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	<title>L&#039;Arengo del Viaggiatore &#187; Numero 9 &#8211; 16 Gennaio 2007</title>
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	<description>Rivista di libero pensiero</description>
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		<title>Il neoplatonismo di Michelangelo</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jan 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorella Di Vuono</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura e Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 9 - 16 Gennaio 2007]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Tu senz&#39;essere costretto da nessuna limitazione, potrai determinarla da te medesimo, secondo quell&#39;arbitrio che ho posto nelle tue mani. Ti ho collocato al centro del mondo perch&#233; potessi cos&#236; contemplare pi&#249; comodamente tutto quanto &#232; nel mondo. Non ti ho fatto del tutto n&#233; celeste n&#233; terreno, n&#233; mortale, n&#233; immortale perch&#233; tu possa plasmarti, [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/il-neoplatonismo-di-michelangelo/">Il neoplatonismo di Michelangelo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><i>&ldquo;Tu senz&#39;essere costretto da nessuna limitazione, potrai determinarla da te medesimo, secondo quell&#39;arbitrio che ho posto nelle tue mani. Ti ho collocato al centro del mondo perch&eacute; potessi cos&igrave; contemplare pi&ugrave; comodamente tutto quanto &egrave; nel mondo. Non ti ho fatto del tutto n&eacute; celeste n&eacute; terreno, n&eacute; mortale, n&eacute; immortale perch&eacute; tu possa plasmarti, libero artefice di te stesso, conforme a quel modello che ti sembrer&agrave; migliore. Potrai degenerare sino alle cose inferiori, i bruti, e potrai rigenerarti, se vuoi, sino alle creature superne, alle divine.&rdquo;</i></p>
<p>Pico della Mirandola, Oratio de hominis dignitate</p>
<p>
Nel 1489, all&#39;et&agrave; di 14anni, Michelangelo fu ammesso alla corte di Lorenzo il Magnifico, allora centro principale di sviluppo e fulcro di diffusione di quella rinascita culturale che nel &#39;500 invest&igrave; ogni campo della vita umana. A Palazzo Medici, libero da ogni costrizione economica, egli non solo ebbe la possibilit&agrave; di studiare l&#39;arte anticha attraverso le ricche collezioni della famiglia fiorentina, ma pot&eacute; frequentare il Giardino di S. Marco, luogo d&#39;incontro dei maggiori intellettuali dell&#39;epoca, messo a disposizione da Lorenzo per favorire lo scambio e la diffusione delle nuove dottrine rinascimentali. Avvenne dunque in tali circostanze il prolifico incontro con due dei maggiori esponenti della dottrina neoplatonica, Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, che tanto influenz&ograve; la sua formazione d&#39;artista; nasceva difatti in quegli anni, per opera dello stesso Marsilio e con l&#39;ausilio della famiglia Medici, l&#39;Accademia platonica, ideale punto di raccolta di intellettuali, poeti ed artisti che condividevano un rinnovato interesse per la dottrina del filosofo greco riletta in chiave cristiana.</p>
<p>Michelangelo crebbe camminando nel Giardino di S. Marco, si lasci&ograve; nutrire dal mito dell&#39;antichit&agrave; classica, consapevole che compito dell&#39;artista non era la semplice imitazione dell&#39;antico ma la vera e propria emulazione, perseguita attraverso l&#39;assimilazione e la comprensione dei suoi contenuti spirituali, respir&ograve; l&#39;aria di quel profondo rinnovamento culturale che voleva l&#39;uomo principio fondante dell&#39;ordine e dell&#39;unit&agrave; del cosmo, gradino intermedio tra l&#39;essere e Dio, si lasci&ograve; permeare dall&#39;ideale platonico di bello, secondo cui la bellezza sensibile altro non &egrave; che il riflesso di quella divina, ed infine imprigion&ograve; nel marmo il sunto della sua ideologia estetica.</p>
<p>Se nell&#39;opera poetica di Michelangelo si trovano espliciti riferimenti alla dottrina neoplatonica, quali l&#39;ascesi mistica che dalla contemplazione della bellezza sensibile introduce alla fruizione del Bello Assoluto quale &egrave; trattato ne il Simposio di Platone, vera e propria opera di culto presso il circolo ficiniano, opere quali il San Matteo (1504-1506, Firenze, Galleria dell&#39;Accademia), rappresentano la testimonianza tangibile del credo michelangiolesco. La spasmodica torsione dell&#39;Evangelista che gonfia e contrae le membra nel tentativo, sembra, di liberarsi dal pesante marmo inerte, riconduce alla concezione platonica dell&#39;anima prigioniera del corpo. Al pari dunque dell&#39;uomo che lotta per liberarsi dal peso della materia e ascendere al divino, San Matteo lotta per liberarsi dal masso e aprirsi alla vita. Secondo tale visione, l&#39;incompiutezza dell&#39;opera, che prefigura il non-finito di molte sculture successive, appare come l&#39;estrinsecazione del violento contrasto fra il moto vitale della forma e l&#39;immota materia.</p>
<p>Arte che si fa filosofia o filosofia che si manifesta nell&#39;arte attraverso le mani di colui che per secoli &egrave; stato definito il Genio del Rinascimento italiano. Trovandosi dinnanzi ad una delle opere di Michelangelo, dimentichi per un attimo di ci&ograve; che ci circonda, &egrave; ancora possibile credere umanisticamente nella Dignit&agrave; e nella Grandezza dell&#39;uomo. Se il censorio Platone avesse potuto conoscere alcuni dei capolavori michelangioleschi, forse avrebbe mitigato la celebre condanna dell&#39;arte espressa nel X libro de La Repubblica. Difatti, nel momento in cui l&#39;arte non si riduce a sterile speculazione, ma sull&#39;esempio classico torna a farsi strumento di comunicazione di quei valori etici connaturati alla natura umana, &egrave; capace nell&#39;atto creativo di concorrere col divino. Michelangelo ne fu mirabile esempio.</p>
