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Scritto da nel Numero 77 - 1 Marzo 2011, Radio Arengo | 0 commenti

26 Marzo 2011 – 150 anni di Italia



http://www.larengodelviaggiatore.info/RadioArengo/20110326/radioarengo-2011-03-26.mp3

“Buongiorno a tutti e benvenuti alla prima puntata di RadioArengo” Queste secondo la leggenda sono le prime parole che il Direttore Responsabile, dopo aver capito di essere in onda, ha espresso dentro il microfono alle 12 di sabato 26 Marzo, nel bar della Ca Rossa di viale Felsina, al Fossolo, Bologna.
Pare non esistano tracce audio e che gli unici ricordi siano quelli di quei 18 utenti da casa e dei 4 in sede.


Ma per ricapitolare la nascita, partiamo dal concepimento.
Un gruppo di fuoriusciti da Punto Radio ha in mente di dare vita a un progetto radiofonico, tra questi il Monte, amico di Michi, il quale aveva sentito che nei deliri del Dir Resp stava trovando sempre maggior spazio quello della radio: un embed nell’arengo del sito spreaker.com, dove trasmettere non si sa bene che cosa, ma soprattutto per quanto tempo al giorno, da chi e soprattutto perchè. Mentre la Redazione si arrovellava su cosa stesse bollendo nelle suddette direzionali cervella, l’intervento provvidenziale dell’Amministratore Delegato (per vocazione e ingegno) Michele Bonafè ha ricondotto il problema ad una dimensione reale e sensata. E’ il regista Simone Barbuti la persona che il Dir Resp incontra e con il quale stabilisci i primi contorni del progetto, quella Radio Arengo che in un primo momento non si è neppure posta il problema del nome. Il secondo incontro di perfezionamento slitterà fino al momento della diretta.
E’ Ciacco, il grande Cantiniere al secolo Andrea Rubbi, l’uomo chiave che facendosi carico della responsabilità della trasmissione col Dir consente a quest’ultimo di sciogliere la riserva e dare il via alla realizzazione della prima precaria scaletta.


Il tema prescelto è l’Unità d’Italia, sono previste tre telefonate, e il Dir Resp conta su un buon contorno musicale per portare a casa il risultato. La sera prima al locale di via Mascarella il dimissionario Cap Red Stefano Clò e il Coord Lett Fil Angelo Valenza ricordano al Dir che la sua trasmissione sarà di una noia mortale. A questo si aggiunge il baldanzoso Cantiniere, che forte della sua radiofonica voce appena espressa da ospite di Radio Città del Capo, si disinteressa completamente del tema oggetto di discussione, schernendo via skype i tentativi del Dir di ricondurlo alla ragione, e si presenta bello come il sole il sabato mattina alle 11 alla Ca rossa, per sorseggiare il tè che consentirà alle sue corde vocali i migliori risultati.
Pronti via.
Prima di un minuto i nostri due mandano in onda il primo ‘stacchetto’ musicale, respinto in pochi secondo al mittente: dovete parlare, la trasmissione è parlata, altrimenti non ha senso. Il Dir parte espondendo una parola dopo l’altra la sua onniscienza costruita dagli studi dei giorni precedenti, pone le prime domande agli ascoltatori e comincia così Radio Arengo, che come tutti i lunghi discorsi parte con una piccola parola. Durante la prima canzone, la telefonata al primo ospite parla chiaro: Alberto risponde che i problemi sopraggiunti sono inesorabili, la Moka gli fa il tè, e declina; il SuperConsulente non risponde e inoltra un messaggio “Sono in trattativa con gli Alieni per una riforma intergalattica dell’Economia, non possiamo sentirci”. La canzone scorre inesorabile verso la fine.
Il Dir si inventa una chiamata quando ormai Ciacco è one man show, i bergamaschi delle valli hanno la camicia rossa e sono pronti a fare l’Italia. E finalmente capiamo la differenza tra ‘conduttore’ e ‘ospite’. La buona stella sorride a Radio Arengo, e grazie alla risposta di Cesare, il secondo Simone della nostra piccola storia diventa il primo ospite telefonico. Il duetto dilaga in qua e in là sui valori risorgimentali, la cooperazione e il lavoro spostando la palla oltre le 12.20.
L’ospite principale Luca Alessandrini è atteso per le 12.40, ma l’inattesa piega degli eventi porta a contattarlo alle 12.30. E qui c’è la prima svolta positiva: puntualissimo, il Direttore dell’Istituto Parri arresta l’auto sulla quale stava viaggiando, imbraccia il telefono e accompagna gli ascoltatori a spasso nell’Ottocento, mentre il Dir fa domande da buon viaggiatore in trasferta, e il cronometro supera le 12.50.

Dopo l’ultima canzone, la salivazione azzerata non impedisce la trionfale marcia dei 5 minuti finali che sono per le conclusioni e i saluti, di questa prima puntata che alla fine è saltata fuori, “a cucci e spintoni”, e che consente ai nostri eroi di continuare l’avventura.

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