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Scritto da nel Energia e Ambiente, Numero 11 - 16 Febbraio 2007 | 0 commenti

“Old fashion anni '70! Non solo le scarpe!!”

Tre strisce Adidas, Clarks consumate e pantaloni a vita bassa leggermente scampanati, ma come siamo old fashion! Ricordo sul comodino dei miei un solido blocco arancione, interno nero: la radio più ricercata degli ultimi tempi, pezzi da collezione!

La massima considerazione che abbiamo dei nostri genitori è racchiusa senza dubbio negli armadi delle case dei nonni, pieni di vestiti di autentici ragazzi anni settanta!! Un mondo colore pastello al ritmo di musica psichedelica e paleo-elettronica che ha trasportato i capelloni da Woodstock, Valle Giulia e la Statale di Milano, attraverso Piazza Fontana, via Fani e la stazione di Bologna, in un decennio eccessivamente perbenista, impellicciato, yuppie e classista.

Ne abbiamo fatti di progressi, forse…! Certo è che i calcolatori di allora, grandi come un appartamento e poco più potenti di una calcolatrice, oggi sono personal computers tascabili, ultrapotenti e accessibili a tutti. Ognuno di noi è connesso a doppio filo con il resto del mondo e le informazioni e le idee viaggiano a 20 megabit al secondo. Alla stessa velocità ci lasciamo indietro dei pezzi di passato.

Tra i settori nell'occhio del ciclone c' è certamente l'energia. A partire dal problema delle fonti fino alla riduzione dei consumi, ognuno dice la sua. Le compagnie aspettano le liberalizzazioni e puntano sul marketing, sui quotidiani si dedicano ampi spazi ai problemi infrastrutturali, strategici e di regolazione, Kyoto non è piu' soltanto l'anagramma di Tokyo, Beppe Grillo ha studiato il secondo principio della termodinamica, e in tutto il mondo si compiono grandi sforzi verso una direzione che si spera sia comune.

I dipartimenti di energetica si concentrano sulle tecnologie e le soluzioni in grado di fornire un'alternativa efficiente, possibilmente pulita e sostenibile, ai combustibili fossili.

Ma quale sarà il futuro e quali le tecnologie vincenti è difficile prevederlo. Alcuni giovani ricercatori, in qualche angolo di mondo, lavorano duro mettendo a punto soluzioni a volte così dense di semplicità ed efficacia da essere formidabilmente geniali. Per capire quale sia la tendenza citiamo un paio di esempi.

Un giovane ingegnere francese, grande esperto di energia solare, ha sviluppato degli studi che potrebbero rivoluzionare il riscaldamento nell'edilizia. Il concetto è semplice e geniale: una parete di colore scuro, posta dietro un vetro e ben esposta al sole, è in grado di raccogliere energia termica in modo efficiente e senza necessità di alcun dispositivo meccanico o fluido termovettore. La radiazione solare attraversa il vetro e viene assorbita dalla parete che quindi si riscalda. La radiazione termica non è in grado di ri-attraversare il vetro verso l'esterno, rimanendo quindi intrappolata nel muro (il normalissimo vetro è trasparente alla radiazione visibile ma opaco alla radiazione infrarossa, ossia alla radiazione termica. È il principio della serra). L'onda termica, quindi, non può fare altro che trasmettersi agli ambienti interni riscaldandoli! Non è mai stato così semplice intrappolare l'energia solare. Una tale soluzione progettuale, insieme ad un buon isolamento termico, consentirebbe di spegnere qualche termosifone e risparmiare un bel po' di combustibile a chi avesse la fortuna di abitare una casa ben progettata! L'autore si dice capace di progettare e testare un'abitazione in grado di supplire a buona parte dei propri bisogni energetici attraverso i cosiddetti sistemi solari passivi da lui progettati.

Le controindicazioni sono davvero poche, e si stanno studiando dei modelli di calcolo in base ai quali un bravo ingegnere o un bravo architetto saranno in grado, con un piccolo sforzo progettuale aggiuntivo, di strutturare i loro progetti in questo senso. I risultati, si spera, faranno presto ad arrivare.

