Pages Menu
RssFacebook
Categories Menu

Scritto da nel Bologna, Numero 27 - 1 Novembre 2007 | 0 commenti

Stiamo dando i numeri?

La scorsa settimana, su numerosi quotidiani locali e nazionali, sono comparse le cifre esorbitanti che il Comune di Bologna incassa annualmente dalle sanzioni stradali. I numeri di per sé sono entità fredde ed asettiche, è soltanto l'interpretazione di questi a renderli interessanti: nel 1999 il Comune del capoluogo emiliano incassava annualmente 11,6 milioni di euro dalle violazioni del Codice della Strada, l'incremento fino al 2002 è stato relativamente contenuto (12,9 milioni di €), mentre dal 2005 tale indice ha subito una radicale impennata, raggiungendo nel 2007 la cifra iperbolica di 46 milioni di euro. Questo fenomeno, in verità diffuso a livello nazionale, a Bologna ha toccato il suo apice: il costo pro-capite è stimato tra i 100 ed i 120 euro. A totale conferma di come il comune non sia deciso ad abbandonare questa logica grassatoria, (da grassatòrem: colui che sulla pubblica via deruba la gente), Maurizio Zamboni, Assessore alla Mobilità, ha dichiarato con fierezza che entro il 2008 verranno attivate una trentina di nuove telecamere Sirio-Rita, accompagnate da circa 30 autovelox.

Nessuno si augura, ovviamente, di vedere le strade trasformate in un far-west privo di regole, tuttavia, se anche la Corte di Cassazione ha dovuto censurare come atteggiamento lesivo dei diritti individuali l'intento della sorpresa ingannevole dell'automobilista indisciplinato in una logica patrimoniale captatoria, significa che il problema esiste, e che sta inoltre assumendo una dimensione nazionale.

L' aspetto maggiormente inquietante, riscontrabile in questa vessazione ininterrotta, la quale ricorda d'appresso l'indimenticabile Alberto Sordi nei panni del vigile intransigente, rinvia purtroppo alla collettività, piuttosto che al danno patito dal singolo automobilista. Infatti, l'enorme cifra incassata annualmente dal Comune non è utilizzata, come sarebbe auspicabile supporre, per finanziare interventi straordinari, ma serve invece per completare quei servizi di ordinaria amministrazione, come l'illuminazione pubblica, di cui una città non può fare a meno. Su tale paradosso, si erge una robusta fetta del bilancio del Comune di Bologna (e di molti altri comuni italiani). Se tale introito venisse improvvisamente, o anche soltanto progressivamente ad affievolirsi, è una conseguenza logica che l'Amministrazione sarebbe costretta a ricorrere a nuovi “espedienti” per supplire alle mancate entrate preventivamente calcolate.

L'installazione delle nuove telecamere, insieme all'annunciato ampliamento della sosta a pagamento nelle periferie, garantisce una nuova linfa al bilancio, tuttavia, quando questo circolo vizioso volgerà al termine, perché non esisteranno più strade da monitorare, o più semplicemente, perché gli automobilisti stanchi delle continue vessazioni ripiegheranno su velocipedi e mezzi pubblici, non resterà che ritoccare pesantemente l'Ici o le Addizionali Comunali. O siamo veramente così ingenui da credere che il Comune di Bologna sia disposto a rinunciare ai 47 milioni di euro, che l'anno passato gli abbiamo spontaneamente, e con generosità, elargito?

Scrivi un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>