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Scritto da nel Il Mondo nel Pallone, Numero 14 - 1 Aprile 2007 | 0 commenti

Capitolo 3 – Politica? (parte sesta)

Vogliamo essere presuntuosi.

Vogliamo cercare di spiegare qualcosa. Vogliamo, parlando di calcio, capire e far capire che cosa affligge l'Italia. Vogliamo portare alla luce che se l'economia Italiana e' allo sbando, perchè allo sbando siamo, il motivo va cercato in chi dovrebbe risolvere il problema.

L'Italia come un ubriaco che arriva a casa la notte tardi e si accorge di aver perso le chiavi, e così le cerca nella zona di luce che il lampione davanti all'ingresso gli concede, solo e semplicemente perchè quello e' l'unico posto dove riesce a vedere qualcosa.

Ma le chiavi per sua sfortuna non sono li. Sarebbe troppo facile.

Le soluzioni semplici, quelle alla luce del sole, non sono mai quelle che funzionano, se non altro quando si parla di problemi della portata del Bel Paese.

Il Calcio e' fallito. Perchè?

Perchè hanno speso troppo.

Sbagliato. Fallito significa proprio che hanno speso troppo. Non e' un rapporto di causa-effetto.

Parmalat non ha fatto crack perchè spendevano troppo o non era abbastanza competitiva. Ha fatto crack perchè i suoi amministratori hanno perso di vista la loro missione, ovvero la creazione di plusvalore per conto dei proprietari dell'azienda, l'azionariato diffuso. Hanno speso il loro tempo ad imbucare soldi a destra e a manca in una intricata tessitura di finanziarie inesistenti che ora non trovano più nemmeno loro invece che creare ricchezza. In economia non è vero che nulla si crea nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Gli imprenditori e i manager lungimiranti la ricchezza la creano, la moltiplicano per dirla in modo più tecnico. Loro l'hanno prodotta poi l'hanno fatta sparire.

In Parmalat, come in Italia, le cose si creano e poi si fanno sparire.

E questo comportamento ha fatto si che “spendessero” troppo e in modo non efficiente, li ha fatti fallire.

Il calcio, allo stesso modo, non e' fallito perchè la società hanno speso troppo ma perché gli amministratori del sistema hanno cessato di assolvere il loro ruolo di amministratori per conto dei proprietari (Noi) e si sono auto-proclamati pieni proprietari e beneficiari unici degli introiti e del potere che derivano dal Giuoco Calcio. Salvo poi non voler accollarsi pure i diritti residuali d'impresa, ovvero i costi e le responsabilita' quando il gioco si fa duro e le cose si mettono male, per dirla in parole povere.

L'Italia va male per una serie infinta di motivi.

Il sentore comune e' che questo accada perchè la produttività cala e i costi del lavoro aumentano. Il tasso di cambio reale effettivo italiano si apprezza e l'export italiano diventa meno attraente agli importatori esteri. La domanda scarseggia, il debito pubblico e' alle stelle e del deficit meglio non parlarne, ci sono troppi soldi che inseguono la stessa quantità di beni, l'inflazione avanza, le banche e il sistema creditizio sono chiusi e obsoleti nonchè in mano ad pochi scellerati che però vanno a Messa la domenica, i prezzi aumentano perchè gli imprenditori sono costretti a far fronte all'aumento dei costi del lavoro e l'inflazione percepita va alle stelle perchè i salari nominali non si adeguano. Il lavoro scarseggia perché gli imprenditori sono costretti a sostituire il lavoro con il capitale; la manodopera costa troppo in Italia, meglio comprare una macchina o delocalizzare altrove.

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