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Scritto da nel Numero 131 - 1 Luglio 2016, Tempo e spazio liberi | 3 commenti

Capraunica, l’isola felice di montagna

Capraunica, l’isola felice di montagna

Salire su un’isola a mille metri di quota è il primo passo che il progetto di Capraunica propone a chi abbia voglia di guardare il mondo con occhi diversi. Nella Borgata Ruora del Comune di Caprauna, nella val Pennavaire sul versante ligure della provincia di Cuneo, gli occhi normali non servono più: i ritmi rallentano e il mare di Albenga vola dietro le montagne, mentre nei viottoli racchiusi tra questa manciata di case, molte delle quali abbandonate durante il secolo scorso, si apre una porta sulla nuova frontiera dell’urbanesimo, in grado di connettere in un nuovo umanesimo la vita umana dei secoli scorsi e dei prossimi, in armonia tra natura e tecnologia, antico e moderno, uomini e animali.

La chiave per aprire questa dimensione è la creatività di Luca, indefesso lavoratore e instancabile creatore di opportunità e spazi, che dopo aver capito che un ponte radio sarebbe stato più che sufficiente a connetterlo con tutto il mondo e a rendere Milano superflua per il proprio lavoro vi si è potuto trasferire con i suoi affetti più cari: la compagna Vittoria, Sally maiale vietnamita, Diana cane quindicenne. Un’arca di Noè aperta a chiunque voglia salire a bordo dell’isola per salpare verso un futuro in grado di riprodursi e riportare la vita quassù e di cui i prossimi abitanti saranno senza dubbio una coppia di capre.

Il recupero di un borgo di montagna è un’esperienza umanamente unica, consente di trascorrere il proprio tempo in mezzo alla natura, costruire una vita a chilometro zero, misurare la fatica di realizzare i terrazzamenti zolla dopo zolla, ricostruire i tetti, immaginare come combinare le strutture in pietra delle case con le normative sulla sicurezza e il proprio budget. Qui in mezzo alla terra da dissodare e ai ruderi da sistemare si può toccare con mano la grande opportunità strategica che il recupero dei borghi del nostro Appennino può significare per il presente e il futuro dell’abitare.

Il ripopolamento avverrà a piccoli passi: dai primi turisti che si avvicineranno all’isola e troveranno le camere su Airbnb, ai volontari che trascorreranno qui un’esperienza di lavoro e di vita collegandosi tramite il sito workaway.info, ai coworker che verranno qui a vivere e lavorare. Il circolo virtuoso genera bisogni di base, muove risorse economiche, sollecita la creazione di lavoro cosicché qualche altro proprietario di case ereditate dai nonni vorrà risistemare la propria, attrarrà persone agli eventi che l’organizzazione di questo albergo sparso ha in mente e metterà in programma (dal compleanno di Sally il 2 Luglio, al Festival della Felicità, alle rassegne cinematografiche) fino a giungere alla richiesta di istituire l’Assessorato alla Felicità per partorire da questa libera iniziativa una forte connessione di scambio con il tessuto istituzionale del Comune e le politiche pubbliche.

E’ il tema della felicità il filo conduttore di questa esperienza. I nuovi abitanti della borgata sono in effetti veri e propri pionieri alla ricerca della felicità, tematica eterna che in qualche modo rimanda a quella ricerca della felicità che l’esperienza americana pone alla base dei diritti umani, dell’abbattimento degli antichi regimi e della scoperta della nuova frontiera e che grazie alle attente ricerche di Luca ha coinvolto L’Arengo in questa appassionante esperienza (http://whatishappiness.org/index.php/component/k2/item/27-il-diritto-alla-felicit%C3%A0.html?Itemid=136). Dopo averla cercata in lungo e in largo nel viaggio che si ripercorre comodamente da casa su http://whatishappiness.org/ nel tentativo di rispondere alla domanda “Che cos’è la felicità?”, in questo ameno borgo a 1000 metri sul livello del mare si prova l’esperienza di realizzarla con le proprie mani giorno dopo giorno.

Chiunque è il benvenuto per una visita, un saluto, magari in mezzo ad una vacanza sul Mar Ligure, e chissà che qualcuno non rintracci proprio qui, dietro una porta di sasso, una fontana o un covone di fieno, la porticina che conduce verso la propria felicità.

Trovate tutte le informazioni sul sito www.capraunica.org , www.facebook.com/Capraunica

3 Commenti

  1. Ciao buon lavoro e tanta fortuna
    Una volta riuscirò a venire a trovarvi

  2. Luogo di pace e di serenità, cibo semplice ma ottimo e profumato. Complimenti ragazzi ritornerò a trovarvi.

  3. sono molto incuriosita…ditemi tutto cio’che fate in questo luogo. grazie a presto

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