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Scritto da nel Internazionale, Numero 67 - 1 Marzo 2010 | 0 commenti

L'Olanda offre celle, il Belgio risponde

Il problema del sovraffollamento delle carceri non riguarda solo l'Italia ma avvilisce gran parte d'Europa: in particolare Francia, Inghilterra, Belgio e Spagna vedono un crescente sovrappopolamento ben oltre i limiti consentiti, con un tasso d'occupazione dello spazio carcerario che supera in media abbondantemente il 100% (Italia 146%, Francia 118%, Inghilterra e Galles 111%, Belgio 118%, Spagna 136% 1).

Clamorosa eccezione è rappresentata dai Paesi Bassi, dove il calo della densità di popolazione carceraria, tra le più basse d'Europa (76% 2), è stato reso possibile negli ultimi anni grazie al dilagare di pene alternative; ciò ha però portato a un'inefficiente eccedenza di celle, condizione non più sostenibile per il Governo olandese, tanto da minacciare la chiusura di alcune carceri e il licenziamento di centinaia di secondini. All'opposto, in Belgio, un largo uso della detenzione provvisoria ha reso le carceri strabordanti di detenuti.

Le due esigenze sono quindi andate a incontrarsi: Bruxelles non si è lasciata scappare la disponibilità olandese inseguendo un accordo con le autorità de L'Aja per l'invio, per il momento, di almeno 500 detenuti nella prigione di Tilburg, attraverso il pagamento di un canone annuo di 30 milioni di euro che comprende vitto, alloggio e sorveglianza. Le oltre 4000 celle olandesi libere, nuove ed efficienti, con sorveglianza video individuale, offrono alti standard di sicurezza. Situazione quindi ottimale, ben diversa da quella di altri paesi europei: l'immediata conseguenza del sovraffollamento è un abbassamento della qualità ambientale, con ripercussioni sullo stile di vita e dignità dei detenuti – in favore della garanzia di sicurezza – con conseguenti casi di violenza tra prigionieri, stress tra il personale, fino a casi di suicidio.


L'accordo tra i due paesi, ancora in fase di definizione, potrebbe dare il via a una nuova era nell'ambito della detenzione, generando un fenomeno di delocalizzazione dei servizi carcerari lì dove è più conveniente, generando un vero e proprio business che potrebbe anche coinvolgere soggetti privati, alleggerendo, forse, gli oneri per gli stati.

Il caso olandese dovrebbe però insegnare che la sostenibilità carceraria non va ricercata esclusivamente attraverso la disponibilità di nuove celle, bensì attraverso l'adozione di pene alternative, considerando la pura detenzione come extrema ratio. Non a caso il CPT, organo del Consiglio d'Europa, da molti anni sconsiglia la costruzione di nuove strutture carcerarie in favore di una più utile ed efficace riforma della normativa penale e delle sue attuazioni.

1 International Centre for Prison Studies
2 ibidem

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