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	<title>L&#039;Arengo del Viaggiatore &#187; Numero 97 &#8211; 1 Marzo 2013</title>
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		<title>Numero 97 &#8211; 1 Marzo 2013 &#8211; La Testata</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 23:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 97 - 1 Marzo 2013]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni italia 2013]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; Per chi diceva che siamo tutti morti, eccolo qua, L&#8217;Arengo del Viaggiatore. Nonostante la ormai veneranda età, si va per il primo settennato, pare nuovo come mamma l&#8217;ha fatto, fresco come l&#8217;aria, morbido come l&#8217;acqua, dolce come uscito dall&#8217;Uovo della Pasqua che tra un mese scenderà a salutare il nuovo Papa, e a seguito [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/03/numero-97-la-testata/">Numero 97 &#8211; 1 Marzo 2013 &#8211; La Testata</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Per chi diceva che siamo tutti morti, eccolo qua, L&#8217;Arengo del Viaggiatore.</p>
<p>Nonostante la ormai veneranda età, si va per il primo settennato, pare nuovo come mamma l&#8217;ha fatto, fresco come l&#8217;aria, morbido come l&#8217;acqua, dolce come uscito dall&#8217;Uovo della Pasqua che tra un mese scenderà a salutare il nuovo Papa, e a seguito delle novità elettorali ci allineiamo subito: <strong>TUTTO NUOVO</strong>, nonostante tra di noi si aggirino <strong>vecchi fantasmi partitocratici</strong>.</p>
<p>Guardiamo dentro <strong>il Potere</strong>, quello di sempre e quello degli <strong>Internauti</strong>, tenendo sempre un&#8217;occhio verso l&#8217;<strong>uscita del tunnel  </strong>che ci accompagna con una<strong> scherzosa filastrocca</strong> per alleggerire il peso della situazione politica nazionale.</p>
<p>Ricordiamo il lontano <strong>Giordano Bruno</strong> e il vicino <strong>Lucio Dalla</strong>, scomparso un anno fa. Andiamo in autobus in <strong>Sud America</strong> seguendo la nostra scrittrice vagabonda e a <strong>Montecarlo</strong>, per un giro elettorale oltre che della roulette, e infine una visita a <strong>Ravenna</strong>. Diamo il benvenuto a <strong>BOmbart</strong>, con cui speriamo continui una proficua collaborazione.</p>
<p>Andiamo <strong>nel futuro</strong> con <strong>Il Cacciatore</strong> e le nostre<strong> start up</strong>.</p>
<p>Mentre <strong>Radiocittafujiko</strong> ci porta sempre in onda, cari cittadini del web adesso tocca a voi <strong>cliccare e cliccare</strong>, tanto più adesso che la nostra <strong>sovranità nazionale</strong> sembra tanto <strong>a portata di clic</strong>.</p>
<ul><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/03/numero-97-la-testata/" title="Numero 97 &#8211; 1 Marzo 2013 &#8211; La Testata">Numero 97 &#8211; 1 Marzo 2013 &#8211; La Testata</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/il-potere/" title="Il Potere">Il Potere</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/limportanza-di-chiamarsi-mario/" title="L’importanza di chiamarsi Mario">L’importanza di chiamarsi Mario</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/unoccasione-persa-dagli-elettori/" title="Un&#8217;occasione persa dagli elettori">Un&#8217;occasione persa dagli elettori</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/dittatura-degli-internauti/" title="Dittatura degli Internauti">Dittatura degli Internauti</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/si-ripartiamo-dal-psi/" title="SI, ripartiamo dal PSI">SI, ripartiamo dal PSI</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/47-morto-che-parla/" title="47 Morto che parla!">47 Morto che parla!</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/matrix-e-sempre-vicino-e-per-eletto-puntiamo-su-grillo-per-ora/" title="Matrix è sempre + vicino… e per eletto puntiamo su Grillo…  per ora!">Matrix è sempre + vicino… e per eletto puntiamo su Grillo…  per ora!</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/fuori-dal-tunnel-del-divertimento/" title="Fuori dal tunnel (del divertimento)">Fuori dal tunnel (del divertimento)</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/rien-ne-va-plus-le-elezioni-nel-principato/" title="Rien ne va plus: le elezioni nel Principato">Rien ne va plus: le elezioni nel Principato</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/a-casa-por-un-rato/" title="A casa por un rato">A casa por un rato</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/il-primo-anno-senza-di-te/" title="Il primo anno senza di te">Il primo anno senza di te</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/collettivo-bombart-ce-del-nuovo-a-bologna-di-bombart/" title="Collettivo bombart&#8230;c&#8217;è del nuovo a bologna">Collettivo bombart&#8230;c&#8217;è del nuovo a bologna</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/filastrocca-per-larengo-con-le-votazioni-svengo/" title="Filastrocca per l&#8217;Arengo, con le votazioni svengo">Filastrocca per l&#8217;Arengo, con le votazioni svengo</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/qualcuno-lo-aveva-detto/" title="Qualcuno lo aveva detto">Qualcuno lo aveva detto</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/apertura-della-mostra-borderline-a-ravenna/" title="Apertura della mostra Borderline a Ravenna">Apertura della mostra Borderline a Ravenna</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/il-cacciatore/" title="Il Cacciatore">Il Cacciatore</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/parco-regionale-alta-val-parma/" title="Parco regionale Alta val Parma">Parco regionale Alta val Parma</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/46-sport-lalmanacco-online-degli-sportivi/" title="46 Sport, l&#8217;Almanacco online degli sportivi">46 Sport, l&#8217;Almanacco online degli sportivi</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/prima-e-dopo-hugo-chavez/" title="Prima e dopo Hugo Chavez">Prima e dopo Hugo Chavez</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/il-partito-socialista-italiano-dialogo-con-un-giovane-segretario/" title="Il Partito Socialista Italiano, dialogo con un giovane segretario">Il Partito Socialista Italiano, dialogo con un giovane segretario</a></li><li><a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/papa-francesco/" title="Papa Francesco">Papa Francesco</a></li></ul>
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		<title>Il Potere</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 20:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio Bonacci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 97 - 1 Marzo 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[leadership]]></category>
