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	<title>L&#039;Arengo del Viaggiatore &#187; Numero 82 &#8211; 1 Agosto 2011</title>
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	<description>Rivista di libero pensiero</description>
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		<title>Radio Arengo &#8211; Ottobre 2013</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Oct 2013 05:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 103 - 1 Ottobre 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 82 - 1 Agosto 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Radio Arengo]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il consumo di suolo In viaggio tra sud America e transiberiana Riflessioni sul mediterraneo Sguardo sul petrolio &#160;</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/10/radio-arengo-ottobre-2013/">Radio Arengo &#8211; Ottobre 2013</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.larengodelviaggiatore.info/RadioArengo/20130925_frequenzerubateagricoltura.mp3">Il consumo di suolo</a></p>
<p><a href="http://www.larengodelviaggiatore.info/RadioArengo/20131010_viaggidiana.mp3">In viaggio tra sud America e transiberiana</a></p>
<p><a href="http://www.larengodelviaggiatore.info/RadioArengo/20131017_lampedusa.mp3">Riflessioni sul mediterraneo</a></p>
<p><a href="http://www.larengodelviaggiatore.info/RadioArengo/20131024_petrolio.mp3">Sguardo sul petrolio</p>
<p></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/10/radio-arengo-ottobre-2013/">Radio Arengo &#8211; Ottobre 2013</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Emigrazione: la speranza di un futuro migliore, tenendo salde le proprie radici</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale Elia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 82 - 1 Agosto 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L&#39;emigrazione &#232; un fenomeno sociale che ha abbracciato milioni di persone, ognuno di noi ha avuto un&#39;esperienza migratoria, diretta o indiretta, attraverso la propria pelle oppure ascoltando i racconti dei nostri avi cercando di immedesimarci nelle emozioni vissute, guardando negli occhi lucidi di colui che racconta le vicende ed entrando nel vivo dei suoi racconti. [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2011/08/emigrazione-la-speranza-di-un-futuro-migliore-tenendo-salde-le-proprie-radici/">Emigrazione: la speranza di un futuro migliore, tenendo salde le proprie radici</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">L&#39;emigrazione &egrave; un fenomeno sociale che ha abbracciato milioni di persone, ognuno di noi ha avuto un&#39;esperienza migratoria, diretta o indiretta, attraverso la propria pelle oppure ascoltando i racconti dei nostri avi cercando di immedesimarci nelle emozioni vissute, guardando negli occhi lucidi di colui che racconta le vicende ed entrando nel vivo dei suoi racconti. </span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Anche nella Bibbia, in una parte del secondo libro &ldquo;Esodo&rdquo;, si racconta questo grande fenomeno effettuato dal popolo ebraico che si sposta dall&#39;Egitto in cammino verso la Terra Promessa. </span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Oltre alla valenza economica, che ha fatto decidere lo spostamento per cause di miseria e per il cambiamento radicale dello stile di vita, sognando una prospettiva migliore per s&eacute; e per i propri discendenti, l&#39;emigrazione ha un grande valore psicologico che non pu&ograve; essere sottovalutato. Il distacco dalla terra natia &egrave; la prima nota dolente per colui che si appresta ad un lungo spostamento, il luogo dove sei nato, cresciuto e maturato sotto la protezione della propria famiglia deve essere abbandonato e probabilmente mai pi&ugrave; rivisto, se non in qualche foto o attraverso qualche racconto. </span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Molti anni fa era molto difficile ritornare, anche per brevi periodi, nel proprio paese, poich&eacute; i trasporti lasciavano molto a desiderare, i tempi per il viaggio erano molto lunghi ed i costi quasi insostenibili. Adesso riavvicinarsi al proprio paese &egrave; molto pi&ugrave; semplice ed economico e per l&#39;emigrante il distacco &egrave; meno traumatico.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">In ogni modo, il cambiamento &egrave; per l&#39;uomo una grande sfida, l&#39;adattamento &egrave; una buona arma per risolvere il disagio e riequilibrare la propria identit&agrave; che pu&ograve; essere solo smussata dal nuovo ambiente ma non perder&agrave; mai la sua qualit&agrave; originale. Arrivare in un nuovo paese, soprattutto se a molti kilometri di distanza dal nostro, ci disorienta, ci fa perdere, momentaneamente, la nostra spensieratezza e il nostro automatismo, la naturalezza di eseguire i compiti odierni, che avr&agrave; bisogno di tempo per mettersi in moto. La prima cosa che cerchiamo &egrave; qualcosa che ci ricordi la nostra identit&agrave;, che la difenda e la riproponga in una nuova veste, qualcosa che, nonostante la lontananza, ci faccia sentire a casa, quindi andiamo alla ricerca di oggetti familiari, di persone del nostro stesso paese o paesi limitrofi, elementi che rendano l&#39;esperienza meno traumatica possibile. </span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">La separazione dalla propria terra &egrave; sempre vissuta come una frattura della vita personale, il viaggio verso una nuova meta &egrave; interminabile, ricco di pensieri che rimandano ad ogni minimo particolare della vita passata nei luoghi della fanciullezza, mettendosi di impegno a ricordare ogni minimo dettaglio del paesaggio che si sta per lasciare, fotografando con gli occhi ogni albero, ogni pianta, ogni casa da portare con s&eacute; nella propria mente e da poter archiviare nel proprio cuore per poterli rispolverare nei momenti pi&ugrave; difficili della propria vita, affinch&eacute; possano dare un minimo di conforto e serenit&agrave;. Alessandro Manzoni ne &ldquo;I promessi sposi&rdquo;, alla fine del capitolo ottavo, dando voce al suo pensiero attraverso uno dei personaggi principali, Lucia Mondella, descrive, in poche righe, magistralmente quanto detto: &ldquo;Addio, monti sorgenti dalle acque, ed elevati al cielo &#8230;&rdquo;, davvero commovente &egrave; la descrizione di ogni parte del paesaggio che si presenta di fronte a Lucia, leggendo quei passi sembra di vedere con gli occhi della protagonista e vivere insieme a lei quel momento toccante, anche se l&#39;emigrazione di Lucia e Renzo &egrave; stata forzata da fattori prettamente sentimentali, quindi, a mio parere, la particolare situazione contribuisce a riempire di pathos il racconto ma le parole sono adattabili per ogni emigrazione.