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		<title>L&#039;Arengo di Bologna</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jan 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tobia Desalvo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 9 - 16 Gennaio 2007]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Cari Viaggiatori, forse ve ne eravate gi&#224; accorti. Anche se l&#39;unico segno visibile, oltre ad un certo accento e a qualche segnale nelle presentazioni personali, si trovava nel Tribunale presso il quale L&#39;Arengo del Viaggiatore &#232; registrato. E&#39; giunta l&#39;ora, all&#39;alba di questo 2007, nella quale il comandante informa i signori viaggiatori che L&#39;Arengo nasce [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/larengo-di-bologna/">L&#39;Arengo di Bologna</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cari Viaggiatori, forse ve ne eravate gi&agrave; accorti. Anche se l&#39;unico segno visibile, oltre ad un certo accento e a qualche segnale nelle presentazioni personali, si trovava nel Tribunale presso il quale L&#39;Arengo del Viaggiatore &egrave; registrato. E&#39; giunta l&#39;ora, all&#39;alba di questo 2007, nella quale il comandante informa i signori viaggiatori che L&#39;Arengo nasce a Bologna. E se non ci &egrave; proprio nato e non &egrave; del tutto originario di queste parti (in fondo chiss&agrave;, i bolognesi, se esistono&#8230;) di certo ci &egrave; cresciuto, ci si &egrave; affezionato e ci &egrave; diventato grande.</p>
<p>Questa palestra che da qualche mese ha aperto le iscrizioni vuole diventare un po&#39; pi&ugrave; reale e vicina alla realt&agrave; terrena di quanto possa far sembrare l&#39;etereit&agrave; di un sito web.</p>
<p>In questa sezione della nostra rivista ci occuperemo della citt&agrave; di Bologna. Il gioco &egrave; lo stesso delle altre sezioni. Scrivete un commento, un&#39; analisi, un pensiero sull&#39;aspetto della citt&agrave; felsinea, su un aspetto che ritenete significativo, sia troppo nascosto che troppo visibile. Che sia una torre, un tortellino, una manifestazione, un sogno. Fatelo con un numero di caratteri che sia compreso indicativamente tra 3000 e 5000, argomentando le vostre affermazioni.</p>
<p>In questo Arengo tra il sacro e il profano si assaggia il gusto della chiacchiera leggera durante un pasto pesante e della discussione impegnativa addentando un panino.</p>
<p>Incontreremo luoghi di ristoro e di svago, osterie teatri e locali notturni, ma ci impegneremo anche a sottolineare i punti importanti della politica e dell&#39;economia cittadina. Il macroscopio con il quale abbiamo cominciato ad analizzare la realt&agrave; nazionale ed internazionale punter&agrave; il suo obiettivo sui problemi pi&ugrave; vicini a noi. Sia chiaro, le nostre aspirazioni non si sono ridotte alla pulizia del giardino sotto casa ed ai luoghi di sgambatura per i cani. Al contrario. La nostra smodata ambizione e la nostra fiducia per le sorti progressive dell&#39;umanit&agrave; ci spinge ad impegnare il nostro sforzo intellettuale per l&#39;analisi e la soluzione dei problemi veri che toccano la vita di tutti noi tutti i giorni: il traffico, la sicurezza, il lavoro. Anche in citt&agrave; si incontrano l&#39;economia e la politica, la letteratura e la filosofia, la scienza, lo spazio ed il tempo libero. Si beve vino e si leggono libri.</p>
<p>Il metodo del portico e della piazza &egrave; quello del confronto democratico, tra cittadini vecchi e nuovi, bianchi e neri, con il desiderio di confrontarsi cos&igrave; come avviene in quella vita associativa e sociale che impegna e coinvolge una larga e volenterosa parte della Bologna di oggi. Sar&agrave; nostra cura e piacere cercare di coinvolgere e rappresentare in queste pagine virtuali l&#39;amore diretto verso i luoghi della turrita citt&agrave;.</p>
<p>La nuova frontiera non &egrave; solo verso il sole, occidente ed oriente, ma &egrave; anche nel buio dentro di noi. Abbattere i muri pi&ugrave; o meno invisibili che sorgono ovunque, anche dalle parti di chi vi sta scrivendo, &egrave; il desiderio di chi vuole viaggiare anche quando &egrave; fermo. Ci auguriamo di ritrovarci in buona e numerosa compagnia.</p>
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		<title>Un postulato impostulabile</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jan 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Chambalakis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura e Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 9 - 16 Gennaio 2007]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p>Qual&#39;&egrave; il principio fondamentale che sottost&agrave; alle argomentazioni contrarie alla pratica di eutanasia? Qual&#39;&egrave; il presupposto teologico-filosofico attorno al quale ruotano i ragionamenti che negano il diritto a morire, anche nel caso di una persona con facolt&agrave; di intendere e di volere che nutra il desiderio di porre fine alle proprie sofferenze? L&#39;indisponibilit&agrave; a se stessi della propria vita e cio&egrave; il fatto che ognuno di noi non si appartiene. &laquo;Tu non appartieni a te stesso&raquo;. Recita il postulato. &laquo;La tua vita non &egrave; tua&raquo;. &laquo;Tu non sei tuo&raquo;.</p>
<p>Nessuno &egrave; padrone della propria vita. Ma allora la vita non &egrave; propria. La tua vita non &egrave; tua, ma allora perch&eacute; ci ostiniamo a dire &laquo;la mia vita&raquo;? D&#39;ora in poi dovremmo dire: &laquo;questa vita&raquo;. S&igrave;, questa cosa che sta l&igrave; e che non si sa bene di chi sia, dal momento in cui nessuno pu&ograve; affermare con certezza o anche soltanto ipotizzare con ragionevolezza a chi appartenga questa vita una volta affermato cos&igrave; categoricamente che non &egrave; mia.</p>
<p>Se non sono padrone di me come posso essere responsabile di ci&ograve; faccio? Come posso essere responsabile delle azioni compiute in una vita non mia? Io sono la mia vita, ma allora forse che io non sono mio? O forse che io non &egrave; mio? Come pu&ograve; la mia vita non essere mia? La cosa risulta a dir poco paradossale e contro il linguaggio stesso. Certo, potremmo parecchio dilungarci su quanto il paradosso caratterizzi la sacralit&agrave; e la religiosit&agrave;, ma possiamo noi permetterci di fondare il diritto sul paradosso religioso e allo stesso tempo preservare quei principi liberali che tanto andiamo sbandierando?</p>
<p>Siamo cos&igrave; certi dell&#39;esistenza di Dio come proprietario delle nostre vite da fondare non solo l&#39;etica ma anche le leggi sulla sua presunta volont&agrave; che qualcuno con molta poca modestia pretende di conoscere? La ragionevolezza del pensare che ognuno abbia la facolt&agrave; di poter decidere cosa fare di se stesso mi sembra indiscutibile. O forse il codice penale deve tenere in considerazione che troppe anime possano andare all&#39;inferno? E se anche cos&igrave; fosse, dobbiamo evitare l&#39;inferno per legge o per fede religiosa? Diritto, morale e fede sono ambiti distinti. Tante leggi liberali prescindono dalla morale in quanto assegnano all&#39;individuo una maggior libert&agrave; e tante morali vanno contro le leggi. Per non parlare poi del fatto che nel caso del postulato evidenziato si pretende di creare un ponte tra teologia, morale e diritto. Qui abbiamo addirittura un triplo salto mortale. Kierkegaard spiegava come morale e religiosit&agrave; siano tra loro profondamente diverse e spesso anche in rapporto contraddittorio; figuriamoci religiosit&agrave; e diritto.</p>
