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Scritto da nel Economia e Mercati, Numero 8 - 16 Dicembre 2006 | 0 commenti

Guerre, stagiste e spinelli ovvero La letterina per Babbo Natale

“La situazione in Iraq è grave e sta deteriorando. (…) Se la situazione continuasse a deteriorare, le conseguenze potrebbero essere severe. Un altro passo verso il chaos potrebbe portare al collasso il governo Iracheno ed ad una catastrofe umanitaria”[1]

Queste sono frasi tratte dall'executive summary del rapporto pubblicato il 6 Dicembre dall'Iraq Study Group, una commissione di esperti statunitensi di politica estera presieduta da James Baker, Segretario di Stato durante la presidenza di George Bush Senior, e da Lee Hamilton, ex senatore democratico dell'Indiana.

Voci di corridoio non confermate riportano che Sandro Bondi, per non saper (o non sapendo) nè leggere nè scrivere, abbia dichiarato a caldo che certe dichiarazioni non sono altro che oltraggiose strumentalizzazioni politiche da parte di comunisti filo-talebani. Solo dopo aver letto la biografia di James Baker e dei componenti dell'ISG su wikipedia, il fido Bondi, per rimediare alla meno peggio all'ennesima figuraccia, ha gridato al tentato colpo di stato e si è detto sicuro che Fassino e Prodi avessero commissionato un avvelenamento dei componenti dell'ISG.

Si sospetta che i comunisti abbiano usato Polonio 105, anche detto mezzo Polonio o Polonio dei poveri. Il Polonio che invece che uccidere ti fa dire le bugie.

Ho notato con piacere che la notizia della pubblicazione del suddetto rapporto ha ricevuto un'attenzione pressoché nulla dai media italiani. Obiettivamente però, tra un Lele Mora che mi incastra Er Pupone e una decina di vecchi rincitrulliti (e senza tette) che demoliscono la politica estera statunitense degli ultimi 4 anni, non c'è paragone.

Nel frattempo, il nuovo Segretario della Difesa statunitense, Robert Gates, altro noto simpatizzante binladiano, dichiarava candidamente in una delle sue prime apparizioni pubbliche che in Iraq gli Stati Uniti non stanno assolutamente vincendo[2].

Fonti vicine alla Casa Bianca dicono che George Bush abbia commentato alle ottime notizie pronunciando, nell'ordine, le seguenti frasi: “Democracy is a beautiful thing”, “God bless America” e “Press 0 to speak with an operator”. Per consolarsi, dicono abbia poi aperto in anticipo il regalo di Natale di Kofi Annan. Un librone colorato pieno di punti. George W. ha quindi passato il resto della giornata unendo tra loro tutti i puntini senza tirarvi fuori uno straccio di immagine sensata.

Solo verso sera, il tacchino graziato dal Presidente stesso pochi giorni prima in occasione di Thanksgiving, impietosito, ha rivelato al nostro eroe che in realtà stava scarabocchiando un atlante di ottima legatura.

Quattro anni, miliardi di dollari spesi, milioni di vite spezzate e decine di commissioni di inchiesta per arrivare ad una conclusione che, va detto, ha veramente dello stupefacente.

Le cose sono due: o noi siamo particolarmente intelligenti o altri sono particolarmente stupidi.

Per quanto mi alletti la prima delle due opzioni, mi vedo costretto a propendere per la seconda.

Quando quattro anni fa la BBB&Co decise che era ora di salvare il mondo e portare libertà e democrazia in Iraq, non era particolarmente difficile prevedere il disastro. Sarebbe bastato fermarsi a riflettere un attimo prima di agire. Capisco che era chiedere molto.

Se fossi un Iracheno medio, con buona approssimazione, i miei ultimi anni sarebbero così riassumibili. Pardon; se fossi un Iracheno medio non sarei vivo. Riformulo. Se fossi un Iracheno fortunato i miei ultimi anni sarebbero riassumibili così: ho vissuto un paio di decenni sotto il regime di Saddam Hussein, e per questo, posso in parte ringraziare precedenti amministrazioni americane. E io pago. 15 anni fa, forze di pace hanno raso al suolo il mio paese per colpa del solito tiranno. E io pago. I soldati se ne vanno ma si dimenticano di rimuovere il motivo principe per cui sono venuti. E io pago. Nel frattempo mi hanno ucciso moglie e un paio di figli. Questione di dettagli. E io pago.

Poi, nel 2003, la BBB&Co decide che è giunta l'ora del secondo tempo. Così, dopo aver perso metà famiglia nell'operazione Tempesta nel Deserto, grazie alla prepotenza e alle menzogne della comunità internazionale, ricomincia la rumba e mi uccidono i 2 figli che mi rimanevano. E io pago.

Una qualsiasi persona di intelletto medio avrebbe capito che il concetto di razionalità non si addice particolarmente a certe situazioni. Certo, se fossimo in grado di scegliere capi di stato dotati perlomeno di intelletto medio, il problema non si porrebbe. E fu così che tre e più capi di stato convennero sul fatto che l'Iraq sarebbe stata una scampagnata. Un'occasione per foto ricordo niente male.

Si dice che membri della BBB&Co siano abbastanza perplessi. Io questi Iracheni non li capisco proprio.

Cosa ci sarà poi di complicato, comodamente seduti sulla tomba dei propri figli, nel fare una lucida analisi costi benefici della guerra in corso?

Il miglior presidente degli Stati Uniti del dopoguerra è stato trattato a pesci in faccia e ha rischiato l'impeachment per aver negato di aver ricevuto piacere orale da una stagista. A mio parere, lo scandalo sta nel aver scelto una stagista tanto brutta.

Il peggior presidente americano del dopoguerra, con il solito gregge a seguito, si è imbarcato in un guerra destinata a sicuro fallimento sulla base di menzogne comprovate. Ha sulla coscienza migliaia e migliaia di anime e nessuno che abbia battuto ciglio.

Caro Babbo Natale, quest'anno ho deciso di rinunciare ai miei regali, ma vorrei che in cambio portassi ai nostri capi di stato una stagista “di larghe vedute” e un bel panetto di hashish cadauno.

Se certe persone, di tanto in tanto, si liberassero dell'eccessivo testosterone che spesso finisce per annebbiare le loro vedute con un po' di sana attività sessuale piuttosto che bombardando angoli del mondo che non saprebbero nemmeno individuare su una mappa, saremmo tutti più contenti.

Per quanto riguarda il panetto di hashish, è ormai certo che hashish e pace siano positivamente correlati.

Avete mai visto un gruppo di ragazzetti fumati? No? Beh, per farvi un'idea guardate Porta a Porta qualche sera.

Comunque, la penultima cosa che avrebbero voglia di fare è raccogliere armi e bagagli e partire per il deserto iracheno. Troppo caldo, meglio la playstation. L'ultima è quella di uccidere schiere di loro pari.

E se poi, in preda ai fumi dell'hashish, i nostri presidenti decidessero ancora di giocare a fare la guerra, almeno avrebbero una scusa valida da adoperare davanti al mondo per la loro incredibile stupidità.


[1] L'Iraq Study Group Report è scaricabile online a www.usip.org/isg/iraq_study_group_report/report/1206/index.html

[2] The Economist, “Don't do it”, December 9th-15th, pg.12.

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