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Scritto da nel Il Mondo nel Pallone, Numero 121 - 1 Luglio 2015 | 0 commenti

Il Parma fallisce, ripartirà dalla Serie D

Il Parma fallisce, ripartirà dalla Serie D

In due mesi si sono succeduti la bellezza di cinque presidenti, con tanto di cinque aste fallimentari e ventidue milioni e seicentomila euro di debiti sportivi (inizialmente erano vicini agli ottantaquattro milioni ma sono scesi grazie al certosino lavoro dei curatori fallimentari). Stando al regolamento federale, il titolo sportivo del Parma Football Club ritorna ora nelle mani degli organi federali che, sentito il parere dell’Amministrazione Comunale cittadina, verrà consegnato ad una nuova società che dimostri di essere in grado di partecipare al campionato di Serie D. In passato i ducali erano sopravvissuti al crac Parmalat e al successivo arresto del presidente Tanzi cambiando il nome da Parma A.C. a Parma F. C.

I primi segnali alla fine della scorsa stagione, iniziata l’anno del centenario con grandi investimenti sul mercato, dove un ritardo nel pagamento delle quote Irpef una cifra intorno ai 300 mila euro costò al club l’iscrizione alla Coppa Uefa (Europa League), questo fatto sembrava una sciocchezza invece nascondeva una valanga che ha sepolto il club ducale.

La stagione appena conclusa è stata a dir poco farneticante a novembre l’esplosione del caso relativo agli stipendi, poi il passaggio di quote da Ghirardi all’albanese Taci, sino ad arrivare alla cessione a Manenti per la cifra simbolica di 1 euro. Il numero dei giocatori controllati dalla società si aggirava intorno alle 250 unità, molti dei quali inutili al progetto della squadra per non parlare degli ingaggi sproporzionati (anche se questo purtroppo non è un problema circoscritto al Parma) e altre spese pazze dovute ad una gestione tutto tranne che corretta.

Nel giro di un pomeriggio se ne vanno 102 anni di storia (la società nacque infatti nel lontano 1913), tre Coppe Italia, una Supercoppa Italiana, due Coppe Uefa, una Coppa delle Coppe (con un’altra  finale sfumata a Copenaghen nel 1994 contro gli inglesi dell’Arsenal). Dati alla mano il Parma risulta attualmente il 4° club italiano dopo Milan, Juventus e Inter (il 15° in Europa) nella classifica generale dei vincitori delle coppe calcistiche Uefa.

Da Parma sono passati calciatori del calibro di Crespo, Asprilla, Stoichov, Brolin, Couto, Crippa, Sensini, Benarrivo, Apolloni, Dino Baggio, Zola, Buffon, Cannavaro, Chiesa, Thuram sino ad arrivare a Cassano uscito di scena a fine gennaio in polemica con la nuova proprietà rea di non aver pagato stipendi alla squadra per molti mesi, troppi.

Si dice che c’è sempre il sole dopo la tempesta. Sembra una frase scontata, ma qua pare sia così. Stando alle ultime notizie Guido Barilla, presidente dell’omonima multinazionale insieme ad altri sette azionisti, affiancati dall’azionariato popolare, si apprestano a rilevare la società che prenderà il nome di Parma 1913. Il presidente sarà niente meno che Nevio Scala da queste parti più di un’istituzione. Alla nuova società un sincero in bocca al lupo per un pronto rientro nelle serie professioniste!

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