<p>La morale, nello stato moderno, &egrave; un fatto privato e tale deve rimanere se i principi liberali hanno qualche barlume di sensatezza. Lasciamo a Dio il compito del giudizio universale, ma per quanto riguarda il giudizio relativo e, precisamente, relativo a questo mondo, credo proprio che dovremo cavarcela da soli. Possiamo noi forse sapere quale sia il modo migliore per rendere la volont&agrave; divina effettiva tramite le leggi? Anche se fosse lontanamente giusto a livello sociale (cosa di cui dubito fortemente dato che il pluralismo dei valori &egrave; un fatto) sarebbe impossibile epistemologicamente. Quindi non ha nemmeno senso provarci.</p>
<p>Nell&#39;assumere necessariamente l&#39;orientamento teleologico al bene e alla sensatezza della natura e della vita, questa sorta di idealismo teologico-filosofico, che ritiene postulabile il postulato in questione, si rifiuta, con scarsit&agrave; di coraggio, di guardare in faccia il fatto che vi siano casi estremi in cui la morte &egrave; un bene e la vita un male.</p>
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		<title>Numero 9 &#8211; 16 Gennaio 2007 &#8211; Bologna, Europa, Mondo</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jan 2007 11:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 9 - 16 Gennaio 2007]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un nuovo anno è appena cominciato e per L&#8217;Arengo sono terminate le prime meritate vacanze. Con l&#8217;anno scorso è finita anche la vita di Saddam Hussein, feroce dittatore iracheno ammazzato dall&#8217;odio che aveva generato nei suoi compatrioti. Manca solo Osama Bin Laden, poi forse davvero questo mondo sarà libero? Con l&#8217;anno nuovo compatrioti nuovi: accogliamo [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/bologna-europa-mondo/">Numero 9 &#8211; 16 Gennaio 2007 &#8211; Bologna, Europa, Mondo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuovo anno è appena cominciato e per L&#8217;Arengo sono terminate le prime meritate vacanze.<br />
Con l&#8217;anno scorso è finita anche la vita di Saddam Hussein, feroce dittatore iracheno ammazzato dall&#8217;odio che aveva generato nei suoi compatrioti. Manca solo Osama Bin Laden, poi forse davvero questo mondo sarà libero?<br />
Con l&#8217;anno nuovo compatrioti nuovi: accogliamo nella nostra Unione Europea rumeni e bulgari, che tanto qui da noi ci sono già e ci sono in tanti. Anche con i contributi pensionistici pagati da loro (se e nella misura in cui sono assunti in regola) i nostri genitori si godranno gli anni della pensione. Buon lavoro. Avete voluto la bicicletta? Proviamo a pedalare.<br />
Chissà che una sempre più forte e responsabile Europa sappia con saggezza imporre agli Stati Uniti il diritto alla vita come valore universale e come fondamento dell&#8217;uso della forza.<br />
L&#8217;Arengo del 2007 ha trovato un domicilio: si è sistemato a Bologna, e si occuperà di guardarsi intorno. Anche i viaggiatori più sedentari potranno raccontare ciò che vedono dalla propria finestra, sotto ai portici ed alle torri. Una palestra sotto casa, per i tanti che frequentano questa città, e che si eserciteranno a vivere intorno al nostro arengo.<br />
Non smettiamo di viaggiare e la nostra direzione è il Sud America: accogliamo cordialmente il corrispondente boliviano, che oggi comincia a raccontare alla nostra rivista che succede in quel Paese del Sud America, tanto fuori dalle rotte turistiche quanto profondamente collocato nelle dinamiche sociali, economiche e politiche di quel Continente, mentre con il contributo di una soave fanciulla (in lingua madre) continuiamo ad approfondire lo sguardo sulla figura del leader Chavez.<br />
Nella sezione scienza scopriamo un&#8217;altra magia contemporanea prima di passare ai riferimenti neoplatonici nell&#8217;opera di Michelangelo e ancora una volta riflettere sul diritto a morire, questa volta da un punto di vista più filosofico.<br />
Le nostre storie sono quelle di Alyssa e della Corda, tristemente protagonista di queste vacanze. Non tutte le corde danno la morte. La Morte che ha tolto alla vita terrena James Brown, ma nel ricordo e nelle sue incisioni vivrà per sempre.<br />
E&#8217; finita la storia del Barolo, ma La Cantina dell&#8217;Arengo non chiude.<br />
Buon Anno.</p>
<ul><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/leditoriale-di-auguri/" title="L&#39;editoriale di auguri">L&#39;editoriale di auguri</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/capitolo-3-politica-parte-1/" title="Capitolo 3 &#8211; Politica? (parte 1)">Capitolo 3 &#8211; Politica? (parte 1)</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/alyssa-parte-seconda/" title="Alyssa &#8211; Parte Seconda">Alyssa &#8211; Parte Seconda</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/il-tramonto-del-padrino-del-soul/" title="Il tramonto del &#8220;Padrino del Soul&#8221;">Il tramonto del &#8220;Padrino del Soul&#8221;</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/la-corda/" title="La corda">La corda</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/il-neoplatonismo-di-michelangelo/" title="Il neoplatonismo di Michelangelo">Il neoplatonismo di Michelangelo</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/un-postulato-impostulabile/" title="Un postulato impostulabile">Un postulato impostulabile</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/cronache-felsinee/" title="Cronache Felsinee">Cronache Felsinee</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/la-fine-dellautistico-mondo-di-bush/" title="La fine dell&#39;autistico mondo di Bush">La fine dell&#39;autistico mondo di Bush</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/its-show-wine/" title="It&#39;s show-wine">It&#39;s show-wine</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/la-fine-il-mio-inizio-un-padre-racconta-al-figlio-il-grande-viaggio-della-vita/" title="La fine &egrave; il mio inizio &#8211; Un padre racconta al figlio il grande viaggio della vita">La fine &egrave; il mio inizio &#8211; Un padre racconta al figlio il grande viaggio della vita</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/il-personaggio-dellanno-sei-tu/" title="Il personaggio dell&#39;anno sei &ldquo;Tu&rdquo;">Il personaggio dell&#39;anno sei &ldquo;Tu&rdquo;</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/magia/" title="Magia">Magia</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/insulsas-insulserias-y-la-revolucion-chavista/" title="Insulsas insulserias y la revolucion chavista">Insulsas insulserias y la revolucion chavista</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/bolivia-fra-illusione-e-opportunit/" title="Bolivia, fra illusione e opportunit&agrave;">Bolivia, fra illusione e opportunit&agrave;</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/piazzale-baghdad/" title="Piazzale Baghdad">Piazzale Baghdad</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/larengo-di-bologna/" title="L&#39;Arengo di Bologna">L&#39;Arengo di Bologna</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/bologna-europa-mondo/" title="Numero 9 &#8211; 16 Gennaio 2007 &#8211; Bologna, Europa, Mondo">Numero 9 &#8211; 16 Gennaio 2007 &#8211; Bologna, Europa, Mondo</a></li></ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/bologna-europa-mondo/">Numero 9 &#8211; 16 Gennaio 2007 &#8211; Bologna, Europa, Mondo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Cronache Felsinee</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jan 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Morini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 9 - 16 Gennaio 2007]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Strana citt&#224;, Bologna, moderno crocevia di contraddizioni alimentate da sedimenti secolari. Vecchia cortigiana dal seno morbido e ben tornito, cuoca luculliana e paziente, ma anche dama di gran classe e generosa mecenate ricca di storia e antinomie, di amore per l&#39;arte e grettezza bottegaia. Contrasti all&#39;apparenza insanabili; in realt&#224; maschere diverse indossate dalla medesima donna. [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/cronache-felsinee/">Cronache Felsinee</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Strana citt&agrave;, Bologna, moderno crocevia di contraddizioni alimentate da sedimenti secolari.</p>
<p>Vecchia cortigiana dal seno morbido e ben tornito, cuoca luculliana e paziente, ma anche dama di gran classe e generosa mecenate ricca di storia e antinomie, di amore per l&#39;arte e grettezza bottegaia.</p>
<p>Contrasti all&#39;apparenza insanabili; in realt&agrave; maschere diverse indossate dalla medesima donna. </p>
<p>Passeggiando per le strade, attardandosi negli anfratti, o respirando la vita che scorre variopinta &egrave; l&#39;indole femminea della citt&agrave; ad emergere con maggior chiarezza, quel je ne sais quoi libertino ed epicureo che da secoli fornisce gaudenti melodie alle storie dei biassanot<a name="back1" href="#1"><sup>[1]</sup></a>.</p>
<p>Le strade delle osterie e dei vecchi postriboli intersecavano ironicamente quelle della cultura, senza per questo arrecar danno ad un sapere, che grazie ad un millennio abbondante di vita universitaria aveva saputo produrre un humus particolarmente ricettivo: Dante, Mozart, Madame de Sta&euml;l e Goethe, solo per citarne alcuni, furono tutti graditi ospiti della Grassa.</p>
<p>Ma la storia insegna come neanche la seriet&agrave; pi&ugrave; cristallina poteva prescindere totalmente dall&#39;aspetto ludico che pervadeva la citt&agrave; ed i colli circostanti: persino un lavoratore instancabile e poco sensibile agli agi, come Michelangelo Buonarroti, si concesse un breve quanto appassionato idillio amoroso in prossimit&agrave; di Piazza San Martino.</p>
<p>Grandi personalit&agrave; e poeti goderecci, su tutti vorrei ricordare quel &ldquo;senzadio&rdquo;di Lorenzo Stecchetti<a name="back2" href="#2"><sup>[2]</sup></a>, capace di animare la Bologna universitaria, con poesie come quella sulla bicicletta, che a quasi duecento anni dalla loro stesura restano un capolavoro d&#39;ironia e audacia:</p>
<p align="center" style="line-height: 150%">
<i> [... ] io son beata e un fremito m&#39;assale,<br />
mi avvolge un&#39;onda di piacer sovrano<br />
quando vengo stringendo il trionfale<br />
manubrio in mano.<br />
Io son beata allor che fra le gambe<br />
sento il rigido ordigno e in quegli istanti<br />
tendo le coscie e l&#39;agitar d&#39;entrambe<br />
lo spinge avanti!<br />
</i></p>
<p align="justify" style="line-height: 150%">
Purtroppo il ricordo &egrave; un vizio che fa invecchiare, ma &egrave; anche un appiglio sicuro quando fulgide premesse non trovano un fedele rispecchiamento nella mediocrit&agrave; del presente: i fermenti culturali che continuano ad attraversare la nostra citt&agrave; producono un tiepido ottimismo in una piazza che non &egrave; pi&ugrave; villaggio e non ancora metropoli.</p>
<p>Da sempre la voglia di divertimento e la goliardia che accompagna migliaia di studenti mal si accorda alla quiete notturna ricercata dai lavoratori; su questa annosa questione vedremo nei prossimi anni come il dirigismo del sindaco &ldquo;pistolero&rdquo; venuto dal freddo nord, sapr&agrave; accordarsi ad una citt&agrave; di per s&eacute; refrattaria ad imposizioni e divieti.    </p>
<p>Senza tralasciare la politica, passione pi&ugrave; che necessit&agrave;, il lavoro che umilmente, ma con fermezza, ci proponiamo di compiere, &egrave; quello di essere una voce capace di amplificare le tensioni che attraversano i teatri, permeano gli auditori e silenziosamente sussurrano nelle biblioteche.</p>
<p>Per far questo non seguiremo l&#39;imperativo categorico tipicamente moderno assecondando le novit&agrave; di ogni genere; semplicemente, con una punta d&#39;inattuale romanticismo, cercheremo di favorire quanto di bello viene prodotto; si tratti di mostra, esecuzione orchestrale, cortometraggio o concorso poetico.                                                                                  </p>
<p></p>
<hr width="33%" size="1" align="left">
<p align="justify" class="normale">
<a name="1" href="#back1"><sup>[1]</sup></a> Termine dialettale utilizzato per indicare i nottambuli. La traduzione letterale &egrave; mastica notte.</p>
