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Scritto da nel Numero 95 - 1 Dicembre 2012, Viaggi | 0 commenti

Ushuaia

Da due settimane la Cruz del Sur è la mia casa da altrettanto tempo il tragitto scuola/supermercato è la mia routine.
La facciata arancione dell'ostello, vista per la prima volta su un sito internet e così estranea da principio è ora un colorato punto di riferimento del mio girovagare senza meta.

Domani di prima mattina mi caricherò di nuovo sulle spalle la mochilla e partirò alla volta del Chile: Puerto Natales è la destinazione.
E già gli occhi pizzicano, dopo aver abbracciato la mia insegnante che, con voce rotta dalla commozione mi ha pregata di restare in contatto e di rivolgermi a lei ovunque mi trovi in difficoltà in Argentina.
Perché qui la gente è così. Ti apre le braccia e il cuore con una sincerità che da tempo faticavo a trovare.

Come molti di voi hanno notato, questo mio viaggio ha un sapore diverso da tutti gli altri.
L'ho cominciato quasi sforzandomi e ora, il pensiero che possa essere per sempre comincia a sembrarmi non così impossibile.
Non so perché l'Argentina mi sia entrata nel cuore con una rapidità e con una naturalezza così grandi.
Forse per la sua profonda somiglianza con ciò che di bello c'è in Italia, ma con in più un calore ed un colore più vivo e più vero, forse perché i trent'anni mi hanno portato a tirare un po' le somme e a considerare un'alternativa differente alla vita che ho costruito, forse solo perché questo potrebbe semplicemente essere il posto giusto.
Ma benché mi abbiano offerto un lavoro nell'ostello dove vivo, il mio desiderio di mettermi in cammino mi porta a posticipare la decisione.

Qui a Usuhaia è normale la gente venga a cercare fortuna. Perché qui è il Sud ad essere ricco. A quanto pare il benessere della società decresce con l'avvicinarsi all'equatore.
Per alcuni giorni ho condiviso la stanza con i subitaneamente ribattezzati tre caballeros venuti dal Nord e già impiegati dopo solo 24 ore in una ditta locale.
In vista a un amico, alloggiato nella vecchia sede della Croce del Sud, a pochi cuadras da qui, ho scoperto da una ragazza che gli stipendi che pagano a una cassiera di supermercato sono cinque volte superiori che a Buenos Aires. E nonostante chiari sovrapprezzi legati a questioni logistiche su frutta e verdura, il resto più o meno pare costare uguale (a differenza di quello che vi scrissi nella mail precedente) eccezzion fatta per gli affitti che sfiorano le stelle, qui così nitide e brillanti.

Dall'ultima volta nessun avvenimento particolare è accaduto, se non una meravigliosa quotidianità passata a studiare sui tavoli curvi di una delle sale comuni, a chiacchierare con i gestori, giocare con il cane, raggiungere una spiaggia nascosta dietro una collina e tornare indietro in autostop, cercando di spiegare a Luciana, bimba di 5 anni dagli occhi grandi e scuri e figlia della gentile coppia che mi ha dato un passaggio che parlo strano perché sono Italiana e non perché sono ritardata.
Qui viaggiare così sembra facile come respirare, ma non mi azzarderò a farlo sola. In un paio di settimane ho un appuntamento in Chile con Alex, un ragazzo che ora lavora qui e col quale si progetta di raggiungere la Bolivia haciendo dedo: il suo essere uomo e argentino madrelingua sono garanzie sufficienti di sicurezza, ma come sempre, del diman non v'è certezza.
Più che fatti, sembra accadermi vita.
Ed è così che un pomeriggio a passeggio per visitare tutto ciò che di gratis in città, cimitero compreso e una birra su una panchina di fronte al canale mi vedono ridere come non mi capitava da tanto alle battute di Emanuel, originario di Bahiha Blanca ed emigrato in Israele per studiare Animazione, incontrato durante l'escursione dei pinguini e salutato, come spesso in queste situazioni accade, nell'arco di quarantotto ore..perché qui chi viaggia ha sempre un piede sulla porta, ma fortunatamente ciò non inficia la qualità del tempo che si rimane sull'uscio insieme.

Non ho fatto molte foto, perché laddove si vive non se ne sente il bisogno. comunque a breve le posterò.
Per parafrasare una canzone dei REM, questa sembra poter essere la fine del mondo come lo conosco, ma io mi sento bene!

Il mio pensiero vi è vicino più di quanto non sappiate.
hasta luego.

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