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Scritto da nel Internazionale, Numero 91 - 1 Luglio 2012 | 0 commenti

Elezioni greche e scudo anti Spread: l'Europa è salva?

L'Europa tira un respiro di sollievo. Dopo le elezioni del 6 maggio scorso che avevano creato un clima di ingovernabilità, i greci sono stati chiamati di nuovo alle urne, questa volta con maggiore “successo”, perchè la vittoria di Samaras rilancia la Grecia e soprattutto Eurolandia.
Tra i primi a congratularsi con il leader conservatore pro euro è stata proprio la cancelliera tedesca Angela Merkel che ha avuto un colloquio telefonico con il leader in cui ha ribadito di aspettarsi che Atene rispetti gli obblighi europei.
“Oggi i greci hanno scelto di restare legati all'Europa. Questa è una vittoria per tutta l'Europa”. Le prime parole di Antonis Samaras in una sala stampa gremita da giornalisti arrivati da tutto il mondo per quello che è stato vissuto come un referendum sulla moneta unica, “Siamo ancorati all'euro. Non si mette in alcun dubbio l'appartenenza della Grecia all'Europa”.
Da Bruxelles José Barroso commenta così: “Appoggeremo gli sforzi continui della Grecia, e siamo impazienti di lavorare con il nuovo governo”.
Dopo tre giorni di intense trattative, nasce il nuovo governo di coalizione composto dal partito di Samaras, Nea Dimokratia, centro-destra, i socilasti di Pasok e la sinistra democratica di Dimar.
I tre hanno stilato un percorso progarammatico che passa attraverso 14 punti: 1- Stop ai licenziamenti nel settore pubblico; 2- Blocco dei tagli a stipendi e pensioni; 3- Ricapitalizzazione della Banca dell'Agricoltura che servira' come strumento di sviluppo; 4- Riduzione dell'Iva per i prodotti alimentari; 5- Regolamentazione per i mutui (ogni rata del mutuo non potra' superare il 30% dello stipendio); 6- Ripristino dell'indennita' di licenziamento; 7- Ritorno agli accordi collettivi di lavoro a partire dal settembre 2012; 8- Mantenimento della tassazione per le imprese ai livelli attuali; 9- Rimarra' in vigore inalterata la cosiddetta ''legge Ragusis'' che prevede la concessione della nazionalita' ellenica ai figli di immigrati nati in Grecia; 10- Rafforzamento della sicurezza dei cittadini; 11- Riduzione del 20% del finanziamento dei partiti; 12- Abolizione della pensione per i nuovi parlamentari e definizione di un limite massimo per quelli piu' anziani; 13- Sequestro delle proprieta' di quei politici che non sono in grado di dimostrare da dove provengono i loro proventi; 14- Controllo retroattivo sui beni di tutti i politici compresi i leader dei partiti.
La sinistra radicale, Syriza, ha raggiunto uno storico risultato con il 26,89% dei consensi. Il suo leader Alexis Tsipras ha confermato fin da subito di restare all'opposizione nonostante i tentativi di Samaras di allargare il Governo a tutte le forze democratiche del Paese.
Che fine hanno fatto i neonazisti di Alba Dorata? La formazione guidata da Nikos Michaloliakos conferma il quasi 7% ottenuto nelle elezioni di maggio aggiudicandosi 18 seggi “rischiando” anche di avere un vicepresidente, ed ecco il perchè.
L'attuale Parlamento ellenico non avra' nessuno a ricoprire la carica di settimo vicepresidente, come prevede, ma non obbliga, la Costituzione greca tratto dalle fila del quarto partito del Parlamento.
Il risultato arriva dall'assemblea in cui il partito di estrema destra Chrysi Avgi' aveva candidato il proprio deputato Polivios Zissimopoulos.
Per risultare eletto, Zissimopoulos avrebbe dovuto ottenere i voti di 75 parlamentari, ovvero 57 oltre i 18 di quelli del suo partito, invece ne ha ottenuti solo 41. Rimane comunque il mistero di chi siano quei 23 deputati di altri partiti che hanno votato per il candidato di Alba d'Oro.
Dunque la Grecia prova a ripartire nel segno dell'Europa con un'opinione pubblica che considera la Germania la causa principale dei problemi economici sperando che l'estate che avanza sia diversa da quella del 2011 senza l'incubo Spread su cui sembrerebbe essere intervenuto con successo Super Mario Monti che dopo l'ultimo vertice di Bruxelles, ha portato a casa lo Scudo anti Spread che verrà ratificato nei prossimi giorni.
Se l'Euro e l'Europa sono salvi dopo le elezioni greche non resta che attendere in attesa delle elezioni tedesche del prossimo ottobre.

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