<p><a name="2" href="#back2"><sup>[2]</sup></a> Olindo Guerrini, alias Lorenzo Stecchetti: poeta, prosatore, bibliofilo e studioso di letteratura italiana, nacque a Forl&igrave; il 4 ottobre 1845 e mor&igrave; a Bologna il 21 ottobre 1916.</p>
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		<title>La fine dell&#039;autistico mondo di Bush</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jan 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele De Maria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 9 - 16 Gennaio 2007]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Lo scorso dicembre, il Presidente degli Stati Uniti George W. Bush si &#232; visto costretto ad accettare le dimissioni dell&#39;ambasciatore USA presso le Nazioni Unite, John Bolton. La vicenda di Bolton &#232; emblematica ed utile per comprendere meglio la politica dell&#39;Amministrazione Bush. Inviato al Palazzo di Vetro dal Presidente nell&#39;agosto 2005, senza sottoporre la sua [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/la-fine-dellautistico-mondo-di-bush/">La fine dell&#39;autistico mondo di Bush</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso dicembre, il Presidente degli Stati Uniti George W. Bush si &egrave; visto costretto ad accettare le dimissioni dell&#39;ambasciatore USA presso le Nazioni Unite, John Bolton. La vicenda di Bolton &egrave; emblematica ed utile per comprendere meglio la politica dell&#39;Amministrazione Bush.</p>
<p>Inviato al Palazzo di Vetro dal Presidente nell&#39;agosto 2005, senza sottoporre la sua nomina al Senato (in vacanza), sfruttando il cosiddetto recess appointment, Bolton non &egrave; semplicemente un falco della destra americana, ma &egrave; il falco dei falchi.  Alla sua nomina seguirono i dubbi (pi&ugrave; che altro sdegno) delle cancellerie di tutto il mondo e la preoccupazione che il suo ruolo fosse quello di un sabotatore all&#39;interno dell&#39;ONU; bizzarro che come ambasciatore fosse stata scelta una personalit&agrave; nota per la sue scarse doti diplomatiche e che ricopriva precedentemente il ruolo di sottosegretario al controllo delle armi e alla sicurezza internazionale quando il Dipartimento di Stato era affidato a Colin Powell. Quando Bolton lasci&ograve; l&#39;incarico all&#39;inizio del secondo mandato di Bush, la cosa venne letta come il primo passo di un&#39;inversione di tendenza della politica estera della Casa Bianca, ma il suo arrivo al Palazzo di Vetro si rivel&ograve; poi essere la conferma di una rinnovata aggressivit&agrave; degli Stati Uniti in ambito internazionale.</p>
<p>Bolton rappresenta il Neocon per eccellenza, fedele al suo presidente, sostenitore delle politiche reganiane applicate al Medio Oriente. Le sue dimissioni sono la conseguenza e il simbolo del fallimento di Bush, uscito sconfitto in modo sonante lo scorso 7 novembre dalle elezioni di medio termine, orfano di quegli elettori che, traumatizzati dall&#39;11 settembre, gli avevano dato carta bianca. Proprio la fallimentare guerra in Iraq e l&#39;esportazione della democrazia (con le armi), cavalli di battaglia della destra americana, oltre all&#39;integralismo religioso ed etico, hanno alla fine sbriciolato in modo brutale i sogni di George W. &amp; co.</p>
<p>Negli ultimi anni, ci siamo abituati ad un&#39;America autistica, unica superpotenza, prepotente, integralista ed ipermilitarizzata. Unilateralismo &egrave; diventata la parola d&#39;ordine, considerato erroneamente unico strumento utile a diffondere la libert&agrave; e la democrazia nel mondo. Risultato: la fine di sanguinarie dittature in Afghanistan e Iraq e l&#39;inizio di continui attentati, bombardamenti, soldati uccisi e vittime civili.</p>
<p>E&#39; chiaro che gli USA, forti di un&#39;ineguagliabile potenza militare, non sono stati in grado da soli (cos&igrave; come invece volevano farci credere i vari Bush, Bolton, Rumsfeld, &#8230;) di essere garanti della stabilit&agrave; e sicurezza mondiale. Il multilateralismo &egrave; la strada da imboccare, cos&igrave; come si &egrave; visto per il Libano: nonostante il &ldquo;sabotatore&rdquo; Bolton, l&#39;ONU ha dimostrato che la politica e la diplomazia, pi&ugrave; delle armi, sono utili e fondamentali per risolvere discriminazioni, violazioni e crisi nel mondo. E solo col multilateralismo sar&agrave; possibile risolvere l&#39;interminabile dramma mediorientale.</p>
<p>Con realismo, bisogna per&ograve; dare atto ai conservatori americani di una cosa: nel mondo niente di significativo avviene senza l&#39;America.</p>
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		<title>It&#039;s show-wine</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jan 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Rubbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Cantina del Viaggiatore]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 9 - 16 Gennaio 2007]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Il vino &#232; in lenta ma costante ripresa&#8221;, ecco la frase tipica che si sente pronunciare dagli esperti del settore. Ma questa frase &#232; da cos&#236; tanto tempo che la si sente pronunciare che vien da chiedersi chi abbia dato la patente al signor vino che continua a non trovare la frizione per cambiare marcia. [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/its-show-wine/">It&#39;s show-wine</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&ldquo;Il vino &egrave; in lenta ma costante ripresa&rdquo;, ecco la frase tipica che si sente pronunciare dagli esperti del settore.</p>
<p> Ma questa frase &egrave; da cos&igrave; tanto tempo che la si sente pronunciare che vien da chiedersi chi abbia dato la patente al signor vino che continua a non trovare la frizione per cambiare marcia. Vi &egrave; anche chi sostiene che in verit&agrave; (e ringraziamo per non celarcela) il mondo del vino &egrave; in crisi, ma con qualche segnale di bel tempo in lontananza. Gli esperti continuano a mandare segnali contradditori: il vino &egrave; in ripresa ma siamo ancora in folle, il vino &egrave; morto ma non facciamo catastrofismi, il mercato del vino &egrave; altalenante ma &egrave; a pieno regime.</p>
<p> Se vi capiter&agrave; di leggere articoli dei guru del bicchiere roteante non meravigliatevi se non avrete capito dove effettivamente sta andando il vino, considerato che fondamentalmente deve andare in bocca: d&rsquo;altronde come i giornalisti sportivi devono riempire le pagine dei giornali e ad ogni battibecco si parla di esoneri e ritiri forzati anche i media del vino devono riuscire a trovare esattamente il numero di caratteri per completare ogni rivista. Non si spiegherebbero altrimenti l&rsquo;oramai obsoleto dibattito botte grande-botte piccola e l&rsquo;innovativo dibattito truciolo uguale satana.</p>
