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Scritto da nel Numero 31 - 16 Gennaio 2008, Politica | 0 commenti

Libera nos a malo

Solo poche settimane fa l'Italia intera salutava con gioia il sì pronunciato dall'Assemblea generale dell'ONU alla moratoria contro la pena d morte. Erano stati 104 i voti favorevoli alla proposta e solo 54 i contrari, certo questa risoluzione non ha alcun potere di interferire nelle leggi dei singoli stati ma il suo valore simbolico è innegabile. Che vittoria. Che soddisfazione per la piccola Italia, capofila di quest'importante battaglia, che per una volta è riuscita a far la voce grossa con i potenti della terra, prima fra tutti l'America.

Davvero un gran giorno il 18 Dicembre, ma come cantava qualcuno siamo un paese di “profughi e santi”, e i santi si sa ai festeggiamenti mondani preferiscono il martirio del corpo, che mortifica la carne ma purifica lo spirito. E così, ben presto al volto festoso del vecchio D'Alema si è sostituito su tutte le pagine dei giornali il bel faccione di Giuliano Ferrara che dalla moratoria contro la pena di morte ha preso spunto per proporne una sull'aborto. Fine dei festeggiamenti, inizio della polemica, tutta made in Italy.

Dal mondo cattolico non tardano ad arrivare le adesioni alla proposta del direttore de Il Foglio: il cardinale Ruini preso da un cristiano entusiasmo, integra la proposta di Ferrara con l'invito a modificare la legge 194, invito immediatamente colto da Sandro Bondi che presenta una mozione in parlamento, il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, se pur cautamente offre tutto il suo appoggio e dulcis in fundo arriva la benedizione di Papa Benedetto XVI.

Personalmente credo che questo vento di sterili polemiche sia un vento debole che presto cesserà di soffiare, d'altronde chiunque abbia letto i 22 articoli della 194 sa che la legge del 22 maggio 1978 non ha bisogno di modifiche, dato che è una legge che funziona, come dimostra la diminuzione degli aborti clandestini. Se persino Casini ha tentato di ridimensionare le parole rivolte da Ratzinger ai diplomatici nel tradizionale discorso di inizio anno, riducendole a un semplice stimolo alla “riflessione personale”, non c'è da temere che si scateni un'epidemia antiabortista sull'onda della coppia (di fatto) Bondi – Binetti.

Tuttavia ciò che mi infastidisce profondamente in qualità di cittadina di uno Stato laico, che mi offende come donna che coscientemente ha deciso di non professare alcuna religione, e allo stesso tempo mi preoccupa, è questa continua ingerenza della Chiesa Cattolica nella politica italiana. Ancora una volta la gerarchia ecclesiastica fa pressing tentando di conquistarsi un ruolo sulla scena politica e civile, ancora una volta dopo la pillola del giorno dopo, le coppie di fatto, il testamento biologico, l'inseminazione artificiale (e si potrebbe andare avanti) non si limita a rendere nota la propria posizione, ma tenta di interferire nelle decisioni di un paese costituzionalmente laico.

Nonostante ciò, qualche eterno romantico come me, continua a sognare uno Stato realmente libero da ogni ingerenza religiosa, in cui viga quella suddivisione di sfere di influenza sancita qualche secolo fa, continua a sognare una gerarchia ecclesiastica che offra il suo amore incondizionato, e perché no magari anche un po' di tempo e di denaro, non ai feti che non diverranno mai uomini, ma a quei bambini già nati che ogni giorno muoiono di fame, continua a sognare un'autorità religiosa che si ponga come priorità non solo la tutela ma il rispetto della vita. Cosa dite proponiamo una moratoria?

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