		<category><![CDATA[panem et circenses]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La storia dell’umanità viene in gran parte scritta intorno all’esercizio del potere, eppure questo termine viene usato assai spesso senza riflettere sul suo intrinseco significato. Ciò perché gli strumenti, attraverso i quali il potere viene esercitato, sono correlati in modo complesso. La leadership è certamente il tratto personale che dà accesso a uno o più [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/il-potere/">Il Potere</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
La storia dell’umanità viene in gran parte scritta intorno all’esercizio del potere, eppure questo termine viene usato assai spesso senza riflettere sul suo intrinseco significato. Ciò perché gli strumenti, attraverso i quali il potere viene esercitato, sono correlati in modo complesso.<br />
La leadership è certamente il tratto personale che dà accesso a uno o più strumenti di potere. Ma nelle società moderne è l’organizzazione la più importante fonte ed il principale impalcato del potere, con una correlazione dominante con la forma del “potere condizionatorio” di cui parla John Kenneth Galbraith. Su questa particolare forma di potere vogliamo soffermarci.<br />
Già Sant’Agostino nel De Civitate Dei si pose il problema della legittimità del potere. Secondo il Vescovo d’Ippona il potere implica sempre il monopolio della forza.<br />
Nicolò Machiavelli identifica metaforicamente questa forza con i “leoni” e le “volpi”: i primi usano la forza per ottenere il potere, ma alla lunga finiscono sconfitti. Le volpi invece usano il consenso o la persuasione.<br />
Questa seconda forma Max Weber la definisce “legittimità carismatica” e si basa sul valore “esemplare” di una persona: il leader ha una missione e il popolo si convince che sia così.<br />
Si verifica così quel fenomeno che Galbraith definisce “effetto istrionico” che consiste in una falsa valutazione di una determinata personalità: essa viene interpretata come fonte di potere. In effetti il suo talento consiste nel dire al popolo ciò che il popolo vuol sentirsi dire.<br />
La storia offre molti esempi di leader carismatici: Cesare, Napoleone, Hitler, Mussolini, Stalin. Questa forma di potere si sgretola nel momento in cui la missione del leader fallisce. Nel caso dell’Impero romano il potere carismatico di Giulio Cesare venne anche istituzionalizzato.<br />
Secondo Max Weber gli stati moderni per esercitare il potere necessitano di un apparato che egli chiama “burocrazia”. I grandi burocrati costituiscono una “casta” che accentra un forte potere.<br />
In campo politico di particolare interesse appaiono gli studi condotti dal sociologo tedesco Robert Michels che per molti anni ha insegnato in vari atenei italiani. Michels, scomparso nel 1936, ha formulato, in tempi non sospetti, la “legge ferrea dell’oligarchia”. Secondo la teoria michelsiana i partiti politici tendono a concentrare il potere in una cerchia ristretta di uomini, determinando un distacco tra i dirigenti del partito e gli iscritti. Questa organizzazione oligarchica fa sì che i dirigenti perseguano di fatto i propri interessi e solo formalmente e apparentemente gli intersessi del popolo. Tra l’altro il potere è concentrato nelle mani di pochi dirigenti che polarizzano e bloccano le candidature politiche che non vengono fatte dal basso. Si concentrano così nelle mani dei capi poteri decisivi che vengono svincolati dagli elettori e più in generale dal popolo. Ma la principale forza del potere persuasivo consiste nel creare i segni del prestigio producendo “forme simboliche condizionatorie”, tutte rivolte ad implementare il consenso e a comprimere il dissenso che rappresenta , invece, l’unico volano di indebolimento del potere condizionatorio e mediatico. Il dissenso propositivo è, inoltre, fattore essenziale di democrazia.<br />
Secondo il filosofo Pietro Prini la legittimità carismatica del potere si alimenta e si esalta nella “società dello spettacolo” che stimola il “cervello viscerale” dove le funzioni paleo-encefaliche sono convogliate verso l’inversione della realtà che diventa apparenza-spettacolo di essa. Sono le ombre del “Mito della caverna” di cui parla Platone nel settimo libro della Repubblica. Attualizzando il mito platonico possiamo dire che quel mondo di ombre-immagini travisano la realtà sollecitando forme nuove di evasione dai termini reali dei problemi della vita individuale e associata dei cittadini.<br />
Gli spettacoli degli sport più popolari ne sono una riprova. Il poeta latino Giovenale racchiuse questo concetto nella famosa espressione “Panem et circenses” (Satire). “Pane e feste tengon il popol quieto”, così Giuseppe Giusti, nei Proverbi toscani, traduce le celebre espressione latina.<br />
Oggi viviamo e subiamo la “società dello spettacolo” anche quando davanti a milioni di spettatori vengono esternate lagnanze e critiche, spesso emotive e contraddittorie, contro i responsabili, più o meno anonimi, di fatti di cronaca.<br />
Questo tipo di società tende a diventare sempre più una “società vaga” in cui tutti apparentemente hanno diritto di cittadinanza: ricchi e poveri, assassini e vittime, colpevoli e innocenti in una generale ambiguità tra bene e male, tra vero e falso.<br />
Ciò spiega anche il moderno e massiccio ricorso alla pubblicità commerciale che non è, come spesso si crede, una forma nuova di concorrenza sul mercato, quanto piuttosto una specifica forma di potere condizionatorio.<br />
In effetti nel quotidiano e assillante sfarfallio di immagini simboliche ed accattivanti restano occulti proprio coloro che gestiscono l’ordito dello “spettacolo”. “La violenza” del potere persuasivo trova la sua forza strategica proprio nel sistematico occultamento che impedisce di capire chi realmente esercita il “potere”.<br />
Il sociologo americano Floyd Hunter, che ha analizzato le organizzazioni economiche, è giunto alla conclusione che la principale fonte di potere risiede nella cerchia ristretta di coloro che detengono e manovrano l’esclusiva leva dell’economia e della finanza. Le decisioni importanti che condizionano la vita dei popoli e degli individui vengono prese in riunioni di alto livello che si svolgono nei club dei potentati finanziari.</p>