<p> Il mondo del vino tira, tira eccome. Lo si pu&ograve; facilmente notare da tutto quello che gli ruota intorno: trasmissione enogastronomiche, personaggi pi&ugrave; o meno famosi che comprano appezzamenti (generalmente Toscana e Piemonte), nascita di nuovi riviste, film con soggetti incentrati o che ruotano intorno alla bevanda preferita da Bacco e gli happening che oramai caratterizzano questo mondo e se a cui non partecipi se veramente out.</p>
<p> Io da &quot;brava persona in&quot; ho avuto la fortuna di partecipare ad alcuni di questi eventi, fortuna pi&ugrave; che altro per i vini che si ha l&rsquo;opportunit&agrave; di assaggiare e non per le persone che si possono incontrare, anche perch&eacute; quelle veramente degne di nota sono continuamente prese d&rsquo;assalto.</p>
<p> Vi parlo delle presentazione delle Guide del Gambero Rosso e di Luca Maroni.</p>
<p> Due filosofie diametralmente opposte, una pi&ugrave; istituzionale (quella del Gambero Rosso) e l&rsquo;altra pi&ugrave; simile ad uno show televisivo.</p>
<p> Ma andiamo con ordine.</p>
<p> All&rsquo;interno dell&rsquo;ultimo Salone del Gusto di Torino &egrave; stata appunto presentata la Guida del Gambero Rosso, la pi&ugrave; celebre e famosa guida d&rsquo;Italia che da qualche anno varca anche i confini nazionali.</p>
<p> &Egrave; stata l&rsquo;occasione per sentir parlare un autentico amante del vino, nel senso pi&ugrave; nobile del termine, Carlo Petrini, di cui mi ha colpito l&rsquo;elogio della terra e di chi lavora la terra,  ricordando giustamente da dove viene la bevanda cara a bacco e di tutti i frutti della terra,  di non dimenticarsi dei valori reali.</p>
<p> Per il resto la presentazione della guida 2007 &egrave; stata piuttosto noiosa, un&#39;autocelebrazione piuttosto piatta, con la presenza dei presidenti regionali che facevano gli onori di casa per le rispettive aziende premiate.</p>
<p> Decisamente pi&ugrave; interessante andare in giro per il Salone del Gusto e osservare le varie iniziative Slow Food, tra cui Terra Madre .</p>
<p> A Roma, al parco Auditorium della Musica, si &egrave; invece celebrata la presentazione della guida di Luca Maroni.</p>
<p> Una presentazione in pieno stile televisivo, stile a mio giudizio lontano dallo stile radiofonico che generalmente caratterizza Luca Maroni, sulle frequenze di Radio Due.</p>
<p> Decanter &egrave; una trasmissione che ha il pregio di spiegare terra terra argomenti semplici, come gli accostamenti cibo vino, ricordando sagre e appuntamenti da non perdere. Trasmissione piacevole da ascoltare sia per la competenza di Luca Maroni che per l&rsquo;ironia dissacrante figlia dei due compagni di avventure di LM.</p>
<p> La presentazione invece ha visto LM nelle vesti di autentico mattatore, costretto dal ruolo a dover parlare a macchinetta perdendo lo stile soft cos&igrave; piacevole da ascoltare, cercando voli pindarici di parole a effetto per lasciare a bocca aperta la platea (cosa che tra l&rsquo;altro non disprezza abitualmente).</p>
<p> Serata schiacciata anche dai troppi, ufficiali e ufficiosi, sponsor: grottesco &egrave; stata la presentazione della risposta italiana  a &ldquo;Side Ways&rdquo; (per favore, non facciamolo uscire dai nostri confini!) mentre assolutamente esilarante &egrave; stata la presentazione della Acqua Gaudianello come primo sponsor della serata&hellip;vi ricordo che stiamo parlando di vino.</p>
<p> Comunque a LM rimane un personaggio affascinante ed unico nel mondo del vino, a cui si perdona questo ed altro, vuoi anche per la piacevole degustazione che ha seguito lo show.</p>
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		<title>La fine &#232; il mio inizio &#8211; Un padre racconta al figlio il grande viaggio della vita</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jan 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Donigaglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Libro del Viaggiatore]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 9 - 16 Gennaio 2007]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Teatri gremiti all&#39;inverosimile, un documentario di raro successo come Anam, il Senzanome e pubblicazioni che raggiungono il milione di copie vendute, gente inferocita perch&#233; a causa delle calche non riesce ad assisterne alle presentazioni, una community su Internet che vanta 13 mila appassionati iscritti. Nonostante lui per primo probabilmente avrebbe commentato tutto ci&#242; servendosi della [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/la-fine-il-mio-inizio-un-padre-racconta-al-figlio-il-grande-viaggio-della-vita/">La fine &egrave; il mio inizio &#8211; Un padre racconta al figlio il grande viaggio della vita</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Teatri gremiti all&#39;inverosimile, un documentario di raro successo come Anam, il Senzanome e pubblicazioni che raggiungono il milione di copie vendute, gente inferocita perch&eacute; a causa delle calche non riesce ad assisterne alle presentazioni, una community su Internet che vanta 13 mila appassionati iscritti. Nonostante lui per primo probabilmente avrebbe commentato tutto ci&ograve; servendosi della sua proverbiale risata, non &egrave; semplice trovare una definizione pi&ugrave; appropriata per quello che &egrave; stato chiamato il &#39;fenomeno Terzani&#39;. In ogni caso, se si prova ad immaginare la stupefacente storia di viaggi, popoli, costumi e filosofie del &#39;grande inviato in Asia&#39;, se si considera il suo ruolo di messaggero testimone di cose che noi tutti avremmo voluto sapere e conoscere, se si tengono presenti il talento di Terzani nella scrittura e la sua assoluta credibilit&agrave; come giornalista, si tratta di un fenomeno che di certo pi&ugrave; di tanto oggi non sorprende. Un altro giro di giostra, quel lungo e struggente viaggio dentro la malattia che lo aveva colpito, era stato il pi&ugrave; importante tassello della seconda fase dell&#39;attivit&agrave; letteraria Terzani, quella successiva ai grandi reportage dall&#39;estremo Oriente; La fine &egrave; il mio inizio &#8211; Un padre racconta al figlio il grande viaggio della vita ne &egrave; il naturale proseguimento. Tre mesi prima di morire, Terzani chiama il figlio Folco a Orsigna, nella loro casa di montagna, per raccontargli la sua vita. All&#39;ombra di un albero, il padre racconta al figlio della sua infanzia povera, dei suoi primi passi nel mondo del giornalismo, dei grandi momenti documentati della sua vita &#8211; dalle violenze della guerra in Vietnam alla delusione cinese &#8211; e delle sue passioni, il tutto tra viaggi avventurosi in zone proibite, incontri con spie, statue tibetane e gabbie piene di uccelli esotici. Un resoconto di una vita fuori del comune, un&#39;avvincente biografia parlata, un testamento che, scritto dalla mano di colui che liberatosi da ogni attaccamento non ha pi&ugrave; nulla da temere, diventa l&#39;ultima meravigliosa tappa di un giro per il mondo alla ricerca della verit&agrave;. Cos&igrave; Folco Terzani: &ldquo;Si dice che un attimo prima di morire ti passa davanti il film della tua vita. Il babbo ha dilatato quell&#39;attimo e ha scritto quello che si vede&rdquo;.</p>
