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Scritto da nel Numero 103 - 1 Ottobre 2013, Politica | 0 commenti

Lei è un moderato, si moderi!

Lei è un moderato, si moderi!

Dopo due mesi di continuo conflitto, cresciuto in intensità ed in irresponsabilità con il passare dei giorni, nell’ultima settimana Silvio Berlusconi ha messo a segno due mosse – dimissioni dei parlamentari e dei ministri pdl – che hanno l’obiettivo di costringere il Presidente della Repubblica a sciogliere le camere ed indire elezioni anticipate. Considerando che la sentenza definitiva pronunciata dalla Cassazione ad inizio Agosto verrà seguita dall’esecuzione della condanna penale confermata in quella sede, con la scelta per il condannato di optare tra arresti domiciliari ed affidamento ai servizi sociali, e, con il pronunciamento a metà ottobre da parte della Corte d’Appello di Milano sulla pena accessoria, dall’interdizione dai pubblici uffici che vuol dire impossibilità di ricandidarsi al Parlamento, questa battaglia per la propria libertà personale intrapresa da Silvio Berlusconi non ha possibilità di essere da lui vinta. Oltre a tutto ciò altri processi nei suoi confronti si stanno avviando a compimento, con il rischio concreto che l’ex- Presidente del Consiglio possa dover trascorrere gli ultimi anni della sua vita senza poter godere della libertà personale.

Proprio a questo dobbiamo l’accelerazione della crisi e il tentativo di scardinare qualsiasi regola di convivenza democratica, perché Berlusconi pensa di poter evitare tutto questo facendosi forte di un’eventuale vittoria elettorale, contrapponendo alle decisioni della magistratura il “volere del popolo”, continuando ad affermare ciò che in questi venti anni ha portato nel dibattito politico ed istituzionale: lui è diverso da tutti gli altri! Infatti è proprio l’articolo 3 della Costituzione, quello che afferma la semplice formula dell’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, a stargli stretto e ad dover essere sostanzialmente cancellato. Per farlo in questi anni l’ex-Presidente del consiglio ha intrapreso una personale battaglia con la magistratura che ha portato l’Italia sull’orlo del baratro, una battaglia fatta di bugie cinismo e malafede. La riforma sacrosanta della giustizia da molte parti richiesta, soprattutto di quella civile che tanti problemi dà ai cittadini ed al sistema economico, è stata sempre affrontata dal punto di vista dal lato dei provvedimenti per aiutarlo a schivare i suoi processi. Ora però il fortino è stato espugnato e da agosto di quest’anno cominceranno a piovere sentenze definitive che porteranno alla caduta del sogno dell’impunità che tanti danno ha fatto al tessuto etico, morale e sociale di questo Paese. Per provare ad scongiurare questo finale già scritto, Berlusconi ha pensato bene di affidarsi ai peggiori individui che poteva annoverare nel suo partito personale, fidandosi cioè dei consigli dei cosiddetti falchi, personaggi autoreferenziali che nulla hanno a che fare con le grandi tradizioni politiche del passato che negli anni scorsi hanno contribuito all’affermazione del berlusconismo ed hanno creato l’ossatura della Forza Italia del 1994. Si è affidato infatti a personaggi che sicuramento non lasceranno il segno nei liberi di storia, se non in senso negativo, firmando le conseguenze disastrose che l’accelerazione di questa crisi potranno avere per i conti dell’Italia.

A dimostrazione dello strappo consumatosi, basta vedere i numerosi distinguo di persone ragionevoli del PDL che cominciano a piovere e che potrebbero rappresentare una speranza per la sopravvivenza di questo Paese, da troppi anni fiaccato da una logica di individualismo ed arroganza che per nulla hanno a che fare con l’interesse di milioni di Italiani di ogni orientamento politico.

Nelle prossime ore torneremo ad affidarci alle sapienti mani di un arzillo ottantottenne, che per l’ennesima volta nel corso della sua permanenza al Quirinale sarà impegnato ad affrontare con saggezza una situazione che rischia di compromettere ulteriormente la già complessa situazione economica e finanziaria dell’Italia. L’esito delle ultime elezioni politiche del febbraio 2013 potrebbero consentire di trovare in parlamento i numeri per far continuare l’azione di governo procedendo ad un semplice assegnazione delle deleghe lasciate vacanti dai ministri dimissionari, dando così anche l’importante messaggio che nel Parlamento Italiano gli irresponsabili sono minoritari.

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