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		<title>L’importanza di chiamarsi Mario</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 19:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Siino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 97 - 1 Marzo 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Sembra un destino ma è uno dei nomi più famosi d’Italia… I Mario tricolore hanno primeggiato in tutti i campi. Nella musica, ad esempio, la memoria ci riporta ai famosissimi tenori Del Monaco e Lanza, e tra i cantanti, Tessuto, Tozzi, Incudine (attore di teatro oltre che cantante siciliano) e Mario Merola (O’ zappatore!). Nella [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/limportanza-di-chiamarsi-mario/">L’importanza di chiamarsi Mario</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sembra un destino ma è uno dei nomi più famosi d’Italia… I Mario tricolore hanno primeggiato in tutti i campi. Nella musica, ad esempio, la memoria ci riporta ai famosissimi tenori Del Monaco e Lanza, e tra i cantanti, Tessuto, Tozzi, Incudine (attore di teatro oltre che cantante siciliano) e Mario Merola (O’ zappatore!). Nella letteratura Mario Puzo (Il Padrino), Mario Soldati (scrittore e sceneggiatore) e Mario Luzi poeta toscano, nominato Senatore a vita al compimento del suo novantesimo anno, da Carlo Azeglio Ciampi nel 2004, nomina durata purtroppo solo fino al febbraio dell’anno successivo a causa del suo decesso. Egli affermò, con orgoglio e sicurezza: “La poesia salverà il mondo!”. Speriamo. Il Mario dello spettacolo è stato Mario Riva (nome d’arte di Mariuccio Bonavolontà), uno dei primi presentatori televisivi, caduto sul lavoro (Il Musichiere): è sprofondato a causa di una rottura del palco ove stava presentando la serata. E che dire del Mario “Nazionale” finito con la Spagna nella polvere ma coi crucchi nell’altar? Mi riferisco a Balotelli, siciliano (sì, perché è nato a Palermo), recentemente riagganciato in Italia dal Milan. Anche l’alta moda italiana ha avuto in Valentino il suo apprezzatissimo Mario! L’importanza di chiamarsi Mario è sancita anche dal video-gioco denominato “Super Mario”.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">In politica il Mario “giusto” è stato il figlio del Presidente, negli ultimi anni ’90: Mario Segni, un Mario previdente nel rinunciare al proprio nome di battesimo al punto da farsi chiamare Mariolino, quasi per evitare un nome che vent’anni dopo, sarebbe stato impopolare! Ma eccoci al dunque, al Mario del momento. Quel Mario che da professore diviene Senatore (211 mila euro l’anno per tutta la vita) e premier. Poi Premio Nobel per l’Economia. Il nome proprio che acquista prestigio ma alza lo spead. Ci sono sempre due modi di vedere le cose, quello vero e quello falso, quello reale e quello virtuale, quello interno e quello esterno. Nel caso specifico non si tratta di verità o falsità, ma è da farsi un confronto tra il modo interno e quello esterno di vedere, cioè tra il modo nazionale e quello estero. E’ davvero particolare il grande consenso, per così dire, “fuori porta” assolutamente contestuale al minor consenso intascato tra le mura domestiche. Queste cose il popolo non le capisce facilmente perché ad esso pervengono più immediate la regole penalizzanti nei propri confronti: le tasse… Super Mario, Super Tasse! La cosa mi dà l’impressione che un genitore, che in casa picchia i pargoli, è ben visto, per questo fatto, da chi lo osserva varcata la soglia… Chi ha ragione? Ha tassato (tartassato) a più non posso gli italiani ed ha avuto consensi all’estero. Ha avuto pure il coraggio di chiedere il plauso degli italiani attraverso il voto. Questo pur avendo promesso che non sarebbe mai sceso (salito, pardon, perché veniva dal basso!) in politica&#8230; Ebbene, quasi tre milioni di noi gli hanno creduto. Pochissimi per governare e comunque pochi per essere influenti nelle decisioni del prossimo governo, qualunque esso sia.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Poi c’è l’omonimo, il “Governatore”, il Presidente della Banca Centrale Europea dal 1º novembre 2011. All’ottavo posto nella classifica dei potenti al mondo, pubblicata da Forbes che, insieme al Mario di cui sopra, completa il numero degli italiani presenti nel firmamento dei forti. “L’uomo dell’anno” secondo il Financial Time e il “Business Man” dell’anno, secondo il Time di Londra. Quest’altro Mario snobba il Palazzo: “Non mi parlate di Quirinale finché non avrò ultimato il mio mandato europeo”… E così tutti inneggiano al trionfo dei Mari. Dei Mari in cui siamo affondati!</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Ma la vera importanza di chiamarsi Mario (magra consolazione per noi comuni mortali) è data dal fatto che noi tutti, noi italiani, per qualche verso ci chiamiamo davvero tutti Mario e per questo, “ad esempio” viviamo tutti l’importanza di chiamarci Mario. Spesso e volentieri, proprio nell’esempio, infatti, non siamo forse tutti dei Mario Rossi?</p>
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		<title>Un&#8217;occasione persa dagli elettori</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 19:47:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Macri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 97 - 1 Marzo 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni italia 2013]]></category>
		<category><![CDATA[grillo]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Bersani teme le elezioni anticipate. Gli elettori potrebbero votare. (Spinoza.it qualche tempo fa…) &#160; Per i militanti di sinistra sembrava una storia già scritta, già vissuta. Lo era. Come nel 2006, gli exit pool confermavano quanto sostenuto dai sondaggi mesi prima del voto ovvero che il centrosinistra sopravanzava nettamente il Popolo delle libertà. Invece, le [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/unoccasione-persa-dagli-elettori/">Un&#8217;occasione persa dagli elettori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="right"><i>Bersani teme le elezioni anticipate. Gli elettori potrebbero votare.</i></p>
<p align="right">(Spinoza.it qualche tempo fa…)</p>
<p align="right">
<p>&nbsp;</p>
