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Il Viaggio con gli Stivali – L’autore intervista il protagonista

L’autore intervista se stesso, finalmente qualcosa di nuovo nella narrativa di questi tempi.

Ciao Tobia, grazie per esserti dissociato. Avrai mica un gemello che legge alla velocità della luce quello che scrivi?

Grazie Tobia, questa domanda mi consente di partire dalla fine, da quella teoria delle stringhe che realizza progetti di geo-avvolgimento (roba di premi nobel alle scuole Elementari), che si dipana nel racconto e che – dopo diverse peripezie – si conclude con un finale a sorpresa. Però posso dirti che ho una sorella, già motociclista a tempo determinato, a cui voglio molto bene e che mi sta vicino anche da lontano (roba di borse da serbatoio e alta finanza).

Apperò, è un accorrete accorrete, un richiamo della foresta verso l’acquisto online, l’ordine in libreria, l’assalto all’autore fino all’esaurimento delle 100 copie che ha direttamente acquistato e può legalmente rivendere grazie al fatto che l’IVA è assolta dall’editore.

Certo però facciamo attenzione che l’ordine non è quello che imporrebbe di limitare la creatività del bambino premio Nobel che trascorre la vita alla velocità della luce e si ritrova nella sua cameretta ancora a 7 anni. Altrimenti si esaurirebbe già prima di partire la spinta propulsiva della nuova classe dirigente. Invece un ordine nuovo, la traslitterazione 2.0 della migliore eredità novecentesca che sboccia come un garofano il Primo Maggio, un sistema di interazioni dinamiche: allora sì. L’IVA assolta consente l’assalto.

Ci illustreresti brevemente pregi e difetti dell’opera?

L’aspetto che credo migliore è aver trasferito su carta un insieme di sensazioni che i primi lettori campione sembra riescano a percepire. Ho raccolto uno spaccato rappresentativo della mia vita, in maniera semplice e lineare, esemplificata in un viaggio che ha rappresentato per me un successo e una fonte di soddisfazione e gioia, senza scadere nel voyeurismo e fuggendo dai luoghi comuni. Sia in moto che nel libro che nella vita.
I limiti sono quelli di un’opera scritta nel tempo libero, che non riesce a raggiungere il vertice della letteratura mondiale. Per ora.

I limiti più evidenti sono quelli di un viaggio che si arresta di fronte alle frontiere.

Si arresta il viaggio ma non l’autore (ride ndr), e le vicissitudini con la polizia mostrano un viaggiatore consapevole, fiero dei propri diritti e ben risoluto a farli valere, alla faccia delle barriere umane, linguistiche, alla faccia delle divise e dell’arroganza. Un grande inno alla Libertà con la L maiuscola, che quando torna indietro dal Kazakstan lo fa a testa alta e se ne va al mare alla faccia di quei musi mongoli trovando nella piccola Russia addirittura il Mediterraneo.

Il prezzo di copertina è 13 euro. Hai fatto 13? Come mai non 14, in accordo con la nuova release del Totocalcio?

13 euro é frutto della mediazione tre il 14 proposto dall’Editore e il 12 dell’Autore. Un prezzo minore non valorizzerebbe la grandezza del racconto (175 pagine circa), un prezzo maggiore saprebbe di truffa, di libro che muore negli scaffali, o sotto le porte della libreria, utile solo a generare carta da riciclo. Possiamo dire di aver fatto 13?

Eh no caro Tobia, le domande qui le faccio io. Non puoi dissociarti al quadrato. A che target di lettura ritieni sia maggiormente rivolto il tuo racconto?

E’ un’ottima lettura da diporto, per impreziosire una serata in poltrona, a letto prima di dormire, per godere appieno di una rilassante seduta sul gabinetto o un prezioso regalo da lasciare sotto l’albero di Natale a chi desidera viaggiare anche con la fantasia.

Questi viaggiatori della fantasia a cui ti rivolgi spesso, dove possono rivolgersi per godere delle tue letterarie rivoluzioni (qualcosa in più di semplici rivolte)?

A me medesimo, come dicevamo, finché non avrò esaurito le 100 copie. Dopodiché lo si potrà ordinare in libreria o direttamente dal catalogo IBS.

Dicci ancora due parole per invogliare i lettori ad acquistare il libro e a regalarlo diffusamente il prossimo Natale.

Per espugnare l’Asia centrale occorrono i visti pagati in bollo, per fare benzina ci sono le carte di pagamento, condividere un’esperienza umana di un mese trasformando un viaggio in solitaria in un viaggio con migliaia di persone non ha prezzo.

I due si abbracciano e con un sorriso dai tratti un po’ mongoli si riassociano in un lampo.

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