<p><b>Tiziano Terzani &#8211; Longanesi &#8211; 2006 &#8211; pagg. 466</b></p>
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		<title>L&#039;editoriale di auguri</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jan 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tobia Desalvo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 9 - 16 Gennaio 2007]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Era un mese fa, ma &#232; gi&#224; storia. L&#39;Arengo ormai da qualche giorno aveva inaugurato i festeggiamenti per i rimpatri dei nostri amici viaggiatori. Appena abbassata la guardia per alzare i calici, deposta come avevamo la letterina per Babbo Natale (che si dice clicchi da casa sua, al Polo Nord, per leggerci). Et Voil&#224;. Sopra [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/leditoriale-di-auguri/">L&#39;editoriale di auguri</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Era un mese fa, ma &egrave; gi&agrave; storia.</p>
<p>L&#39;Arengo ormai da qualche giorno aveva inaugurato i festeggiamenti per i rimpatri dei nostri amici viaggiatori. Appena abbassata la guardia per alzare i calici, deposta come avevamo la letterina per Babbo Natale (che si dice clicchi da casa sua, al Polo Nord, per leggerci).</p>
<p>Et Voil&agrave;. Sopra Bologna, insieme alle prime tracce dell&#39;inverno, il Cielo si squarcia ed il gelo cala sulla citt&agrave;, sulla sua squadra di calcio, sulla sua gente. </p>
<p>Ai piedi delle Due Torri e della Basilica di San Luca era trepidante l&#39;attesa per l&#39;evento dell&#39;anno: al Dall&#39;Ara arrivava la Juve, proprio al momento giusto per farsi guardare da quella parte della Redazione che non molla il calcio e va allo stadio.</p>
<p>Particolare non secondario &egrave; che la partita, quest&#39;anno, si gioca in serie B. Quest&#39;anno la Juve ha pagato ed il Bologna deve incassare i crediti degli anni precedenti. Un Bologna verso il quale gli investimenti di patron Motor Show stanno riavvicinando la passione delle persone e dei bar, in mezzo ad una coltre di diffuso scetticismo e disaffezione per lo sport nazionale pi&ugrave; popolare e seguito dopo i motori. </p>
<p>La partita vibra, le squadre corrono dopo che un affollato stadio aveva assistito e partecipato alla democratica protesta dei gruppi organizzati della curva Andrea Costa contro le storture, l&#39;ipocrisia e l&#39;arida avidit&agrave; del calcio-business. Negli stessi giorni, per vari motivi, anche i giornalisti scioperavano e pure Fiorello aveva smesso di ridere per solidariet&agrave;. </p>
<p>Cos&igrave; quando Zalayeta alza il braccio e mantiene la palla nell&#39;area piccola il Logos (chi??) lascia con disinvoltura spazio al soprannaturale. Incredibile, quella riga di porta: non se ne accorge nessuno ma quella traccia di gesso si sposta per accogliere in rete il gol. D&#39;altronde non c&#39;&egrave; bisogno della A maiuscola per essere avvocati e leggere che non &egrave; scritto in nessun comma del regolamento che la riga di porta non si possa muovere, che il Miracolo non possa succedere.</p>
<p>Che sia beato chi crede senza vedere, come chi credeva all&#39;Italia unita quando non esisteva ancora, come chi ha ragione perch&eacute; la Storia la scrivono i vincitori e se l&#39;&egrave; conquistata sul campo ed &egrave; Campione del Mondo.</p>
<p>Ecco la funzione dell&#39;arbitro che nessun sensore potr&agrave; mai sostituire: vedere quella riga muoversi &egrave; un attimo, un istante, un fischio. Neanche il guardalinee avrebbe potuto accorgersene. Dopodich&eacute; il film gira e l&#39;esultanza &egrave; in bianco e nero, come la Tv di una volta. </p>
<p>Anzi prima, molti anni prima nasce la Juve: nel 1861. Non la Juve Calcio, ma quell&#39;idea di  Juventus traduzione della Giovent&ugrave; di stirpe risorgimentale e nazionale, che dal Piemonte scese fino in fondo allo Stivale a farsi consegnare dal ribelle garibaldino le parole &ldquo;Obbedisco&rdquo;. Quella dinastia sabauda che allora fece l&#39;Italia e che oggi si diletta con prostitute, stupefacenti e gol fantasma.</p>
<p>Perch&eacute; non &egrave; vero che Moggi ruba (e poi ormai Moggi ha pagato, o no?), ma forse vero &egrave; che l&#39;Italia ruba. E la Juve &#8211; avete capito, tutti quanti voi che vi riempite la bocca dicendo che &#39;La Juve ruba&#39; &#8211; non fa altro che riconoscere quanto questa squadra rappresenti il nostro Paese. La Juve &egrave; l&#39;Italia, l&#39;ha conquistata con gli ozi dei ribelli e l&#39;accondiscendenza dei potenti.</p>
<p>La Vecchia Signora, prego si accomodi. Sempre pronta ad abbassare lo sguardo, questa Italia. </p>
<p>Tranne quei maleducati, brutti, sporchi e cattivi, che si affollano a qualche decina di metri dietro le porte e le ricordano che &egrave; &#39;come la juve&#39; e &#39;sa solo rubare&#39; che, in un mondo spoglio da ideologie, viaggiano all&#39;inseguimento dei propri colori in tutti gli stadi. Quelli che non chinano la testa per spifferare &#39;obbedisco&#39;, quelli che perderanno sempre e saranno fieri di ricominciare e ripartire.</p>
<p>Quelli che, in tutto questo Arengo che siamo noi, non mollano la Terra anche quando si squarcia il Cielo. </p>
<p>E che sia chiaro a tutti: questo Calcio non cambier&agrave; finch&egrave; non sar&agrave; il Paese ad essere cambiato. E non saranno, come in un film gi&agrave; visto, le sentenze a poterlo fare.</p>
<p>Questo il nostro augurio per il 2007.</p>
