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Scritto da nel Bologna, Numero 53 - 16 Gennaio 2009 | 2 commenti

Il Pratello del Cantautore

La genesi de L'Arengo del Viaggiatore si ricostruisce etimologicamente: il sostantivo colloca lo spazio in un Arengo, il luogo che nelle città del medioevo ospitava le persone per discutere, il genitivo individua come protagonisti i Viaggiatori senza ulteriori specifiche. A chiarire il concetto il sottotitolo “Rivista di Libero Pensiero”: viaggiatori nel corpo e nello spirito che si ritrovano in un luogo collettivo per esprimere il proprio pensiero in modo libero.

Non c'è un finalismo predefinito, e qualcuno potrebbe raccontarlo dicendo 'per la stessa ragione del viaggio, viaggiare', mentre a chi potrebbe obiettare che si corre il rischio di un relativismo estremo rispondiamo con i valori dell'umanità e della crescita personale che provengono dal confronto e dall'impegno.

Normalmente disponibile sul web, luogo particolarmente gradito per i bassi costi di mantenimento, l'11 gennaio 2009 L'Arengo del Viaggiatore si è materializzato. È stata la nostra Epifania.
Certo, come tutti i parti ha avuto bisogno di un partner, trovato negli amici de La Bottega dell'Elefante: forse per il medesimo numero di lettere che compongono la denominazione sociale, forse per la vicinanza cittadina e culturale, forse per la medesima attitudine alla socialità, o forse per tutte e nessuna di queste cose insieme. In effetti, se la fenomenologia si assomiglia non è difficile pensare che le affinità siano genetiche.
Mancava giusto lo Spirito Santo, quel pensiero critico anarchico e libero che le parole e la musica di Fabrizio De Andrè rendono accessibile al cuore e alla mente delle persone.

Fissate dunque le condizioni astrali del nascituro, per fare i bambini secondo i dettami di Madre Natura ci vuole il lavoro sporco, le telefonate, le fotocopie, il tempo libero speso di qua e di là. È stato sufficiente un mese ad un capo redattore che in realtà è un direttore d'orchestra per raccogliere le energie ed il cuore degli artisti che ci hanno accompagnato e dei locali che ci hanno ospitato (e ci scusiamo con chi non siamo riusciti a coinvolgere, ma sarebbe occorso ben più di un giorno per combinare tutti). La sincera disponibilità di tutti a rendersi presenti senza secondi fini è stata possibile grazie ad un progetto collettivo, nato per la strada e lì rimasto, senza un fine preciso se non quello di raccoglierci, salutarci, sorriderci e guardare avanti, a testa alta, il 2009 che si avvicina, il tempo che ci separa dal futuro, portando con leggerezza quei ricordi profondi che ci aiutano a reggere il peso del passato.

Vogliamo ringraziare tutti i presenti: i trasferimenti da un locale all'altro, i momenti concitati degli ultimi attacchi dei microfoni, i limiti di un'organizzazione curata e partecipata, gli affollamenti davanti ai locali, gli attimi vissuti in semplice compagnia hanno reso reale il sogno che la strada, la cattiva strada, la via della povertà, potesse diventare un luogo di spettacolo, di arte, di condivisione. E non perché qualcuno sia più bravo degli altri, ma solo perché essa per il solo fatto che si esprime, lo è.
A tratti è parso che le tante persone che hanno affollato i locali di Via del Pratello fossero quei viaggiatori, ognuno con la propria strada alle spalle, mossi dal desiderio di andare insieme verso la tappa successiva per scambiarsi ancora un sorriso, per cantare insieme ancora una canzone, per creare un'emozione in più: per una giornata, il Pratello è stato l'Arengo di tutti.

La chiarezza della voci che hanno letto, la musicalità di quelle che hanno cantato, i suoni degli strumenti che hanno suonato, le facce toccate dal vivo e non in un riquadro di un libro online rimarranno – di sicuro a noi della Redazione ma di certo anche a molti dei presenti – come una tappa felice del lungo percorso delle nostre vite.

2 Commenti

  1. Io era dai gloriosi tempi di San Francisco che non facevo una serata a cantare per strada e nei locali fino alle tre del mattino. Allora forse si può anche nella vecchia Bologna che troppo spesso (e io per prima) crediamo noiosa…
    Ce ne fossero, di nottate così.

  2. Io invece me la sono persa.
    Davvero complimenti per l'idea (e la forza di realizzarla)
    Bravi

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