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Scritto da nel Internazionale, Numero 94 - 1 Novembre 2012 | 0 commenti

Presidenziali USA: gli altri candidati

Obama contro Romney ovvero Partito Democratico contro Partito Repubblicano.
La corsa alla presidenza degli Stati Uniti è comunemente intesa come gara tra i leader dei due principali partiti, conseguenza determinata dal sistema elettorale in vigore. L'elezione avviene in modo indiretto: il popolo non elegge direttamente il presidente bensì dei grandi elettori, suddivisi e stabiliti dai singoli stati federali in base alla popolazione, i quali votano a loro volta, salvo rare eccezioni, i candidati presidenti designati. Vince chi ottiene dal voto popolare la maggioranza in un numero di stati sufficienti a garantire la maggioranza assoluta dei grandi elettori (si consideri che il candidato che raggiunge la maggioranza relativa dei voti in un singolo stato ne conquista tutti i grandi elettori). Tale sistema porta alla supremazia di due soli grandi partiti, anche se nella realtà lo scenario partitico statunitense è tutto sommato variegato e i candidati alla presidenza molteplici.

In questo 2012 alla competizione partecipano anche Gary Johnson per il Partito Libertario e Jill Stein per i Verdi.
Johnson propone l'abolizione della riforma della sanità di Obama, di “non negoziare la libertà in nome della sicurezza”, di semplificare l'immigrazione legale punendo quella illegale, ponendosi contro sussidi e incentivi per l'energia pulita.
Jill Stein si presenta con un Green New Deal: creare 25 mila posti di lavoro sconfiggendo la disoccupazione, favorire la transizione verso l'economia pulita, sanità per tutti ed educazione gratuita.

Non è la prima volta che partiti minori si presentano alle Presidenziali per portare avanti i propri principi e interessi. Tra i terzi partiti con più seguito negli ultimi anni si trovano i già citati Verdi e Libertari e il Partito della Costituzione.
Il Partito Libertario (Libertarian Party) rappresenta il movimento liberale del libertarianismo, proponendo il libero mercato come dogma supremo, deregolamentazione statale, privatizzazione della sanità e dei servizi pubblici, diritto all'autodifesa e al possesso d'armi, politica estera poco dispendiosa e non interventista. Nel 2008 collezionò 533 mila voti (0,4%), nel 2004 397 mila (0,3%), nel 2000 384 mila (0,4%).
Il Partito Verde (Green Party), nato negli Anni 80, è ovviamente paladino dell'ambientalismo, per la giustizia sociale, il rispetto delle diversità, avverso alle guerre, per la democrazia partecipativa. Nel 2008 non vedeva alcun proprio candidato, anche se era presente Ralph Nader come Indipendente, storico leader radicale verde; nel 2004 120mila voti, nel 2000 il grande successo di 2,8 milioni (2,7%) con Nader alla guida.
Il Partito della Costituzione (Costitution Party) ha posizioni di destra che si rifà agli intenti dei Padri fondatori, alla Dichiarazione d'Indipendenza, con una forte morale ispirata dalla Bibbia. Nel 2000 raggiunse 98 mila voti e nel 2004 144 mila.

Ma che influenza hanno i “partitini” sul sistema bipolare?
Prendendo in esame le scorse tre elezioni (2000, 2004, 2008), nessun candidato “minore” è stato in grado di eleggere dei grandi elettori. Ciò non toglie la capacità di influenzare i risultati finali a danno o vantaggio di un Repubblicano o Democratico.
Un emblematico esempio si verificò nella complicata elezione del 2000 vinta da George W Bush, premiato dal sistema elettorale pur avendo preso complessivamente 540 mila voti in meno dell'avversario Al Gore. Bush ebbe la meglio grazie alla controversa vittoria in Florida per una manciata di voti (poco più di 500): ad agevolarne il successo fu la presenza tra i candidati di Ralph Nader (Green Party) il cui elettorato era costituito in buona parte da elettori tradizionalmente democratici. Nader con i suoi 97mila voti, “rubò” quindi preferenze determinanti a Gore sancendone la sconfitta (analogamente nel New Hampshire il numero di voti ottenuti dal Green Party fu abbondantemente superiore allo scarto tra Bush e Gore).

I terzi partiti non hanno mai raggiunto in termini elettorali a livello federale risultati significativi, tuttavia ricevendo un buon seguito soprattutto in ambito locale, la loro importanza non è trascurabile. La sensibilità e la perseveranza nei confronti di determinati argomenti ha fatto in modo che spesso alcune loro politiche venissero assimilate e portate poi avanti dai due maggiori partiti.

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