<p>Per i militanti di sinistra sembrava una storia già scritta, già vissuta. Lo era. Come nel 2006, gli exit pool confermavano quanto sostenuto dai sondaggi mesi prima del voto ovvero che il centrosinistra sopravanzava nettamente il Popolo delle libertà. Invece, le proiezioni e via via lo spoglio, dipingevano un quadro delle scelte degli italiani inaspettato. I risultati elettorali quasi premiavano nuovamente Berlusconi e lasciavano un vantaggio irrisorio all’Ulivo allora, al Partito democratico oggi, insufficiente per costituire una solida maggioranza nei due rami del parlamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Esulta il centrodestra. Grazie al carisma del Cavaliere e ad un’efficace rete locale di partito, ha  raggiunto il suo obiettivo principale: non far vincere il centrosinistra. Per conseguire questo fine non occorreva illustrare un piano di politica industriale o energetica o di riforme istituzionali: bastava promettere di restituire l’Imu e abolire l’Irap. Probabilmente un fattore sottovalutato da molti analisti e dai concorrenti del Pdl è la capacità di questo partito di attivarsi a livello locale, tramite amministratori e consiglieri comunali, provinciali e regionali, in grado di effettuare una campagna elettorale porta a porta ben ponderata. Sebbene il Pdl resti una struttura partitica privata, che si prostra ai voleri del suo capo, non bisogna dimenticare il lavoro enorme che svolgono i suoi tesserati a contatto coi cittadini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il centrosinistra si lecca le ferite. Ora che il fenomeno Cinque Stelle è riuscito ad incanalare rabbia sociale e feroce richiesta di cambiamento, Bersani è diventato (continua ad essere?) bersaglio preferito di tutte le forze politiche. E il Pd sembra improvvisamente responsabile dei mali dell’Italia, come se il centrosinistra avesse governato otto degli ultimi undici anni. Ripescato il pericolo comunista dai berluscones e definiti complici della cattiva politica del centrodestra dai grillini, ora i democrats devono fare i conti anche con i nostalgici renziani, che magari non hanno votato Pd ma che sostengono lo avrebbero fatto nel caso candidato a premier fosse stato proprio il sindaco di Firenze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tre sono le imputazioni che possono essere mosse al Pd. In primo luogo, una campagna elettorale troppo timida, senza coraggio, che poco è scesa nei dettagli di un programma realizzabile per far rivivere questo Paese. In secondo luogo, un grave errore da parte di Bersani è stato paventare settimane addietro un’alleanza con Monti. Era fin troppo evidente la cattiva opinione che gli italiani hanno del professore e che la sua “Scelta Civica” centrista avrebbe conseguito un clamoroso flop elettorale. Infine, il Pd paga una classe dirigente locale, al meridione, che lascia veramente a desiderare e che non ne vuole sapere di farsi da parte. I risultati elettorali in Sicilia, Calabria, Puglia e Campania sono ancora una volta segnali inequivocabili. Si è persa negli anni scorsi un’occasione forse irripetibile di rinnovamento delle classi dirigenti locali, un’operazione che avrebbe permesso al partito di tornare a radicarsi sul territorio. In questo senso si poteva leggere il rifiuto di Bersani, un anno fa, di elezioni anticipate: il partito non era ancora pronto (comunque un fatto grave perchè non è mancato il tempo dopo l’ennesima sconfitta del 2008) e si intendeva portare a termine (o iniziare) importanti processi interni di rigenerazione e consolidamento dei quadri a tutti i livelli. Specie nel Mezzogiorno, un progetto lasciato incompiuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quasi sparito il centro, ridimensionata la Lega nord (che però governa il cuore produttivo del Paese), si è smarrita pure la sinistra radicale, che ha terribilmente necessità di buon senso e pazienza per ricostituirsi e magari tornare a dialogare con Vendola per creare una formazione unica senza contaminazioni estranee (Ingroia, Di Pietro, De Magistris) che di sinistra non sono.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Resta il boom del Movimento Cinque Stelle, sul quale ora si stanno scrivendo e scriveranno una marea di commenti ed analisi. Rappresenta un cambiamento molto interessante nel panorama politico e sociale italiano ed è frutto di decenni di irresponsabilità, egoismo ed arroganza di gran parte della classe dirigente italiana a tutti i livelli. Ed anche, di una certa inciviltà diffusa nella nostra società, non adeguatamente combattuta, giustappunto, da chi governa e amministra. Ora, qui è sufficiente affermare che la positività o la pericolosità dei grillini sarà banalmente dettata dalle scelte di questi primi mesi in parlamento. Potrebbero fungere da pungolo per innescare l’elaborazione e l’approvazione di riforme indispensabili al Paese. Anche di leggi nel segno dell’equità, dell’ecologia e della sostenibilità: della civiltà insomma. Ma potrebbero diventare pericolosi se punteranno unicamente ad esasperare il clima politico per arrivare a nuove elezioni e incamerare una nuova infornata di parlamentari che darà al Movimento Cinque Stelle maggioranza e possibilità di stravolgere il sistema della democrazia rappresentativa dall’interno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciò detto, al netto delle interessanti novità, delle bocciature, delle rimonte e soprattutto di tutti gli errori che si imputano a Pd e Sel, qualcuno potrebbe azzardare che questa tornata elettorale non è stata un’occasione persa dal centrosinistra. Ma dagli elettori stessi. Con pochi punti percentuali in più a sinistra si sarebbe potuto tranquillamente costituire probabilmente il migliore governo possibile per il Paese in questo momento. Senza sminuire ma tenendo ben in considerazione la ventata di cambiamento portata dal Movimento Cinque Stelle o la conferma di un bacino di voti consistente a sostegno di Berlusconi e del centrodestra.</p>
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		<title>Dittatura degli Internauti</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 19:45:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Di Loreto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 97 - 1 Marzo 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni italia 2013]]></category>
		<category><![CDATA[grillo]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Non ho capito adesso cosa si vuol fare. Attualmente un governo 5 stelle è una battuta comica, però 109 deputati e soprattutto 54 senatori, non credo possano restare lì a dire no a qualsiasi cosa non sia scritta sul loro programma-foglietto. Cerchiamo di vedere le cose con un minimo di realtà. A parer mio è stupido [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/dittatura-degli-internauti/">Dittatura degli Internauti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non ho capito adesso cosa si vuol fare. Attualmente un governo 5 stelle è una battuta comica, però 109 deputati e soprattutto 54 senatori, non credo possano restare lì a dire no a qualsiasi cosa non sia scritta sul loro programma-foglietto. Cerchiamo di vedere le cose con un minimo di realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">A parer mio è stupido sprecare quello strano ricettacolo democratico che Beppe è riuscito a realizzare convincendo 8.688.545 persone a votare per il suo programmino. Ovviamente non proprio tutti questi sono andati a leggerlo, ma considerato che il nocciolo duro è formato da internauti, è plausibile pensare che qualcuno l&#8217;abbia letto. Non mi preoccupo del fatto che, uno che abbia idea di cosa significhi governare, non si sia messo le mani nei capelli, ma mi domando se qualcuno (Beppe per primo) abbia mai ipotizzato se realmente dovessero trovarsi al governo. Magari per loro &#8220;trovarsi al governo&#8221; è una bestemmia, ma sta di fatto che sono primo partito, quindi qualcuno deve pure capire che questo significa qualcosa di molto importante.</p>