<p>Che il Miracolo avvenga di Domenica pomeriggio e mostri a tutti in diretta Tv che il Calcio &egrave; cambiato perch&eacute; l&#39;indomani lo sar&agrave; la Nazione intera.</p>
<p>Ve lo auguriamo e ce lo auguriamo, di tutto cuore.</p>
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		<title>Il personaggio dell&#039;anno sei &#8220;Tu&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jan 2007 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo Cinti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 9 - 16 Gennaio 2007]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un computer con uno specchio al posto dello schermo nel quale riflettersi. Con questa copertina il settimanale americano Time ha consacrato &#8220;You&#8221; come il simbolo dell&#39;anno che si &#232; appena concluso. Se hai contribuito all&#39;esplosione del web diffondendo nella rete immagini, parole e video sei &#8220;Tu&#8221; il personaggio del 2006. Sul podio, alle spalle dell&#39;internauta, [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2007/01/il-personaggio-dellanno-sei-tu/">Il personaggio dell&#39;anno sei &ldquo;Tu&rdquo;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un computer con uno specchio al posto dello schermo nel quale riflettersi. Con questa copertina il settimanale americano Time ha consacrato &ldquo;You&rdquo; come il simbolo dell&#39;anno che si &egrave; appena concluso. Se hai contribuito all&#39;esplosione del web diffondendo nella rete immagini, parole e video sei &ldquo;Tu&rdquo; il personaggio del 2006.  </p>
<p>Sul podio, alle spalle dell&#39;internauta, si sono piazzati niente di meno che il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad e quello cinese Hu Jintao, giunto pari merito con il leader nordcoreano Kim Jong-il. A fare la differenza nel determinare questa classifica &ldquo;improbabile&rdquo; &egrave; stata l&#39;affermazione di siti come YouTube, il rappresentante pi&ugrave; illustre di quel nuovo modello di comunicazione globale che si chiama InstantTv. O di quella che il Time definisce &ldquo;democrazia digitale&rdquo;.</p>
<p>In passato &ldquo;i giornalisti avevano il potere esclusivo di portare la gente in luoghi dove non era mai stata&rdquo;, sottolinea il giornale, &ldquo;ma adesso anche a Bagdad una madre munita di videotelefono pu&ograve; mostrare a tutto il mondo le conseguenze di un attentato&rdquo;. &ldquo;Lo strumento che rende tutto questo possibile &egrave; il World Wide Web&rdquo;, ha spiegato Time. &ldquo;E&#39; uno strumento che consente di mettere insieme i piccoli contributi di milioni di persone e trasformarli in un fenomeno dalle notevoli conseguenze&rdquo;.  </p>
<p>Fondata nel <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Febbraio">febbraio</a> <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2005">2005</a> da Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim, nel <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giugno">giugno</a> <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2006">2006</a> l&#39;azienda comunica che quotidianamente vengono visualizzati circa 100 milioni di video, mentre sono 65.000 i filmati aggiunti ogni 24 ore. Il tutto per un numero medio di visitatori mensili che supera i 20 milioni.  </p>
<p>La macchina allestita dai tre giovani americani, tutti ex dipendenti di PayPal, non passa inosservata e il 10 ottobre 2006, a poco pi&ugrave; di un anno dalla sua nascita, YouTube si sposta di qualche centinaio di chilometri, da San Mateo, nei pressi di San Francisco, a Mountain View, nel cuore della Silicon Valley. Lo stato &egrave; sempre la California, ma i suoi proprietari sono cambiati: si chiamano Sergey Brin e Larry Page e sono i signori Google. Per acquisire YouTube hanno sborsato 1,65 miliardi di dollari.  </p>
<p>La loro scommessa dovr&agrave; presto confrontarsi con due concorrenti che si preannunciano molto agguerriti: uno firmato Rupert Murdoch (gi&agrave; proprietario di MySpace) e uno che uscir&agrave; dai computer di Janus Friis e Niklas Zennstrom, i due inventori del servizio di telefonia Skype.  </p>
<p>Il fenomeno dalle notevoli conseguenze di cui parla il Time &egrave; dunque destinato a crescere e tutto il mondo della comunicazione ufficiale dovr&agrave; confrontarsi con esso, primo fra tutti quello della televisione. Questo perch&eacute; YouTube significa letteralmente che il pubblico pu&ograve; farsi televisione. Ognuno di noi potenzialmente diventa direttore, autore, produttore o protagonista. Il rischio che il puro esibizionismo travalichi i contenuti, tuttavia, preoccupa non pochi. Soprattutto perch&egrave; nei video pi&ugrave; scaricati dominano volgarit&agrave; e stupidaggini.  </p>
<p>Di questo avviso invece non sembrerebbe essere Jeff Jarvin, direttore del programma di giornalismo interattivo all&#39;universit&agrave; pubblica di New York e giornalista del Guardian, che in un intervista rilasciata al settimanale l&#39;Espresso (28 dic 2006) ricorda come anche in Internet, agli inizi, prevalessero i siti cosiddetti &ldquo;stupidi&rdquo;. &ldquo;Poi le cose sono cambiate&rdquo;, sottolinea il giornalista americano, &ldquo;e la maggioranza degli utenti non perde pi&ugrave; tempo a vagabondare, perch&eacute; sa cosa vuole e dove ottenerlo velocemente&rdquo;. Come a dire che sul lungo termine la qualit&agrave; prevale.  </p>
<p>Ma Jeff Jarvin si spinge oltre ed &egrave; convinto che la Tv sia destinata a scomparire. E sarebbero addirittura quattro gli indizi che lo lasciano presupporre: &ldquo;apparecchiature di alta qualit&agrave; di registrazione a basso costo [...], disponibilit&agrave; di software di montaggio gratuiti e facili da usare [...], presenza di una rete di distribuzione globale, anch&#39;essa gratuita [come YouTube n.d.r.] e l&#39;incredibile potenza dei link come strumento di marketing.&rdquo;  </p>
<p>Non &egrave; la prima volta che la televisione viene data per spacciata, e in fondo che il tubo catodico venga sostituito da una connessione &ldquo;on demand&rdquo; non fa troppa differenza. Quello che sembra molto rilevante invece, &egrave; che il futuro della comunicazione e soprattutto dell&#39;informazione si giocher&agrave; sull&#39;accessibilit&agrave; alla Rete. Difficilmente la democrazia potr&agrave; prescindere da questo nuovo paradigma. Ed &egrave; proprio in questo senso, paradossalmente, che il podio decretato dal Time rispecchia il risultato fedele di una partita che non immaginavi neppure si stesse giocando.</p>
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