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Un altro famoso autore italiano, Cesare Pavese, nel romanzo &ldquo;La luna e i fal&ograve;&rdquo; riesce a spiegare molto bene il pensiero dell&#39;emigrante, il rapporto morboso di odio e amore verso la propria terra e la continua ricerca delle proprie radici, alle quali non ci si pu&ograve; mai staccare: &ldquo;Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c&#39;&egrave; qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.&rdquo; Il ricordo del proprio paese &egrave; scalfito nel proprio cuore, nessuno pu&ograve; permettersi di affermare il contrario.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Sugli autobus e sui treni, appena arrivati nella propria terra, mi concentro sempre ad osservare gli sguardi delle persone che hanno dovuto abbandonare il proprio paese da molti anni e scorgo in questi un profondo stato di gioia con un pizzico di nostalgia. Gioia per essere ritornati, nostalgia perch&eacute; quella gioia durer&agrave; poco, perch&eacute; breve sar&agrave; la permanenza e quest&#39;ultima sar&agrave; un altro tassello nel puzzle dei ricordi che si porteranno dietro in terra putativa. Queste descrizioni sono anche frutto di esperienza personale, anche io come tanti altri, ho dovuto lasciare la mia amata terra ed anch&#39;io porto sempre con me il ricordo di una terra che ha forgiato la mia identit&agrave; ed il mio spirito testardo e combattente.</span></font></div>
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		<title>La piccola grande Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tobia Desalvo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 82 - 1 Agosto 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo e spazio liberi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L&#39;Italia in miniatura rappresenta le migliori qualit&#224; della Riviera romagnola: l&#39;accoglienza, la lungimiranza, l&#39;amore per il dettaglio.Nel centocinquantenario dell&#39;unit&#224; nazionale, una visita all&#39;Italia in miniatura rappresenta per il turista l&#39;occasione migliore di ripercorrere la nostra penisola da sud a nord e di affacciarsi al di l&#224; delle Alpi, trovando lungo il percorso le pi&#249; belle [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2011/08/la-piccola-grande-italia/">La piccola grande Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">L&#39;Italia in miniatura rappresenta le migliori qualit&agrave; della Riviera romagnola: l&#39;accoglienza, la lungimiranza, l&#39;amore per il dettaglio.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Nel centocinquantenario dell&#39;unit&agrave; nazionale, una visita all&#39;Italia in miniatura rappresenta per il turista l&#39;occasione migliore di ripercorrere la nostra penisola da sud a nord e di affacciarsi al di l&agrave; delle Alpi, trovando lungo il percorso le pi&ugrave; belle ricchezze del proprio territorio e scoprendo i pi&ugrave; ameni dettagli di una penisola che difficilmente si pu&ograve; visitare interamente durante un soggiorno limitato.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Si parte da Leuca o da Trapani, e seguendo le linee del trenino elettrico si risale fino alle guglie del Duomo di Milano, alla Lanterna di Genova e alla Torre pendente, senza farsi mancare un salto all&#39;Arena di Verona e alla Laguna di Venezia.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Questo Parco gi&agrave; di per se rappresenta un patrimonio storico del nostro Paese. Aperto nel 1970 sulla statale Adriatica subito a Nord di Rimini per volont&agrave; del fondatore Ivo Rambaldi, non ha mai smesso di crescere e di aggiornarsi trasformandosi insieme al Paese che in questi decenni ha contribuito ad illustrare.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">L&#39;ultima attrazione &egrave; il viaggio in barca dentro alla Laguna di Venezia, ricostruita su scala maggiore di quanto non sia nelle miniature, dentro la quale si pi&ograve; ascoltare la voce di Casanova e ritrovarsi immersi nell&#39;atmosfera del Canal Grande. Ci si pu&ograve; soffermare nel Padiglione della scienza e rimbalzare appesi all&#39;elastico della fionda meccanica, rinfrescarsi dalla calura estiva battagliando con i fucili ad acqua in ambientazione medioevale e dopo aver mangiato una piadina osservare l&#39;Italia dall&#39;alto della monorotaia.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Al termine della visita, quello che rimane con noi &egrave; una riflessione sulla nostra Italia, sulla lunga Storia che essa mostra nelle sue piazze e su quanto la Riviera romagnola insegni a mantenere la grandiosit&agrave; umana con pochi ingredienti semplici.</span></font></div>
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		<title>Sotto questo cielo</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Roncarati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 82 - 1 Agosto 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di zodiaco e costellazioni.Fin dagli albori della civilt&#224; l&#39; uomo ha tentato di rappresentare lo straordinario spettacolo che gli si parava davanti agli occhi ogni volta che alzava lo sguardo verso il cielo.Non a caso uno dei primi passi dell&#39; astronomia, forse la pi&#249; antica delle [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2011/08/sotto-questo-cielo/">Sotto questo cielo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di zodiaco e costellazioni.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Fin dagli albori della civilt&agrave; l&#39; uomo ha tentato di rappresentare lo straordinario spettacolo che gli si parava davanti agli occhi ogni volta che alzava lo sguardo verso il cielo.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Non a caso uno dei primi  passi dell&#39; astronomia, forse la pi&ugrave; antica delle scienze, &egrave; stato la suddivisione della volta celeste in costellazioni.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">L&#39; origine di questa cultura del cielo si perde molto indietro nel tempo e pur essendosi sviluppata in  civilt&agrave; diverse, presenta spesso caratteri comuni.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Le costellazioni come oggi le conosciamo sono descritte nell&#39; Almagesto di Tolomeo, redatto intorno al 137 d.C., nel quale sono indicati 48 raggruppamenti stellari e un migliaio di stelle.