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Notti bianche a San Pietroburgo

Mia mamma aveva vissuto dall’età di sei mesi ai 18 anni a San Pietroburgo e spesso mi raccontava la magia delle notti bianche nella sua città.

Uno spettacolo teatrale omonimo, tratto dall’opera di Fedor Dostoevskij, con Giulio Bosetti e Giulia Lazzarini, regia di José Quaglio, le scene di Emanuele Luzzati e costumi di Eugenio Guglielminetti aprì la stagione 1964 – 65 al Teatro Chiabrera di Savona, con il palcoscenico illuminato dalla luce particolare del crepuscolo, e colpì definitivamente la mia fantasia.

Successivamente sentii parlare del sole di mezzanotte di Capo Nord e nella mia infanzia inizialmente lo confusi con le notti bianche, ma mia madre mi spiegò che il sole a Pietrogrado tramontava e che il crepuscolo serale si fondeva con quello dell’alba.

Dopo tanti, tanti anni ho avuto occasione di vivere questa emozione. In verità le prime due notti il cielo era molto nuvoloso, con nuvole nere che coprivano il bagliore e quindi non nascondo una perplessa delusione.

Ma il 20 giugno vedere a mezzanotte e mezza nitidamente l’inizio dell’alba (dopo che il tramonto non era ancora terminato), con la luce che si vedeva nei vasti squarci della cortina di nuvole è stata una emozione fortissima, sottolineata da uno spettacolo di fuochi artificiali sulla Neva accompagnata dalla musica di famosi compositori russi e conclusa con l’ingresso sul fiume di un veliero con le vele rosse simbolo della città!

Emozione condivisa con una folla immensa e gioiosa costituita soprattutto da una popolazione giovane, migliaia di ragazze e ragazzi con un’età inferiore ai trent’anni che si muovevano in massa verso la Neva, dietro al Palazzo d’Inverno, che hanno lasciato una enorme piazza pulita.

La sera successiva il cielo era sereno e quindi effettivamente a mezzanotte c’era una luminosità assolutamente impensabile, proprio quella che i racconti di mia madre evocavano. Aveva ragione: una magia che solo chi la vede può capirla!

In conclusione dico ai lettori: se avete in programma una visita a San Pietroburgo dovete assolutamente metterci i giorni del solstizio d’estate: NON LO DIMENTICHERETE MAI PIU’

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