<p style="text-align: justify;">Un minimo di onestà, materia in cui si sentono maestri, dà per assodato che quell&#8217;insieme di proposte non vanno neanche vagamente in direzione di un programma di governo, ma nessuno crede che quelle idee siano tutte da buttare e restano comunque espressione di fiducia da parte di un italiano su sei (considero l&#8217;astensione un modo per esprimersi). Faccio una piccola parentesi sul loro commento &#8220;l&#8217;onestà andrà di moda&#8221;. Vorreste forse credere che quelli sono 163 angeli immacolati mandati dal signore per punire quei ladri incapaci? Anche volendo credere nel loro candore, vi porgo un piccolo esempio di come l&#8217;onestà sia un concetto labile e curioso. Mi è capitato un paio di volte di trovare per terra dei portamonete smarriti. Senza grandi discussioni ho investito un po&#8217; di tempo e di denaro nel cercarne il proprietario, al fine di restituirgli quanto perduto, con tutti i soldi dentro. Vi assicuro che la maggior parte delle persone che sono venuti a conoscenza di queste faccende hanno provato sentimenti nei miei confronti riassumibili in questo consiglio &#8220;stai attento che il buonismo non sfoci nella stupidità&#8221;, e anche alcuni di voi, forse, hanno provato un sentimento simile. Questa storia serve solo a farvi riflettere sull&#8217; atteggiamento delle persone nei confronti dell&#8217; onestà e, considerando che questo movimento esiste solo su internet che per me resta il regno dell&#8217; inganno tra umani, (per intenderci io sono alto 1 e 95 e la mia poderosa struttura fisica serve solo a sostenere il mio abbondante apparato genitale) credo che sia probabile incontrare un &#8220;diversamente onesto&#8221; tra quei parlamentari.</p>
<p style="text-align: justify;"> A parte questo penso, che si trovino in una situazione ideale dove:</p>
<p style="text-align: justify;">- possono avere un diretto e fortissimo controllo sul governo, sul parlamento, sulle leggi, osservare dall&#8217;interno ogni emendamento, ascoltare tutti gli interventi e, soprattutto, votare se va bene o meno quello che leggono. Per uno che ritiene di essere sempre incazzatissimo su quelle &#8220;assurde leggi che si fanno per loro&#8221;, è la situazione più bella vera e potente che si possa realizzare, ma in assoluto.</p>
<p style="text-align: justify;">- non hanno l&#8217;onere di dover governare cosa che evidentemente li spaventa (per fortuna). Onestamente nessuno di loro, dal primo all&#8217;ultimo possiede quel minimo sindacale di caratura, esperienza, capacità, professionalità e scaltrezza che sono assolutamente necessarie per governare un paese fondamentale come il nostro. Ipotizzando che l&#8217;abbiano, non hanno una vaga idea di che cosa voglia dire trovarsi di fronte i problemi veri che si pongono per un politico. Beppe stesso gli &#8220;consigliò&#8221;, durante  la campagna elettorale di non andare in tv poichè i politici navigati li avrebbero fatti neri (ci sarà un motivo), figurarsi che disastro e di quale colore diventerebbero nei confronti dei poteri veri. Almeno di questo forse qualcuno di loro ne è cosciente, ed è questo l&#8217;unico motivo per cui non possono fare altro che &#8220;stare all&#8217;opposizione&#8221;, se vogliamo tralasciare facili dietrologie.</p>
<p style="text-align: justify;">- possono realizzare alcune delle loro proposte. Restando impossibile una loro idea di governo potrebbero riuscire a capitalizzare la loro forte presenza nelle camere nel migliore dei modi, riuscendo ad ottenere delle importanti vittorie politiche, senza avere grandi responsabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma tutto questo come si potrebbe ottenere? A mio modo di vedere è semplice, onesto e non incoerente, basterebbe fare un accordo per ottenere alcune delle possibili rivendicazioni, di cui sono portavoce e nel frattempo imparare qualcosa da chi ha idea di come si fa, che, al contrario di quel che pensano, non è solo un ladro farabutto, ma un politico, che capisce molte di quelle cose che a noi restano oscure. Poi facciano governare i grandi, che i loro giochi da bambini si possono ottenere lo stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">D&#8217;altra parte qual è l&#8217;alternativa. Ottenere la maggioranza assoluta e governare da soli nella magnifica e potente DITTATURA DEL WEB!?</p>
<p style="text-align: justify;">Che stolti noi comunisti, due secoli di lotte e bastonate, galera e caduti ad aspettare la desueta dittatura del proletariato! Era lì a portata di mano, l&#8217;ineccepibile dittatura degli internauti dove realmente si riescono ad unire i proletari di tutto il mondo e il malvagio capitalismo delle banche viene finalmente debellato!</p>
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		<title>SI, ripartiamo dal PSI</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 19:40:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tobia Desalvo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 97 - 1 Marzo 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[partito socialista]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Una persona che come me milita nel Partito Socialista Italiano fondato nel Ferragosto del 1892 a Genova, ne ha viste di peggio. E&#8217; quindi una sorta di sorriso amaro quello con il quale può analizzare la situazione italiana, frutto del primo grande errore del 1921, quello dei comunisti, del secondo, quello frontista di Nenni nel [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/si-ripartiamo-dal-psi/">SI, ripartiamo dal PSI</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una persona che come me milita nel Partito Socialista Italiano fondato nel Ferragosto del 1892 a Genova, ne ha viste di peggio. E&#8217; quindi una sorta di sorriso amaro quello con il quale può analizzare la situazione italiana, frutto del primo grande errore del 1921, quello dei comunisti, del secondo, quello frontista di Nenni nel 1948 che ha spostato il baricentro verso il primo errore, e quello del grande crollo e dell&#8217;esplosione di quella storia, per colpa della ignavia dei ragazzini di Berlinguer che hanno appena concluso, nonostante il sincero quanto inutile sostegno mio e del mio partitino, la loro corsa storica. Un sostegno inutile, perchè chi di voi ha superato le prime righe di questo articolo non è certo in grado di capire la politica delle carote sotto casa e dell&#8217;uovo di Pasqua costituzionale del Movimento 5 stelle. Quello può farlo Renzi, che le tare dei social-comunisti non ha, che parla col linguaggio quotidiano delle persone e che adesso messianicamente si attende.</p>