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">La grandiosa opera dell&#39; astronomo alessandrino rimase il testo fondamentale dell&#39; astronomia occidentale fino ai tempi di Galileo. </span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Tolomeo non fece per&ograve; tutto da solo: la fonte principale del suo lavoro &egrave; il Catalogo di Ipparco di Nicea, compilato tre secoli prima.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Lo stesso Ipparco si era documentato su un&#39; opera precedente: il poema Fenomeni e pronostici di Arato di Soli, una dettagliata descrizione del cielo  ad uso di marinai e agricoltori, scritta intorno al 280 a.C.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Anche quest&#39; opera non era per&ograve; tutta farina del sacco di Arato. Il poeta di origine cilicia si era infatti ispirato a un catalogo astronomico di Eudosso, realizzato verso il 370  a.C.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Alcune costellazioni sembrano avere origini ancora pi&ugrave; antiche. Esiodo ed Omero, rispettivamente nel VII e IX  secolo a.C., ne citano cinque: Pleiadi, Iadi, Orsa Maggiore, Boote e Orione.  </span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Andando ancora pi&ugrave; indietro nel tempo si scopre che la suddivisione dello zodiaco in 12 segni si trova presso gli egizi, i babilonesi, i persiani e gli indiani, una diffusione che sembra suggerirne un&#39; origine comune.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">E&#39; in quest&#39; area, pi&ugrave; precisamente fra Egitto e Mesopotamia, che sembrano smarrirsi  le tracce delle rappresentazioni celesti. Alcuni studiosi non si sono tuttavia dati per vinti e hanno cercato di riallacciare il filo spezzato.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">L&#39; astronomo Michael Ovenden, studiando la posizione e l&#39; orientamento delle pi&ugrave; antiche costellazioni boreali conosciute, era giunto alla conclusione che questi raggruppamenti stellari furono ideati circa 4500 anni fa da un popolo che viveva a una latitudine di circa 36&deg; a nord dell&#39; equatore.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">I candidati pi&ugrave; probabili erano quattro: Fenici, Egizi, Babilonesi e Minoici. </span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Un ulteriore studio di Archie E. Roy, dell&#39;universit&agrave; di Glasgow, sulle civilt&agrave; antiche comprese nell&#39; area geografica e nel periodo di tempo individuati da Ovenden, sembra attribuire la paternit&agrave; delle costellazioni al popolo Minoico.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Le tracce delle conoscenze astronomiche di questa antica civilt&agrave; sono andate perdute, ma &egrave; suggestivo pensare che la descrizione del cielo come lo conosciamo potrebbe esserci stata tramandata dal popolo che con la sua repentina scomparsa avrebbe originato il mito di Atlantide.</span></font></div>
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		<title>Casta chi era costei</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tobia Desalvo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 82 - 1 Agosto 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Casta &#232; una termine generalmente utilizzato per rappresentare la realt&#224; indiana e identifica un sistema di stratificazione sociale in base a privilegi di nascita. In sintesi, traendo spunto da fondamenti religiosi, impone all&#39;individuo di aderire ad un meccanismo di obbedienza stretta alla propria condizione sociale che sar&#224; premiata non nell&#39;aldil&#224; ma addirittura nella prossima incarnazione. [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2011/08/casta-chi-era-costei/">Casta chi era costei</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Verdana" size="2">Casta &egrave; una termine generalmente utilizzato per rappresentare la realt&agrave; indiana e identifica un sistema di stratificazione sociale in base a privilegi di nascita. In sintesi, traendo spunto da fondamenti religiosi, impone all&#39;individuo di aderire ad un meccanismo di obbedienza stretta alla propria condizione sociale che sar&agrave; premiata non nell&#39;aldil&agrave; ma addirittura nella prossima incarnazione. E&#39; un sistema feroce, che sfrutta e opprime le persone per millenni, che impedisce meccanismi di promozione sociale e si autoalimenta per la convenienza di chiunque a sfruttare chi &egrave; pi&ugrave; oppresso di lui. E&#39; un modello di societ&agrave; non democratico e non fondato sulla piena possibilit&agrave; di sviluppo della persona umana.</font></p>
<p align="justify"><font face="Verdana" size="2">In Italia si parla di &#39;casta&#39; per identificare i membri del Parlamento e in generale lo si tende pericolosamente a estendere a tutti i funzionari pubblici. In questa maniera si lascia trapelare l&#39;idea, anzi la si esprime a chiare lettere, che in Italia il voto per esprimere i propri rappresentanti politici sia inutile se non addirittura dannoso. La conseguenze di questa riflessione &egrave; evidentemente la presa di coscienza del fallimento delle democrazia repubblicana, il cui delicato meccanismo di funzionamento si fonda sulla rappresentanza della volont&agrave; popolare attraverso il ruolo del parlamentare, al quale vengono conferiti privilegi in quanto primo servitore dello Stato. Un sistema di potere sovrano necessariamente richiede che qualcuno lo gestisca ed &egrave; altres&igrave; normale che costui ricada nella tentazione di goderne personalmente: vogliamo fingre di non notare la differenza tra un primo sacerdote eletto dal popolo e la selezione genetica avvenuta nell&#39;utero materno? Secondo me la differenza &egrave; talmente evidente che camuffarla per vendere copie e lanciare slogan equivale a compiere un atto di violenza contro il nostro sistema repubblicano. </font></p>
<p align="justify"><font face="Verdana" size="2">L&#39;Italia per secoli &egrave; stata occupata da potenze straniere (tanto che anche la sua storia unitaria ha ricalcato il medesimo schema) e la nostra Costituzione che cerca di generare un Paese democratico richiede sforzi generosi da parte di chi desidera realizzarla, sia nella politica che nella partecipazione civile. Le principali forze che hanno difeso la nostra Repubblica e che hanno combattuto per essa versano in situazioni degradanti: tra tutti i partiti storici, abbattuti dalla furia di Tangentopoli e da un&#39;opinione pubblica tanto impreparata a gestire i fisiologici shock democratici quanto ricettiva agli stimoli pi&ugrave; ferini, e i sindacati, in difficolt&agrave; per le loro mancanze ideologiche ed economiche.</font></p>
