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Scritto da nel Numero 78 - 1 Aprile 2011, Politica | 0 commenti

Sogno di Pace

Lampedusa è presa d'assedio da folle di migranti, che lasciano il Nord Africa sognando l'Europa.
La reazione della vecchia Europa è tipica di una persona anziana, che non riesce a capire che i giovani quando diventano adulti possono arrangiarsi da soli. Allora ci si interroga se queste persone vadano respinte, in base ad una burocratica lettura di una burocratica normativa, o se invece non bisogna piuttosto aiutarli. Per combinare le diverse esigenze espresse dalla comunità ormai rintronata dalle malattie degenerative dell'età, succede questo.

I migranti foraggiano la criminalità, unica in grado di consentire loro lo spostamento fisico; Lampedusa viene assediata da un lato dai migranti, dall'altro dalle Forze dell'ordine italiane che impediscono a queste persone di spostarsi; lo Stato si accolla le spese del centro di detenzione, visto che per non essere respinti i migranti non presentano documenti; lo Stato si accolla le spese degli ulteriori centri verso cui spostare le persone; le poche comunità locali si accollano robusti oneri di convivenza; i migranti non si integrano.

Nel mio sogno invece funzionava così.
Linee regolari di traghetti congiungono le sponde del Mediterraneo. I flussi turistici e commerciali sono robusti (chissà se ai tempi dei romani funzionava più o meno così) e le persone identificate dai documenti. Chi non li ha, viene sottoposto a identificazione, tramite le moderne tecnologie dell'iride, delle impronte digitali, del prelievo di sangue e gli viene rilasciato un codice fiscale. Dopodichè queste persone dichiarano dove vanno, come faranno a mantenersi, e ci vanno.

A conti fatti, la comunità paga solo la normale procedura doganale, il che è normale, e non i costi di un'assistenza militare non richiesta. Le persone sarebbero libere di andare e tornare, a piacimento, generando flussi legali di denaro per gli spostamenti. I migranti non sarebbero costretti a nascondersi e a creare economia sommersa, potrebbero pure tornarsene a casa senza la paura di non poterne uscire più.
Sarebbe sufficiente che 300 milioni di persone non avessero paura di 300.000.

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