<p style="text-align: justify;">Il PD nasce per far finta che gli errori non fossero quelli di cui sopra, per far finta di essere completamente nuovi, degli altri, usciti come i Blues Brothers dalle macerie del disastroso fallimento non solo del comunismo mondiale ma anche di quello italiano. Sepolto dal voto operaio in libera uscita verso il localismo nazionale leghista-berlusconiano, dall&#8217;incapacità del socialismo europeo di difendere in maniera non burocratica il proprio welfare nei paesi del sud europa, dall&#8217;incapacità dei sindacati e dell&#8217;impresa di trovare una modalità contrattuale in grado di premiare la produttività. La produttività oraria è la chiave, nel mondo informatizzato, per combinare lavoro, produzione, tempo libero e consumi: la via della ricerca della felicità altrimenti appaltata al partito del cazzeggio nazionale, partiti populisti e semplicisti dietro ai quali sogghignano i grandi capitali che si fanno beffe e baffi dei popolini e dei poverini.</p>
<p style="text-align: justify;">Il PD nasce su basi inesistenti, come la Seconda repubblica, fuori dai partiti europei e dai loro processi di rinnovamento e partecipazione (in questo perseverando diabolicamente nell&#8217;errore del PCI e delle sue ipocrite terze vie), e Matteo, come ormai tutti familiarmente chiamiamo il nostro caro leaderando, ha trovato nella rottamazione la parola chiave per liberarci di tutto ciò. Evidentemente non parteciperà ai caminetti e aspetta lungo l&#8217;Arno il cadavere dei rottamandi.<br />
Il PD che parla di lavoro senza dire impresa e si è candidato contro il Male Berlusconi, come a ragione dice Grillo nell&#8217;analisi tipica di un bravo demagogo intrattenitore, è morto.</p>
<p style="text-align: justify;">Le parole d&#8217;ordine dell&#8217;opposizione stanno in mano a Grillo, quelle del Governo le sta scippando Berlusconi. In questa legislatura, ma non è la prima volta, si ha l&#8217;occasione storica di cambiare la Storia. Io sarei per dare ragione a chi ce l&#8217;ha da 120 anni e sicuramente da 30 e preso atto che dall&#8217;uovo di Pasqua grillino non esce la governabilità, riterrei che Giuliano Amato possa salire al Colle e Claudio Martelli proseguire sulla linea dei meriti e bisogni elaborata a Rimini nel 1982.</p>
<p style="text-align: justify;">In un sol colpo ci libereremmo dei fantasmi della storia e degli ologrammi che popolano il web. Viva l&#8217;Italia!</p>
<p><a href="http://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/si-ripartiamo-dal-psi/ripartirepsi/" rel="attachment wp-att-12940"><img class="aligncenter" alt="ripartirepsi" src="http://www.larengodelviaggiatore.info/wp-content/uploads/2013/03/ripartirepsi-253x300.jpg" width="253" height="300" /></a></p>
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		<title>47 Morto che parla!</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 19:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Siino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 97 - 1 Marzo 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bersani]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#160; L&#8217;inciucio è servito. Sì perché, considerando le condizioni ideologiche di questi italiani, spaccati a metà, era inevitabile. E&#8217; quasi sempre inevitabile. Succede da quando hanno “abolito” il governo monocolore! Alla fine di ogni consultazione politica, in Italia l&#8217;ingovernabilità è sempre in agguato. Grillo o non Grillo. L&#8217;abbiamo sfiorata nell&#8217;ultimo Governo Prodi (per questo motivo [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/47-morto-che-parla/">47 Morto che parla!</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inciucio è servito. Sì perché, considerando le condizioni ideologiche di questi italiani, spaccati a metà, era inevitabile. E&#8217; quasi sempre inevitabile. Succede da quando hanno “abolito” il governo monocolore! Alla fine di ogni consultazione politica, in Italia l&#8217;ingovernabilità è sempre in agguato. Grillo o non Grillo. L&#8217;abbiamo sfiorata nell&#8217;ultimo Governo Prodi (per questo motivo caduto prima del previsto), messo in piedi con una differenza decimale sull&#8217;altro polo; l&#8217;abbiamo subita nell&#8217;ultimo Governo Berlusconi che sarebbe stato (era) il governo più solido di tutti i tempi e paesi, ma sche si è improvvisamente indebolito per un motivo che sa solo Dio. E Fini. E così via andando anche indietro nel tempo. E andando anche avanti&#8230; Fino ad oggi, appunto, nonostante Grillo.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attuale stato di cose che conferma, ad oggi, questa ingovernabilità, salvo alleanze acrobatiche, poteva essere evitato. Responsabile chi “arriva primo ma non vince” L&#8217;ingordigia di potere (che logora chi non ce l&#8217;ha, Andreotti docet!) fa a cazzotti con la saggezza. C&#8217;era proprio bisogno di aria nuova, di volti giovani, di facce nuove, di nuovi respiri, di classe politica rinnovata (lo dicevano tutti ma tu, fratello, forse non l&#8217;hai sentito dire!), e c&#8217;era dalle tue parti, anche la risorsa umana vincente: Matteo Renzi. E invece no. Il capo sono io ragàssi! Il delirio di onnipotenza è contagioso, ma ricordati, fratello, che è solo concesso ad alcuni: non è per tutti. Ma non basta. “Ci si può anche permettere di abbassare la guardia ragàssi! Tanto nessuno ormai può raggiungerci: troppi punti di differenza e troppo poco tempo per essere fregati!” Non sottovalutare l&#8217;avversario, fratello, e ricordati che la partita finisce al novantesimo, non un attimo prima. Anzi spesso e volentieri alcuni minuti dopo! Hai perso la testa, fratello: l&#8217;avversario è di quelli che i deliri di onnipotenza se li può permettere!</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso ti dico cosa c&#8217;è di nuovo. Guardati intorno e osserva: “Fratello, sei circondato”! Arriva dall&#8217;altro lato un avversario nuovo e fresco. Un asso. Come Quello che tu avevi nella manica ed al quale non hai creduto. Arriva uno grosso, barbuto, spettinato e canterino&#8230; che, terzo errore, hai trattato da sguattero in campagna. Il web mi suggerisce: 23 febbraio, Grillo è un buffone; 25 febbraio, Grillo è un movimento interessante; 26 febbraio, Grillo è una risorsa. Ed oggi aggiungo io: 27 febbraio: “Alleati con me” (e toglimi dai fuochi ardenti, please!).</p>