<p align="justify"><font face="Verdana" size="2">Nello scenario politico attuale le uniche parole d&#39;ordine pubbliche sono quelle forcaiole dell&#39;odio sociale per la classe dirigente eletta dal popolo medesimo e le uniche politiche da implementare sono quelle scritte sotto dettatura a Bruxelles. Una situazione paradossale che potrebbe diventare drammatica ed aprire il campo alle forze che vorrranno approfondire il solco tracciato nel 1992 che ha banalizzato le richieste popolari alla scelta tra il moralismo di sinistra e il protezionismo di destra. Vent&#39;anni di silenzio nel dibattito pubblico stanno asciugando le fondamenta civili della passione politica, stanno allevando la migliore classe dirigente al di fuori di una indipendente logica di autonomia politica. Cos&igrave; invece che a una nuova classe dirigente, il rischio &egrave; che l&#39;anti-politica del berlusconismo passi il testimone all&#39;anti-politica delle procure. Il siparietto di Di Pietro e Berlusconi in Parlamento lasciava proprio pensare a quello.<br />Senza la politica comanda l&#39;economia. La Lega Nord, dopo aver minato la Prima Repubblica, averne sostituito i rapprensentati in diffusi gangli del potere, si avvicina a sferrare il colpo di grazia a Silvio il quale soccomber&agrave; non sancendo il fallimento (che di fatto tale &egrave; stato) del modello dell&#39;anti-politica al potere (una contraddizione in termini che non vedere significa non avere gli occhi per farlo e che ha proprio nell&#39;ipocrisia razzista della Lega uno dei suoi elementi peggiori), ma proprio in quanto difensore della &#39;casta&#39;.</font></p>
<p align="justify"><font face="Verdana" size="2">Quindi, toccato il fondo, temo si comincer&agrave; a scavare se le forze riformiste migliori che hanno appena conquistato l&#39;avanguardia del Paese con il sindaco Pisapia non troveranno la forza di lanciare una volata dopo questi vent&#39;anni di attraversata nel deserto. Non vedo altri punti di forza per questa battaglia se non negli ultimi eredi delle tradizioni democratiche. Il sistema maggioritario e la scarsa responsabilit&agrave; politica diffusa renderanno tali convergenze difficili, ma la battaglia politica non si esaurir&agrave; affatto con l&#39;uscita di scena di Berlusconi (la cui effettiva consistenza &egrave; in realt&agrave; tutta da misurare) ma rischia di vivere i prossimi decenni tra le difficolt&agrave; di una popolazione impoverita e non rappresentata, un&#39;amplificazione mediatica distorta e una politica asservita a poteri esterni.<br />Ed ecco che sar&agrave; bastato propagandare il peggio per realizzarlo, visto che nessuno avr&agrave; potuto costruire qualcosa di meglio.</font></p>
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		<title>La nuova Carta ungherese indigesta all&#039;Europa</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele De Maria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 82 - 1 Agosto 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il Parlamento Europeo ha bocciato la Nuova costituzione ungherese ritenuta razzista. A Strasburgo lo scorso 5 luglio &#232; stata infatti approvata una risoluzione nella quale si ritiene la Carta magiara non in linea con i diritti fondamentali riconosciuti dall&#39;Unione Europea.La nuova Costituzione, varata lo scorso aprile, ridisegna l&#39;assetto istituzionale ungherese adombrato da razzismo e xenofobia: [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2011/08/la-nuova-carta-ungherese-indigesta-alleuropa/">La nuova Carta ungherese indigesta all&#39;Europa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Il <span style="font-weight: bold;">Parlamento Europeo</span> ha bocciato la <span style="font-weight: bold;">Nuova costituzione</span> <span style="font-weight: bold;">ungherese</span> ritenuta razzista. A Strasburgo lo scorso 5 luglio &egrave; stata infatti approvata una risoluzione nella quale si ritiene la Carta magiara non in linea con i diritti fondamentali riconosciuti dall&#39;Unione Europea.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">La nuova Costituzione, varata lo scorso aprile, ridisegna l&#39;assetto istituzionale ungherese adombrato da razzismo e xenofobia: <span style="font-weight: bold;">radici cristiane dello stato</span>, <span style="font-weight: bold;">matrimonio solo tra uomo e donna</span>, <span style="font-weight: bold;">limitati i poteri della Corte Costituzionale e rafforzati quelli dell&#39;Esecutivo</span>. Una riforma voluta dal premier ungherese <span style="font-weight: bold;">Viktor Orban</span>, leader del partito di destra <span style="font-style: italic;">Fidesz</span>, che ha ricoperto tra l&#39;altro il ruolo di presidente di turno UE nel primo semestre 2011.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">A preoccupare l&#39;opposizione ungherese e l&#39;Europa &egrave; innanzitutto il preambolo della costituzione  che <span style="font-weight: bold;">identifica la nazione politica con la nazione etnica</span>, caratterizzata dalle <span style="font-weight: bold;">radici cristiane</span>, con una implicita discriminazione di minoranze etniche (in particolare Rom) e religiose (atei, ebrei, mussulmani). Si fa esplicitamente riferimento a Dio e al Cristianesimo come elementi unificanti del paese ma, soprattutto, lo Stato non &egrave; pi&ugrave; definito nei termini di una repubblica. </span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">L&#39;etnia ungherese viene utilizzata come strumento di rivendicazione territoriale e provocazione nei confronti dei paesi confinanti come Slovacchia, Serbia, Romania e Ucraina: viene data la possibilit&agrave; di votare anche ai cittadini di origine ungherese l&igrave; residenti, ovvero uno <span style="font-style: italic;">Stato-padre</span> che si prende cura anche dei propri figli fuori dai confini. Aleggia cio&egrave; la presunzione di considerare quello ungherese il popolo eletto, atteggiamento, gi&agrave; visto in passato in Europa in altri contesti, che tanto male ha fatto al continente, come ha sottolineato con preoccupazione <span style="font-style: italic;">Sueddeutsche Zeitung</span> (http://www.sueddeutsche.de/politik/umstrittene-verfassung-angst-vor-ungarns-arroganz-1.1086803)</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Si esalta poi il valore della famiglia <span style="font-weight: bold;">vietando l&#39;aborto</span> e si sottolinea che <span style="font-weight: bold;">l&#39;unione coniugale &egrave; solo tra uomo e donna</span>. A ci&ograve; si aggiunge la <span style="font-weight: bold;">totale assenza di riferimenti ai diritti delle minoranze</span>, al divieto della <span style="font-weight: bold;">pena di morte</span> e delle <span style="font-weight: bold;">discriminazioni fondate sull&#39;orientamento sessuale</span>. Si definisce il lavoro come &ldquo;dovere&rdquo; e non pi&ugrave; come &ldquo;diritto&rdquo;.