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Scritto da nel Internazionale, Numero 25 - 1 Ottobre 2007 | 0 commenti

NATO vs UE

Quella della Nato e dell'Unione Europea è una vita parallela: nata la prima nel 1949 per difendere l'Occidente dalla minaccia comunista, la seconda (come CEE) nel 1957 per unire gli Stati del Vecchio Continente sotto un'unica bandiera. Insieme hanno conosciuto momenti di crisi, nuovi membri, e si sono dovute adattare agli eventi della storia. Si potrebbe paragonare il Patto Atlantico ad una strada liscia e asfaltata e l'Unione ad un sentiero sterrato che migliora via via. I due tragitti procedono l'uno accanto all'altro: salite, discese, curve, qualche volte avvicinandosi e altre volte allontanandosi; ma cosa è successo quando le due strade si sono intersecate e addirittura sovrapposte? Ovvero, come si conciliano le ambizioni globali della Nato con la politica estera dell'Europa unita?

Pare evidente che, non essendo tutti i Paesi dell'Unione membri del Patto (e viceversa), vi sia una generale riluttanza ad instaurare rapporti stretti tra le due istituzioni. Tutto nasce dai più che leciti dubbi sulla funzione della Nato in seguito alla caduta dei regimi comunisti in Europa dell'Est. Le missioni Nato infatti non avvengono più solo in ambito europeo, bensì a livello globale (si pensi all'Iraq, Afghanistan, Darfur) tanto che è ormai fuori luogo parlare di operazioni fuori area. Ma ciò porta ad un problema di competenze in ambito extraeuropeo: quando dovrebbe intervenire la Nato in Medio Oriente o in Africa? E quando l'UE? E soprattutto: perché?

Le ambizioni della Nato a livello globale sono più che evidenti: si pensi ai progetti di partnership (Vertice di Riga del 2006) con Nuova Zelanda, Australia, Giappone, Sud Corea, paesi non europei e soprattutto fuori area atlantica.

I problemi che rendono burrascose le relazioni tra Nato e UE sono tanti, ma riconducibili essenzialmente a due questioni:

1 – il Patto Atlantico sta rischiando di perdere la sua originaria “natura militare” mettendosi di fatto in concorrenza con istituzioni quali le Nazioni Unite, con l'obiettivo di dare vita ad un'alleanza globale, estendendo la propria sfera di competenza su nuovi settori (soccorso civile, sicurezza interna, energia, …);
2 – la partnership viene usata come strumento per interferire nella politica interna europea.

…questioni che in più punti collimano. Basta ricordare come ebbe inizio la guerra in Iraq: gli Stati Uniti che, infischiandosene dell'ONU, chiamarono a rapporto gli alleati atlantici nella folle avventura; qualcuno rispose positivamente, altri rifiutarono. George W. Bush divise l'Europa in due: la Nuova Europa dalla Vecchia. Non a caso nella Nuova sedevano tutti i nuovi membri del Patto (più qualche vecchio esibizionista), a cominciare dalla rampante Polonia.

Analogie con la guerra in Kosovo: i membri dell'Unione si stavano ancora interrogando sul da farsi, persi nell'oblio, quando l'allora Presidente Bill Clinton ordinò l'attacco coinvolgendo gli alleati atlantici.

Dalla caduta del Muro è cominciata la corsa alla conquista dell'Est: è sempre arrivata prima la Nato (Tab.1). Entrare nel Patto Atlantico significa avere protezione e finanziamenti, militari ma non solo. Bizzarro ma emblematico è il caso dell'Islanda che entrò a farvi parte pur non avendo una forza militare e aderendo a condizione di non partecipare ad eventuali guerre. L'attenzione si sposta ora nei Balcani[1]: Croazia, Albania e Macedonia[2] sono già membri del piano d'azione per l'adesione (Nato MAP – Membership Action Plan); Bosnia, Serbia e Montenegro aderiscono al programma di partenariato per la pace[3] dell'Alleanza.

NATO

UE

Bulgaria

mar-04

gen-07

Estonia

mar-04

mag-04

Lettonia

mar-04

mag-04

Lituania

mar-04

mag-04

Romania

mar-04

gen-07

Slovacchia

mar-04

mag-04

Slovenia

mar-04

mag-04

Polonia

mar-99

mag-04

Rep. Ceca

mar-99

mag-04

Ungheria

mar-99

mag-04

Tab.1: date di ingresso dei Paesi dell'Est nella Nato e nell'UE

Ma non esistono solo attriti, il dualismo ha portato ad una proficua collaborazione. Un esempio è l'accordo Berlin Plus del 2002 che consente all'UE di utilizzare risorse e mezzi del Patto nelle proprie missioni, ma che non nasconde delle ombre: l'accordo nasce per volontà degli USA che ritengono che l'Unione debba astenersi dallo sviluppare strumenti e risorse già disponibili a livello Nato. In poche parole: è la Nato che assicura le difese all'Europa.

La mission della partnership è: “NATO and the European Union are working together to prevent and resolve crises and armed conflicts in Europe and beyond”[4]. Collaborazione e buoni propositi tanti, sinergia ancora poca. Poca chiarezza tra e soprattutto all'interno delle istituzioni: così come i membri dell'Unione faticano ad avere una visione strategica comune su molte questioni, lo stesso vale per i membri Nato.

Ma il futuro dell'Alleanza Atlantica sembra proprio essere nelle mani della Vecchia Europa: il Presidente francese Sarkozy ripropone l'ingresso del proprio paese nel comando militare della Nato[5] con un ruolo da protagonista: “Parigi rientrerà nel comando integrato della Nato se gli Stati Uniti accetteranno una vera difesa europea e se alla Francia verranno dati ruoli importanti nella struttura di comando”[6].

L'aspirazione dell'Unione Europea di sviluppare una propria ed autonoma capacità strategico-militare si scontra però con i problemi di bilancio e le immancabili divergenze tra i suoi membri. Comunque, dal momento che è la Nato ad avere in mano la difesa europea, è opportuno che l'Europa abbia in mano la Nato.


[1] Si consiglia: D. De Maria, “Il Futuro dell'Europa passa per il Kosovo”, n.20-01lug2007, L'Arengo del Viaggiatore Numero20/EuropaKosovo_DDM

[2] Riconosciuta a livello internazionale col nome di Repubblica ex jugoslava di Macedonia.

[3]

[4]

[5] Nel 1966 Charles de Gaulle decise di rimuovere la Francia dal Comando al fine di accelerare il proprio programma di difesa nucleare.

[6] Adnkronos, 24/09/2007: http://www.adnkronos.com

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