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Scritto da nel Numero 170 – Primavera 2022, Scienza | 0 commenti

Capitale della fisica

Capitale della fisica

Lo scorso luglio Bologna ha ospitato la conferenza internazionale di fisica delle particelle, ICHEP 2022 (International Conference on High Energy Physics), che si è tenuta per la prima volta in Italia.

 L’ evento, giunto alla 41° edizione, è stato organizzato dalle sezioni di Bologna e Ferrara dell’ Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, in collaborazione con il Dipartimento di Fisica e Astronomia Augusto Righi dell’Università di Bologna e il Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Ferrara.

Alla conferenza hanno preso parte, sia in presenza che in collegamento, oltre mille scienziati. ICHEP però non è stato solo un incontro per addetti ai lavori, ma anche un’ occasione per coinvolgere il pubblico su un argomento considerato piuttosto astruso. Numerose le iniziative di divulgazione organizzate: visite virtuali dell’ acceleratore di particelle LHC di Ginevra, mostre, dibattiti e la serata in Piazza Maggiore condotta da Serena Dandini.

 Uno dei protagonisti della manifestazione è stato il bosone di Higgs, che ha festeggiato il decennale della sua scoperta. Nel 2012, proprio durante la XXXVI edizione di  ICHEP in corso a Melbourne in Australia, durante un collegamento con il CERN di Ginevra fu annunciata la scoperta della mitica particella.

Il bosone di Higgs rappresenta, almeno per il momento, la tappa più recente di un lungo cammino iniziato nel 1896 con la scoperta dell’ elettrone.

Predetta teoricamente nel 1964 dal fisico inglese Peter Higgs, questa particella rappresenta un tassello fondamentale per validare la teoria, chiamata Modello standard, che descrive i costituenti della materia, compresa quella di cui siamo fatti noi, e le loro interazioni.

A lungo inafferrabile, il bosone di Higgs aveva assunto un alone leggendario, come dimostra un curioso aneddoto editoriale.

Il fisico, premio Nobel, Leon Lederman è autore di un libro divulgativo che tratta del bosone di Higgs. Visto il carattere sfuggente della particella, come titolo del volume l’ autore aveva in mente The Goddamn Particle, ( La particella maledetta ), ma l’ editore decise di modificarlo in The God Particle ( La particella di Dio ), titolo più affidabile per vendere un maggior numero di copie.

Come sempre avviene nel corso del progresso scientifico, la scoperta del bosone di Higgs se da un lato fornisce qualche risposta, dall’ altro pone nuove domande.

Una sfida che i ricercatori hanno raccolto con un progetto ambizioso, annunciato dal direttore del CERN, Fabiola Giannotti, durante la serata in Piazza Maggiore a Bologna: costruire presso il CERN di Ginevra un nuovo acceleratore di particelle, molto più potente del Large Hadron Collider che ha stanato il bosone di Higgs.

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