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Puedo escribir los versos…
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.

Scrivere, ad esempio: “La notte è stellata,
e tremolano, azzurri, gli astri, in lontananza”.
Il vento della notte gira nel cielo e canta.

Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Io l'amai, e a volte anche lei mi amò.

Nelle notti come questa la tenni tra le mie braccia.
La baciai tante volte sotto il cielo infinito.

Lei mi amò, a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.

Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Pensare che non l'ho. Dolermi di averla perduta.

Udire la notte immensa, più immensa senza di lei.
E il verso cade sull'anima come sull'erba la rugiada.

Che importa che il mio amore non potesse conservarla.
La notte è stellata e lei non è con me.

É tutto. In lontananza qualcuno canta. In lontananza.
La mia anima non si accontenta di averla perduta.

Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.

La stessa notte che fa biancheggiare gli stessi alberi.
Noi, quelli di allora, più non siamo gli stessi.

Più non l'amo, è certo, ma quanto l'amai.
La mia voce cercava il vento per toccare il suo udito.

D'altro. Sarà d'altro. Come prima dei miei baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.

Più non l'amo, certo, ma forse l'amo.
E' così breve l'amore, ed è sì lungo l'oblio.

Perchè in notti come questa la tenni tra le mie braccia,
la mia anima non si rassegna di averla perduta.

Benchè questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa,
e questi gli ultimi versi che io le scrivo.

(Poesia e traduzione tratti da Venti poesie d'amore e una canzone disperata di Pablo Neruda, Piccola Biblioteca Passigli, Firenze, 2000. Traduzione di Giuseppe Bellini.)


Ultima delle venti poesie che Pablo Neruda (1904 – 1973) inserì nella raccolta “Veinte poemas de amor y una canción desesperada” (Santiago del Cile, 1924), Puedo escribir los versos è una delle liriche più fortunate della tradizione del poeta cileno.

In essa ritroviamo temi tipici delle opere giovanili di Neruda: la malinconia, la solitudine, l'amore e il ricordo come fonte di dolore. La forte connessione tra il sentimento tragico e il paesaggio. Il mare, la pioggia, il vento impetuoso, la notte fredda e immensa, il cielo stellato, sono tutti elementi che riflettono lo stato d'animo di chi scrive.

La situazione che ci offre questa poesia è fortemente suggestiva: possiamo immaginare il giovane poeta seduto nella veranda di casa, in una notte fredda, con il cielo sereno e senza nubi. È una di quelle sere dove la solitudine si mescola alla nostalgia, e si pensa a un amore passato. In Neruda il ricordo è un artiglio che lacera l'animo. Potrebbe scrivere i versi più tristi durante quella notte. Pensa a quando, in una notte come quella, sotto lo stesso cielo, quella donna, o quelle donne, erano ancora nella sua vita. Quando non era così solo. L'occhio si sposta dal passato al presente dove l'assenza si fa più pesante, la consapevolezza che lei sia altrove, con un altro. La consapevolezza che l'amore finisce, ma non finisce mai… è solo un istante in confronto all'eternità dell'oblio.


Versione originale:

Puedo escribir los versos
Puedo escribir los versos más tristes esta noche.
Escribir, por ejemplo: “La noche está estrellada,
y tiritan, azules, los astros, a lo lejos.”
El viento de la noche gira en el cielo y canta.
Puedo escribir los versos más tristes esta noche.
Yo la quise, y a veces ella también me quiso.
En las noches como esta la tuve entre mis brazos.
La besé tantas veces bajo el cielo infinito.
Ella me quiso, a veces yo también la quería.
Cómo no haber amado sus grandes ojos fijos.
Puedo escribir los versos más tristes esta noche.
Pensar que no la tengo. Sentir que la he perdido.
Oir la noche inmensa, más inmensa sin ella.
Y el verso cae al alma como al pasto el rocío.
Qué importa que mi amor no pudiera guardarla.
La noche esta estrellada y ella no está conmigo.
Eso es todo. A lo lejos alguien canta. A lo lejos.
Mi alma no se contenta con haberla perdido.
Como para acercarla mi mirada la busca.
Mi corazón la busca, y ella no está conmigo.
La misma noche que hace blanquear los mismos árboles.
Nosotros, los de entonces, ya no somos los mismos.
Ya no la quiero, es cierto, pero cuánto la quise.
Mi voz buscaba el viento para tocar su oído.
De otro. Será de otro. Como antes de mis besos.
Su voz, su cuerpo claro. Sus ojos infinitos.
Ya no la quiero, es cierto, pero tal vez la quiero.
Es tan corto el amor, y es tan largo el olvido.
Porque en noches como esta la tuve entre mis brazos,
mi alma no se contenta con haberla perdido.
Aunque este sea el ultimo dolor que ella me causa,
y estos sean los ultimos versos que yo le escribo.

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