<p style="text-align: justify;">E ora bèccate questa, fratello, anzi compagno&#8230; Un 47 &#8211; Morto che parla (alla Totò) .- da uno che è comico, forse si addice ad uno che è triste&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Scusate ragàssi, ma io la penso così.</p>
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		<title>Matrix è sempre + vicino… e per eletto puntiamo su Grillo…  per ora!</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 19:29:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Ciccolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 34 - 1 Marzo 2008]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 97 - 1 Marzo 2013]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In vista di qualche grande sorpresa che sicuramente arriverà in questo 2013 dal mondo start-up, elencherò qualche numero utile per contestualizzare il passato, le prospettive ed avere alcune conferme. Una su tutte, la consacrazione del web e delle sue dinamiche anche nell’organizzazione più conservatrice d’Italia (dopo la Chiesa). Ovvero nei palazzi della politica, che ancora [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/matrix-e-sempre-vicino-e-per-eletto-puntiamo-su-grillo-per-ora/">Matrix è sempre + vicino… e per eletto puntiamo su Grillo…  per ora!</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In vista di qualche grande sorpresa che sicuramente arriverà in questo 2013 dal mondo start-up, elencherò qualche numero utile per contestualizzare il passato, le prospettive ed avere alcune conferme. Una su tutte, la consacrazione del web e delle sue dinamiche anche nell’organizzazione più conservatrice d’Italia (dopo la Chiesa). Ovvero nei palazzi della politica, che ancora un poco inconsciamente hanno capito che stanno rischiando la fine dei negozi che non hanno ancora aperto una vetrina online.. e qui si aprono scenari rivoluzionari ed affascinanti se pensiamo ad Amazon o al negozietto super specializzato che spedisce in tutto il mondo.. stavolta ancora l’Italia è capofila mondiale dell’innovazione, dopo la pila, il telefono, il computer e l’algoritmo di google.. per fare giusto qualche riferimento e vediamo se riusciremo ad incassarne la rendita o la svenderemo come al solito.. intanto il futuro Papa è avvertito!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tornando sulla terra invece, H-farm, incubatore privato del nord-est, è attualmente l’esperienza più avanzata di questo tipo in Italia. Numerosi sono i progetti avviati e già sono state concluse exit del valore medio di 4-5 mln di euro. Stanno aspettando come annunciato l’ottava operazione. H-farm oltre ad essere localizzata in campagna in un posto super fico per lavorare è inserito nel maggior <a href="http://gan.co/">network internazionale degli incubatori</a>; motivo che permette di agevolare il processo di crescita delle aziende incubate, di avere maggior visibilità, referenzialità e vicinanza ai capitali internazionali!  Ovviamente non è tutto oro quello che luccica come avverte il suo promotore nell’articolo pubblicato su wired.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un occhio ancora al 2012 per prevedere il 2013 possiamo darlo nelle operazioni di Merge&amp;Acquisition avvenute nel globo. In primis si denota, attraverso una ricerca di <a href="http://www.cbinsights.com/">Cbinsights</a>, una prevalenza per aziende operanti nell’economia digitale del mobile e del web seguite da aziende nel settore pubblicitario, ma senza ripetere quanto già ben descritto qui, sottolineo soltanto che l’80% delle operazioni sono state realizzate sotto il valore complessivo di 200 milioni di dollari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per il futuro invece… non ci resta che buttarci a capofitto nel lavoro mettendo in agenda qualche evento esplorativo, di networking, di marketing o di ricerca di compagni di avventura o di appassionati business angels!!</p>
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		<title>Fuori dal tunnel (del divertimento)</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 19:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Marcatili</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 97 - 1 Marzo 2013]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[recessione]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nonostante, a livello nazionale, gli organi ufficiali inizino a segnalare dei timidi segnali di ripartenza negli ultimi mesi del 2013, ogni giorno vengono rilasciati dati che descrivono la pesantezza della situazione e soprattutto che spostano in avanti la “fine del tunnel”. Con le due ondate recessive (quella del biennio 2008-2009 e quella iniziata a metà [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/fuori-dal-tunnel-del-divertimento/">Fuori dal tunnel (del divertimento)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante, a livello nazionale, gli organi ufficiali inizino a segnalare dei timidi segnali di ripartenza negli ultimi mesi del 2013, ogni giorno vengono rilasciati dati che descrivono la pesantezza della situazione e soprattutto che spostano in avanti la “fine del tunnel”.<br />
Con le due ondate recessive (quella del biennio 2008-2009 e quella iniziata a metà del 2011), lo standard di vita degli italiani è arretrato fortemente: il potere d’acquisto delle famiglie è caduto sotto i livelli che si registravano ben quattordici anni fa (1999), all’avvio della moneta unica; i consumi per abitante sono scesi solo leggermente meno, ma nel 2012 hanno raggiunto i livelli del 2000. La minore flessione della spesa delle famiglie si è tradotta in marcata compressione dei risparmi: non si tratta del risultato di uno smussamento nel tempo di una diminuzione dei redditi, considerata transitoria e in attesa di tempi migliori, ma al contrario di vera e propria difficoltà, o addirittura impossibilità ad accantonare denaro, data la caduta persistente dei redditi reali e la natura incomprimibile di alcune spese necessarie alla vita di una famiglia. La quota di nuclei familiari che riescono a risparmiare (oggi meno del 10%, secondo Istat) si è marcatamente ridotta negli ultimi  anni, mentre si è impennata dal 2011 la quota (oggi oltre il 30%, secondo Istat) di coloro che, per fare fronte alle spese quotidiane, intaccano quanto hanno messo da parte o ricorrono anche a debiti.<br />
