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Scritto da nel Internazionale, Numero 100 - 1 Giugno 2013 | 0 commenti

In Siria continuano gli orrori della guerra, Mosca non abbandona Assad

In Siria continuano gli orrori della guerra, Mosca non abbandona Assad

La questione siriana scotta, un conflitto, l’ultimo in ordine di tempo di quella che gli analisti hanno chiamato “Primavera araba” e su cui i principali soggetti politici internazionali sembra non riescano a trovare una exit strategy.

L’imbarazzo però è palpabile dopo la fornitura di armi da parte del Cremlino nei confronti di Assad e la decisione dell’Unione Europea di non rinnovare l’embargo sulle armi agli insorti siriani, provocando l’ira di Mosca e Damasco.

Assad il 29 maggio conferma che la Siria ha ricevuto la prima consegna dei missili russi anti-aerei S-300., “Un’altra fornitura arriverà presto”. Ieri la Ue aveva deciso di non rinnovare l’embargo sulle armi agli insorti siriani, provocando l’ira di Mosca e Damasco.

 ”L’iniziativa di Assad imbarazza la Russia”, scrive il quotidiano russo politico – finanziario Kommersant “Mosca si esprime sulla fornitura di S-300 in modo molto più cauto”.

Sergei Korotkov, direttore generale della MiG, società che produce i jet da comabattimento, ha dovuto solo in parte confermare le parole di Assad: gli aerei da combattimento MiG-29MM2 russi saranno forniti alla Siria in conformità con il contratto già stipulato. “La delegazione siriana è ora a Mosca. I dettagli sono in fase di determinazione”, ha detto Korotkov.

Mentre una data precisa per le consegne degli S-300, sistemi di missili terra-aria, alla Siria non è stata ancora determinata, riporta un’agenzia di stampa senza precisare la fonte. La fonte inoltre non ha escluso che le esportazioni di S-300 in Siria potrebbero essere rinviate a tempo indeterminato, come è successo con i sistemi tattici Iskander diversi anni fa. Oppure potrebbero essere consegnati, ma non prima dell’autunno.

Washington nei giorni scorsi aveva avvertito che ogni fornitura di armi del genere da parte di Mosca prolungherebbe soltanto il conflitto tra le forze governative e i nemici di Assad in Siria, dove gli attivisti hanno indicato che oltre 94mila persone sono state uccise dal marzo del 2011.

“C’è una chiara pressione popolare per aprire un nuovo fronte di resistenza nel Golan”, ha dichiarato Assad ad al Manar, l’emittente televisiva dal suo stretto alleato Hezbollah, il movimento sciita libanese che sta combattento al fianco delle sue forze. “Ci sono diversi fattori, comprese le ripetute aggressioni israeliane”, ha aggiunto il presidente, alludendo ai raid aerei dello stato ebraico contro la Siria, “Abbiamo informato tutte le parti che ci hanno contattato che la prossima volta risponderemo a un’aggressione di Israele”.

Nessun commento è arrivato alle dichiarazioni di Assad dallo stato ebraico, che nel 1981 ha annesso le Alture del Golan, anni dopo averle riconquistate, con una decisione mai riconosciuta e ratificata dalle autorità internazionali.

Il conflitto siriano appare più che mai come una matassa sempre più complicata da sbrogliare, Carla Del Ponte, componente della Commissione Onu sulla violazione dei diritti umani ha parlato di crimini “da entrambe le parti” e di una “inusitata crudeltà, peggio della Bosnia”.

Le Nazioni Unite hanno confermato la data del 5 giugno per una riunione preparatoria a Ginevra della Conferenza internazionale sulla Siria, denominata Ginevra 2.

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