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Dal punto di vista tecnico-istituzionale la Costituzione concede all&#39;Esecutivo il potere di nominare i membri della Corte Costituzionale, la quale &egrave; inoltre privata delle competenze in tema di bilancio, fisco e dogane. In questo modo, per le opposizioni, s&#39;istituzionalizza la dittatura dell&#39;esecutivo con uno squilibrio tra i poteri dello stato.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">La decisione del Parlamento europeo arriva dopo mesi di polemiche: <span style="font-weight: bold;">Amnesty International</span> ha parlato della nuova Carta ungherese come di una violazione &ldquo;alle norme internazionali ed europee dei diritti dell&#39;uomo&rdquo;.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">La <span style="font-weight: bold;">risoluzione</span>, proposta dall&#39;<span style="font-weight: bold;">Alde</span> (Liberali e Democratici), <span style="font-weight: bold;">Sinistra Unitaria/Verdi </span>e <span style="font-weight: bold;">S&#038;D </span>(Socialisti e Democratici), passata con 331 voti favorevoli contro 274, chiede di emendare alcuni punti controversi sulla base delle indicazioni della Commissione di Venezia, che analizza le questioni di diritto costituzionale.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Nello specifico si invita l&#39;Ungheria a emendare la nuova Costituzione attraverso future leggi cardinali e ordinarie, ricercando un <span style="font-weight: bold;">diffuso consenso</span> attraverso il dibattito pubblico, assicurando &ldquo;che ogni cittadino abbia diritto a una <span style="font-weight: bold;">pari protezione dei propri diritti</span>, a prescindere dal gruppo religioso, sessuale, etnico o societario a cui appartiene&rdquo;, garantendo esplicitamente &ldquo;che l&#39;Ungheria rispetter&agrave; l&#39;<span style="font-weight: bold;">integrit&agrave; territoriale</span> degli altri paesi quando chieda il sostegno delle persone di etnia ungherese che vivono all&#39;estero&rdquo;, ribadendo &ldquo;l&#39;<span style="font-weight: bold;">indipendenza della magistratura</span> ripristinando il diritto della Corte costituzionale a rivedere la normativa in materia di bilancio senza eccezione&rdquo;, tutelando esplicitamente &ldquo;tutti i diritti civili e sociali fondamentali, nel rispetto degli obblighi internazionali dell&#39;Ungheria, <span style="font-weight: bold;">vietare la pena di morte</span>, l&#39;ergastolo senza possibilit&agrave; di libert&agrave; condizionale e la <span style="font-weight: bold;">discriminazione fondata sull&#39;orientamento sessuale</span>, fornire sufficienti garanzie per quanto riguarda la protezione dei diritti fondamentali e chiarire che i diritti fondamentali sono acquisiti alla nascita e non sono soggetti a condizioni&rdquo; (il testo della risoluzione su </span></font><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Dall&#39;avanzata dei partiti di estrema destra in tutto il continente ai recenti attentati di Oslo, dalle continue farneticazioni di Borghezio alla legge contro l&#39;omofobia bocciata dal Parlamento italiano: la riforma ungherese si colloca in un&#39;atmosfera piuttosto complessa in Europa, dove integralismo religioso cristiano, xenofobia e omofobia dilagano sempre pi&ugrave; anche in quei paesi tradizionalmente pi&ugrave; tolleranti e aperti. Nel caso ungherese, il Parlamento europeo, anche se con reazioni tardive, ha dimostrato di essere comunque in grado di vigilare e agire.</span></font></div>
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		<title>Diario da Gaza &#8211; Quarto giorno &#8211; 15/5/2011</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Centeleghe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 82 - 1 Agosto 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>15/05/20114 giorno:Due tragedie si commemorano oggi. L&#39;uccisione di vittorio. &#200; passato un mese.Sono pochi i gesti che accompagnano il risveglio e caricano di valenza espressiva il nostro trionfo verso quel porto. Lo stesso porto nel quale Vittorio per la prima volta nel 2008 &#232; arrivato. Insieme carichi di entusiasmo, di bene e di desiderio di [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2011/08/diario-da-gaza-quarto-giorno-1552011/">Diario da Gaza &#8211; Quarto giorno &#8211; 15/5/2011</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">15/05/2011</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">4 giorno:</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Due tragedie si commemorano oggi. </span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">L&#39;uccisione di vittorio. &Egrave; passato un mese.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Sono pochi i gesti che accompagnano il risveglio e caricano di valenza espressiva il nostro trionfo verso quel porto. Lo stesso porto nel quale Vittorio per la prima volta nel 2008 &egrave; arrivato. Insieme carichi di entusiasmo, di bene e di desiderio di ricontrarti salpiamo sulla tua Oliva. Cos&igrave; un p&ograve; per gioco un p&ograve; per gesto che resti immutabile nel grigiore di quell&#39;acqua sporca ma cos&igrave; immensamente cara. Un solo coro, una sola voce, un solo unico perpetuo risveglio. &Egrave; bello ricordarti di una memoria fitta e gelida. &Egrave; bello saperti amato.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;"> </span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">La Nakba palestinese, la disgrazia palestinese, al suo sessantatresimo anniversario.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">L&#39;assedio su Gaza prevede un continuo controllo sulle entrate uscite dai valici, dai suoi confini.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Attorno alla striscia di Gaza cresce un muro, un muro che non rispecchia soltanto l&#39;indifferenza e la scarsa attenzione all&#39;impegno della causa palestinese, per la causa palestinese.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Migliaia di palestinesi oggi hanno schierato e lanciato i loro corpi contro l&#39;oppressione e la sponda che li separa e li tiene isolati in quella fetta di terra.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">La risposta israeliana &egrave; stata solo la repressione. </span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Siamo al valico di Erez, nord della striscia.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">La marcia di cori e bandiere &egrave; gioiosa, quasi come se attorono non ci fosse morte e disperazione. Le ambulanze urlano a sirene spiegate, ma le loro urla sono coperte da un fervore ed una gioia che non hanno bandiere politiche.