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Scritto da nel Internazionale, Numero 69 - 1 Maggio 2010 | 1 commento

L'Italia: un paese in via di imbarbarimento

Se Henry Truman ha introdotto il concetto di Paese in via di sviluppo (PVS), Libération, il quotidiano della gauche francese, ha coniato quello di Paese in via d'imbarbarimento (PVI?).
E dalla riflessione sullo stato civile, morale e culturale di quale Paese nasce questa definizione? L'Italia.
Di questi tempi scrivere o parlare male del nostro Paese è un po' come sparare sulla Croce Rossa, ma la stampa straniera non perde occasione per bacchettarci.

L'articolo in questione titola “L'Italie de Berlusconi, un pays en voie de barbarisation1 ed è uscito nell'edizione del 10 febbraio 2010, prima delle Regionali, dello strappo di Fini e dei fatti di Adro. A noi italiani che a certe barbarie ci siamo, ahimè, abituati o rassegnati da ormai troppo tempo, questo pezzo a firma di Robert Maggiori non svela grandi arcani. Conosciamo bene Monsieur Borghezio e i suoi spray per disinfettare i sedili dei treni. Sappiamo che in Italia c'è una terza Camera del Parlamento che va in onda tre sere a settimana su Rai Uno, di cui il Gran Ciambellano di Corte è un tale Bruno Vespa. Abbiamo intuito che al nostro Presidente del Consiglio piacciono le donne e un po' meno i magistrati e che le leggi prêt à porter che si fa cucire addosso servono per non farsi processare.

Secondo il giornalista, l'Italia è un Paese provinciale il cui declino colpisce indistintamente la cultura, la scuola, la scienza e la tecnica. La televisione è Anni Ottanta, basata sui talk show e la presenza di donne semi-nude. I programmi d'approfondimento sono pochi e gli intellettuali raramente sono invitati. Il Governo fa poco per i paesi poveri: siamo gli ultimi in Europa per gli aiuti allo sviluppo. A livello informatico le cose non vanno meglio. Per connettersi a Internet in un luogo pubblico bisogna presentare un documento d'identità e i fondi per la diffusione della banda larga sono bloccati dal 2008.
Ma è a livello sociale che la regressione dell'Italia risulta più evidente. Secondo Maggiori la causa principale dell'imbarbarimento del nostro Paese è la “leghizzazione” della società. Per descrivere il clima d'intolleranza che si respira in Italia, il giornalista cita lo “sfogo” di un lettore sul quotidiano La Padania. “Quando ci liberete dai negri, dalle puttane, dai ladri extracomunitari, dai violentatori color nocciola e dagli zingari che infestano le nostre case, le nostre spiagge, le nostre vite, i nostri spiriti? Buttateli fuori, questi maledetti”. Seguono altri esempi di exploit leghisti: le ronde, la proposta di vagoni dei treni e di autobus separati per italiani ed extracomunitari, le quote di stranieri nelle classi, le dichiarazioni contro rom e musulmani…

Maggiori si chiede infine come mai questa deriva xenofoba del nostro Paese susciti così poco clamore in Europa. La risposta è laconica: l'Italia la si guarda da lontano e dall'alto, la si ama per la sua cucina, l'arte e i suoi paesaggi ma non la si prende mai sul serio, né nel bene, né nel male.
Purtroppo anche molti italiani la vedono così, o semplicemente si disinteressano a quello che ci sta succedendo…

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http://www.liberation.fr/monde/0101618349-l-italie-de-berlusconi-un-pays-en-voie-de-barbarisation

1 Commento

  1. Buon giorno si è proprio così l Italia
    E un posto bello ma inutile un posto
    Che non viene più preso in considerazione
    da nessuno !!!!
    Ma è giusto che sia così l Italia è un posto Di miserabili ladri di danaro, presente E futuro! Abbandonatelo!!!
    Un ex italiano .

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