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Scritto da nel Numero 4 - 16 Ottobre 2006, Tempo e spazio liberi | 0 commenti

Storia Piccola

Questa è la storia di un amore piccolo.

Una sera uno sguardo, uno sguardo piccolo che nessuno poteva vedere e che si incrociò.

Lei era seduta in una panchina di un parco, giocherellava con una formica che gli solleticava le dita di una mano sottile ma non bella. I suoi occhi guardavano la formica con la dolcezza con cui si guarda un figlio. I capelli rossi raccolti alla rinfusa rendevano gentili lineamenti troppo marcati, le forme erano nascoste sotto un maglione color salmone. Le gambe accavallate racchiuse in un paio di jeans larghi che coprivano due grosse scarpe da basket blu. Passava così le sue ore libere, al parco, sotto lo stesso albero, osservando le cose piccole, avrebbe voluto vedere, odorare, sentire tutto quell'angolo microscopico del mondo … avrebbe voluto arrivare a sentirlo suo e ad appartenervi.

Lui passò di lì per caso, gli occhi attenti divoravano ogni cosa, sperando un giorno di poter dire di aver visto e sentito tutto il mondo, non capirlo, ma semplicemente averlo sentito.

Camminava svelto, con gli occhi che correvano più delle gambe e le orecchi sempre pronte a passare di suono in suono.

Portava con sé una camicia di jeans leggermente aperta sul davanti, coperta da un pile blu, jeans e scarpe di tela estive bagnate e fredde, capelli corti gli coprivano metà fronte, occhi scuri e la bocca contratta in una specie di smorfia fra il sorriso e la sofferenza.

I loro sguardi si incrociarono, lei vide qualcosa di enorme, vedeva tutto quello che era in lui, le sue forze, le sue debolezze, i suoi piedi infreddoliti dentro le scarpe di tela lo sentiva.

Lui scoprì un mondo, tutto il mondo che voleva vedere era lì con una formica in mano. Pensò di fermarsi, rallentò il passo, gli occhi si unirono ma le gambe non si fermarono, le ginocchia non sollevarono il maglione color salmone e la loro storia d'amore finì.

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