Il secondo studio rilevante riguarda l'utilizzo di energia solare attraverso tecniche che mimano il comportamento naturale delle piante. Il ricercatore dell'universita' di Berkeley illustra in un articolo rigoroso i meccanismi che potrebbero governare una sorta di fotosintesi 'sintetica' per la produzione di energia in forma stabile (tipo idrogeno o carboidrati) semplicemente sfruttando la radiazione solare. Riporta poi minuziosamente gli attuali progetti e i progressi sullo sfruttamento delle biomasse per la produzione non soltanto di biocombustibili, come si sta gia' facendo in Brasile, ma anche di materiali e prodotti per l'industria chimica oggi ricavati dal petrolio e dai suoi derivati.

Nello stesso articolo si riporta curiosamente che sia Italia che Francia hanno intenzioni di produrre massicciamente, in Eitiopia e in Marocco, bio-combustibili da alcune piante della famiglia dell'EUPHORBIAS. Queste sono in grado di crescere in territori semi aridi, certamente non adatti alla coltivazione di prodotti alimentari, con ottime rese per ettaro. L'autore è convinto che, visti gli investimenti e i progetti in corso nel mondo, queste risorse energetiche naturali guadagneranno una larga diffusione nel giro di pochi anni, ma giusto durante l'intervallo di tempo necessario a mettere a punto processi sintetici in grado di emulare la fotosintesi delle piante verdi.

C'è da essere felici, o ci sarebbe da esserlo, se non fosse che entrambi gli autori sono MORTI! Ma non per oscure dinamiche accidentali da far pensare all'ennesimo caso sporco, ma felicemente morti di vecchiaia e, per nostra fortuna, senza portare i loro segreti nella tomba!

Si tratta di Felix Trombe e Melvin Calvin.

Il primo studiò quello che oggi è appunto conosciuto come Muro di Trombe tra gli anni '60 e '70, dando il via allo sviluppo scientifico dei sistemi passivi per il riscaldamento e la ventilazione degli edifici.

Il secondo condusse negli anni '70 importanti studi sul meccanismo naturale della fotosintesi, tanto da vincere il premio nobel per la chimica. L'articolo qui citato risale al '79 e i progetti italiani e francesi mensionati risalgono addirittura al 1938![1]

Cosa è successo in questi anni?! La spiegazione piú ovvia sta nella figura in basso[2]: il prezzo del petrolio tra gli anni settanta e ottanta era salito cosi' in alto da stimolare le tasche e i cervelli di molti verso soluzioni innovative e sopratutto alternative, qualcosa di simile a quanto sta succedendo oggi. Nel mezzo abbiamo avuto un ventennio di ingordigia petrolifera e di stasi cerebrale riguardo le incombenze energetico-ambientali che oggi si ripresentano alla porta. Allora si rispolverano innovazioni vintage e si riprende il discorso da dove l'avevano lasciato i nostri genitori.

Chi l'avrebbe mai detto che con il petrolio si riuscisse anche a viaggiare nel tempo!?

Ci risvegliamo intorpiditi da un fine secolo che è sembrato piu' un sabato sera da leoni, dopo il quale non ci resta che qualche ricordo tra realta' e immaginazione… che gran mal di testa, a bere tutto quel bibitone marroncino… una serata al Drive In di Vito Catozzo, il Commodore 64, i calzini di spugna e il pail, holly e Bengy, la famiglia Bredford.. la scala mobile e la Standa, Carletto il principe dei mostri, Sandocan, Daitarn III, Capitan Harlock e al tramonto guidare sulla spiaggia una jeep scappottata .. chi lo sa che faccia ha, chissa' chi e'..?! Alle 22:30 bimbi tutti a letto! Lo shopping tra il rumore del traffico, una pelliccia, la fuliggine dei diesel, gli interni in alcantara, la puzza di ambre magic misto alle MS di papà, e mal d'auto cronico.

Che confusione! Perfortuna è domenica, e ci dedichiamo al campionato di calcio… dopo il mondiale non e' mai troppo eccitante, soprattutto se il mondiale l'abbiamo vinto noi!… e poi .. dopo gli scandali delle scommesse del 1980… stanotte ho sognato la Juve in B.. ma giocava Paolo Rossi!

Domani è lunedì, sveglia presto, scarpette da ginnastica, felpa attillata e pantaloni scampanati a vita bassa, andiamo in università a studiare i libri di papà!.. e sabato prossimo niente scherzi!


[1] Per i piu' tecnici: Calvin, M. Energy, 1979, 4, 851. Informazioni aggiuntive su Melvin Calvin e Muro di Trombe disponibili in rete.

[2] Le bizze del petrolio: http://en.wikipedia.org/wiki/Oil_price_increases_of_2004-2006

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