, who are supposed to oversee the election, advertised</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>widely</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>in favor of Mahmoud Amadinejad</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">, the favorite candidate of Khamenei. Nevertheless, more than 85% of voters participated the election and most of them voted<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">for the reformist candidate,<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">Mir-</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">Hossein Mousavi</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">, since they were<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">mostly<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">dissatisfied<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">with Mahmoud Amadinejad&#39;s performance.<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">While people expected Mir-Hossein Mousavi to win, t</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">he<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">Iranian government News A</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">gency<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">announced Mahmoud Amadinejad as winner of election by 63% of the votes</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>before the election end up</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">! This was the first time that</span><span class="Apple-converted-space"> </span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">election was</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>rigged by<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">military (Sepah) and</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>government<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">forces<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">so clearly</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">. Then, people came to streets to protest against the cheat and they held silence demonstration while many carried &ldquo;where is my vote&rdquo; placard.<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">But the security forces attacked their peaceful demonstration and brutally beat them.<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">During the past eight months about 100 persons were directly shot or being killed<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">when<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">military</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>and</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>quasi-military forces (Basij)</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>beat them. Thousands of people were also arrested and kept in jail under inhuman conditions.</span><span class="Apple-converted-space"> </span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">For instance,<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">in one of these prisons, 170 persons were kept in a 70 square meter room for four days. Some of these detainees were also killed under torture whose their dead bodies were even handed over to their families after a long time.<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">In addition, some accused of participating protests were executed</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>according to the Iranian judicial system verdict</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">.</span></p>
<p align="justify" style="margin: 0pt; text-align: left;"><span style="color: rgb(51, 51, 51);">After the June 12 election coup,<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">Iranian authorities have attempted to</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>limit</span><span class="Apple-converted-space"> </span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">individual and civil freedom of Iran</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">ian</span><span class="Apple-converted-space"> </span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">people<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">by<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">Internet filtering,<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">slowing down internet, shutting down the<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">mobile phone<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">system</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">, parasit</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">e</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>to satellite<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">channels, closing down all government-criticizing newspapers, detaining journalists, b</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">locking social net</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">working and reformist Web sites,<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">banning foreign journalists</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">, dismissing university professors and student</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>activists, etc.</span></p>
<p align="justify" style="margin: 0pt; text-align: left;"><span style="color: rgb(51, 51, 51);">In spite of all of the pressures during<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">these</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>eight month</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">s</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">,<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">people&#39;s protest<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">movement has</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>not</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>been stopped but also expanded. The movement which at first took place to protest against the<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">election<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">cheat, now</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">,</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>turns to a movement towards democracy and human rights. The main body of this movement consists of young women and men<span class="Apple-converted-space"> </span></span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">who despite massive limitations to access the flow of information, are familiar with their rights and would not like to allow this dictator government</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>to trample their right</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span class="Apple-converted-space"> </span>any more</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">.</span></p>