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Resto accanto ad una signora anziana, completamente avvolta nel suo abito di protesta, di colore. Stiamo vicine e lei sorride, sorride a noi tutti. Non parla inglese, solo le giovani generazioni lo parlano, cosi A. che mi &egrave; difianco traduce per me quello che voglio dirle. Ma poi ci rendiamo conto che i gesti esprimono di un chiarezza intensa quello che le traduzioni e le parole non sanno fare. Ci si stringe di un calore assoluto.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Un coraggio inaudito al di l&agrave; di quel valico percorre uomini, donne, bambini che votano i loro corpi alla causa di quel popolo, martoriato, devastato.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">La causa palestinese dentro di s&egrave; ha la determinazione della lotta, della vita. Io cresco dentro tutto questo, mi da coraggio e provo a cambiarmi, provo a sostituirmici, mi ambiento.</span></font><br style="font-family: Verdana;" /><br style="font-family: Verdana;" /><font size="2"><span style="font-family: Verdana;">Da una grande duna di sabbia difficile nella sua scalata al cielo, ci raduniamo per osservare lungo quella infinita distesa i crimini di un&#39;umanit&agrave; intera. Le ambulanze continuano nel loro sfrecciare. Dall&#39;alto sento gli spari, scanditi, forti e quello che vedo &egrave; un lungo confine, al dil&agrave; non &egrave; chiaro ma so che &egrave; il confine israeliano; di qua un mare di corpi nascosti tra i sali e scendi delle dune infuocate, bambini, ne vedo tantissimi come puntini spersi in un deserto di sabbia. In ospedale quel pomeriggio confermeranno quegli stessi occhi infantili devastati dalla morte.</span></font></div>
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		<title>Lavoro, cercasi nuovo identikit lungo la via Emilia</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Marcatili</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 82 - 1 Agosto 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Per tanti anni bastava girare lungo la via Emilia e bussare alle porte alle imprese per avere delle buone chance di tornare a casa con una decente proposta di lavoro. Se poi si era giovani, tale fiducia diventava una certezza, e se si era donne, il giusto contesto culturale ed economico (alta presenza di industrie [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2011/08/lavoro-cercasi-nuovo-identikit-lungo-la-via-emilia/">Lavoro, cercasi nuovo identikit lungo la via Emilia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Per tanti anni bastava girare lungo la via Emilia e bussare alle porte alle imprese per avere delle buone chance di tornare a casa con una decente proposta di lavoro. Se poi si era giovani, tale fiducia diventava una certezza, e se si era donne, il giusto contesto culturale ed economico (alta presenza di industrie ad alta intensit&agrave; di lavoro femminile) favoriva, pi&ugrave; che altrove, le condizioni anche per un impiego femminile. Non solo la crisi economica ha cambiato tale prospettiva, visto che negli ultimi mesi &#8211; cos&igrave; come &egrave; avvenuto per tutto il territorio nazionale &#8211; la debole ripresa dei livelli di attivit&agrave; ha stentato a tradursi in un miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro, ma forse &egrave; cambiato l&#39;identikit del lavoratore che pu&ograve; essere accolto e impiegato nel sistema produttivo manifatturiero di tutta l&#39;Emilia-Romagna, sia pur con delle differenziazioni territoriali. </p>
<p align="justify">&Egrave; il segretario generale della Cisl Emilia-Romagna, Giorgio Graziani, a fotografare la straordinaria evoluzione dello scenario che si va di anno in anno consolidando in questo territorio. &laquo;Se fino a qualche anno fa &#8211; spiega il rappresentante sindacale regionale -, l&#39;offerta manifatturiera diversificata lungo la via Emilia offriva una buona possibilit&agrave; di occupazione a tutti i profili, e poco contava essere maschio o femmina, giovane o anziano, nel mondo post-crisi sono certamente pi&ugrave; avvantaggiati chi possiede una qualifica tecnica, tipicamente uomini di media et&agrave;, a discapito di chi pu&ograve; contare solo su dei buoni titoli, tipicamente giovani&raquo;. </p>
<p align="justify">Da evidenziare poi alcune tendenze interessanti in regione, che si inseriscono in questo quadro di riferimento, peraltro caratterizzato sicuramente da un uso trasversalmente pi&ugrave; intensivo dei rapporti di lavoro flessibili. &laquo;Se da un lato &#8211; continua Graziani &#8211; perde appeal il lavoro femminile, a causa della crisi in quei settori maggiormente caratterizzati dall&#39;utilizzo di lavoro femminile, come quello della ceramica e del tessile, dall&#39;altro lato una struttura del mercato del lavoro ad elevata presenza manifatturiera e scarso apporto di terziario innovativa continua a privilegiare il lavoro straniero, spesso non scolarizzato ma con un certo percorso di apprendimento, rispetto a quello italiano, caratterizzato da giovani con un grado di istruzione molto avanzato ma sempre pi&ugrave; scoraggiati nel cercare una posizione adeguata alle competenze teoriche acquisite&raquo;. Non vi &egrave; dubbio che in Emilia-Romagna il livello di disoccupazione resta nel 2010 tra i pi&ugrave; bassi d&#39;Italia (5,7%), in linea con le altre regioni caratterizzate dalla stessa vocazione produttiva e internazionale come Lombardia (5,6%), Veneto (5,8%) e Marche (5,6%). Tuttavia, lo stesso dato risulta in peggioramento qualora il confronto venisse fatto soltanto con un lustro addietro, quando l&#39;Emilia-Romagna faceva segnare un tasso di disoccupazione pari a 3,4% contro il 3,7% della Lombardia, il 4,0 del Veneto e il 4,5% delle Marche. </p>
