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Scritto da nel Numero 165 – Inverno 2021 – To vax or not to vax, Scienza | 0 commenti

Il destino di un numero

Il destino di un numero

Cinque cifre, tatuate sul braccio di una ragazzina al momento del suo ingresso nel campo di sterminio di Auschwitz, nel 1944. Una procedura standard nella macabra burocrazia della follia nazista. Molti di quei numeri sono finiti in cenere, ma non questo. Era il 75190 e la ragazza sopravvissuta Liliana Segre.

Dopo quasi ottanta anni quelle cifre, nate in un inferno creato dall’ uomo, si avventurano nello spazio. L’ Unione Astronomica Internazionale, accogliendo la richiesta dell’Istituto Nazionale di Astrofisica di Trieste, ha dedicato un asteroide a Liliana Segre. Al corpo celeste è stato attribuito il codice 75190, come la matricola che la senatrice a vita aveva ad Auschwitz.

Il nome dell’asteroide è stata annunciato in occasione del Giorno della memoria, nel corso del convegno ‘Convivere con Auschwitz, edizione 2021’, organizzato dall’Università di Trieste in collaborazione con il Memoriale della Conferenza di Wannsee e l’Istituto italiano di cultura di Berlino.
(75190) SEGRELILIANA, questo è il nome completo secondo la codifica dell’ Unione Astronomica Internazionale, è stato scoperto alla fine degli anni novanta del secolo scorso nella fascia degli asteroidi, la vasta area del sistema solare compresa fra Marte e Giove.
Qui orbitano migliaia di questi corpi celesti, denominati anche pianetini. Frammenti dei primi istanti di vita del sistema solare che non si sono aggregati in pianeti. Una popolazione molto eterogenea per composizione e dimensioni. Si passa da piccoli macigni di poche decine di metri a giganti di quasi mille chilometri di diametroiù grandi della Luna, come Cerere.
75190 ha un diametro di circa un chilometro e mezzo e compie un’ orbita completa intorno al Sole in poco meno di quattro anni. Come lui, molti suoi compagni di viaggio portano, oltre al codice numerico, nomi di persone reali.
Per i primi asteroidi si attinse a piene mani alla mitologia. Iniziò l’ abate Piazzi a Palermo nel 1803 dedicando il corpo celeste che aveva appena scoperto a Cerere, la dea protettrice della Sicilia. Quando i nomi mitologici cominciarono a scarseggiare si passò a stati e paesi per arrivare alle persone.

Fra tanti nomi terrestri, quello di 75190 assume una valenza particolare. Nella sua autobiografia Liliana Segre ricorda: “ alla fine della giornata, il mio mondo di fantasia, al quale mi aggrappavo per ‘fuggire’ dal campo, era diventato una piccola stella che vedevo nel cielo. Ogni giorno quando arrivava il buio la cercavo, le parlavo. Ero felice di ritrovarla, significava che un altro giorno era passato. ”

 

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