<p></span></span></font></div>
<p><font size="2"><span class="Apple-style-span" style="word-spacing: 0px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: medium; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; text-transform: none; color: rgb(0, 0, 0); text-indent: 0px; white-space: normal; letter-spacing: normal; border-collapse: separate; orphans: 2; widows: 2;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"> </span></span></font></div>
<p><span class="Apple-style-span" style="word-spacing: 0px; font-family: &#39;Times New Roman&#39;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: medium; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; text-transform: none; color: rgb(0, 0, 0); text-indent: 0px; white-space: normal; letter-spacing: normal; border-collapse: separate; orphans: 2; widows: 2;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"> </span></span></p>
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		<title>Quando il buio avanza</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Roncarati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 66 - 1 Febbraio 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Per l&#39;astronomia il 2010 &#232; cominciato alla grande, con una spettacolare eclissi di Sole.Purtroppo il fenomeno dello scorso 15 gennaio non &#232; stato osservabile dall&#39;Italia, il suo corridoio di visibilit&#224; era compreso fra l&#39;Africa centrale e l&#39; Asia orientale. In base alla classificazione degli astronomi, l&#39;eclissi &#232; stata di tipo anulare. Questa forma di occultamento [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2010/02/quando-il-buio-avanza/">Quando il buio avanza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Verdana" size="2">Per l&#39;astronomia il 2010 &egrave; cominciato alla grande, con una spettacolare eclissi di Sole.<br />Purtroppo il fenomeno dello scorso 15 gennaio non &egrave; stato osservabile dall&#39;Italia, il suo corridoio di visibilit&agrave; era compreso fra l&#39;Africa centrale e l&#39; Asia orientale. <br />In base alla classificazione degli astronomi, l&#39;eclissi &egrave; stata di tipo anulare. Questa forma di occultamento avviene quando il diametro apparente della Luna &egrave; pi&ugrave; piccolo di quello del Sole, lasciando visibile intorno al disco lunare un bellissimo anello di luce.<br />Ma se le eclissi oggi vengono considerate affascinanti fenomeni celesti, per secoli  hanno goduto, al pari delle comete, di una fama piuttosto sinistra quali messaggere di sventura.<br />Per molto tempo il cielo &egrave; stato considerato immutabile  e i fenomeni che avvenivano periodicamente sulla volta celeste, ripetendosi con regolarit&agrave;, permisero di stabilire le principali unit&agrave; di tempo: il giorno, il mese e l&#39;anno.<br />Qualsiasi variazione dal comportamento abituale degli astri, come l&#39;apparizione o la scomparsa di un oggetto celeste, era considerata molto inquietante.<br />Gli antichi erano coscienti che la vita sulla Terra dipende completamente dalla luce e dal calore inviati dal Sole. La scomparsa improvvisa della nostra stella durante un&#39;eclisse era un evento terribile.<br />Un aneddoto narra che l&#39;eclissi del 25 maggio del 585 a.C., che verso il tramonto interess&ograve; l&#39;area del Mediterraneo, mise fine a una battaglia fra il re dei Lidi Aliatte e quello dei Medi Ciassare. I due rivali, spaventati dall&#39;improvvisa oscurit&agrave; si affrettarono a concludere la pace.<br />Visto come vanno le cose adesso, viene da chiedersi se una simile esperienza sarebbe utile a mettere un po&#39; di sale in zucca ai fin troppo numerosi guerrafondai contemporanei&#8230;&#8230; <br />Con le loro osservazioni, gli antichi astronomi si accorsero che le eclissi non erano un fenomeno unico, ma si presentavano con una certa regolarit&agrave; e cominciarono a registrare i tempi delle varie fasi delle eclissi di Sole e di Luna.<br />Sembra che la prima eclisse registrata sia stata quella del 22 ottobre 2136 aC, osservata in Cina durante il regno dell&#39;imperatore Chung K&#39;ang. Un&#39;altra eclissi che risulta documentata &egrave; quella del 1375 aC, descritta su una tavoletta d&#39;argilla trovata a Ugarit in Siria.<br />Per la verit&agrave; presso alcune culture si sono sviluppate credenze pi&ugrave; ottimistiche riguardo all&#39;apparire di questi fenomeni celesti. In Polinesia le eclissi erano interpretate come un gesto d&#39;amore fra il  Sole e la Luna e anche oggi, alcune trib&ugrave; eschimesi considerano le eclissi come un segno della benevolenza divina, il Sole e la Luna lasciano temporaneamente il proprio posto in cielo per controllare che sulla Terra vada tutto bene.</font></p>
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		<title>Il carcere dei suicidi</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Cantelmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 66 - 1 Febbraio 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Quando si parla di diritti &#232; impossibile non parlare degli istituti di pena. All&#39;interno delle carceri italiane si incrociano i doveri e i diritti degli uomini, siano essi sorveglianti o sorvegliati, agenti di polizia penitenziaria o detenuti. Il carcere di Sulmona, in Abruzzo, &#232; un cosiddetto super carcere, unico insieme a quello di Torino per [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2010/02/il-carcere-dei-suicidi/">Il carcere dei suicidi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Quando si parla di <span style="font-weight: bold;">diritti </span>&egrave; impossibile non parlare degli <span style="font-weight: bold;">istituti di pena</span>. All&#39;interno delle carceri italiane si incrociano i doveri e i diritti degli uomini, siano essi sorveglianti o sorvegliati, agenti di polizia penitenziaria o detenuti. </span></font><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Il <span style="font-weight: bold;">carcere di Sulmona</span>, in Abruzzo, &egrave; un cosiddetto <span style="font-style: italic;">super carcere</span>, unico insieme a quello di Torino per la sua costituzione in cui si trovano detenuti particolari. Il carcere di Sulmona