<p align="justify">A pesare, in questo confronto, sono soprattutto i dati sulle donne e sui giovani che, mentre per gli altri territori hanno sempre rappresentato le generali criticit&agrave; del mercato del lavoro nel suo complesso, in Emilia-Romagna fanno raggiungere e conoscere per la prima volta in questi mesi dei livelli statistici che non la vedrebbero pi&ugrave; come un baluardo nazionale contro la scarsa partecipazione femminile e giovanile al lavoro. A tal proposito, dal recente Rapporto regionale di Banca d&#39;Italia, si legge che nel corso del 2010 &laquo;la riduzione del numero di occupati &egrave; stata del 6,6% per i lavoratori con 15-34 anni, a fronte di un incremento dell&#39;1,2% per quelli con oltre 35 anni di et&agrave;. L&#39;occupazione femminile &egrave; diminuita in misura maggiore rispetto a quella maschile (rispettivamente -1,3% e -0,8%), in controtendenza rispetto al corrispondente dato nazionale (in Italia l&#39;occupazione femminile &egrave; stata stazionaria a fronte di un calo dell&#39;1,1% di quella maschile)&raquo;. In particolare, &egrave; interessante far notare che nella via Emilia si sta allargando gradualmente la forbice tra il tasso di disoccupazione maschile e quella femminile. Alla vigilia della crisi economica, nel 2007, il tasso di disoccupazione per le donne era pari al 3,9%, mentre quello degli uomini al 2,1%, con un gap di 1,8 punti percentuali. Di contro, sempre in quello stesso anno, il gap tra il tasso di disoccupazione maschile e femminile risultava in Veneto pari al 3,2%, in Lombardia all&#39;1,9%, in favore degli uomini. Passando al 2010, invece, in Emilia-Romagna la distanza tra i due dati ha fatto registrare un allargamento pari al 2,4% in favore degli uomini, contro l&#39;1,6% per la Lombardia e un 2% per il Veneto. Anche le vicine regioni delle Marche, Toscana e Umbria hanno fatto segnare una riduzione di tale forbice tra disoccupazione maschile e femminile. </p>
<p align="justify">Certamente l&#39;Emilia-Romagna partiva da dati pi&ugrave; favorevoli, ma tale fenomeno contrastante rispetto alla dinamica delle altre regioni comparabili o di riferimento &egrave; il segno del perdurare della crisi e del peggioramento delle condizioni delle fasce pi&ugrave; deboli, e segnala nel contempo un problema molto pi&ugrave; rilevante per il prossimo futuro. Se tale disoccupazione non sar&agrave; riassorbita, non vi sar&agrave; che attendersi una crescita del tasso di inattivit&agrave; delle donne. Un dato quest&#39;ultimo che, almeno per oggi, si assesta ancora su dei buoni livelli (28,4% nel 2010 su un livello molto simile alla situazione pre-crisi).</p>
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		<title>Follia norvegese</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Costantino Di Lazzaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 82 - 1 Agosto 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Quindi c&#39;&#232; del marcio in Norvegia. Magari proprio dove crescono le mele pi&#249; belle si annida il verme. Qualcuno forse si spinger&#224; persino a propugnare la tesi che proprio l&#39;eccesso di benessere diffuso scatena, o comunque &#232; concausa, del malessere psichico del singolo.Mah&#8230; il sentimento di dolore verso quei ragazzi, che, con l&#39;entusiasmo degli innocenti, [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2011/08/follia-norvegese/">Follia norvegese</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Verdana" size="2">Quindi c&#39;&egrave; del marcio in Norvegia. Magari proprio dove crescono le mele pi&ugrave; belle si annida il verme. Qualcuno forse si spinger&agrave; persino a propugnare la tesi che proprio l&#39;eccesso di benessere diffuso scatena, o comunque &egrave; concausa, del malessere psichico del singolo.<br />Mah&#8230; il sentimento di dolore verso quei ragazzi, che, con l&#39;entusiasmo degli innocenti, decidono di ritrovarsi su una verdeggiante isoletta dell&#39;isola felice scandinava, per dibattere di politica, di societ&agrave;, di un nuovo socialismo, di loro stessi e delle loro passioni pubbliche e private e che cadono come tonni sotto le raffiche di mitra di un folle, non mi concede la lucidit&agrave; necessaria, a caldo, per osteggiare con veemenza l&#39;idea che prevale nell&#39;opinione pubblica mondiale, ossia che si tratti di un terribile episodio, dovuto pi&ugrave; ad una instabilit&agrave; mentale del soggetto che ad un disegno preordinato ed architettato a livelli pi&ugrave; alti. La cosiddetta dietrologia &egrave; pur sempre una fiera in agguato, pronta ad azzannarci e a renderci ancor pi&ugrave; rabbiosi, qualora ve ne fosse bisogno. Anche se spesso va a segno. <br />Pur rimanendo scevri dal complottismo ed aspettando con fiducia che la polizia e la magistratura locale ed internazionale diano corso ad indagini che guardino alle eventuali correit&agrave;, sia a livello di esecutori che di mandanti, negli attentati a Oslo e sull&#39;isola di Utoya, una cosa va affermata con forza: sarebbe troppo comodo pensare che si tratti solo del gesto di un malato di mente, senza scandagliare quale &egrave; l&#39;humus culturale europeo su cui eventualmente questa insana pianta si &egrave; innestata.<br />Il biondino, come ci ha ricordato il bonario Borghezio, afferma oscenit&agrave; terribili sullo scontro di civilt&agrave; e sulla supremazia religiosa ed ideologica dell&#39;Occidente cristiano e capitalista, che per&ograve; sono largamente condivise e che innervano i programmi politici di vari partiti e partitelli europei, i quali cominciano a mietere consenso anche dal punto di vista elettorale. Senza soffermarci troppo sulle ragioni profonde che permettono questa ascesa del pensiero razzista, fascistoide, protezionista e nazionalista, ragioni che del resto sono intuitive se si pensa alla crisi economica, al processo di decadenza del ex &ldquo;primo mondo&rdquo; sullo scacchiere internazionale, alla riallocazione demografica e di territorio delle diverse etnie che migrano ormai a velocit&agrave; incomparabile al passato, quello che dobbiamo chiederci oggi, dopo aver assistito alle strazianti immagini provenienti dalla Norvegia, &egrave;: cui prodest? A chi giover&agrave; questa strage? Il terrore scatenato si sedimenter&agrave; nell&#39;opinione pubblica norvegese, che peraltro ha sin qui reagito assai dignitosamente? Come impatter&agrave; il modo in cui ci &egrave; stata raccontata la strage e quanto presto si spegneranno i riflettori dei media sull&#39;accidente? <br />Siccome purtroppo da ogni evento catastrofico si generano delle conseguenze si deve avere il coraggio di dire che sono queste che vanno calcolate. Dopo l&#39;11 settembre americano arrivarono i bombardamenti per la presunta esportazione della democrazia, che ancora oggi ci vedono impelagati fino al collo e soprattutto giunse l&#39;accettazione da parte dell&#39;opinione pubblica mondiale di tale filosofia guerrafondaia; quando la mafia uccise Falcone e Borsellino e mise le bombe ai musei, la paura si tradusse, prima nell&#39;abbattimento dei vecchi schemi, poi nella normalizzazione berlusconiana. E si potrebbe continuare all&#39;infinito con tali esempi. Dunque il nocciolo della questione &egrave; capire se la reazione a tali fanatismi ideologici sar&agrave; ferma e duratura o se col tempo prevarranno spirito di emulazione, tolleranza e rinfocolarsi delle paure che gi&agrave; pervadono gran parte di una Europa incapace di accettare il suo declino economico. Si riuscir&agrave; ad imporre al mondo ci&ograve; che a livello di democrazia e di welfare l&#39;Europa &egrave; ancora capace di insegnare e grazie a ci&ograve; arrestare anche la sua parabola discendente? O si scatener&agrave; la corsa al &ldquo;si salvi chi pu&ograve;&rdquo; e dunque chiusura a riccio dentro i propri confini sperando cos&igrave; di salvare capra e cavoli?