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Scritto da nel Numero 101 - 1 Luglio 2013, Politica | 0 commenti

Il presidenzialismo è una CAGATA PAZZESCA!

Il presidenzialismo è una CAGATA PAZZESCA!

Sport nazionale dell’estate 2013 non è solo il calciomercato, ma anche il mercato delle riforme cosiddette istituzionali, quelle che nella Costituzione modificano le figure apicali del nostro Paese: il ruolo del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio e dei parlamentari.

Propongo di seguito la mia opinione di parlamentarista convinto e sostenitore della Prima repubblica.

L’esperienza della cosiddetta seconda repubblica insegna che non ci sono scorciatoie organizzative in grado di risolvere problemi politici: o meglio, l’unica teoricamente plausibile sarebbe una dittatura, se piuttosto feroce, in grado di sottomettere ogni altro volere al suo. Questo sembra chiedere l’opinione pubblica e su questo piano inclinato gli pseudo-partiti ora presenti si sono accodati col freno a mano tirato. Finiremo per eleggere direttamente il Presidente, senza pensare che sono 20 anni che immaginiamo di eleggere direttamente un Premier e che questo non ha avuto alcun effetto positivo, visto che il potere legislativo comunque rimane al Parlamento.

L’opzione dittatura, ad ogni buon conto, non garantirebbe dalle corruttele e dalle inefficienze, ma questi argomenti sistemici sembrano non venire presi in considerazione. Di certo non un buon viatico per un dibattito che dovrebbe concentrarsi su come rendere la nostra politica all’altezza dei tempi.

Considerando che quella dittatoriale non è praticabile, il presidenzialismo si risolverebbe nell’elezione di una Miss, ma non eviterebbe le anatre zoppe e le lungaggini parlamentari: si amplierebbe la distanza tra la costituzione reale e quella immaginata, fenomeno nocivo che da vent’anni nasconde le responsabilità politiche dietro fumosi dibattiti di architettura. Non è un caso che i saggi di Napolitano, oltre ad aver contestato al Porcellum il premio di maggioranza abnorme, siano risultati propensi a una soluzione di tipo parlamentarista.

Per quanto mi riguarda, il tema politico istituzionale da affrontare è un emendamento della Prima repubblica. Si tratta di stabilizzare il Governo rispetto alle leggerezze del Parlamento in misura maggiore: è sufficiente che all’incarico da parte del Presidente della Repubblica non segua il voto di fiducia e che il Governo possa essere abbattuto solo eleggendone un altro. La sfiducia costruttiva. La legge elettorale potrebbe dunque essere proporzionale, con uno sbarramento in basso per agevolare le aggregazioni, in modo che l’elezione del Presidente della Repubblica sia rappresentativa del volere dell’elettorato. In questo modo si può procedere verso l’efficienza escludendo il Senato dall’attività legislativa: occorre evitare duplicazioni, competenze concorrenti e supercazzole strane. Aboliamo il Senato, oppure diamogli diversi poteri esotici (chi suggerisce che i Lord inglesi giudicano i magistrati, ma su questo si potrebbe esercitare la fantasia al potere).

Tutto qua. Poche righe ben innestate su una Costituzione che definire la più bella del mondo è probabilmente uno sterile esercizio di retorica, (soprattutto quando neanche la si sa leggere, vedasi articolo 33 http://www.larengodelviaggiatore.info/2013/05/perche-votare-b-al-referendum-del-26-maggio-e-post-scriptum-perche-no-a-rodota/), ma che tenere viva nella realtà è molto più importante.

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