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Scritto da nel Numero 45 - 1 Settembre 2008, Scienza | 0 commenti

Quei parenti lontani

Quei parenti lontani

Lo sviluppo delle tecniche di osservazione del cosmo, ha permesso agli astronomi di individuare in pochi anni numerosi pianeti che si trovano al di fuori del nostro sistema solare.
La prima scoperta di un pianeta extrasolare è avvenuta nel 1995, quando è stata osservato un corpo con una massa simile a quella di Giove, che orbita attorno alla stella 51 Pegasi.
In seguito la ricerca di questi oggetti celesti ha avuto un' impennata, grazie anche al telescopio spaziale Hubble che si è rivelato un vero segugio dei cieli, portando il numero totale di quelli sinora scoperti ad alcune centinaia. A dire il vero, pochi di questi lontani parenti della Terra fanno parte di sistemi simili al nostro, trattandosi in gran parte di giganti gassosi che orbitano molto vicino alle loro stelle.
Una delle scoperte più interessanti di questo campo di ricerca è stata l' osservazione di una coppia di pianeti extrasolari, di massa molto superiore a quella di Giove, che sembrano ruotare fra loro invece che intorno a una stella centrale.
Secondo gli astronomi, la strana coppia, che si trova a circa 400 milioni di anni luce dalla Terra, si sarebbe originata dalla contrazione di nubi di polveri che si sono frammentate. Una genesi diversa da quella prevista dagli attuali modelli, secondo i quali i pianeti si formano da dischi di gas e polveri che circondano le stelle.
Ma uno dei pianeti extrasolari più insoliti è quello scoperto lo scorso anno nella costellazione di Pegaso, distante circa 4500 anni luce dalla Terra. Si tratta di un corpo planetario gassoso, battezzato V391 Pegasi, che ha la sorprendente caratteristica di continuare a ruotare attorno a una stella ormai giunta al termine della sua vita, una condizione che in termini astronomici viene definita di post gigante rossa.
La scoperta è molto significativa per le nuove prospettive che apre sul futuro destino della Terra.
Sembra ormai accertato che quando il Sole giungerà alla fine del suo ciclo evolutivo, fra circa cinque miliardi di anni, comincerà una sequenza di mutamenti che lo porteranno a diventare una stella gigante rossa. Questo significa che l' astro aumenterà progressivamente le sue dimensioni fino a raggiungere l' orbita di Marte. Un destino che fino ad oggi sembrava non lasciare scampo al nostro pianeta, che verrebbe investito da un' ondata di calore ad una temperatura di alcune migliaia di gradi.
La presenza di V391 PEGASI, sembra dimostrare che esistono scenari diversi da quello apocalittico finora ipotizzato.

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