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Scritto da nel Arte e Spettacolo, Numero 59 - 1 Maggio 2009 | 0 commenti

My World

Durante il mese di Aprile si è tenuta a Treviso, presso lo Spazio Paraggi, la prima edizione della mostra “My World”, esposizione collettiva alla quale hanno partecipato 17 giovani artisti provenienti da ogni parte d'Italia. L'Arengo del Viaggiatore ha avuto il piacere di essere tra i “Media sponsor” di questo evento.


Frutto della collaborazione tra Francesco Liggieri e Giuliana Tammaro, entrambi artisti, “My World” è nata con il proposito di dare uno spazio ai giovani artisti, bypassando i meccanismi formali del mondo dell'arte contemporanea: niente grandi nomi, niente curatori, niente curricula, solo opere che parlano per chi le ha create.

Il titolo scelto per la mostra è volutamente generico: in controtendenza rispetto alle innumerevoli esposizioni tematiche realizzate negli ultimi anni per gli artisti giovani, Francesco e Giuliana hanno voluto proporre una mostra in cui le opere esposte esprimessero il “mondo” personale dell'artista, la sua maniera di vedere e vivere le cose. Ne è venuto fuori un viaggio in 17 possibili mondi, tutti eterogenei l'uno dall'altro, formando una complessa polifonia di arte contemporanea.

Tra le opere più notevoli, quelle esposte da Gianmaria Giannetti, artista di origine ligure, che da molti anni vive e crea a Bari. Gianmaria realizza i suoi lavori in una vecchia macelleria e non esiste luogo più adeguato per il lavoro viscerale e inquietante di questo artista. Strani animali, esseri metà uomini e metà animali, forme circolari, quadrate e ovali vengono dipinte con tratto esasperato su strane costruzioni di legno e vecchi spartiti musicali.

Interessanti anche le fotografie presentate da Vito Pavia, che indagano il tema dello sdoppiamento dell'io nella società contemporanea. Del contemporaneo parla “Good morning mister President” di Francesco Liggieri, in cui su uno sfondo monocromatico azzurro viene fuori la sagoma di un giovane destinato a diventare il primo presidente nero della storia degli USA.

Infine tra le opere che mi hanno colpito maggiormente, c'è anche il dipinto di Manusch Badaracco, artista milanese, che ne “Il bel paese” raffigura un uomo in cravatta, che tenta di sottomettere una donna, metafora forse di ciò che i manager stanno facendo alla nostra bella Italia.

Le performance sonore del Collettivo RAM, la poesia di Roberto Cesaro e la musica sperimentale del gruppo “En rico en i cola” hanno intrattenuto gli ospiti che hanno preso parte all'inaugurazione, che ha avuto luogo l'11 Aprile.


Per maggiori informazioni sulla mostra e sugli artisti vi consiglio di visitare il sito internet ricco di foto e video sull'evento.

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