apre i cancelli nel 1992 presentandosi come una delle pi&ugrave; moderne e attrezzate strutture che il nostro paese possa offrire. Come il resto degli istituti di pena italiani, anche quello di via Lamaccio soffre per il sovraffollamento, attualmente ci sono circa 500 detenuti, di cui 120 con gravi problemi psichici, quando in realt&agrave; potrebbe contenere poco pi&ugrave; di 300 carcerati. </span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">E&#39; noto come il &ldquo;<span style="font-weight: bold;">carcere dei suicidi</span>&rdquo; a causa della clamorosa escalation che ha registrato negli ultimi quindici anni, senza nessun precedente in Italia. </span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Il 19 gennaio 1994 il primo morto, Luigi D&#39;Aloisio, pugliese, 37 anni, si toglie la vita impiccandosi con il lenzuolo legato alla finestra della camera di sicurezza. Cinque anni dopo, nel &#39;99 Cosimo Tramacere, brindisino, di ritorno in carcere dopo tre giorni di permesso premio si getta sotto un treno. Un mese dopo, 12 luglio, s&#39;impicca nella propria cella Antonio Miccoli. Il 19 aprile 2003, si uccide con un colpo di pistola la direttrice del carcere Armidia Miserere. Sei mesi dopo anche Diego Aleci, mafioso sottoposto al 41 bis, si toglie la vita con i lacci delle scarpe; lo stesso metodo &egrave; usato anche da  Francesco Di Piazza il 28 giugno 2004. Nello stesso anno un&#39;altra morte illustre, il 16 giugno, dodici giorni prima di Di Piazza, si toglie la vita il sindaco di Roccaraso Camillo Valentini, arrestato alcuni giorni prima per concussione. Il sindaco di Roccaraso non usa i lacci delle scarpe ma s&#39;infila un sacchetto di plastica in testa. La macabra serie non finisce qui, perch&eacute; l&#39;anno seguente il 3 gennaio 2005, con i lacci delle scarpe si uccide Guido Cercola, braccio destro di Pippo Cal&ograve;, recluso perch&eacute; coinvolto nella strage del &#8220;rapido 904&#8243;, quella del 23 dicembre 1984 quando un treno proveniente da Napoli e diretto a Milano salt&ograve; in aria nella galleria di San Benedetto Val di Sambro nell&#39;epoca del cosiddetto &ldquo;terrorismo di stato&rdquo;. Nello stesso anno, 2005, altri due morti, l&#39;ultimo il 7 gennaio 2010, Amato Tamarro, 28 anni, di Villa Literno, provincia di Caserta, appena tornato da un permesso premio si toglie la vita impiccandosi alla grata della propria cella. </span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Questa la lunga serie di morti, mentre la lista dei tentati suicidi &egrave; ancora pi&ugrave; lunga. </span></font><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Ogni qual volta un detenuto si &egrave; tolto la vita, nei giorni a seguire, quasi come un effetto emulazione, si sono verificati gli episodi di tentato suicidio. Il diritto alla vita &egrave; sancito e garantito dalla Costituzione, ma sembra non avere nessuna validit&agrave; nel carcere di Sulmona. Nel 2005 fa visita al super carcere l&#39;ex Ministro di Grazia e Giustizia <span style="font-weight: bold;">Roberto Castelli </span>che dichiara alla stampa: &#8220;A Sulmona c&#39;&egrave; un dato preoccupante perch&eacute;, in confronto alla media nazionale, c&#39;&egrave; un numero di suicidi piuttosto elevato&#8221;; segue un&#39;indagine che si aggiunge a quelle della magistratura e dell&#39;autorit&agrave; penitenziaria che ad oggi ha portato il nulla. </span></font><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Il fenomeno &egrave; complesso da spiegare. L&#39;ex medico del carcere sulmonese, Antonio De Deo, scomparso lo scorso anno all&#39;et&agrave; di 82 anni, attraverso un testo cerc&ograve; di analizzare &#8220;l&#39;effetto suicidio&#8221; condotto attraverso un&#39;analisi del comportamento dei detenuti e giunse alla conclusione che gli ospiti della casa di reclusione, non avendo altri strumenti per affermare la propria personalit&agrave;, spesso sono costretti ad usare il proprio corpo e il suicidio, in questo caso, rappresenta un modo per farlo. </span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Il carcere di Sulmona, &egrave; composto anche da una casa lavoro, dove i detenuti trascorrono un lungo periodo prima di tornare in libert&agrave;. Tuttavia risulta completamente insufficiente a soddisfare il processo di reintegrazione sociale e oggi molti rappresentanti della politica, dei sindacati e del personale che opera soprattutto sul profilo psicologico dei detenuti ne chiedono la chiusura  perch&eacute; totalmente insufficiente a soddisfare il processo di integrazione dei detenuti. </span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Dei 500 detenuti, circa 300 sono tossicodipendenti, molti sieropositivi, e sono pi&ugrave; del doppio rispetto agli agenti di polizia penitenziaria che operano nel carcere, e per i 120 detenuti con particolari problemi psichici vi &egrave; a disposizione un solo medico. Numeri impietosi e drammatici. </span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">&#8220;Quotidiani autolesionismi, minacce, aggressioni fisiche e verbali stanno parecchio minando la sopportazione di un personale che si &egrave; sempre distinto per la qualit&agrave; del lavoro svolto ma che ora dice basta. Dice basta con le lacrime e con gli occhi scavati da un disagio che ha raggiunto oramai il limite&#8221; queste le parole dei sindacati in un comunicato stampa congiunto diramato nei giorni scorsi. </span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Secondo <span style="font-weight: bold;">Franco Corleone</span>,  Garante dei diritti delle persone private della libert&agrave; personale presso il Comune di Firenze, &#8220;Occorre sempre ricordare che il carcere &egrave; il luogo della perdita della libert&agrave;, per chi &egrave; in attesa di giudizio e per chi si trova nella condizione di espiare una pena. Abbiamo a che fare cio&egrave; con un&#39;istituzione totale che quasi naturalmente si caratterizza come luogo di potere e in cui il detenuto &egrave; il soggetto pi&ugrave; debole. Il carcere rappresenta il deposito finale della Giustizia e sempre pi&ugrave; si &egrave; cucito addosso l&#39;appellativo di discarica sociale&#8221;.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Nei prossimi giorni &egrave; attesa una visita del Guardasigilli <span style="font-weight: bold;">Angelino Alfano </span>affinch&eacute; anche la legalit&agrave; sia un valore da affermare con forza anche nelle carceri.</span></font></div>
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