Anche per chi riesce a risparmiare, i giudizi negativi sulle prospettive economiche ed occupazionali future inducono a modificare il proprio “reddito permanente” (ovvero quel reddito complessivo atteso da un individuo lungo l’arco della sua vita) e dunque a modificare i comportamenti (presenti e futuri) di consumo e investimento. Questo è il motivo per cui, alla base della prolungata fase attuale di depressione c’è una carenza di domanda aggregata (spesa), in particolare di domanda interna.<br />
Quella delle famiglie è la parte dell’economia in cui, oggi, si sentono in modo più acuto gli effetti della crisi economica. Su di essa, tuttavia, ricadono anche le fortissime difficoltà sperimentate dalle imprese. Non solo di quelle che si rivolgono al mercato nazionale e che subiscono in pieno l’impatto della caduta della domanda interna, ma anche delle imprese esportatrici. Sono rari, infatti, i casi degli esportatori “puri”, che hanno nei mercati esteri il preponderante, se non esclusivo, sbocco delle loro vendite. Nella maggioranza delle imprese esportatrici il mercato nazionale rappresenta la quota maggioritaria del fatturato. In tal senso, allora, il crollo delle vendite interne, oltre a mettere in seria difficoltà un sistema locale legato al commercio e ai servizi, potrebbe avere nei prossimi mesi un effetto avverso sulla competitività di molte imprese esportatrici.<br />
Anche gli ultimi dati ufficiali sul mercato del lavoro italiano sono impietosi: a gennaio il tasso di disoccupazione si attesta all’11,7% (livello mai toccato dalla fine degli anni ’90), in aumento di 0,4 punti percentuali rispetto a dicembre e di 2,1 punti nei dodici mesi; il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) è pari al 38,7%, in aumento di 1,6 punti percentuali rispetto al mese precedente e in aumento di 6,4 punti rispetto allo scorso anno.<br />
In apparente contraddizione, il numero degli occupati (22 milioni 723mila) risulta in diminuzione solo dello 0,5% rispetto a novembre (-97 mila) e dell’1,2% su base annua (-310 mila). Tuttavia, quello che si registra è il cosiddetto fenomeno del “lavoratore addizionale”, ovvero di un “esercito” di persone (giovani, donne, ex lavoratori autonomi, etc) che ora cercano un’occupazione anche per compensare il calo del potere d’acquisto familiare, a fronte di un mercato del lavoro che registra una tenuta gli occupati attuali ma che non è in grado di assorbirne di nuovi.<br />
È una situazione di incertezza che risente, più del passato, delle dinamiche sovra-locali e in cui i fattori congiunturali (“passeggeri”), se prolungati nel tempo, rischiano di confondersi o addirittura trasformarsi in danni strutturali (“persistenti”) all’economia locale e al capitale sociale di un territorio.<br />
Di fronte allo scenario descritto, allora, non sorprende tanto il peggioramento della fiducia dei consumatori e delle imprese sul clima economico generale, quanto piuttosto come il sentimento più diffuso, che secondo il Censis accomuna il 52,3% degli italiani, sia la rabbia. Dato, questo, che evidenzia la necessità di un’agenda economica per la “ripresa” alla pari di un’agenda sociale che faccia i conti necessariamente con i “lasciti” di una crisi persistente.</p>
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		<title>Rien ne va plus: le elezioni nel Principato</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 19:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele De Maria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 97 - 1 Marzo 2013]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[montecarlo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#160; I sudditi di Alberto II di Monaco sono stati chiamati lo scorso 10 Febbraio a eleggere il Consiglio Nazionale, parlamento monocamerale del Principato che conta 24 seggi. In contrapposizione 72 candidati e tre liste: l’Union Monegasque (maggioranza uscente di Centro), l’Horizon Monaco (Centro-Destra) e Reinassence (lista dei dipendenti pubblici). La partecipazione al voto di [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2013/02/rien-ne-va-plus-le-elezioni-nel-principato/">Rien ne va plus: le elezioni nel Principato</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">I sudditi di Alberto II di Monaco sono stati chiamati lo scorso 10 Febbraio a eleggere il Consiglio Nazionale, parlamento monocamerale del Principato che conta 24 seggi. In contrapposizione 72 candidati e tre liste: l’Union Monegasque (maggioranza uscente di Centro), l’Horizon Monaco (Centro-Destra) e Reinassence (lista dei dipendenti pubblici). La partecipazione al voto di 5mila monegaschi (il 74,5% degli aventi diritto al voto) è stata agevolata da autobus e parcheggi gratuiti per raggiungere l’unico seggio a disposizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di analizzare i risultati è bene fare un passo indietro illustrando il non semplice sistema elettorale adottato.<br />
Il Parlamento monegasco, organo con il compito di consigliare il Ministro di Stato che esercita il potere esecutivo per conto del Principe, prende forma attraverso una legge elettorale più perversa di quella irlandese e australiana messe insieme: maggioritario (16 membri) corretto in senso proporzionale con sbarramento al 5% e la possibilità di cancellare dei nomi di candidati dalla lista votata sostituendoli con quelli di altre liste (il cosiddetto “panachage”).</p>
<p style="text-align: justify;">Risultati: gli elettori hanno premiato l’Horizon Monaco con 20 rappresentanti eletti (50,3%); a seguire l’Union Monegasque (39% e 3 eletti) e Reinassance (10,7% e 1 eletto).<br />
Una clamorosa sconfitta per la maggioranza uscente dell’Union, particolarmente attenta a tematiche sociali e alle problematiche legate alla tutela dei diritti dei lavoratori frontalieri, grande risorsa del Principato (4-5mila Italiani e 35mila Francesi).<br />
Complice la crisi economica mondiale, nonostante la solidità del Principato, le istanze portate avanti dall’Horizon hanno sedotto gli elettori con la promessa di un rilancio economico e finanziario attraverso deregolamentazioni. Il trionfo del partito di Centro-Destra è stato agevolato dall’indispensabile sostegno di potenti lobbisti: gruppi finanziari e costruttori. Reinassence, formazione anomala ribattezzata “partito dei croupier” poiché espressione esclusiva degli interessi della Societè des Bains de Mer (dipendenti pubblici), una delle più potenti lobby del principato, non è riuscita a sfondare. Per i croupier, per la prima volta con un seggio in assemblea, è comunque un grande successo avendo così l’opportunità di influenzare direttamente la SBM con l’obiettivo di tutelare gli elevati stipendi… e in uno degli stati più piccoli al mondo che fonda la propria ricchezza su gioco d’azzardo e casinò, un seggio non è poco.</p>
<p style="text-align: justify;">
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