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Scritto da nel Il Mondo nel Pallone, Numero 1 - 1 Settembre 2006 | 0 commenti

Ottimismo tutto italiano

Cos'è accaduto di così strano e straordinario quest'estate? Qualcosa di molto insolito, in effetti, è accaduto: l'Italia è Campione del Mondo. I festeggiamenti si sono svolti in tutta la penisola e sono culminati nella gloriosa parata a Roma, insomma tutta l'Italia ha giustamente esultato, da destra (tranne chi forse avrebbe preferito essere ancora a Palazzo Chigi per l'occasione) a sinistra, da sud a nord, da est ad ovest.

Lasciando agli sportivi le considerazioni tecniche, soffermiamoci sulla sensazione d'ottimismo generale e diffuso scaturita dall'evento agonistico, ovvero quell'entusiasmo non più sportivo ma che è diventato economico. Si fa un gran parlare di effetti reali sull'economia di questa vittoria, ma è verosimile parlare di risvolti positivi per il PIL del nostro paese? Probabilmente sì – ovvero – come ogni fenomeno che influenzi direttamente o indirettamente i consumi attraverso la fiducia dei cittadini può essere causa di miglioramento/peggioramento del ciclo economico, e allora anche questo evento sportivo può, in qualche modo, influenzare una variabile come il prodotto interno lordo. Resta da verificare – ex post – in che misura l'evento possa contribuire alla performance economica, il che è un'attività che di certo non si può compiere oggi.

Non si può non fare a meno di sottolineare l'importanza che viene comunemente attribuita alla fiducia dei consumatori, ovvero a quella variabile che chiamerei “umore dei consumatori”. Viviamo in un'epoca dove questo “stato d'animo” è stimato e pubblicato tra le statistiche nazionali e non, come a dare un messaggio di feedback a tutti gli operatori economici che devono prendere le loro decisioni (siano esse d'investimento o relative alle quantità da produrre) e l'ottimismo/pessimismo dei consumatori entra in una qualche misura nelle considerazioni degli attori del sistema economico. Il Governo di Centrodestra la pensava proprio così quando ha prodotto quella (poco) simpatica (e dal discutibile impatto) pubblicità televisiva dove tutti quei signori si dicevano <> per aver speso i loro denari e per aver contribuito – nel loro piccolo – a rilanciare l'economia. Allo stesso modo una catena di distribuzione e vendita di elettrodomestici puntò sul grande Tonino Guerra per dire che “l'ottimismo è il profumo della vita”, come a sostenere che essere ottimisti è bello e giusto ed è ancora più bello e giusto se si manifesta nell'acquisto di un telefonino nuovo.

Le decisioni degli operatori economici saranno influenzate dalla vittoria della Coppa del Mondo? Secondo alcune delle più blasonate banche d'affari e non pare proprio di sì – Goldman Sachs [1] e ABN Amro [2] hanno prodotto studi dettagliati sui campionati del mondo e sull'impatto che questi avrebbero sulle economie dei singoli partecipanti alla manifestazione – mentre secondo altri studi apparsi di recente su www.lavoce.info pare proprio di no [3].

Il punto critico per il nostro paese non è se e come un evento sportivo seguito da tutti i media del globo possa influenzarne la performance economica ma è piuttosto la situazione generale nella quale ci troviamo, che non è proprio rosea. Quella piccola percentuale di crescita guadagnata con l'evento sportivo è destinata a perdersi nella decadenza di questo paese. L'umore positivo dei consumatori, degli imprenditori e di tutti gli operatori economici sono fattori rilevanti ma senza una ripresa di tutto il Sistema non influenzeranno più di tanto l'economia italiana.

La situazione grave di questo paese è sottolineata da tre settori chiave come le infrastrutture, il settore energetico e la giustizia. Per quanto riguarda le prime, è lapalissiana la mancanza di una rete ferroviaria che possa competere con gli altri paesi europei, Trenitalia appare come un'azienda malata di sprechi ed inefficienze e che risulta costosa, poco puntuale e addirittura pericolosa per la sicurezza di chi la sceglie per viaggiare [4]. La compagnia aerea di bandiera è un dead man walking, Alitalia, infatti, è sull'orlo del fallimento ed è tenuta in piedi a colpi di decreti legge attraverso i quali lo Stato da garanzie ai creditori della compagnia. La rete autostradale italiana appare nel migliore dei casi quantomeno inadeguata al traffico [5]. Per avere una chiara idea di come la situazione energetica sia rischiosa, è sufficiente citare il blackout del 28 settembre 2003 e la crisi dello scorso inverno causata dalla mancata fornitura di gas importato dalla Russia. Tale ultimo shock – che costrinse il Governo Berlusconi a varare il pacchetto anticrisi per il risparmio energetico – ha enfatizzato come la dipendenza dalle importazioni da soli due paesi (Russia e Algeria) costituisca di per se una fonte di rischio anche per gli inverni a venire [6]. Per concludere, ricordiamo solo marginalmente la gravità della situazione nella quale si trova la Giustizia Italiana e come sia necessaria una riforma che porti alla sostanziale riduzione della durata dei processi nonchè al ricorso a pene alternative alla sanzione detentiva [7].

La vittoria della Coppa del Mondo non porterà benefici tangibili a livello di Sistema. Tali benefici sono raggiungibili solamente attraverso una serie di misure per mezzo delle quali si ripristino innanzitutto la certezza del diritto e la legalità e poi attraverso provvedimenti che ristabiliscano ad un livello accettabile le infrastrutture (misurando l'intervento dello Stato ove necessario), la politica energetica e gli investimenti delle imprese. La legalità porta anche credibilità internazionale. Il motivo risiede nel fatto che un messaggio generale di legalità all'interno del paese, trasmettendo fiducia agli operatori economici stranieri, costituisce anche un incentivo alla ripresa a 360°. La ripresa, quindi, non può essere evidentemente solo economica ma anche di decoro e decenza: purtroppo, le recenti sentenze alle quattro squadre coinvolte in Calciopoli e la legge sull'indulto (estesa anche ai reati finanziari) vanno esattamente nella direzione opposta.


[1]
www2.goldmansachs.com/insight/research/reports/docs/WCB2006.pdf

[2] www.abnamro.com/pressroom/releases/media/pdf/abnamro_soccernomics_2006_en.pdf

[3] Boeri, Favero, Severgnini, “Il goal non segna la crescita”, www.lavoce.info

[4] Per un elenco dettagliato dei disastri ferroviari dal 1960 ad oggi si veda:

[5] Per fare solo due esempi, si pensi alla restrizione delle carreggiate che i viaggiatori incontrano passando da Bologna oppure nel tratto appenninico che porta a Firenze,.

[6] Il 33% del gas importato arriva dalla Russia, il 36% dall'Algeria, il 22% dal Nord Europa, il 6% dalla Libia ed il 3% via nave (gas naturale liquefatto).

[7] Sono parole del Presidente Della Repubblica Giorgio Napolitano pronunciate in occasione dell'insediamento del nuovo CSM, subito dopo aver firmato la legge sull'indulto votata dal Parlamento.

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