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Scritto da nel Numero 119 - 1 Maggio 2015, Scienza | 0 commenti

Un tesoro fuori mano

Un tesoro fuori mano

E’ la pietra più rara e preziosa che esista sulla Terra, da secoli oggetto del desiderio e simbolo di purezza perfetta. Eppure, fuori dal nostro pianeta, il diamante potrebbe essere più comune di quanto ci si aspetta.

Nelle profondità del cosmo è stata scovato un corpo celeste che, secondo il team di astronomi che ha coordinato la ricerca, potrebbe essere quasi interamente composto da carbonio cristallizzato. Un unico colossale diamante, in grado di far venire l’ acquolina in bocca anche a zio Paperone. Ma per mettere le mani su un simile tesoro forse non basterebbe tutta la fortuna del creso disneyano.

L’ oggetto in questione è una nana bianca che si trova a circa 900 anni luce da noi, in direzione della costellazione dell’ Acquario, talmente fredda e lontana da  essere invisibile ai telescopi terrestri.

La sua esistenza è stata rilevata studiando le anomalie nei segnali radio emessi da un stella vicina, la pulsar psr j2222-0137. Con questa compagna la presunta gemma cosmica forma quello che gli astronomi definiscono un sistema binario. I due corpi celesti ruotano uno intorno all’ altro, completando l’ orbita in poco più di due giorni.

Entrambe sono quel che resta di astri giunti a fine carriera. Una volta esaurito il suo combustibile interno, in gran parte idrogeno ed elio,  qualsiasi tipo di stella perde il suo equilibrio incamminandosi verso una fine che può essere più o meno violenta.

Se la stella diamante ha avuto un tranquillo declinare, la sua vicina di casa è reduce da trascorsi piuttosto burrascosi. Si tratta infatti di una pulsar frutto dell’ esplosione di una supernova, stella di dimensioni tali da far impallidire il nostro Sole.

Tornando all’ origine della nostra gemma, nella variegata tipologia di questi corpi celesti, occorrono particolari caratteristiche per evolvere in una nana bianca. La principale è che l’astro abbia una massa simile a quella solare.

Questi oggetti finiscono per collassare su se’ stessi, riducendosi a un corpo molto più piccolo composto in gran parte da ossigeno e carbonio. Il destino che li attende  è quello della morte termica, in un periodo valutabile in miliardi di anni, si raffreddano, fino a diventare degli inerti e gelidi massi vagolanti nello spazio.

Nonostante l’ età veneranda, si stima abbia circa undici miliardi di anni, la stella diamantifera non sembra essere arrivata ancora al capolinea, anche se ormai dovrebbe mancare molto poco, sia pure con i tempi astronomici. Secondo i calcoli degli astronomi che la seguono, la sua temperatura è di circa 2.700 gradi centigradi, più che sufficienti per vaporizzare un essere umano, ma pochissimi per una stella.

Una condizione che potrebbe aver portato il corpo celeste a cristallizzare il carbonio presente, rendendola una gemma di dimensioni inimmaginabili.

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