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Scritto da nel Letteratura e Filosofia, Numero 39 - 16 Maggio 2008 | 0 commenti

La Spagna di Reverte

C’è uno scrittore spagnolo che negli ultimi anni ha riscosso un notevole successo, nella sua terra come nel mondo. Si chiama Arturo Perez-Reverte. Ex–Giornalista, svolse per molto tempo il mestiere di reporter di guerra per vari giornali, radio e televisioni. Fu testimone per oltre vent’anni dei più sanguinosi conflitti che colpirono tutte le parti del globo. La sua attività di romanziere ebbe inizio quasi in concomitanza con la fine della sua carriera giornalistica.

La peculiarità di Reverte sta nella sua versatilità: viaggiatore, bibliofilo e studioso della tradizione eroica ispanica, ma anche esperto in fatti di cronaca e in politica internazionale. Dalla sua penna sono nate opere in stile de “Il nome della rosa” di Umberto Eco, romanzi storici, thriller. Scritto così sembra che possa essere uno di quegli scrittori che scrive di tutto e niente, ma Perez-Reverte non è così. Una volta scelto l’ambito entro la quale si svolgerà la sua storia, ci si installa dentro indagandone anche gli aspetti più insignificanti e i lati oscuri. Con il risultato di introdurre il lettore in un mondo nuovo e inaspettatamente sconosciuto.

Leggendo La tavola fiamminga si ha l’impressione, di toccare la tela del quadro attraverso le mani della restauratrice (la protagonista della storia), di sentirne l’odore secolare, vedere i colori sbiaditi dal tempo, lavorarci su, restituendogli un po’ dell’antico splendore. Si guarda alle opere d’arte con un altro occhio. Ne Il pittore di battaglie riusciamo a vedere le immagini dal punto di vista di un fotografo, attraverso la luce del momento, la chiusura e l’apertura di un obiettivo, la velocità di uno scatto. Partecipiamo al senso di colpa, negato, del fotografo che ruba un attimo di vita, o di morte al soggetto fotografato.

Il romanzo che ha maggiormente contribuito a renderlo celebre è senza dubbio Il club Dumas. La storia si svolge nel mondo del commercio di libri. Il protagonista, Lucas Corso, è un detective privato specializzato nella ricerca di libri rari. Viene ingaggiato per verificare l’originalità del manoscritto di uno dei capitoli de I tre moschettieri di Dumas. Questa ricerca si incrocia con un'altra, riguardante il ritrovamento di uno degli unici tre esemplari esistenti de Le nove porte del regno delle Ombre, un’opera stampata nel XVI secolo dal tipografo Aristide Torchia. Condannato dalla Santa Inquisizione come eretico, venne fatto bruciare sul rogo, insieme con tutte le copie del libro. Si salvarono dal rogo solamente tre esemplari, che Corso viene incaricato di rintracciare, a qualsiasi prezzo. Il seguito della storia rivelerà un enigmatico e potente Club Dumas, che farà di tutto per ostacolare Corso nelle sue ricerche. Da questo libro Roman Polanski nel 1997 si ispirò liberamente per il film La nona porta, con Johnny Depp come protagonista. L’adattamento cinematografico è diverso, in quanto sono stati tolti tutti i riferimenti al club Dumas, ma il film riesce comunque a ricalcare l’atmosfera tipica del libro.

Accanto a questa produzione di thriller, Reverte ha rivolto la sua attenzione al genere del romanzo storico, indagando la Spagna durante il XVI secolo: gli anni immediatamente successivi alla Reconquista, gli anni dell’impero. Anni in cui l’impero spagnolo e quello Ottomano, le due superpotenze del momento, si contendevano il dominio sul Mediterraneo a colpi di razzie e battaglie navali. Storie di cavalieri, marinai, armi ed eroi. In questo contesto è nato “il Personaggio” di Reverte. Come Simenon aveva il suo Maigret, e Camilleri ha il suo Montalbano, così Reverte ha trovato il suo “capitan Alatriste”.

Continua al prossimo numero…

 

 

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