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Scritto da nel Numero 31 - 16 Gennaio 2008, Politica | 0 commenti

Un anno di speranze?

Il 2007 si è concluso con alcune importanti novità nel panorama politico che vedono nella formazione di due grandi partiti di maggioranza in entrambi i poli il fulcro di un processo di rinnovamento e rilancio della politica e delle istituzioni.
Probabilmente la parola che meglio sintetizza il dibattito politico dell'anno appena trascorso è casta.
Molte sono state le manifestazioni di malumore verso una classe politica considerata inadeguata a governare un grande paese in un periodo storico, come quello attuale, caratterizzato da cambiamenti tanto rapidi quanto radicali che, se non ben anticipati e governati, rischiano di compromettere la stabilità economica e sociale di un paese. Proprio questo sta accadendo al Bel Paese, con conseguente sfiducia e disaffezione dei cittadini elettori, che risultano essere più vulnerabili a fenomeni di antipolitica e qualunquismo.
Proprio in questo contesto si è dato vita ad un processo di rinnovamento radicale che, scontando ancora qualche colpevole timidezza, ha le potenzialità per portare l'attenzione su un dibattito proficuo basato sul dialogo, con l'obiettivo ambizioso di affrontare e riformare la società, la politica e le istituzioni, lasciandosi alle spalle anni di scontro ed inconcludenza.
Da questo punto di vista sembra di intravedere dalle prime dichiarazioni in materia di riforma elettorale di Franceschini e Veltroni un gergo nuovo,maggiormente chiaro ed esplicito che per una volta non cerca di dire tutto ed il contrario di tutto per accontentare un po' di qua ed un po' di là, ma al contrario, partendo dall'assunto che tanti piccoli partitini fanno male alla democrazia, non hanno paura della violenta reazione di chi baratta la sopravvivenza personale con quella delle istituzioni democratiche e sono disposti a rischiare per portare avanti le loro idee, magari anche con l'appoggio di chi oggi si trova all'opposizione ed ha comunque diritto di partecipare attivamente alla scrittura delle regole sulle quali si giocherà la prossima partita elettorale.
Le difficoltà che la maggioranza affronta quotidianamente per cercare di governare portano ad affrontare con cautela tutto c'ho che potrebbe destabilizzare ulteriormente la fragile alleanza di centrosinistra. Però il rischio è che una turbolenta governabilità attuale, che non lascia spazio a dialogo e riforme condivise, porti ad una futura legislatura nuovamente poco concludente. La speranza è che in questo 2008 i partiti maggioritari in entrambe le coalizioni trovino il coraggio di liberarsi dal ricatto dei partiti piccoli e medi, e, confrontandosi, mettano convintamene mano ad una serie di riforme fondamentali per la stabilità attuale ed una futura crescita economica e sociale del nostro paese. Primo appuntamento sarà la legge elettorale: si troverà la forza di procedere ad una riforma oppure il referendum è l'unico sistema in grado di accantonare il “porcellum” di Calderoli? Nelle prossime settimane capiremo se potremmo ancora sognare in questo anno di grandi speranze.

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