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Munster, Pasqua 1534

La folla inorridita si aprì mostrando una freccia conficcata sul portone di Palazzo d'Accursio, la quale teneva un sacchetto sanguinolento. Probabilmente uno scherzo dei politici, che avevano approfittato della confusione causata dalla fila per la raccolta delle firme per avvicinarsi alle mura.

Conteneva i testicoli di Jan Matthys. Beppe proruppe: “Portate Divara! La mia sposa destinata.”

Scusate, ma sarà che in piazza campeggiavano bandiere con V rosse su sfondo nero, che Grillo sta diventando a tutti gli effetti (nel bene e nel male) un profeta pazzo, che tutti erano diventati pazzi facendo strani gesti e urlando improperi ai quattro venti o più semplicemente che la lettura di Q mi ha dato alla testa, ma l'altro pomeriggio, in piazza maggiore, ho avuto come il timore di trovarmi in piazza del municipio a Munster, durante la rivolta Anabattista.

E guardavo con un certo timore anche i bambini…[1]

Mi trovavo in Piazza Maggiore mosso sia da curiosità sia dall'esigenza di portare a termine la prima operazione di marketing dell'arengo, fatto sta che sono stato testimone di un evento.

Col tempo (nemmeno fossi così vecchio…) ho imparato a non prestar fede ne ai numeri della questura (50.000), come sempre ridicoli, ne a quelli degli organizzatori (200.000 persone, come dire che più della metà dei bolognesi fosse in piazza). Ho una mia unità di misura: tanti.

Un evento, in quanto per la prima volta una piazza veniva riempita utilizzando un solo, alternativo, mezzo di comunicazione: internet.

Va riconosciuto a Grillo che ha riunito sul palco diverse personalità del mondo della comunicazione, da Travaglio alla Guzzanti; ha dato la parola a Docenti più o meno interessanti; ha dato voce alla famiglia Aldrovandi, famiglia che chiede giustizia per un fatto scuro capitato in quel di Ferrara.

Inoltre il nuovo Jan di Leida ha avuto il merito di dare voce ad una controinformazione partita dal basso, di farsi portavoce del sentimento più diffuso in Italia nei confronti della classe politica: l'esasperazione.

E come dargli torto, se il giorno dopo il V Day il ministro della giustizia utilizza l'air bus “presidenziale” per andare a vedere il gran premio d'Italia in compagnia del figlio.

Clemente Clemente, questi sono disimpegni sbagliati davanti al portiere. Un politico come te dovrebbe sapere che in momenti come questi un po' di melina è la tattica migliore: perdi tempo sperando che questa iniziativa si sgonfi, come è successo d'altronde ad altre iniziative più o meno lodevoli. O vi siete già dimenticati di Nanni e dei girotondi.

Mi sorge spontaneo un sorriso mentre lo scrivo, ma Grillo mentre urla come un esagitato, mandando a fare la dove non batte il sole tutti quanti, ha riportato la “questione morale” al centro dell'attenzione.

Sinceramente io però continuo a preferire il Grillo comico, quello che racconta di incontri e telefonate ai limiti della realtà con Prodi, Damiano, Bertinotti e Sgarbi, al Grillo profeta.

Ma questa è un'opinione personale.

La mia vera critica è il non aver lasciato il diritto di firmare singolarmente le tre proposte.

Senza entrare nel merito se Grillo sia qualunquista o il nuovo messia, perché sono un po' stanco di questa abitudine, o meglio necessità tutta italiana di dividersi in Guelfi e Ghibellini, gli va riconosciuto che due delle sue proposte sono semplicemente proposte da paese democratico, degno di quella civiltà occidentale che tanto ci adoperiamo per esportarla in tutto il mondo.

Ma limitare a due legislature la possibilità di fare politica ad un qualsiasi individuo è una forzatura.

Se io reputo il signor Mario Rossi, una persona onesta, competente e preparata, non voglio che venga sostituito dal signor Antonio Bianchi.

Nel momento in cui si avesse la possibilità di votare la persona oltre che la lista politica, perderebbe di significato il turn over forzato, togliendo libertà di scelta all'elettore e libertà di agire per il proprio paese al candidato in questione.

Nel momento in cui mi sorgesse il dubbio che il signor Mario Rossi fosse corrotto ancor prima di essere incriminato (una delle altre leggi), o non fosse più competente, affinché non si sieda più in parlamento, mi basterebbe levargli il voto.


[1] Libero adattamento da Q, Einaudi Tempo Libero Edizioni, Luther Blisset.
Nel 1534 a Munster, Germania, vi fu una rivolta anabattista capeggiata da personaggi piuttosto curiosi, tra cui i “profeti” Jan Matthys e Jan di Leida, ex “protettore”.

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