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Scritto da nel Arte e Spettacolo, Numero 175 - Archivio temporaneo permanente | 0 commenti

La pittura che inizia copiando il mondo poi inizia a inventarlo

La pittura che inizia copiando il mondo poi inizia a inventarlo

“Da Monet a Van Gogh a Kandinsky. Nuovi sguardi sulla natura e la modernità”

Palazzo dei Diamanti, Ferrara – 19 settembre 2026 / 10 gennaio 2027

 

120 opere che arrivano dal Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam – uno dei musei più importanti d’Europa – più una selezione dalle collezioni italiane tra cui il Museo Boldini di Ferrara.

Curata da Sandra Kisters e Vasilij Gusella per Fondazione Ferrara Arte, la mostra non è una parata di nomi famosi. È un percorso in 9 capitoli, molto ben costruito:

 

1.  Si parte dalla terra di Barbizon e poi si vede come i Macchiaioli fanno uscire la pittura dagli atelier e andare nei campi.

2. Arriva quindi l’istante impressionista con Monet e il suo Campo di papaveri del 1881, Renoir, Pissarro, Sisley, Degas. La luce che vibra.

3.  Oltre l’occhio: Van Gogh, Gauguin, Signac, Redon. Il colore non è più quello che vedo, ma quello che sento.

4.  L’Italia risponde: Divisionismo e Futurismo. Segantini, Previati, Pellizza da Volpedo, Boccioni, Carrà, Sironi. Splendido il confronto con i francesi.

5.  La forma si libera: Picasso, Bonnard, Vuillard, e poi il salto: Kandinsky e Mondrian. La natura scompare, resta solo linea e spirito.

 

Il punto di forza di questa mostra è il filo logico e capisci, sala dopo sala, come siano passati dal dipingere una mucca al prato a dipingere un quadrato blu.

È una mostra didattica come dimostrano le scolaresche che sedute a terra ne copiano, discutono i tratti.

 

Info pratiche

Dove: Palazzo dei Diamanti, Corso Ercole I d’Este 21, Ferrara

Quando: fino al 10 gennaio 2027, tutti i giorni 9.30 – 19.30 (biglietteria fino alle 18.30). Aperto anche 1 nov, 8/25/26 dic, 1/6 gen.

Biglietti: Intero 16€ con audioguida inclusa, Ridotto 14€, Scuole 5€

Consiglio: Vai in settimana la mattina presto. E dopo fai un salto allo Spazio Antonioni – è a 5 minuti a piedi e fino all’1 novembre c’è la mostra “Il monte analogo. Antonioni e Ghirri”.

 

e cosi’ e’ stato fatto!

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