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Scritto da nel Arte e Spettacolo, Numero 175 - Archivio temporaneo permanente | 0 commenti

Un Capolavoro di Giornata. Dall’alba al tramonto nell’Ottocento

Un Capolavoro di Giornata. Dall’alba al tramonto nell’Ottocento

Una mostra sull’Ottocento che ti prende per mano e ti dice: viviamo una giornata intera, dalle 6 di stamattina alle 6 di domani. L’idea e’ geniale!

 

Curata da Francesca Sinigaglia (direttrice del Museo Ottocento Bologna) per Vertigo Syndrome, la mostra ordina le opere per ora del giorno. Oltre 100 dipinti che arrivano da musei come il Louvre, la GNAM di Roma, il MAMbo, il Museo Ottocento di Bologna, e da collezioni private, con nomi grossi come Monet e Renoir.

 

Alle 6 di mattina trovi Il mattino di Antonio Fontanesi e l’Alba in pineta di Luigi Bertelli, tutto nebbia e silenzio. Alle 8 sei già in cucina, con le colazioni borghesi di Antonio Mancini e Alessandro Scorzoni. A metà mattina esplode il lavoro vero: le lavandaie e i contadini di Francesco Paolo Michetti e Giuseppe Pellizza da Volpedo. Poi la città moderna che corre, con la Londra fumosa di Giovanni Boldini, le biciclette, le fabbriche. A mezzogiorno il tempo si ferma: la baia di Douarnenez di Renoir abbaglia. Il pomeriggio è dei bambini di Gaetano Chierici, il tramonto è dorato di Nino Costa e Mario de Maria, e la notte… la notte sono le Ninfee notturne di Monet che galleggiano nel buio.

 

 

ORE 6:00 – 8.00 L’ALBA

È l’inizio di tutto. Una nebbia rosa che si apre tra i pini. Ti mette subito nello stato d’animo giusto: silenzio, freddo del mattino e senti il canto degli uccelli…

 

ORE 8:00 – 10.00 IL RISVEGLIO

La natura che si sveglia, pittura fondamentale per capire da dove parte l’Ottocento: non più il paesaggio eroico, ma quello intimo. Con la colazione borghese, la luce che taglia la stanza, il bambino che fa colazione. i quadri sembrano foto rubate, si capisce la vita borghese di Bologna.

 

ORE 10:00 – 12.00 MATTINATA

Il lavoro nei campi, pastori, terra, animali…ma anche il lavoro delle donne, non il Quarto Stato, ma quasi. Donne chinate sul fiume, schiene spezzate, luce bianca.

 

ORE 12:00 – 14.00 PRANZO

e’ il mezzogiorno pieno, un momento abbagliante. chi si permette il pasto al ristorante e chi nelle cucine economiche, magari dopo essere passato anche al Monte di Pietà. anche chi nella propria casa comincia ad arredarla e non e’ più solo vita nei campi

Il sole a picco sulla Bretagna, il mare che diventa bianco. L’unico Renoir in mostra e vale da solo il biglietto.

 

ORE 14.00 – 16.00 SIESTA

la luce inizia a cambiare, qualcuno torna a casa e vedi la città moderna, fumo, carrozze, biciclette, velocità. È il Futurismo prima del Futurismo. Puoi fare anche una pedalata su un tandem dell’epoca!

 

ORE 16.00-18.00 POMERIGGIO

Gli interni con bambini che giocano con le bolle di sapone sono dolcissimi, commoventi, pur sapendo che le condizioni igieniche non erano ancora note ma all’esterno nel pomeriggio si vive a spasso nei parchi, a vedere una mostra, si sfoggiano abiti. e l’abito e’, in ogni ora della giornata, un aspetto significativo delle persone che incontriamo, segno di identità e di vita reale- Nei salotti però le donne non sfoggiano solo abiti e gioielli ma trovano il luogo di partecipazione alla vita sociale, parlano, confrontano le loro idee e lentamente ma inesorabilmente, per fortuna, si emancipano

 

ORE 18.00 -20.00 TRAMONTO

il mondo si riempie di colori rosso, arancione,giallo e viola. Luminescenza, bambini, rondini, spettacolo del giorno che muore- Il tramonto quasi simbolista, oro che cola. La giornata che muore.

 

ORE 20.00 – 22.00 CENA

“il piatto piange” c’e’ poco cibo e pochi soldi ma in alcuni luoghi lo spirito e i calici sono alti

 

ORE 22.00-24.00 SERATA

luci dei lampioni, chi va a teatro, chi passeggia nei giardini, chi celebra la sera nei caffè

 

ORE 24.00-02.00 NOTTE

la luna, la rana, il grillo, il poeta

 

ORE 02.00-04.00 VITA NOTTURNA

non tutti sono a dormire, anche la donna e’ più libera ma alcune sono definite pazze e trattate di conseguenza

Il gran finale. Buio totale in sala, solo questo quadro illuminato: le ninfee di Monet di notte, blu e nere, quasi astratte. Resti lì 5 minuti.

 

ORE 04.00-06.00 SOGNO

siamo in balia dei sogni e possono essere bellissimi o orridi incubi.

e’ la fine della giornata ma anche di un mondo

 

È un racconto sociale. Vedi come cambiava la giornata di un contadino, di una madre borghese, di un operaio. Vedi il lavoro, la scuola, la moda, l’infanzia, il ruolo delle donne. L’Ottocento smette di essere un secolo di quadri e diventa un secolo di vite. È una mostra colta, lenta, che va guardata ora per ora. Ci sono molti pittori bolognesi dimenticati ed e’ proprio questo il suo valore.

 

L’allestimento a Palazzo Pallavicini è intimo, ben illuminato, con una colonna sonora di parole – D’Annunzio per la mattina, Leopardi per la sera – che non disturba.

E c’è la famosa garanzia di Pallavicini: “Se non ti è piaciuta, ti rimborsiamo il biglietto”. Nessuna mostra in Italia lo fa. Loro ci credono davvero e stavolta sfido chiunque a farsi rimborsare

Non so se si e’ capito ma sono stata proprio entusiasta di questa mostra. È la più bella idea di mostra vista a Bologna negli ultimi anni. Non vai a vedere dei quadri, vai a vivere 24 ore nel 1880. E quando esci, guardi la luce di via San Felice con occhi diversi.

 

Alla mostra sono affiancate conferenze, al mercoledì dove esperti approfondiscono alcuni aspetti: la moda, i giochi di allora, l’emancipazione della donna e anche gli stili di alcuni Pittori e i messaggi dei Poeti dell’epoca

 

 

Info utili

 

Dove: Palazzo Pallavicini, Via San Felice 24 – Bologna

Quando: fino al 17 gennaio 2027, da martedì a domenica 10:00-19:30, lunedì chiuso

Biglietti: 16€ intero, 14€ ridotto, 6€ bambini (7-12 anni) – audioguida inclusa

Sito: http://www.iltempodipinto.it

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