<br />Dai freddi fiordi norvegesi torniamo alla torrida estate mediterranea&#8230;oddio cos&igrave; torrida in realt&agrave; non &egrave; stata sinora&#8230;e l&#39;estate.. oddio no.. sta finendo. In molte zone alpine e prealpine gli scenari di luglio sono stati pi&ugrave; simili a quelli scandinavi che a quelli italici, fra rovesci d&#39;acqua e temperature assai sotto media. In particolare hanno sofferto le regioni d&#39;oltre Po ma anche la Liguria, l&#39;Emilia Romagna ed il centro, seppur con poche piogge, non hanno potuto godere di un clima prettamente estivo, quello da finestre aperte di notte per intenderci. <br />Cambia la musica dai primissimi di agosto: ritorna l&#39;anticiclone e specialmente al centro-sud torner&agrave; anche il caldo. Potrete insomma godervi il periodo di ferie pi&ugrave; tipico senza grandi seccature. La stabilit&agrave; dovrebbe essere duratura e il quadro estivo non essere intaccato per almeno una ventina di giorni anche se la struttura di bel tempo non sar&agrave; particolarmente virulenta e continuer&agrave; ad avere il suo fianco debole a nord, il che potrebbe significare un agosto comunque ravvivato da temporali specie fra il Po e le Alpi. Un agosto vecchio stampo, dove qualche sbuffo atlantico ogni tanto si far&agrave; sentire e porter&agrave; il cielo a non essere sempre azzurro in qualsiasi ora della giornata. Dimentichiamoci comunque i patimenti di luglio ed anche l&#39;alternanza fra settimane grigie e settimane splendenti che c&#39;&egrave; stata a giugno. Buon viaggio a tutti, a chi andr&agrave; in ferie ma anche a chi rimarr&agrave; e a chi &egrave; gi&agrave; tornato; un viaggio, almeno mentale, ad agosto non si nega a nessuno.</font></p>
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		<title>Numero 82 &#8211; 1 Agosto 2011 &#8211; Verso le vacanze</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 11:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 82 - 1 Agosto 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La salita che conduce il 2011 alle agostane vacanze estive, come vedete dalla foto di copertina gentilmente inviataci dall&#8217;affezionato lettore riportato in calce, riguarda anche l&#8217;Arengo. Dopo aver scalato la hit parade delle visite di Giugno, il nostro Luglio ha visto la chiusura estiva delle trasmissioni radio e un numero di visitatori più contenuto rispetto [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2011/08/verso-le-vacanze/">Numero 82 &#8211; 1 Agosto 2011 &#8211; Verso le vacanze</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La salita che conduce il 2011 alle agostane vacanze estive, come vedete dalla foto di copertina gentilmente inviataci dall&#8217;affezionato lettore riportato in calce, riguarda anche l&#8217;Arengo. Dopo aver scalato la hit parade delle visite di Giugno, il nostro Luglio ha visto la chiusura estiva delle trasmissioni radio e un numero di visitatori più contenuto rispetto al mese precedente ma comunque sempre molto soddisfacente per la Redazione che mensilmente si impegna a scrivere.<br />
Questo mese sull&#8217;Arengo: di nuovo a Gaza con la nostra inviata, la preoccupante Costituzione ungherese, la Casta sempre più odiata dagli Italiani in un paese sempre più in crisi, l&#8217;estate sconvolta dai fatti norvegesi; rimane il tempo per rilassarsi al Parco dell&#8217;Italia in miniatura.<br />
La scala che abbiamo percorso ci ricorda quella che a Settembre ci ritroveremo davanti e che ci porterà vero il prossimo numero che è previsto l&#8217;1 Ottobre, come tutti gli anni.</p>
<div><ul><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/10/radio-arengo-ottobre-2013/" title="Radio Arengo &#8211; Ottobre 2013">Radio Arengo &#8211; Ottobre 2013</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2011/08/follia-norvegese/" title="Follia norvegese">Follia norvegese</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2011/08/italia-ancora-indietro-sui-livelli-pre-crisi/" title="Italia ancora indietro sui livelli pre-crisi">Italia ancora indietro sui livelli pre-crisi</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2011/08/preparazione-al-centenario-della-fondazione-della-citt-di-milano-marittima/" title="Preparazione al centenario della fondazione della citt&agrave; di Milano Marittima">Preparazione al centenario della fondazione della citt&agrave; di Milano Marittima</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2011/08/lo-squalo-sotto-attacco/" title="Lo Squalo sotto attacco">Lo Squalo sotto attacco</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2011/08/emigrazione-la-speranza-di-un-futuro-migliore-tenendo-salde-le-proprie-radici/" title="Emigrazione: la speranza di un futuro migliore, tenendo salde le proprie radici">Emigrazione: la speranza di un futuro migliore, tenendo salde le proprie radici</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2011/08/la-piccola-grande-italia/" title="La piccola grande Italia">La piccola grande Italia</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2011/08/sotto-questo-cielo/" title="Sotto questo cielo">Sotto questo cielo</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2011/08/casta-chi-era-costei/" title="Casta chi era costei">Casta chi era costei</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2011/08/la-nuova-carta-ungherese-indigesta-alleuropa/" title="La nuova Carta ungherese indigesta all&#39;Europa">La nuova Carta ungherese indigesta all&#39;Europa</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2011/08/diario-da-gaza-quarto-giorno-1552011/" title="Diario da Gaza &#8211; Quarto giorno &#8211; 15/5/2011">Diario da Gaza &#8211; Quarto giorno &#8211; 15/5/2011</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2011/08/lavoro-cercasi-nuovo-identikit-lungo-la-via-emilia/" title="Lavoro, cercasi nuovo identikit lungo la via Emilia">Lavoro, cercasi nuovo identikit lungo la via Emilia</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2011/08/verso-le-vacanze/" title="Numero 82 &#8211; 1 Agosto 2011 &#8211; Verso le vacanze">Numero 82 &#8211; 1 Agosto 2011 &#8211; Verso le vacanze</a></li></ul></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2011/08/verso-le-vacanze/">Numero 82 &#8211; 1 Agosto 2011 &#8211; Verso le vacanze</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></content:encoded>
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