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Scritto da nel Media e Cultura, Numero 172 - Archivio 2023 | 0 commenti

I luoghi di Puccini: Torre del Lago

I luoghi di Puccini: Torre del Lago

È il 1896. La primavera volge all’estate e l’alba porta con sé un giro di vento, che ora spira da nord. Dopo la notte passata al pianoforte, Giacomo Puccini sale in camera da letto ed esce sul balcone a sentire il cinguettio del buongiorno che proviene dai pennuti vicini di casa. In lontananza ode un suono che ama: sono le quattro nuove campane della chiesa romanica di Bargecchia, un paese di prima collina di là dal Lago di Massaciuccoli. Accenna un sorriso, torna al pentagramma e aggiunge le campane – riproducendone fedelmente le note – al duetto che chiude il primo atto della Tosca.

Il maestro era fatto così. Prendeva spunto da tutto ciò che lo circondava, quasi fosse uno scrittore in musica. Geniale sperimentatore ed instancabile correttore di sé stesso, trasse almeno una parte del suo estro da una tradizione secolare. I Puccini furono infatti maestri di cappella del duomo di Lucca per quattro generazioni: alla metà del Settecento era stato l’omonimo antenato del nostro a trasferirsi nella capitale dell’antica Repubblica. Fuori dalle possenti mura cinquecentesche di Lucca, tra le colline che separano la città dalla Versilia e il mare (Ligure secondo il genovese Istituto Idrografico della Marina, Tirreno a sentire la monegasca International Hydrographic Organization) il luogo d’elezione del maestro è la villa di Torre del Lago, frazione del Comune di Viareggio che già nel 1938 unì al toponimo il cognome del suo più noto cittadino.

Quello che oggi è un popoloso agglomerato di casette fu una macchia verdeggiante: Puccini scrisse che v’erano dodici case, e che i dintorni erano abitati da animali d’ogni tipo. Innamoratosi della pace che vi regnava, affittò l’antica torre di guardia che dominava la sponda del Lago di Massaciuccoli e quando poté acquistarla la modificò completamente, trasformandola nella villa che possiamo visitare grazie agli attenti restauri che vi sono stati portati negli anni (è stato concluso nel mese di maggio il ripristino degli eleganti mosaici pavimentali al pianterreno).

È questa la tappa dell’emozione. Dal curato giardino che fronteggia il belvedere – un tempo lambiva il padule – si entra in una casa riccamente arredata secondo quegli stilemi del Liberty che a cavallo tra Ottocento e Novecento ebbero tanto successo. La sala d’ingresso ospita il pianoforte che per anni espresse le composizioni di Puccini; alle spalle dello strumento, nel salottino dietro il muro, le sue spoglie riposano quasi a voler mantenere una fisicità nel rapporto fra Giacomo e la sua tastiera.

Visitare questo edificio permette di scoprire alcuni tratti interessanti della personalità del compositore. La vetrina di un piccolo ambiente accoglie non pochi fucili: una delle sue più grandi passioni fu la caccia, per la quale finì addirittura a giudizio. Ma di pallini ne aveva parecchi, a cominciare dalla bicicletta per proseguire con i motoscafi e le automobili. Ne possedette diverse, e ci mise perfino del suo allorché domandò a Vincenzo Lancia di realizzargliene una con telaio rinforzato, ruote adatte al fango e altre caratteristiche personalizzate: in sostanza, per migliorare la sua esperienza di caccia quando si spostava in Maremma – dove le strade erano terribili, a suo dire – Puccini si rese artefice del primo fuoristrada per uso civile.

La sua attitudine alla modernità è ben evidente al piano di sopra della villa, dove si fece allestire il bagno in camera. Certamente il maestro trasse spunti dai suoi numerosi viaggi, non ultimi gli appuntamenti americani, ma in generale fu un uomo molto curioso. Pur rimanendo per tanti aspetti tendenzialmente conservatore lo attirava tutto ciò che era diverso, esotico, nuovo.

E vero. Con gli amici di Torre del Lago non disdegnava giocare a carte, far bisboccia e fumare come un turco. Con i parenti era affettuoso e burlone. Con sé era fermo, capace di rivedere le sue azioni e i suoi lavori. Anche se era sempre allegro lo velava una malinconia, forse la stessa che lo aiutò a produrre pagine di musica meravigliose e tragiche perfino in commedia. Non resta che ascoltarle e acclamarle nei teatri di tutto il mondo. Ma finché si è qui a Torre del Lago, magari fuori stagione, si può gustare il silenzio che liberava la mente geniale di Giacomo Puccini.

(30 novembre 2023)

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