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Scritto da nel Letteratura e Filosofia, Numero 67 - 1 Marzo 2010 | 0 commenti

Ristretti.it – cultura e informazione dal carcere




Il rosso, il blu, colori sgargianti e interfaccia da fumetto.

Ristretti, sito di cultura e informazione dal carcere(www.ristretti.it), dà a primo impatto un'immagine di ordine e confidenzialità, di una familiarità lontana dai luoghi comuni che si spendono su una realtà sociale viva, che si rinnova e si mostra.

Il carcere raccontato da chi lo vive, un mondo ricco di problematiche e particolari finalmente si rivolge all'esterno con una faccia meno fosca e più vera.

Nella parte centrale della home page, sono presenti le tematiche principali della vita carceraria, che variano dalla scuola e il lavoro, alla violenza, la tossicodipendenza, il territorio e la salute.

Si parla di uomini, donne, stranieri senza scontati moralismi, ma con l'ironia dei disegni e la chiarezza del realismo di chi vuole dire la sua.

Sono molte le iniziative sociali e scientifiche proposte dal sito: sono presenti tesi, ricerche, aree di studio e testimonianze per avere una finestra privilegiata su questo mondo semisconosciuto, corredati da seminari e mostre, mentre per i detenuti sono presenti indirizzi utili, guide e glossari per essere aiutati nel loro percorso di recupero in modo pratico e attivo.

Da segnalare le pagine salvagente, che segnalano indirizzi utili contro l'emarginazione sociale e strutture dove rivolgersi per trovare informazioni e servizi. Un'importante denuncia è quella del dossier morire di carcere, dove sono presenti statistiche sulle morti dentro le carceri italiani corredate da analisi e inchieste, per una sintesi tra i dati induttivi e l'esperienza di chi vive sulla propria pelle questa realtà.

Oltre al sito, è presente anche un'iniziativa editoriale, Ristretti orizzonti. Il significato del titolo è spiegato dagli autori: “A chi sta in carcere il termine è tristemente noto. Per chi sta fuori serve invece una spiegazione: ristretto, nel linguaggio burocratico carcerario, significa “detenuto”. Abbiamo scelto di chiamare così il giornale perché è certo che “dentro” si sta davvero stretti, ma in queste “ristrettezze” fisiche e spirituali vogliamo cercare di parlare mantenendo più viva che mai l'ironia.

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